Anonimo
Anonimo ha chiesto in Arte e culturaLibri ed autori · 1 decennio fa

capitolo 1 TREY - Viaggio nelle Terre Velkan -?

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CAPITOLO I

LE TERRE VELKAN

III ERA DEI DRAGHI

Le Terre Velkan erano le terre abitate dagli uomini.

Nella parte settentrionale si estendevano le Terre del Nord. Quelli erano territori impervi ed ostili. Tra le cime più alte dei monti Ordak era situata la possente fortezza del Re, un Re spietato che aveva reso schiavi tutti gli abitanti dei villaggi vicini. Lì l’atmosfera era sempre tetra e scura; devastata da incessabili incendi. Nonostante ciò, i villaggi e i borghi tra le Montagne erano i più popolati ed esistevano ancora pochi passaggi tra le catene di monti abitate dai Nani, e dagli Elfi Della Notte.

Le montagne scendevano verso sud dividendo le terre in due parti. Ad est erano quasi interamente coperte dalla misteriosa foresta di Blerkam, o Foresta dei Faeryes, abitata da popoli magici e attraversata dal sinuoso fiume Wiskash, che sfociava a sud nell’oceano. Ad ovest delle montagne le lande desolate e i territori più desertici, aridi e poco abitati, formavano le Terre dell’Ovest.

A sud, le terre, erano avvolte dall’oceano. Le regioni erano sempre molto fertili e i raccolti sempre fiorenti. Le Terre del Sud erano i territori più ricchi e verdeggianti. Grandi vallate si estendevano dando luogo a immense praterie e le coste bianche si tuffavano in un oceano verde smeraldo.

In qualche bosco o foresta delle Terre, vivevano ancora i Faeryes, creature magiche, folletti, fate e ninfe. Le loro dimore erano protette dagli occhi curiosi degli uomini e potevano mostrarsi solo a chi volevano.

Pochi Faeryes abitavano ancora le Terre Velkan, molti le avevano abbandonate in cerca delle Terre incontaminate degli elfi.

A nord, poco lontano dai monti, c’era il villaggio di Ceba; un piccolo agglomerato di case ancora fuori dal dominio del Re.

Ceba era un villaggio protetto da grandi e massicce mura. Le case all’interno erano tutte molto simili: piccole, semplici e dalla forma squadrata sulle quali spiccavano robuste porte verdi, unica caratteristica che distingueva Ceba da tutti gli altri villaggi.

Trey era un ragazzo di Ceba, aveva quattordici anni e viveva lì, lontano dal paese, al di fuori delle mura, in una casa di legno, nel bosco, con un’anziana e scorbutica vecchia.

Era un ragazzo alto ma piuttosto magrolino e sciupato per la sua età. Aveva i capelli biondi arruffati che gli scendevano fin sulle orecchie e grandi occhi verdi che spiccavano in un viso pallido.

La primavera era quasi arrivata. I primi fiori erano sbocciati e l’erba stava cominciando a germogliare ai piedi del bosco Og. Era una calda giornata, Trey era sdraiato sull’erba fresca, tra le fronde nodose degli alberi e guardava il cielo attraverso le fitte foglie mentre ogni tanto un po’ di sole faceva capolino tra i rami, accecandolo.

Se chiudeva gli occhi percepiva la terra parlargli, sentiva il respiro della foresta, la voce del vento, la carezza del sole.

Nessun ragazzo aveva capacità simili. Spesso si divertiva ad ascoltare semplicemente il canto degli uccelli o passeggiare tra gli alberi. Gli piaceva guardare il tramonto: quando il cielo purpureo era tinto dal sole che rotolava sull’orizzonte scomparendo tra le colline. Amava rimanere sveglio tutta la notte e osservare il blu profondo del cielo fissando le stelle che sembravano un mosaico di tessere dorate.

“Ehi ragazzo!” grugnì la vecchia “dove ti sei cacciato?”

La voce di Eldora s'intrufolò nei suoi pensieri riportandolo bruscamente alla realtà.

Eldora. Aveva spesso pensato che quello fosse un nome troppo dolce e gentile per una vecchia tanto irascibile. Da sempre -almeno per quanto riusciva a ricordare- aveva vissuto con lei, in quella capanna isolata dal centro abitato. La vecchia aveva sempre preferito rimanere lontana dalle altre persone. La infastidivano.

“Sto arrivando” si affrettò a risponderle.

Si alzò dall’erba sussultando, gli parve che lontano dalla natura non fosse tutto così bello. Ceba, era ormai uno dei pochi villaggi delle Terre del Nord, a non essere stata ancora conquistata dal Re.

“Hai preso quello che ti avevo chiesto?” continuò lei con il suo solito tono adirato quando fide avvicinarsi Trey.

Eldora aveva un viso pallido e gli occhi particolarmente luminosi, era molto anziana con la fronte segnata da una profonda ragnatela di rughe, e i capelli striati di bianco, nonostante ciò aveva ancora un aspetto gradevole.

“Sì, è tutto qui” le rispose Trey porgendole un sacchetto.

La donna gli strappò avidamente il sacchetto dalle mani e lo ripose nel mantello. “Bene, sai cosa devi fare, non voglio che ti vedano.”

“Sì” rispose in tono secco “andrò a farmi qualche giro nel bosco”

La vecchia non aggiunse altro e si voltò tornando verso la casa.

Trey si avviò con passo spedito verso il bosco. Sapeva bene che, in alcuni giorni, doveva rimanere lontano dalla casa di Eldora per qualche ora. Andava a Ceba o si avventurava nel bosco di Og per trascorrere quel tempo. Da sempre si era chiesto quale fosse il motivo. Una volta era tornato prima del previsto e a

1 risposta

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  • 1 decennio fa
    Risposta preferita

    A parte qualche errore di battitura e la punteggiatura un po' da rivedere in alcuni punti... mi piace. Ti suggerirei però di cercare di rendere le descrizioni più vive aggiungendo anche ciò che si prova con gli altri sensi. Non fare solamente "quadri visivi" prova ad aggiungere anche i rumori e gli odori, proprio come se tu fossi lì in mezzo mentre scrivi e non all'interno di una casa mentre guardi fuori dalla finestra.

    Buon lavoro!

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