mafia ha chiesto in Scuola ed educazioneEducazione - Altro · 1 decennio fa

relazione sullla rivoluzione industriale 1 e 2?

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2 risposte

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  • 1 decennio fa
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    Rivoluzione industriale

    La rivoluzione industriale iniziò in Gran Bretagna alla fine del XVIII secolo e modificò profondamente l'economia e la società inglesi. I cambiamenti più immediati furono quelli riguardanti la natura della produzione (che cosa, come e dove si produce). Le quantità e le varietà dei beni prodotti aumentarono considerevolmente grazie alle innovazioni tecniche, alla creazione di macchinari (costruiti in acciaio e mossi dall'energia prodotta dalla macchina a vapore) sempre più sofisticati e veloci e all'applicazione di nuovi criteri di produzione. L'efficienza delle industrie crebbe anche grazie alla concentrazione degli impianti nelle principali città, in regioni minerarie, presso importanti scali ferroviari e navali. In questo modo la rivoluzione industriale innescò un ampio processo di urbanizzazione, che vide un continuo e massiccio trasferimento di forza lavoro dalle aree rurali ai centri urbani e industriali.

    I cambiamenti più importanti avvennero all'interno dell'organizzazione del lavoro. Le piccole imprese si espansero e acquisirono nuove caratteristiche. La produzione si svolgeva all'interno delle fabbriche anziché presso il domicilio dei lavoratori o nei borghi rurali, come avveniva un tempo. Mentre il lavoro diventava sempre più meccanizzato e specializzato, la possibilità di creare imprese, a causa degli altissimi costi degli impianti, passò nelle mani di chi aveva ampie disponibilità di capitale. Tra capitale e lavoro si produsse una separazione netta e videro la luce due nuove figure economiche e sociali: l'operaio, che partecipava all'attività industriale vendendo la sua forza lavoro; il capitalista, proprietario dei mezzi di produzione.

    Dall'ultimo quarto del XVIII secolo a tutto il XIX Londra fu al centro di una complessa rete commerciale mondiale. L'esportazione fornì un fondamentale sbocco ai prodotti dell'industria tessile e di altre industrie, reso necessario dalla rapida espansione della produzione indotta dall'introduzione delle nuove tecniche. A partire dal 1780 le esportazioni inglesi verso altri paesi crebbero di anno in anno, rendendo possibile l'acquisto di materie prime a buon mercato per alimentare l'industria.

    IL DECOLLO INDUSTRIALE

    Ciò che l'economista W.W. Rostow chiamò il "decollo industriale" si diffuse velocemente in tutta l'Europa e nel mondo. Influenzato da una serie di fattori tecnologici (ma anche politici e sociali, dai traffici coloniali, dall'aumento della popolazione, dalla mentalità imprenditoriale), l'inizio del processo di industrializzazione si compì tra il 1780 e il 1820 in Gran Bretagna, tra il 1830 e il 1870 in Francia, tra il 1850 e il 1880 in Germania e negli Stati Uniti, verso la fine del secolo in Svezia e in Giappone, nella prima metà del Novecento in Russia e in Canada, dopo il 1950 in molti paesi latinoamericani e asiatici.

    Agli inizi l'industria britannica non ebbe concorrenti. Quando gli altri paesi avviarono il processo di industrializzazione dovettero confrontarsi con il vantaggio della Gran Bretagna, ma poterono anche mettere a frutto la sua esperienza. L'intervento dello stato per promuovere l'industrializzazione fu praticamente nullo nel caso britannico, ma fu invece considerevole in Germania, Russia, Giappone e in quasi tutti gli altri paesi industrializzatisi nel XX secolo.

    In Italia il processo di industrializzazione fu molto più lento (e soprattutto molto differenziato tra Nord e Sud della penisola) per diversi motivi: il tardo conseguimento dell'unità nazionale, la mancanza di materie prime e di un mercato coloniale, la carenza di manodopera dovuta all'emigrazione di milioni di persone verso le Americhe e i paesi del Nord Europa. Il vero sviluppo industriale italiano, ancora limitatamente a poche aree del Nord del paese, si ebbe solo all'indomani della seconda guerra mondiale.

    La rivoluzione industriale cambiò nell'arco di pochi decenni il volto del pianeta. Non solo essa influì su tutti gli altri settori economici, ma determinò profondi cambiamenti politici, sociali, culturali, ecologici. Lo sviluppo dell'industrializzazione fu alla base della nascita e della propagazione di nuove ideologie politiche e di un nuovo modo di concepire la presenza e l'attività dell'uomo sul pianeta. La riflessione su quello che è stato anche definito uno dei maggiori fenomeni di "discontinuità" nella storia è destinata a durare, come sono destinati a durare l'importanza e il peso dell'industria nella storia dell'uomo.

    La seconda rivoluzione industriale è il processo di sviluppo iniziato nella seconda metà dell'Ottocento; con tale definizione si intende in generale la seconda ondata di grandi mutamenti socio-economici dei paesi occidentali, e conseguenti a una nuova serie di grandi innovazioni tecnologiche e scientifiche.Dal 1870 in poi, si ebbe in Europa e negli Stati Uniti uno sviluppo tecnologico senza precedenti, che assicurò ai paesi Occidentali la supremazia tecnica in tutto il mondo. La caratteristica che differenzia magg

  • Anonimo
    1 decennio fa

    c'è tutto vedi se ti piace

    “Rivoluzione industriale” è il nome dato a un periodo di straordinari cambiamenti, che ebbe inizio in Gran Bretagna nel Settecento. Nuovi metodi e nuovi materiali, combinati con la forza del vapore, consentirono un enorme aumento della produzione di molte merci. La potenza delle macchine sostituì il lavoro manuale. Fabbriche, fonderie, ferrovie e miniere trasformarono il paesaggio. Nei primi anni del XIX secolo, la rivoluzione industriale si era diffusa in varie zone dell’Europa settentrionale e dell’America del Nord.

    PRIMA DELL’ERA INDUSTRIALE

    Nel XVIII secolo, più del 90% della popolazione europea viveva in campagna. La maggior parte erano contadini che coltivavano la terra per il proprio uso, con attrezzi prodotti localmente. Avevano poche proprietà e poco denaro, e raramente intraprendevano lunghi viaggi, a causa del cattivo stato delle strade.

    Le uniche fonti di energia erano quelle naturali. I muscoli di uomini, buoi e cavalli facevano quasi tutto il lavoro. I boschi fornivano combustibile per il riscaldamento e la luce veniva da candele di cera. Il vento e l’acqua dei fiumi facevano girare molti tipi di mulini. I mulini servivano a macinare i cereali, a tagliare il legname e a pompare l’acqua nei campi.

    NUOVI METODI DI FILATURA E TESSITURA

    Fin dal Medioevo, la tessitura era stata una delle più grandi e ricche industrie della Gran Bretagna. La lana delle pecore veniva lavata e poi tirata in fili sui filatoi. Il filato era poi trasformato in tessuto utilizzando telai a mano. C’erano pochissime fabbriche, perché quasi tutti i filatori e i tessitori lavoravano in casa.

    Dalla metà del Settecento, uomini d’affari incominciarono a importare cotone grezzo dall’Asia come alternativa alla lana. La popolazione inglese stava crescendo rapidamente e con lei cresceva la richiesta di tessuti. Iniziò così la ricerca di modi più veloci ed economici per produrli. La prima invenzione degna di nota fu la spoletta volante. Questa portava una spola con il filato avanti e indietro per tutta la larghezza del telaio: i tessitori potevano ora lavorare a velocità doppia rispetto a prima. Nel 1785 fu costruito il primo telaio meccanico per tessitura.

    CARBONE, FERRO E ACCIAIO

    Il ferro si produceva da più di 2.000 anni. Il minerale ferroso veniva fuso in una fornace per eliminare le impurità. Poi il metallo fuso veniva versato in forme e battuto fino a dargli la forma desiderata. I produttori di ferro usavano il carbone come combustibile per le fornaci, ma nel XVIII secolo le disponibilità si stavano esaurendo. Nel 1709 si trovò il modo per convertire il carbon fossile in coke, riscaldandolo in forni appositi. Il coke dava un calore molto maggiore alle fornaci, che così producevano un ferro migliore. Questo processo, e altri, aumentarono decisamente la disponibilità di ferro. Allo stesso tempo, furono ideati nuovi metodi per dargli forma. Verso la metà del XVIII secolo, ghisa e ferro erano usati per produrre di tutto: dagli aratri alle tubazioni, dai macchinari alle chiatte.

    L’acciaio è una lega costituita da ferro e carbonio, ed è molto più resistente e flessibile del ferro. I metodi tradizionali di fabbricazione dell’acciaio erano lenti e ne producevano solo piccole quantità. A metà dell’Ottocento fu inventato un sistema per produrre acciaio fuso, tramite la soffiatura d’aria nel metallo fuso. In poco tempo l’acciaio sostituì la ghisa e il ferro in molti prodotti, come i ponti, gli edifici a struttura metallica e le armi da fuoco.

    LA FORZA DEL VAPORE

    Le prime macchine nelle fabbriche funzionavano con l’energia fornita da animali o dall’acqua. Verso il 1780 venne messo a disposizione un tipo di energia nuovo e molto più potente: il vapore. Per secoli gli scienziati avevano saputo che l’acqua riscaldata si espande in vapore. Se si mette del vapore in un contenitore ermeticamente chiuso e lo si raffredda, si crea un vuoto che può essere utilizzato per “tirare” un pistone.

    Il risultato fu straordinario. La prima pompa a vapore fu costruita nel 1712 per aspirare l’acqua dalle miniere allagate. Nel 1763 un ingegnere scozzese, James Watt, sviluppò un tipo molto efficiente di motore a vapore, che consumava meno combustibile ed era più potente. In breve tempo il vapore fu usato ovunque. Nei cotonifici faceva funzionare filatoi e telai meccanici. Tirava gli aratri e trebbiava il grano. Aiutava a forgiare il ferro e l’acciaio.

    CANALI, TRENI E NAVI A VAPORE

    Nell’Ottocento, l’espansione dell’industria richiese maggiori disponibilità di materie prime importanti come il carbone e il ferro, che erano anche molto pesanti da trasportare. Un cavallo riusciva a trainare al massimo una tonnellata di merce sulle strade fangose e piene di buche del tempo. Lo stesso cavallo, però, poteva trainare lungo un canale fino a 30 tonnellate di merce, se questa era caricata su una chiatta. Fra il 1760 e il 1800, in Gran Bretagna furono scavati più di 6.800 chilometri di canali.

    Le ferro

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