Max94 ha chiesto in Scuola ed educazioneCompiti · 1 decennio fa

Aiutoooo è x domani!?!?!?

Qualkuno di vuoi mi può dare una mano??? Mi serve la recensione del libro "Una storia semplice" di Leonardo Sciascia... X favore ne vorrei una abbastanza dettagliata... Grz in anticipo!!!!

2 risposte

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  • Anonimo
    1 decennio fa
    Risposta preferita

    Il telefonista di una stazione di polizia, la sera del 19 marzo alle 21:35, riceve una telefonata di un uomo che chiede di poter parlare col questore. Egli annota:

    « L'ora e il nome della persona che telefonava, un certo Giorgio Roccella. Aveva una voce educata, calma, suadente. "Come tutti i folli" pensò il telefonista. »

    e trasferisce la chiamata al commissario che però in quel momento si stava infilando il cappotto per uscire così il brigadiere, che era seduto al tavolo vicino, prende la telefonata. L'uomo al telefono gli fornisce i propri dati, indica il luogo in cui si trova e chiede l'intervento di una pattuglia della polizia.

    Il commissario convince il brigadiere che si tratta di uno scherzo dato che l'uomo che aveva chiamato, un diplomatico, non veniva in quei luoghi da anni ed era improbabile che fosse tornato. Il brigadiere si offre di andare sul luogo ma il commissario gli dice che, se vuole, può passare l'indomani tanto egli sarebbe stato assente fino a lunedì per festeggiare San Giuseppe da un suo amico in campagna.

    « Ma no, sono sicuro che si tratta di uno scherzo... domani, magari, se hai tempo e voglia, vai a dare un'occhiata... Per quanto mi riguarda, qualunque cosa accada, domani non mi cercate, vado a festeggiare il San Giuseppe da un amico in campagna. »

    Il giorno dopo il brigadiere raggiunge in pattuglia il casolare nella contrada Cotugno ma la casa, che presenta evidenti segni di rovina, sembra deserta:

    « Tutte le imposte erano chiuse, tranne di una finestra dai cui vetri si poteva guardar dentro. Stando nella luce abbagliante di quella mattina di marzo, videro dapprima confusamente l'interno; poi cominciarono a distinguere e a tutti e tre, ripetendo la prova facendosi schermo del sole con le mani, parve certo si vedesse un uomo che, di spalle alla finestra, seduto a una scrivania, vi si fosse accasciato. »

    Il brigadiere decide di rompere il vetro della finestra per entrare e, constatato che l'uomo è morto e che nella testa, che poggiava sulla scrivania, tra la mandibola e la tempia, c'era un grumo di sangue, da ordine di non toccare nulla. La prima impressione è che si tratti di suicidio.

    Infatti la pistola, una vecchia arma tedesca della guerra del '15-'18, si trova a terra sulla destra della poltrona ma la mano del morto, invece di penzolare, è sul piano della scrivania a fermare un foglio su cui si leggeva:

    « Ho trovato »

    Questi elementi fanno presto scartare l'ipotesi precedentemente fatta.

    Sulla scrivania si trovano un mazzo di chiavi, un calamaio di peltro, una fotografia di almeno cinquanta anni prima che rappresenta una allegra comitiva e vicino al foglio una penna stilografica chiusa che convince il brigadiere trattarsi di omicidio.

    Il brigadiere così elabora una teoria. Egli pensa che l'uomo, dopo aver telefonato, abbia iniziato a scrivere quello che aveva trovato ormai dubitando che la polizia arrivasse e che poi, sentito bussare alla porta abbia aperto, nella convinzione che fosse la polizia, ma si era trovato davanti l'assassino. La penna chiusa dimostrava solamente che l'assassino aveva cercato di far passare l'omicidio per suicidio.

    Dopo aver perquisito quella vasta casa il brigadiere si convince che, malgrado il suo apparente stato di abbandono, essa non è disabitata. Trova le prove di ciò in mozziconi di sigaretta nei portacenere, in cinque fondi di vino nei bicchieri portati in cucina evidentemente per essere lavati e, in una delle tre camere da letto che erano riusciti ad aprire, vede un letto sul quale sembrava che qualcuno avesse dormito.

    Prima di lasciare il casolare il brigadiere e gli agenti notano che l'ampio spiazzo davanti era servito per manovre di automobili e autocarri e che tutti i catenacci che chiudevano le porte dei magazzini erano nuovi, evidentemente cambiati di recente.

    Due ore dopo arrivano sul luogo il questore, il procuratore della Repubblica, il medico, il fotografo, un giornalista e molti agenti, tra i quali quelli della scientifica.

    Dopo le indagini emergono nuovi indizi e si ricostruisce parte della vicenda: l'uomo, la cui identità viene chiarita, era tornato la sera prima e aveva mangiato presso il ristorante del paese, poi aveva chiamato un taxi e si era fatto portare alla villa, era entrato e aveva trovato con sorpresa un telefono che prima della sua partenza non c'era.

    Chiama allora il professor Carmelo Franzò, suo vecchio amico, al quale dice di essere ritornato improvvisamente perché:

    « Si era ricordato che in una cassapanca che doveva ancora esserci nel solaio del villino C'erano dei pacchetti di vecchie lettere: uno di Garibaldi al suo bisnonno, un altro di Pirandello a suo nonno (avevano fatto insieme il liceo); e gli era venuta la fantasia di recuperarli, di lavorarci un po' su. »

    Gli dice inoltre di aver trovato un quadro famoso che era scomparso qualche anno prima.

    In seguito alla testimonianza del professore la tesi del suicidio viene scartata

    Fonte/i: wikipedia
  • 1 decennio fa

    Goooooooooooooogle....

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