Anonimo
Anonimo ha chiesto in Scuola ed educazioneCompiti · 1 decennio fa

raga so k è troppo xo mi serve questo favore!!!?

raga devo fare un compito di italiano,solo k io in italiano faccio schifo... devo scrivere un racconto giallo x ora ho scritto solo l'inizio potreste andare avanti voi x finirmelo...vi prego!!!! --->grazie in anticipo x tt le xsone k mi daranno una mano<--- p.s.: prima delle 9 di sta sera!!!VI PREGO!!!

Questo è l' inizio: SONO ORMAI TRE MESI CHE MIO PADRE SE NE ANDATO ED IO HO DECISO DI SEGUIRE LE SUE ORME, DIVENTERò BRAVA COME LUI, THOMAS SI CHE ERA IL MIGLIOR PADRE DEL MONDO E IN OLTRE UNO DEI PIù BRAVI INVESTIGATORI DEL PAESE. MI PRESENTO SONO ISABELLA CRISTINE WILSON,VIVO NEL TEXSAS E HO DICIOTTANNI...(nn riesco ad andare avanti...vi prego andata avanti voi per farlo diventare un racconto giallo serve un omicidio di una ragazza,o qualcosa del genere continuate voi VI PREGO!!!)

6 risposte

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  • Anonimo
    1 decennio fa
    Risposta preferita

    E' notte, la luna lascia scorgere quel velo di gelo che illumina l'asfalto... Jack (il ladro) deve vedersi con Peter (il poliziotto corrotto) per definire l'affare. L'appuntamento è sotto quel ponticello vicino la casa dei Sinther (vittime).

    Si sentono solo i versi degli uccelli notturni che tagliano il silenzio della notte.

    L'incontro non prevede nessuna parola, solo uno scambio.

    Jack porta una valigia che scambia con Peter il quale s'interessa delle armi che devono giustiziare la famiglia dell'imprenditore.

    Peter smorza la sigaretta con la scarpa, e dopo l'avvenuto scambio tempestivo sparisce nella notte.

    Jack si prepara alla più importante delle rapine.

    Sono le 3 di notte circa... Peter entra con molta disinvoltura nell'abitazione dei Sinther e... all'improvviso due colpi di pistola rimbombano nella notte... uccide moglie e marito come riferitogli da Jack ma risparmia il piccolo Sam che subito dopo scorge dormire nella stanza accanto (il loro nipotino).

    Corre verso la cassaforte l'apre senza troppo sforzo, prende quel famoso gioiello di DIAMANTI che la sig.ra Sinther indossava la sera della festa in onore del loro nuovo ingegno chimico.

    Tutto era andato liscio fino a quando... Jack compare dietro quella finestra, e ferisce alle spalle Peter gravamente ma lui riesce a gettarsi da quella scalinata rotolando giù per le 30 scale a chiocciola di marmo.

    Jack furioso più che mai lo rincorre, gli spara ancora una colpo e poi un altro ma senza colpirlo.

    Peter è debole ma riesce a nascondersi sotto quell'armadio che l'avrebbe condannato a morte perchè la pistola non avrebbe avuto che 2 colpi solo per i Sinther.

    Ecco che viene raggiunto da Jack che lo invita ad uscire da lì, gli dice che avrebbe fatto bene a non fidarsi, gli dice che il suo compito era finito in tutti i sensi e che nessuna prova sarebbe rimasta in vita, così l'ammazza con ben 12 colpi di pistola.

    La mattina seguente viene scoperto il crimine e così... Jack si presenta con spietata disinvoltura sulla scena del crimine.

    Le indagini cominciano ad abbracciare mille strade per risalire all'agguato, si pensa che un complice del ladro fosse scappato con il gioiello e che comunque in due avevano sorpreso la coppia nel sonno.

    Ma all'improvviso un bambino esce da un mobile proprio accanto al delitto di Peter. Jack cambia colore, impallidisce e suda freddo ma cerca di restare calmo. Il bambino di circa 8 anni non riesce a parlare dalla paura, i poliziotti decidono di prenderlo in braccio e portarlo fuori ma ecco che Jack chiama il suo compagno di turno e il bimbo ferma le guardie e grida : E' lui è lui che ha ucciso il ladro... è lui riconosco quella voce!

    Jack non aveva eliminato proprio tutte le prove del suo piano.... THE END

    Ps. Fammi sapere ok?

    Fonte/i: ho cambiato tutto
  • Anonimo
    1 decennio fa

    fdsf

  • 1 decennio fa

    1) impara l'italiano

    2) arrangiati

    lo so,lo so: sono troppo buono...

  • 1 decennio fa

    no punti no party,scrivilo tu!

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  • 1 decennio fa

    sfdhifuhsauf

    Fonte/i: xD
  • 1 decennio fa

    La professoressa di matematica Maria Ada Colli stava martellando di compiti in classe, test, interrogazioni varie i suoi alunni di VB, in previsione della "matura". La linea di sopportazione di questi ragazzi era stata superata da un bel pezzo, così decisero di mettere in atto un innocente scherzetto che dimostrasse le loro capacità. Tutte le volte che l’insegnante accendeva il suo computer portatile, comparivano sullo schermo file di funzioni da svolgere, quesiti astrusi e problemi di fisica complicatissimi… che rappresentavano una sfida per la sua competenza; sfida che l’insegnante raccoglieva impegnandosi nella soluzione.Tutto ciò era stato possibile perché alcuni ragazzi erano dei veri maghi dell’informatica ed erano quindi riusciti ad inserirsi nel personal della prof. e ad introdurvi gli esercizi presi dal fratello di uno di loro, docente universitario. La professoressa era divertita da questa situazione, anche se avrebbe voluto scoprire chi si era permesso di toccare il suo prezioso "Bessi", nome con il quale definiva il suo computer. Da qualche tempo, però, tra un’equazione e l’altra, si erano inserite frasi minatorie, che rievocavano il suo passato, proprio quel passato che aveva tentato di cancellare dalla propria mente, ed in fondo la materia che insegnava e l’impegno che ci metteva era una maniera per allontanarla da quei tristi ricordi. Ultimamente però i ragazzi, anzi le ragazze, perché i maschi non hanno la sensibilità che serve per notare queste cose, si erano accorte che l’insegnante era molto stanca e triste, e cominciarono a chiedersi se non fosse stata l’ora di smetterla con questa sfida matematica. Un mattino la professoressa Ada Colli non si presentò a scuola, senza aver avvisato la presidenza di quest’assenza, e siccome era una persona molto ligia al dovere, questo comportamento non era da lei e perciò il preside mandò una collega a casa sua. La collega suonò alla porta, ma nessuno venne ad aprirle. Per fortuna si affacciò la vicina di casa, che disse di avere le chiavi per entrare nell’appartamento… L’insegnante era stesa sul divano, vicino a lei c’era un bicchiere d’acqua ed un tubetto di sonniferi, oltre all’inseparabile portatile, che presentava un complicato esercizio sui logaritmi. Le due soccorritrici si precipitarono a chiedere aiuto, ed in poco tempo giunse l’ambulanza, che portò Maria Ada Colli in ospedale, verso la salvezza. Appena ne vennero a conoscenza, i ragazzi della VB si precipitarono a casa dell’insegnante, chiedendosi come mai un’innocente sfida matematica potesse averla portata al tentativo di suicidio. Fortunatamente, la porta era aperta e il computer acceso sul tavolo della saletta. Appena guardarono meglio, scoprirono che oltre ai loro test matematici, comparivano sul monitor frasi minacciose e pesanti offese dirette alla professoressa. Decisero di comunicare la loro scoperta anche alle compagne, insieme si poteva studiare un piano d’azione più organico, infatti era indispensabile scoprire l’autore di quelle minacce, per non essere incolpati. Con molto tatto, finta curiosità e bei modi le ragazze, a due a due, indagarono tra vicini e negozianti, raccogliendo più notizie possibili sulla vita della riservatissima prof. Ada Colli…

    Traccia A

    L’informazione più importante arrivò da una tassa sui rifiuti di un comune vicino. Decisero di fare una spedizione nel paese. Con un pullman di linea raggiunsero la località, (erano andati in cinque) ma non sapevano, scesi dall’automezzo, a chi rivolgersi per le loro ricerche. Si trovavano nella piazza del paese, s’incamminarono per una stradina costeggiata da casette con giardino, e mentre notavano l’ordine e la pulizia del luogo, vennero colpiti da una cancellata arrugginita ed un giardino incolto. Incuriositi, si avvicinarono e… la targhetta nascosta dall’edera portava la scritta fatta: "Luigi Crespi e Maria Ada Colli" allibiti, stavano smaltendo lo stupore quando la porta si aprì, ed un tipo poco raccomandabile si rivolse a loro in malo modo chiedendo che cosa cercassero. A fatica, uno di loro rispose che stavano facendo una ricerca per scienze naturali ed erano stati attratti dalla strana vegetazione. Ringraziarono e se ne andarono. Tornati in città, saputo che l’insegnante era fuori pericolo, decisero di andarla a trovare e raccontarle tutto. Tutta la classe al completo si recò quindi all’ospedale, dove la professoressa, ancora un po’ pallida e dal viso sciupato, ripeteva continuamente che il suo non era stato affatto un tentativo di suicidio. Semplicemente, a causa del troppo stress, aveva sbagliato le dosi del sonnifero che era solita assumere ogni sera, e sembrò accogliere con simpatia la confessione della "sfida matematica". I ragazzi, tuttavia, non erano soddisfatti: volevano sapere chi aveva spedito quelle minacce, e le più assurde ipotesi vennero formulate. Qualcuno disse che probabilmente era stato il collega di matematica del corso C, che da anni cercava di superare l’esame di abilitazione per l’insegname

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