HELP Schopenhauer! AIUTATEMI PLEASE?

Ciao...Mi serve una mano per la mia tesina, sulla natura madre/matrigna...in classe non abbiamo fatto Schopenhauer, l'ho letto da "autodidatta" ma non ci ho capito molto sinceramente! Sapreste spiegarmi in modo semplice la sua visione della natura? E poi, la natura è sottoposta al "Wille", o è il Wille stesso? Grazie in anticipo!

1 risposta

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  • Anonimo
    1 decennio fa
    Migliore risposta

    Per Schopenhauer la vita è un pendolo che oscilla tra il dolore e la noia, tutto soffre, l'amore è un'illusione. Cosa ne dici?

    Sull'equazione amore = llusione sono abbastanza d'accordo: lo sappiamo tutti che l'amore puro non esiste in quanto, in fondo in fondo, l'amore è espressione del nostro egoismo, del nostro tornaconto personale e, in ultima analisi, è uno strumento della nostra passione.

    E' sostanzialmente la convinzione di Schopenhauer che sostiene che, in ultima analisi, l'amore non è che l'espressione dell'istinto sessuale, lo strumento della Natura per perpetuare la vita della specie. Il fine dell'amore è, quindi, solo l'accoppiamento. L'uomo che ama, dunque, checché ne pensi, non è che lo strumento della Natura.

    Noi nobilitiamo l’amore, lo idealizziamo, ma, in fondo in fondo, esso non è che l'espressione del "desiderio sessuale”. E il desiderio, nel momento in cui non è appagato, è mancanza, una mancanza che non può che produrre "dolore”. Una volta, poi, il desiderio viene appagato, si arriva alla noia e ad un nuovo desiderio, cioè ad un nuovo dolore. La vita - per Schopenhauer - è proprio un pendolo che oscilla tra il dolore e la noia. Cosa ne dici?

    Non condivido tanto pessimismo: Schopenhauer non solo spoetizza l'amore, ma non riesce a cogliere l'aspetto positivo né del desiderio (che non esprime solo mancanza, ma anche la gioia dell'attesa), né del godimento. Mi pare un tipo che vede solo ciò che è negativo.

    Un punto di vista, il tuo, più che legittimo. Di sicuro Schopenhauer tende a vedere solo ciò che è negativo.

    Per Schopenhauer il piacere è solo una fugace cessazione del dolore (non c'è piacere se non c'è un dolore precedente), dolore che è pressoché permanente, perché pressoché permanente è il desiderio che è la molla della vita. La vita è fondamentalmente desiderio (un desiderio che potremmo dire infinito), e quindi, dolore. E non soffre solo l'uomo, ma anche il fiore che appassisce, l'animale ferito.

    Certo l'uomo, proprio perché è consapevole, soffre di più. E soffre ancor di più il genio che ha una maggiore sensibilità nei confronti degli uomini comuni. E cos'è questo desiderio che accomuna tutto e in tutto produce sofferenza? E' la vita stessa e la vita non è che l'anima della Natura stessa. Cosa ne dici?

    Mi pare un'interpretazione antropomorfica della natura. La natura non ha volontà (è retta da leggi matematiche immutabili). Gli esseri viventi, quindi, non possono essere visti come degli "strumenti" di questa Natura.

    Schopenhauer è un grande...

    Fonte/i: § Luciano §
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