stefania m ha chiesto in Casa e giardinoGiardinaggio · 1 decennio fa

chi mi sa dare indicazioni sulla cura dell'ulivo?

Ho due ulivi piantati in giardino (mi sono costati una cifra) e non ho minimamente idea delle cure di cui necessitano: concimazione, potatura, ecc...... Io vivo nella provincia di Milano e ho questi ulivi da qualche anno; ho notato che i nostri strani inverni un po' caldi, un po' freddi, nevosi o piovosi non hanno dato noia alla crescita di questi ulivi che ora pero' hanno una chioma forse troppo grossa. Qualcuno mi sa dare qualche consiglio????? Grazie

4 risposte

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  • 1 decennio fa
    Risposta preferita

    Vivo vicino a Roma, dove gli ulivi abbondano. Purtroppo ho amici a Varese che si sono affidati a giardinieri "esperti", che hanno potato come le piante del nord quei poveri ulivi.

    Se ti può essere utile ci sono alcune regole fondamentali:

    pulire sempre tutti i rametti che infestano la base e il tronco dell'albero (tolgono forza alla pianta)

    pulisci con questo criterio anche i rami, tutti quei germogli che sbucano in modo selvaggio

    decidi quali rami, medi o grandi, togliere in funzione della forma che vuoi ottenere: i rami che scendono non toccarli, qui vengono tenuti per fare le olive. I rami invece che puntano verso il cielo, li riconosci, sono dritti dritti, quelli sono da togliere.

    se ci sono rami che scendono apparentemente secchi o con poche foglie, non tagliarli subito, potrebbero sorprendentemente rinvigorirsi e fare tante gemme nei prossimi mesi

    per concimarli, in base all'età delle piante, se sono giovani non molto, se sono centenatri di più, qui usano nitrato d'ammonio, sono delle palline bianche da spargere intorno all'albero, non alle radici, ma nello spazio che copre l'ombra della pianta

    per le foglie, dopo che hai raccolto le olive, esiste un concime fogliare da usare dopo la raccolta per rinvigorire la chioma.

    Buon lavoro

    Fonte/i: agricoltori della sabina
  • 1 decennio fa

    questo Natale io ero in provincia di milano e, mi sono trovato a un gelo polare. quando vedevo gli alberi pieni di brina ghiacciata, pensavo ai miei ulivi giù in puglia e mi chiedevo se a quel clima sarebbero sopravvissuti. Se gli alberi li hai pagati una fortuna, ritengo che siano già grandi, puoi dirmi la loro altezza e la circonferenza del tronco? In base a queste tue risposte cercherò di aiutarti con qualche consiglio + esatto. per il momento, ritieniti fortunato ad averli ancora verdi.

    Fonte/i: nel mio giardino ho delle piante di ulivo secolari che io amo e mi ripagano con un olio meraviglioso. quest' anno ne ho prodotto 100 litri.
  • 1 decennio fa

    L’Olivo richiede temperature miti, luoghi soleggiati e resiste alla siccità, richiede invece una regolare concimazione per sostenere i frutti che si formano. La maturazione delle drupe avviene generalmente da settembre all’inverno inoltrato a seconda della zona e della varietà.

    Relativamente alla potatura su queste piante si consiglia di intervenire a fine inverno e comunque prima della ripresa vegetativa possibilmente in periodi in cui non si temono ritorni di gelo. I tagli non devono essere troppo energici per non limitare la produzione, si consiglia di fare tagli minimi per formare una chioma globosa che unisce il fattore funzionale di formare i frutti con quello ornamentale ed estetico. E’ da ricordare che la vegetazione tende a portarsi alla periferia della chioma, quindi è importante intervenire con frequenti tagli di “ritorno”. Sui tagli di potatura si consiglia di ricoprire le ferite con paste cicatrizzanti al fine di favorire una rapida cicatrizzazione e proteggere il taglio da veicolazioni accidentali di parassiti fungini.

    LA CONCIMAZIONE

    Calcolare gli apporti

    Naturalmente per poter formulare un piano di concimazione adeguato alle esigenze specifiche del nostro oliveto sono utili delle determinazioni analitiche: analisi chimico-fisiche del suolo e diagnostica fogliare.

    Non sono, beninteso, degli strumenti alternativi. Ciascuno fornisce utilissime, ma differenti, indicazioni sull’ambiente nonchè sull’interazione fra terreno e pianta.

    Dobbiamo inoltre considerare le asportazioni dovute all’attività umana: raccolta delle olive e potatura.

    Ogni quintale di frutti corrisponde a una perdita di 900 g di azoto, 200 g di fosforo, 1000 g di potassio. È tuttavia da ritenere che in regimi di coltivazione intensiva i consumi di azoto siano decisamente più elevati.

    Le asportazioni dovute alla potatura non vanno ovviamente tenuti di conto se i sarmenti vengono trinciati ed interrati.

    In primavera

    Per ogni ambiente, quindi, di coltivazione andrebbe individuata la dose ottimale del principale elemento fertilizzante: l’azoto.

    Le caratteristiche del terreno, tipo presenza di scheletro, profondità utile delle radici, sostanza organica, le implicazioni dovute alle tecniche colturali come l’irrigazione, ed anche l’equilibrio vegeto-produttivo degli alberi, la quantità di legno in rapporto con la superficie fogliare nonchè una serie di segnali (alterazioni nelle gemme, nel colore delle foglie...), sono parametri da valutare al momento di stabilire la quantità di concime da distribuire.

    È necessario anche considerare che nella fase di risveglio vegetativo la pianta mobilita le riserve che forniscono le prime risorse utili per la schiusura delle gemme.

    Tipo di fertilizzante

    Esistono quattro differenti tipologie di concime azotato: nitrico, ammoniacale, calcio-cianamico ed ureico. Quest’ultimo presenta il più basso costo ed è pertanto il fertilizzante più usato in olivicoltura.

    È tuttavia bene ricordare che la pianta assorbe dalla soluzione circolante nel terreno l’azoto sotto forma nitrica, pertanto i nitrati sono prontamente assimilabili mentre le altre forme necessitano di un processo di trasformazione, la cui velocità è strettamente legata alla temperatura del suolo.

    La forma con cui l’azoto viene somministrato influenza quindi la risposta della pianta, l’attività vegetativa viene stimolata più dall’azoto nitrico che da quello ammoniacale.

    Attenzione agli eccessi

    Se la carenza di azoto limita la crescita, soprattutto delle foglie e dei frutti, allo stesso tempo riduce il trasferimento delle sostanze nutritive dalle radici all’apparato vegetativo.

    Eccessi di questo elemento, specie nella stagione primaverile, rendono i tessuti più succulenti aumentando sensibilmente la suscettibilità dell’olivo dai danni da freddo e a specifici attacchi parassitari. Inoltre, in una fase più avanzata, livelli elevati di azoto riducono la consistenza della polpa e ritardano la maturazione.

    CIAOOOOOOOOOO

    MANU

  • sole
    Lv 6
    1 decennio fa

    l'ulivo va potato ogni due anni, va fatto da qualcuno che se ne intende o rischi di comprometterre gravemente la vita stessa dell'albero. Ti conviene rivolgerti a un giardiniere di professione, ti consiglierà anche sulle potature e sui trattamenti da fare

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