Anonimo
Anonimo ha chiesto in Società e cultureReligione e spiritualità · 1 decennio fa

Attività e adattabilità?

"l'armata dell'Uno,che risponde alla parola,cessi ogni attività;

la conoscienza si risolva in saggezza.

Il punto vibrante divenga il punto quiesciente e le linee si fondino in una"

L'anima realizzi l'unità nei molti;

Io sono illavoratore e il lavoro,l'Uno che è...

qual'è il lavoro che il lavoratore svolge nella vigna del suo tempio?

9 risposte

Classificazione
  • 1 decennio fa
    Migliore risposta

    Il piano mentale intellettivo è il terzo campo di confronto con la manifestazione DIVINA, il terzo piano di espressione delle nostre sfere di esistenza e il terzo strumento di sperimentazione della nostra Olospiritualità. Esso corrisponde in noi al terzo chakra e al corpo mentale ed è collegato con il regno animale.

    Come il regno vegetale è recettivo all'intenzionalità, quello animale comincia a generare intenzioni. E' per noi il piano della “messa in atto” della nostra risposta alle percezioni e sensazioni.

    Il regno vegetale subisce generalmente le condizioni esterne (clima, predatori) ma possiede tuttavia un istinto di sopravvivenza che lo spinge a adattarsi a nuove condizioni, a patto che i cambiamenti siano molto progressivi.

    Il regno animale dimostra una maggiore adattabilità. I suoi tempi di reazione agli stimoli esterni sono più rapidi di quelli del regno vegetale. L'animale è capace di programmare, di elaborare piani d'azione. La propria sopravvivenza, quella dei cuccioli e quindi della specie, è legata alla sua percezione e alla capacità di valutare le condizioni ambientali, i pericoli e le risorse alimentari. Se queste condizioni non sono più favorevoli l'animale può decidere di spostarsi, di esplorare il terreno, di elaborare nuove tecniche di caccia. Forse l'animale non sarà consapevole di “esistere” ma dimostra comunque di essere in grado di riflettere, di scegliere e di organizzare.

    La mente viene definita come: “l'organo della attività intellettive: mente lucida, chiara, acuta; mente calcolatrice, ricettiva, organizzatrice”; e l'intelletto come: “complesso delle facoltà mentali che consentono di intendere, pensare, giudicare.”

    Come abbiamo detto nel capitolo sulla natura del pensiero, intendiamo, in questo caso, per “mentale”, la facoltà di ragionare secondo criteri logici e riflessivi. Quindi lo strumento mentale-intellettivo viene sperimentato attraverso il pensiero logico-razionale-lineare. Accedere a questa funzione è per l'Uomo un enorme progresso stimolato dalla necessità di gestire, in un modo equilibrato, le pulsioni emotive e la dualità materia-emozioni. Questo atteggiamento, per necessità di sopravvivenza, porta alla negazione, oppure alla razionalizzazione, della dualità delle emozioni e quindi a quella dell'esistenza di una dimensione inconscia.

    Con lo strumento mentale si pensa di potere gestire completamente le proprie emozioni in modo da non esserne più vittima. Per un certo tempo questo strumento ci sembrerà veramente efficace e questo avviene, ricordiamolo, perché l'identificazione con uno strumento crea uno spostamento di energia a detrimento degli altri strumenti.

    Come siamo stati prima drogati di potenza fisica e in seguito di entusiasmi emotivi, siamo ora sotto “l'effetto droga” del mentale-intellettivo. Conosciamo tutti delle persone drogate a livello fisico: sono innamorate del proprio corpo al quale dedicano tutto il loro tempo e la loro energia. Essi valutano tutto in termini di fisicità, di forza, di estetica e si relazionano solo fisicamente. Altre persone provano l'effetto droga nel campo emotivo: si esaltano per la grandezza dei loro sentimenti, la loro capacità di percepire, e forse di gestire, le emozioni altrui.

    Ogni upmp deve addattare le proprie capacità e ussarle per le attività che più gli sono congegnali.

    Ecco che allora l'anima si spande e la mente si apre a un continuo sviluppo di idee e di attività, adattandosi ad ogni persona o lavoro, sia spirituale che materiale.

    adattarsi e attivarsi è proprio dell'intelligneza umana

  • Anonimo
    1 decennio fa

    Così si farà.

  • sommo
    Lv 6
    1 decennio fa

    egli tiene fermo il tronco, e le montagne circoscrivono l' esercito perché il sapere divenga saggezza.

    vi è un momento per la crescita e un momento per la stasi. chi conosce la sua vigna sà quando è il momento del lavoro e quando giunge quello del riposo..

    il saggio dice di essere il lavoratore e il lavoro, perché egli si impegna ad insegnare ma al contempo il primo ad imparare da coloro cui insegna è lui, per cui è egli stesso il lavoro..e da qui emerge il concetto di adattabilità...

  • Anonimo
    1 decennio fa

    credo che sia aiutare le anime,

    a trovare la strada della luce, bella domanda (^_^)

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  • .....
    Lv 7
    1 decennio fa

    realizzare appieno la sua personalità e aiutare gli altri a fare altrettanto :D

  • Anonimo
    1 decennio fa

    Quale è la vigna e quale è il tempio?

    Pace fratello...

  • Anonimo
    1 decennio fa

    eh

  • Anonimo
    1 decennio fa

    boooooo

  • EH==========))))))))))))))))

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