kris ha chiesto in Scuola ed educazioneCitazioni · 1 decennio fa

Aiuto, qualcuno di voi mi può aiutare con la prima crociata?

Mi servono fonti, in testo originale o tradotte, dette da storici moderni o passati, sulla prima crociata

Se potete anche aiutarmi facendo un brevissimo schema delle crociate vi sarei grato per tutta la vita.

Grazie ;)

1 risposta

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  • 1 decennio fa
    Risposta preferita

    Allora, qui Roberto il monaco, storico del XIII secolo, riporta parte dl discorso di Urbano II al concilio di Clermont:

    « I Turchi hanno distrutto completamente alcune chiese di Dio e ne hanno trasformate altre a uso del loro culto. Insozzano gli altari con le loro porcherie; circoncidono i cristiani macchiando gli altari col sangue della circoncisione, oppure lo gettano nel fonte battesimale. Si compiacciono di uccidere il prossimo squarciandogli il ventre, estraendone gli intestini, che legano a un palo. Poi, frustandole, fanno ruotare le vittime attorno al palo finché, fuoriuscendo tutte le viscere, non cadono morte a terra. Altre le legano al palo e le colpiscono scoccando frecce; ad altri ancora gli tirano il collo per vedere se riescono a decapitarli con un solo colpo di spada. E che dire degli orripilanti stupri ai danni delle donne? »

    (Roberto il Monaco, Historia Hierosolymitana)

    Questo pezzo di un testo anonimo riporta l'efferatezza e la crudeltà dei Turchi:

    «Nessun altare, nessuna suppellettile ecclesiastica fu più sacra ai turchi; gli ecclesiastici venivano battuti e percossi: il patriarca trascinato per terra per barba e capelli. E, più severamente che mai, si richiese ai pellegrini, dalla borsa quasi sempre esausta per le spese di viaggio, un pezzo d'oro in cambio del permesso di visitare Gerusalemme...».

    Mentre questo è un testo tratto dalla "Storia perfetta" dello storico Ibn al-Athir (1160­-1233):

    "Contro Gerusalemme mossero dunque i franchi dopo il loro vano assedio di Acri, e giunti che furono la cinsero d'assedio per oltre quaranta giorni. Montarono contro di essa due torri, l'una delle quali dalla parte di Sion, e i musulmani la abbruciarono uccidendo tutti quelli che c’eran dentro; ma l’avevano appena finita di bruciare che arrivò un messo in cerca d’aiuto, con la notizia che la città era stata presa dall’altra parte; la presero infatti dalla parte di settentrione, il mattino del venerdì ventidue sha’bàn (492-15 luglio 1099). La popolazione fu passata a fil di spada, e i franchi stettero per una settimana nella terra menando strage dei musulmani. Uno stuolo di questi si chiuse a difesa nell’Oratorio di Davide, dove si asserragliarono e combatterono per più giorni; i franchi concessero loro la vita salva, ed essi si arresero, e, avendo i franchi tenuto fede ai patti, uscirono di notte verso Ascalona, e lì si stanziarono. Nel Masgid al-Aqsa invece i franchi ammazzarono più di settantamila persone (!?), tra cui una gran folla di imàm e dottori musulmani, devoti e asceti, di quelli che avevano lasciato il loro paese per venire a vivere in pio ritiro in quel Luogo Santo. Dalla Roccia predarono più di quaranta candelabri d’argento, ognuno del peso di tremilaseicento dramme, e un gran lampadario d’argento del peso di quaranta libbre siriane; e dei candelabri più piccoli centocinquanta d’argento e più di venti d’oro, con altre innumerevoli prede. I profughi di Siria arrivarono a Baghdad nel mese di ramadàn, col qadi Adu Sa’d al-Hàrawi, e tennero nella cancelleria califfale un discorso che fece piangere gli occhi e addolorò i cuori. Il venerdì vennero nella moschea cattedrale, e chiesero aiuto, piansero e fecero piangere, narrando quel che i musulmani avevan sofferto in quella Città santa: uomini uccisi, donne e bambini prigionieri, averi predati. Per i gravi disagi sofferti, arrivarono a rompere il digiuno."

    Questo è di un altro storico, Raimondo d’Aguilers, tratto da "Historia Francorum qui ceperunt Iherusalem" (Storia dei Franchi che conquistarono Gerusalemme):

    "Tra i primi entrarono Tancredi [d'AI­tavilla] e il duca di Lorena, che in quel giorno versò una quantità incredibile di sangue. Dietro di loro tutti gli altri saliva­no, le mura, e i saraceni erano ormai so­praffatti. Ma, udite meraviglia!, per quan­to la città fosse a quel punto quasi tutta nelle mani dei Franchi, tuttavia coloro che stavano dalla parte [dove si era schierato] il conte [di Tolosa] continua­vano a resistere. Appena però i nostri ebbero occupato le mura e le torri della città, allora avresti potuto vedere cose orribili: alcuni, ed era per loro una fortu­na, avevano la testa troncata; altri cade­vano dalle mura crivellati di frecce; mol­tissimi altri infine bruciavano tra le fiam­me. Per le strade e le piazze si vedeva­no mucchi di teste; mani e piedi tagliati; uomini e cavalli correvano tra i cadave­ri. Ma abbiamo ancora detto poco: ve­niamo al Tempio di Salomone, nel quale i saraceni erano soliti celebrare le loro so­lennità religiose. Che cosa vi era avvenu­to? Se diciamo il vero, non saremo cre­duti: basti dire che nel Tempio e nel por­tico di Salomone si cavalcava col sangue all'altezza delle ginocchia e del morso dei cavalli. E fu per giusto giudizio divi­no che a ricevere il loro sangue fosse proprio quel luogo stesso che tanto a lungo aveva sopportato le loro bestem­mie contro Dio.

    Essendo la città piena di cadaveri e di sangue, molti fuggirono alla torre di Davide chiesero sicurtà al conte

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