Anonimo
Anonimo ha chiesto in Gravidanza e genitoriAdolescenza · 1 decennio fa

Chi mi punta una pistola alla tempia?

26 risposte

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  • Anonimo
    1 decennio fa
    Risposta preferita

    Eppure è un volto conosciuto. Questa striscia d'asfalto che si chiude, di fronte a noi, in una stretta linea scura, tuffandosi nell'ebano d'un tramonto che cola oramai di purpureo crepuscolo. Cammini con quell'occhiello ghiacciato, accostato alla molle tempia. Con questi rigurgiti di pensieri alla testa. Che non è poi così aliena questa situazione. Che è da molto che ti sembra d'avanzare. Che i bisogni li hai scordati. Che ti sembra d'essere già stanco. Già stanco da molto più tempo. Il pensiero corre davanti a te, alla ricerca di qualcosa che t'avvicini a quell'orizzonte terso e perso all'occhio. Come un cane, parte in corsa con te alle spalle, per poi tornare con la coda tra le gambe, deluso di non aver trovato l'osso che gl'avevi lanciato. E tu cammini. E tu lo hai sempre fatto. Ti stranisce quella situazione. Ti stranisce quella metallica presenza, che ora, vuole premere anche sui tuoi pensieri. Che a tratti proprio li congela. Immobili. Trasuda dalla fronte un "perché". Perché proseguire, mentre cala la notte. Perché il tuo corpo non riesce a trattenere quei liquidi corporei. Oramai la fame non la senti. E la pioggia violenta la tua sete. Vorresti alzare il viso al cielo plumbeo, con le labbra spalancate. E fare il pieno di quello che non credevi essere così vitale. Acqua. Ma tu continui a camminare. Un piede e dopo l'altro. Lentamente, d'inerzia e sempre stanco. Non ti sembra neppure d'averlo un corpo. Le braccia pesano come moncherini di legno avvitati alle spalle. Le spalle pesano. Un formicolio diffuso dove un tempo v'erano le gambe. E poi di nuovo il gelo. La mente s'ammutolisce. "Perché?". Un silenzio senza risposta. E ripartono lenti gli ingranaggi. Non sai perchè. Non lo sai ma t'è familiare. Qualcosa che hai dentro. Qualcosa di magnetico, risucchiato, chiamato a sé, da quel nero punto che diviene la strada, ben oltre al distinguibile. E continui a camminare. Saranno oramai quattro giorni. Anche le emozioni ti sembrano lontane. Ti senti brullo. Crepe nella tua testa, come nel terreno che costeggia il manto nero pece. Arido. Arido e stanco. Qualcosa ti grida di fermarti. D'arrenderti. Morte brutale. Morte immediata. Morte non tua, ma la stanchezza te ne sarebbe grata. Ed invece stai ancora in piedi. Con quella caparbietà delle stupide genti. Con quella cocciutaggine di chi vuole fertile il deserto. "Perché?". Ma è sempre più sordo. E riprendere a pensare, sempre più lento. Tu lo conosci. Lo conosci da sempre. Ed ora che la vista s'annebbia. Sfuoca il punto all'alba, accecante sulla linea di demarcazione, tra il cielo e la terra. Ora, in quello scarlatto tuffo, riconosci quel volto. Era con te dal primo giorno. Sua la mano che reggeva la pistola. Suo il dito premuto e tremulo al grilletto. Era la Sopravvivenza. Carnefice spietato. Una morte distillata, nel dolore, goccia a goccia. E mi fermo.

  • 1 decennio fa

    Solo se anche tu la punti a me.

    Poi facciamo una sparatoria in stile far west.

    Sappi che io ho la mano più veloce di Chuck Norris : -)

  • No, non ti odio fino a tal punto di ammazzarti.

  • Anonimo
    1 decennio fa

    Con molto piacere.... premo anche il grilletto?

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  • Star
    Lv 6
    1 decennio fa

    Lo farei senza alcun dubbio u.u

  • 1 decennio fa

    xkè?!se c'e' un problema si trova la soluzione....

  • 1 decennio fa

    Io no. Meglio farti agonizzare lentamente.

  • 1 decennio fa

    cos'è successo?????????????cs hai???

  • 1 decennio fa

    io in galera nn ci vado :P

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