mi potreste fare un piccolo riassunto x capire meglio la poesia di D'Annunzio?

I PASTORI, vi do il link cn la poesia..

http://www.la-poesia.it/italiani/fine-1900/dannunz...

x favore è urgente!! rx 10 pnt al migliore!!

3 risposte

Classificazione
  • Mile
    Lv 7
    1 decennio fa
    Migliore risposta

    Era settembre ed era il tempo di andare via.

    Ora nella terra degli Abruzzi i suoi pastori lasciavano i recinti e si dirigevano verso il mare: scendevano nel mare Adriatico che era tempestoso e che era di color verde come i pascoli che si trovavano nei monti.

    Avevano bevuto nelle sorgenti dei monti; perchè il sapor dell'acqua natale rimanga nei cuori deboli a confronto, e anche per non fare venire sete ai pastori lungo il cammino.

    Rinnovato avevano il bastone di nocciolo.

    Camminavano lungo il sentiero antico, che assomigliava ad un silenzioso fiume di erba, sopra le orme dei padri antichi.

    In seguito Gabriele D'Annunzio si immagina di sentire la voce di quella persona che per primo vede il mare con la superficie increspata.

    Ora nella spiaggia camminava la greggia.

    Non tirava vento e il sole illuminava la lana delle pecore che non si distingueva neanche dalla sabbia.

    Poi il poeta si immaginava il rumore provocato dal mare e il calpestìo che in questo momento il poeta li considera dei rumori dolci.

    Alla fine il poeta esprime la sua tristezza domandandosi perchè non si trovava nel suo paese con i suoi pastori.

    Con questa poesia Gabriele D'Annunzio vuole esprimere la sua tristezza e solitudine perchè desiderava (come narra l'ultima strofa della poesia) stare nel suo paese ma che purtroppo era stato costretto ad andare via.

    Questo mi fa capire quanto può essere importante per una persona il suo luogo natale per i bellissimi ricordi che una volta andato via, ti lasci dietro le spalle.

    CIAO.

  • 1 decennio fa

    E'settembre. L'arrivo dell'autunno riporta alla memoria del poeta le immagini della sua terra d'Abruzzo.

    Là ha vissuto l'infanzia e là, in questa stagione, ha assistito tante volte alla transumanza, cioè a quella migrazione stagionale dei pastori che conducono le greggi dai pascoli montani verso la pianura.

    Il ricordo dei pastori riempie di nostalgia l'animo del poeta: li rivede mentre lasciano gli alpeggi e si incamminano lenti lungo i sentieri erbosi che portano fino al mare, gli stessi sentieri che per secoli hanno percorso anche i loro antenati; li immagina mentre si fermano a bere alle fonti alpestri e poi riprendono il cammino appogiandosi al bastone e mentre s'illuminano di gioia, intravedono il lontano luccichio del mare.

    Il poeta sente con dolore di non appartenere più a quel mondo delle origini, in cui il tempo sembra essersi fermato; si sente un esiliato, per sempre escluso da quella vita di pace, legata alla terra e alle stagioni, che si svolge con le forme antiche di un rito.

  • 1 decennio fa

    PARAFRASI E SPIEGAZIONE DELLA POESIA

    E' settembre, è il tempo di migrare da un luogo ad un altro, il tempo nel quale i pastori abruzzesi lasciano gli alti pascoli e scendono verso il mare verde come i pascoli lassù sulla montagna.

    Hanno molto bevuto alle sorgenti native, affinchè il sapore di quell'acqua duri nei loro cuori e li conforti nel forzato esilio; hanno con sè il bastone di nocciolo su cui si appoggiano durante il cammino e con cui guidano le greggi .

    Scendono per la via larga come fiume verdeggiante, calcando le orme dei padri e degli avi che hanno sempre percorso le stesse vie. Oh, esultanza di colui che per primo scorge il mare e ne grida l'annuncio ai compagni !

    Ora il gregge costeggia il mare. Nulla turba l’aria.

    Sotto il sole la lana bionda delle pecore non si differenzia dal biondo colore della sabbia.

    Sciacquio d'onde, echi di passi e di canti si fondono in una sola armonia:

    ed io (il poeta), lontano dalla mia terra, mi rammarico perchè non sono in compagnia dei pastori. ...Ciao...

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