Anonimo
Anonimo ha chiesto in Politica e governoPolitica e governo - Altro · 1 decennio fa

vi ritenete patriottici?

Aggiornamento:

elaios,ciao!si,quel che intendi tu,più propriamente amare l'italia come nazione,onorarla con parole e sopratutto azioni..

io personalmente non mi sento patriottica,non credo nella patria o nella nazione in genere,nè nei confini.Credo che la nostra(di noi umani)casa più che l'italia sia il mondo e se sosteniamo e apprezziamo qualcosa debba avvenire indipendentemente che quella cosa si trovi all'interno dello stato in cui siamo nati o meno..spesso si rischia il vecchio atteggiamento di servilismo incosciente verso lo stato

26 risposte

Classificazione
  • 1 decennio fa
    Risposta preferita

    Con una possibilità su 6 miliardi, sono nato in italia. Quindi sono un 6 miliardesimo di patriota.

    Tanto vale l'insieme dell'umanità, direi che sono certamente in terrestre, abitante di un pianeta chiamato Gaia, del sistema solare, situato nel braccio meridionale della galassia via lattea.

    Per me patriota è estremamente riduttivo, ristretto, localista, dallo sguardo limitato a dei confini politici contro natura.Il mio respiro è più ampio, universale, il piccolo uomo patriota non conta nulla. È l'agnello sacrificale della razza padrona, quando gli verrà chiesto dovrà donare la sua vita e quella di suo figlio nel nome del potere della potestà. Della patria. Del padrone.

    L'ideologia del patriottismo nasce per influenzare e controllare i propri servi, affinché diventino alla bisogna dei buoni e docili cani da guardia. In cambio di una ciottola di cibo e di un osso da rosicchiare.

  • 1 decennio fa

    Credo che esista una forma di patriottismo "inevitabile", come una forma di abitudine ad una cultura e ad un paesaggio che respiro da quando sono nato. Modi di fare, atteggiamenti che mi riconosco facenti parte di una cultura comune. Inevitabile, insostituibile, prezioso.

    Il patriottismo alla La Russa, tanto per intenderci, mi sembra invece un residuo ottocentesco. I confini, la bandiera, l'inno, sono serviti a creare il concetto di nazione ma ormai da tempo i destini dell'umanità sono talmente condivisi che bisognerebbe pensare a creare il concetto di umanità.

    Dato che è impensabile introdurre in questo caso concetti come i "sacri confini" e l'odio per il "nemico" direi che è arrivato il momento per noi tutti di incominciare ad essere persone serie e dedicarci a tenere in buone condizioni questa immensa astronave sulla quale viviamo.

  • Non posso scrivere a parole il sentimento che provo, il brivido che corre pronunciando la parola "Italia", ed il suo inno, e parlare delle sue Forze Armate. Non posso descriverti a parole le mie sensazioni nel vedere l'Unica Schiera di mille soldati, o la schiera dei reggimenti che cantano l'Inno di Mameli mentre la Bandiera di guerra del reggimento passa davanti ad essa, durante gli Onori Militari, durante l'Inno. Non ti posso descrivere cosa penso quando vedo una divisa storica, una mano destra alzata al grido di "LO GIURO". Non potrò mai osannare appieno questo corpo, scolpito con la roccia della mia terra, e la terra stessa, frutto di battaglie. Non posso descriverti tutti i miei brividi al grido di FOLGORE!!!, come non posso descriverti le mie sensazioni nel vedere alta nel cielo e nel mondo una Bandiera verde, bianca e rossa. Verde, come i campi di battaglia dove i nostri antenati per me, per te e per tutti hanno conquistato l'indipendenza. Bianco,, come il giglio, simbolo della splendente Firenze, rosso, come il sangue versato sul verde dei campi da chi ha fatto della causa italiana la sua ragione di vita. Non mi possono smettere di brillare gli occhi nell'aniversario di El Alamein, non posso non commuovermi se si parla di esso. Non posso stare a guardare immobile 25 bare ricoperte dal trivolore, simbolo del maledetto 12/11/2003, l'attentato a Nassiriya. Non posso non affermare di appartenere solo e soltanto alla mia Italia, la mia Patria. Non posso tremare di rabbia se sento diffmazioni sull'Italia, sulla sua cultura, sul suo passato, sulle sue origini.Non posso, da grande, non immaginarmi in divisa, ogni mattina, provare sensazioni di commozione all'alzabandiera, con lo scudetto italiano sulla manica della divisa. Non posso, infine, non sentirmi soldato quando si parla di Garibaldi. Non posso non sentirmi Italiano. Perchè lo sono e lo sarò sempre, nel bene e nel male, io sarò accanto alla mia Patria.

    Fonte/i: L'ho scritta io, ma più che una risposta mi sembra una poesia... Grazie Audy per il pollice in su :)))
  • Anonimo
    1 decennio fa

    Si perché amo questo paese!

  • Che ne pensi delle risposte? Puoi accedere per votare la risposta.
  • 1 decennio fa

    si mi riscopro patriotico!!!è ancora presto per la realizzazione di un mondo unico!!!se l umanità andrà avanti però ci arriveremo!!ciao

  • blu
    Lv 6
    1 decennio fa

    Assolutamente si e motivo il mio patriottismo. Noi siamo figli della nostra storia, del nostro vissuto e del nostro passato. Non siamo stati un granchè nella storia; siamo stati invasi ripetutamente e, ripetutamente non siamo rimasti coesi nell'orgoglio di appartenere ad una terra nella quale affondano le nostre radici. Noi vantiamo grandi scienziati, scopritori, artisti, letterati e poeti che tutto il mondo c'invidia...chissà xchè! Eppure, abbiamo la grande capacità nonchè la stoltezza, di essere qualunquisti: x la serie "come butta-butta e chi se ne fregha!" Povero il Garibaldi che credette di unificare un'Italia frastagliata in tanti regni! E prima ancora Cavour e molti italiani che credevano nel grande sogno di unificare in un'illusoria armonia, la nostra bella patria. Molti dettero il proprio sangue x qsto sogno...già l'antica Roma imperialista volle allargare i confini di un'impero fatto da uomini coraggiosi, motivati da grandi ideali. La storia insegna e, basta immergersi in essa x comprendere che prima di noi, uomini e donne credevano fortemente in un'identità fatta di cultura, arte, scienza benchè pregna di errori. Ma l'errore è l'uomo stesso, essere imperfetto, perfettibile ed unico nelle proprie idee ed ideali, giusti o sbagliati che possano sembrare ma unici nel sogno di appartenenza. E l'appartenenza è sapersi riconoscere e coalizzarsi nel difenderla e ciò appartiene a qualunque etnia. Noi abbiamo una patria, come il resto del mondo, ed il resto del mondo può migrare x disperazione ma non potrà mai scordare le proprie radici profonde. Noi stessi siamo un popolo di emigranti, lo siamo stati subendo le umilizioni e le quarantene come fossimo appestati ma non abbiamo abbassato la testa: generazioni trasferitesi in Australia piuttosto che in America od altrove, benchè ricchi e realizzati, si sentono sempre italiani e accorrebbero in patria x difenderla. Lo so atraverso i miei viaggi, parlando con gli italiani all'estero. La vera battaglia è tentare di cambiare le cose in patria anche soffrendo, i governi che non ci piacciono li abbiamo votati noi, e la nostra morale, come il nostro orgoglio, si sono sbiaditi. Siamo un popolo di rassegnati, l'anticamera del lassismo e "del fai-da te"...slegati gli uni agli altri senza comprendere appieno quanto può essere importante invece la nostra fierezza. Si, sono nazionalista....PRESENTE!

  • 1 decennio fa

    io mi sento cosmopolita. troppe guerre, troppi furti, troppe rapine e troppe stragi sono state compiute in nome della cosiddetta patria. Io rispetto il luogo in cui vivo perché ci sono affezionato ma non sono disposto ad uccidere per esso né a porre in essere delle barricate.

    le uniche barricate le farei tra chi sfruttatori e sfruttati.

    ma i confini delle nazioni sono una tale idiozia....

  • elaios
    Lv 6
    1 decennio fa

    questa domanda è più difficile di quel che si direbbe,bimba.

    cosa intendi per patriottico?

    amare l'italia?

    essere pronto a morire per il mio paese?

    Fonte/i: più che patriota mi considero idealista.
  • Anonimo
    1 decennio fa

    Concordo con Luc e Alberto.

    Sotto un profilo più scientifico il patriottismo è una derivazione antropologica dell'istinto di difesa del territorio e del proprio aggregato sociale.

    Spingendomi verso una deriva leggermente più ideologica sostengo come Luc che questo sentimento è sapientemente sfruttato da sempre dalle classi dominanti per mantenere i propri interessi e salvaguardare la "ragion di Stato".

    Tornando invece a una visione più analitica, è impossibile tracciare precisi confini delle nostre radici culturali, poichè il nostro paese ha assimilato una vastissima gamma di matrici e tratti culturali differenti.

    Volendo identificare le radici giudaico-cristiane, esse sono state un necessario instrumentum regni (che contrariamente a quanto si pensa non furono il motivo della caduta dell'impero romano, bensì un prezioso collante e a quella stregua si dovrebbero considerare anche le radici pagane e i sincretismi, che non mi sembrano tutto sommato da buttar via.

    Se si guarda poi a Roma stessa, nacque dalle alleanze tra latini, sabini, etruschi, greci, sanniti.. etc. tali alleanze a loro volta assimilarono germani, celti, slavi, iberi, nordafricani, etc.

    La storia italiana è poi sempre stata segnata da smembramenti e conquiste, dai feudi, passando per comuni e signorie, fino alle invasioni da parte di potenze straniere e agli interessi economici e geopolitici dei Savoia aiutati da Inghilterra e Francia.

    Questa ricchezza multiculturale è rimasta tantissimi ambiti, dalla lingua alle forme paesaggistiche (magari Luc conoscerà bene le analisi di Emilio Sereni) e questo non lo definirei per forza qualcosa di negativo, tanto che contraddistingue moltissime altre realtà di questo pianeta, mentre trovo piuttosto limitativo e approssimativo il concetto di patria e unità culturale.

  • .....
    Lv 7
    1 decennio fa

    mi ritengo fiera della mia nazionalità e credo che tutti gli italiani (o persone di nazionalità italiana), dovrebbero credere di più nelle possibilità del nostro Paese... ci vuole un pò di fiducia :D

Altre domande? Fai una domanda e ottieni le risposte che cerchi.