Ellenismo? 10 PUNTI alla più veloce?

Ragazzi potete spiegarmi in cosa consiste l'ellenismo??(Brevemente) 10 PT

6 risposte

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  • 1 decennio fa
    Risposta preferita

    Ellenismo è il termine che designa tradizionalmente il periodo storico-culturale durante il quale la civiltà greca si diffuse nel mondo mediterraneo, eurasiatico e in Oriente, fondendosi con le culture locali. Dall'unione della cultura greca con quelle dell'Asia Minore, l'Eurasia, l'Asia Centrale, la Siria e la Fenicia, l'Africa del Nord, la Mesopotamia, l'Iran, l'India, nacque una civiltà - detta appunto ellenistica - che fu modello insuperato a livello di filosofia, economia, religione, scienza ed arte. Tale civiltà si diffuse dall'Atlantico all'Indo. La cultura di età ellenistica diede anche un notevole impulso al diritto, alla politica ed all'economia, che però trovarono la loro piena realizzazione nel mondo romano. La civiltà greca, da sempre legata con quella degli altri popoli mediterranei e del Vicino Oriente, si rinnovò al contatto diretto con la varie civiltà (egiziana, mesopotamica, iranica, indiana e di molti altri popoli) che via via, soprattutto in seguito alle conquiste di Alessandro Magno, venivano ad avere sempre più rapporti politici, economici e culturali con le città di lingua greca.

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    L’Ellenismo è un periodo storico che inizia nel 323 a.C. con la morte di Alessandro Magno e termina simbolicamente intorno al 500 d.C., quando l’Accademia Platonica viene fatta chiudere da Giustiniano nell’ambito della persecuzione pagana. In senso stretto, però, l’Ellenismo si può far concludere nel 31 a.C. con la battaglia di Azio che segna la conquista romana sull’Oriente. Si distinguono, dunque, un Ellenismo greco (323 – 31 a.C.) ed uno romano (31 a.c. – 500 d.C. ca.).

    Alla morte di Alessandro l’impero viene diviso tra i suoi generali, i diadochi (dal greco “decomai”, cioè “ricevere”), si formano così gli Stati Ellenistici. E’ la fine della polis e dei grandi sistemi filosofici. Troviamo singole scuole, in particolare l’Epicureismo, lo Stoicismo e lo Scetticismo, che in un’epoca così precaria non si preoccupano più di elaborare grandi teorie e grandi sistemi filosofici, ma di problemi pratici (come trovare la felicità e la serenità). La felicità è il problema centrale.

    Il termine “ellenismo” è stato inventato da uno storico dell’88, Droysen. Negli Atti degli Apostoli, infatti, “ellenistai” veniva usato per indicare gli Ebrei di lingua greca. Facendo un’errata traduzione di questa parola, essa passa ad indicare chi parla un greco imbarbarito, la cosiddetta “koinè”. Il termine “ellenismo”, dunque, ha avuto molta fortuna, ma si basa su una traduzione errata.

    L’Ellenismo è un periodo in cui non ci sono più le grandi opere classiche, ma si tratta di un’epoca in cui fiorisce la scienza. Abbiamo il Museo di Alessandria fornito di una biblioteca con oltre 700.000 libri, quasi tutti quelli esistenti all’epoca. Attorno al museo operano gli scienziati di varie discipline:

    1. Aristofane e Aristarco sono studiosi di letteratura greca. E’ grazie alla filologia (come Erasmo) alessandrina che abbiamo ricevuto le grandi opere greche, come l’Iliade e l’Odissea. Ad esempio, questi due poemi sono stati suddivisi in libri proprio dai filologi alessandrini e anche le particolarità linguistiche sono dovute a questi ultimi. Tra le opere greche antiche e noi c’è una trasmissione di questi testi con almeno due filtri, cioè due periodi in cui si scelgono i testi da tramandare ed eventualmente li si modificano: i filologi alessandrini e di monaci medievali (ad esempio, nel Medioevo è famoso Platone, ma gli altri autori classici non vengono quasi mai trascritti).

    2. La medicina, con la Scuola di Ippocrate (N.B.: Ippocrate è del V° sec. a.C., non è alessandrino).

    3. L’astronomia, importante per la figura di Aristarco che è il primo a formulare l’ipotesi eliocentrica. Quindi, anche la teoria di Copernico e Galileo è stata anticipata dai Greci. A questa teoria, che è minoritaria, si contrappone la teoria di Tolomeo, geocentrica e maggioritaria (sistema aristotelico- tolemaico, che sopravvive sino al 1600 con Galileo).

    4. Eratostene, studioso di geografia, che ha per la prima volta teorizzato la sfericità della terra, anticipando le scoperte del 1400.

    CIAO , BACIIIII!!!!!

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  • xyz
    Lv 5
    1 decennio fa

    in una parola è la "Grecizzazione",

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  • 1 decennio fa
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  • ?
    Lv 4
    1 decennio fa

    L’Impero Romano d’Oriente, con capitale Costantinopoli, sarà la civiltà destinata, perlomeno nel nome, a tramandare la cultura latina attraverso tutto il Medio Evo. Ma fino a che punto vi riuscì e quanto, invece, giocarono le influenze orientali e cristiane? E’, in realtà, un problema complesso, di cui questo articolo può tracciare solo le linee fondamentali.

    Bisanzio è una città che “nasce” due volte: inizialmente è una colonia greca, fondata da Megara nel 660 a.C. , all’epoca dei grandi movimenti colonizzatori operati dalle popolazioni elleniche. Tale rimarrà fino al 330 d.C., conoscendo anche una discreta prosperità commerciale legata alla sua favorevole posizione a guardia del Bosforo, che divide il continente asiatico da quello europeo. Una collocazione quindi anche particolarmente suscettibile a varie influenze culturali, quelle greche in primis, ma anche quelle provenienti dai grandi imperi Orientali.

    Città greca, quindi, che però nel 330 d.C. sarà scelta dall’imperatore Costantino come nuova capitale dell’impero romano che ormai da diverso tempo versava in disastrose condizioni, e quindi, in quanto capitale, designata come “Nuova Roma”. Questa sua seconda “nascita”, con cui anche il suo nome viene mutato in Costantinopoli, è molto di più che una semplice rifondazione. Da modesta cittadina commerciale, Bisanzio si rinnova a capitale di un impero che diverrà sempre più potente, che si erge ad ultimo baluardo della romanità e, come tale, autorizzata a rivendicare quella supremazia che una volta era stata di Roma.

    Ma può, una città greca, divenire davvero la custode della cultura romana senza che essa venga contaminata da influenze esterne?

    In realtà, all’epoca della “fondazione” di Costantinopoli, sia la cultura romana che quella greca avevano ormai consumato la loro “linfa vitale” e non avevano quasi più nulla a che fare con l’epoca dei loro rispettivi apogei, quando furono capaci di influenzare l’intera civiltà mediterranea. Esse avevano ormai lasciato il posto alla ben più vivace cultura cristiana, che, forte della sua recente nascita e quindi del suo carattere innovativo, aveva ormai conquistato i Romani. Lo stesso imperatore Costantino passerà alla storia come il primo imperatore romano che si sia professato cristiano e che, darà quindi, alla capitale del futuro impero bizantino un’impronta innegabilmente cristiana, facendo immediatamente costruire la prima grande chiesa dell’impero, quella di Santa Irene e ponendo sotto la custodia di Costantinopoli la reliquia della Vera Croce, di cui l’imperatrice Elena era riuscita ad appropriarsi.

    Già al momento della sua nascita quindi, la “Nuova Roma”, aveva in comune tanti elementi con quella “antica” quanti ne aveva invece di differenti ed innovativi.

    E’ innegabile che i bizantini continuarono per lungo tempo a sentirsi cittadini romani ed è indicativo il fatto che essi stessi si definissero Romaioi e che definissero il loro imperatore basileus ton Romaion, sovrano dei Romani. Il loro senso di appartenenza ed il loro culto dello Stato non erano, in effetti, dissimili da quelli delle antiche genti latine. Il popolo bizantino avvertiva lo stesso sentimento di predestinazione che era stato proprio dei Romani e aveva la stessa devozione alla causa dell’Impero.

    Anche l’organizzazione statale era stata plasmata sull’esempio della Roma imperiale, con un Senato che svolgeva pressappoco le medesime funzioni e lo stesso sistema di cariche burocratiche.

    Altro, fondamentale, punto di contatto con Roma era l’importanza centrale dell’esercito. L’impero bizantino, come quello romano, baserà la sua potenza quasi esclusivamente sulla forza delle armi e non mancheranno gli imperatori proclamati tali proprio dai soldati, in perfetto stile romano. Costantinopoli poteva fregiarsi, poi, del titolo di protettrice della cristianità e come tale numerose saranno le sue battaglie contro la nascente potenza musulmana e non solo, poiché altrettanti saranno i suoi tentativi, anche ad Occidente, di ricreare l’estensione dell’antico Impero Romano.

    Questo carattere “bellicoso” dell’impero bizantino, come la sua pretesa di essere l’unica custode della civiltà, in quanto potenza “romana” e cristiana al tempo stesso, sono caratteri di ascendenza palesemente latina.

    Ma, se sugli aspetti di organizzazione statale e della società, Costantinopoli poteva dirsi erede di Roma, non altrettanto si può sostenere riguardo la sua cultura.

    Anche al tempo della sua fondazione, sebbene, come già detto, la cultura greca e quella latina fossero entrambe in decadenza, la superiorità della prima sulla seconda continuava ad essere incontrastata.

    La cultura greca, infatti, veniva dal periodo ellenistico, in cui, sebbene avesse perso quei caratteri originali tipici dell’epoca classica, aveva continuato ad essere vitale. Si sviluppano grandi centri come Alessandria ed Antiochia, in cui il patrimonio culturale ellenico continua a fiorire, grazie all’opera di molti intellettuali

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  • 1 decennio fa

    Ellenismo è il termine che designa tradizionalmente il periodo storico-culturale durante il quale la civiltà greca si diffuse nel mondo mediterraneo, eurasiatico e in Oriente, fondendosi con le culture locali. Dall'unione della cultura greca con quelle dell'Asia Minore, l'Eurasia, l'Asia Centrale, la Siria e la Fenicia, l'Africa del Nord, la Mesopotamia, l'Iran, l'India, nacque una civiltà - detta appunto ellenistica - che fu modello insuperato a livello di filosofia, economia, religione, scienza ed arte. Tale civiltà si diffuse dall'Atlantico all'Indo. La cultura di età ellenistica diede anche un notevole impulso al diritto, alla politica ed all'economia, che però trovarono la loro piena realizzazione nel mondo romano. La civiltà greca, da sempre legata con quella degli altri popoli mediterranei e del Vicino Oriente, si rinnovò al contatto diretto con la varie civiltà (egiziana, mesopotamica, iranica, indiana e di molti altri popoli) che via via, soprattutto in seguito alle conquiste di Alessandro Magno, venivano ad avere sempre più rapporti politici, economici e culturali con le città di lingua greca.

    spero che ti ho aiutato.... 10 pnt please!

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  • 1 decennio fa

    Ellenismo è il termine che designa tradizionalmente il periodo storico-culturale durante il quale la civiltà greca si diffuse nel mondo mediterraneo

    ciaoooo

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