sarda92 ha chiesto in Scuola ed educazioneCompiti · 1 decennio fa

Ciao.. mi dite cosa sono i Piani Quinquennali di Stalin?? graziee!!!?

3 risposte

Classificazione
  • 1 decennio fa
    Risposta preferita

    Il piano quinquennale (in russo: "пятилетка", piatiletka, quinquennio) è uno strumento di politica economica utilizzato nei regimi ad economia pianificata, ovvero nei Paesi socialisti o comunisti dove l'iniziativa economica è in larga parte gestita da enti pubblici. Un piano quinquennale prevede determinati obiettivi da raggiungere ogni 5 anni in ogni campo dell'economia. Tali obiettivi consistono in una definita quantità fisica di materia da produrre.

    I piani quinquennali furono introdotti per la prima volta nell'URSS sotto la guida di Stalin negli anni tra il 1929 ed il 1933: in URSS l'organo principale responsabile della pianificazione economica quinquennale era il Gosplan (dal russo "Gosudarstvennoe Planovij Komitet", Commissione Statale per la Pianificazione). Il primo piano quinquennale sovietico favorì un enorme sviluppo dell'industria pesante, mentre sfavorì la produzione dei beni di consumo e il settore agricolo. A questo primo tentativo seguirono altri piani quinquennali, nei quali i metodi divennero di volta in volta più elaborati e sofisticati, anche grazie all'introduzione di maggiori indicatori di produttività (non solo in termini fisici), al mutamento della lista delle priorità a favore dei beni di consumo, all'aumento dell'uso di incentivi (estesi anche ai dirigenti) e all'autonomia delle strutture locali.

    Tale sistema di pianificazione economica è stato adottato anche nella Repubblica Popolare Cinese e vige ancora oggi nonostante all'iniziativa pubblica si sia ormai affiancata anche l'iniziativa imprenditoriale privata. Ci sono stati esempi di pianificazione economica simile, anche se con alcune differenze, in molti altri Paesi che hanno adottato un'economia socialista, tra cui il Vietnam.

    In aggiunta a ciò, diversi stati capitalisti hanno emulato il concetto di pianificazione centrale, anche se nel contesto di una economia di mercato, impostando obiettivi economici integrati in un periodo finito di tempo. Si trovano quindi così dei "piani settennali" e dei "piani dodecennali".

    Diversi piani quinquennali non sfruttarono completamente il periodo di tempo loro assegnato (alcuni ebbero successo prima di quanto previsto, mentre altri fallirono e vennero abbandonati). In URSS complessivamente ci furono tredici piani quinquennali. Il primo venne approvato nel 1928, per il periodo di cinque anni dal 1929 al 1933, e venne completato con un anno di anticipo. L'ultimo si riferiva al periodo dal 1991 al 1995 e non venne completato a causa della dissoluzione dell'Unione Sovietica nel 1991.

  • 1 decennio fa

    Stalin ereditò da Lenin, e mantenne, la Nuova Politica Economica (NEP). Nel 1921, Lenin aveva persuaso il X Congresso del Partito ad approvare la NEP come sostituto del comunismo di guerra, che era stato istituito durante la guerra civile russa. Nel comunismo di guerra lo stato aveva assunto il controllo di tutti i mezzi di produzione, scambio (commercio) e comunicazione. Tutte le terre erano state nazionalizzate (dal Decreto sulla terra, finalizzato nel Codice terriero del 1922, che stabiliva anche la collettivizzazione come obiettivo a lungo termine), anche se ai contadini era stato permesso di lavorare le proprie terre, con il surplus di produzione rispetto ai loro bisogni che veniva acquistato dallo stato imponendo le proprie condizioni (in modo non sorprendente, i contadini tagliarono la produzione, e il cibo venne "requisito"); il denaro venne gradualmente sostituito dal baratto e da un sistema di coupon.

    Con la NEP, lo stato controllava tutte le grandi imprese (fabbriche, miniere, ferrovie) e quelle di media dimensione, ma le piccole aziende private che impiegavano meno di 20 persone (principalmente commercianti e negozianti) vennero permesse. La requisizione della produzione agricola venne sostituita da un sistema di tassazione (una percentuale fissa del raccolto), e ai contadini venne permesso di vendere il proprio surplus (ad un prezzo regolato dallo stato) - anche se vennero incoraggiati ad unirsi alle fattorie statali (i Sovkhoz, fondati su terre espropriate ai nobili dopo la rivoluzione del 1917), nelle quali lavoravano per un salario fisso come gli operai di una fabbrica. Il denaro ritornò in uso, con l'emissione di nuove banconote sostenute dall'oro.

    La NEP fu la risposta di Lenin alla crisi economica seguita all'applicazione del comunismo di guerra. Nel 1920, la produzione industriale e quella agricola equivalevano rispettivamente al 13% e al 20% rispetto ai valori del 1913. Tra il 21 febbraio e il 17 marzo del 1921, i marinai di Kronstadt si erano ammutinati; in aggiunta, la guerra civile russa, che era stata la principale ragione per l'introduzione del comunismo di guerra, era virtualmente vinta e i controlli potevano venire allentati.

    Negli anni 1920 ci fu un grande dibattito tra Bukharin, Tomsky e Rykov da una parte, e Trotsky, Zinoviev e Kamenev dall'altra. Il primo gruppo considerava che la NEP forniva un sufficiente livello di controllo dello stato sull'economia e uno sviluppo sufficientemente rapido, mentre il secondo argomentava in favore di un più rapido sviluppo e di un maggiore controllo da parte dello stato, adottando la visione, tra le altre cose, che i profitti dovevano essere divisi tra tutta la popolazione, e non solo tra pochi privilegiati. Nel 1925, al XIV Congresso del Partito, Stalin, come era solito fare nei primi tempi, rimase sullo sfondo ma si schierò con il gruppo di Bukharin. Comunque più tardi, nel 1927, passò dall'altra parte, sostenendo i dirigenti favorevoli a un nuovo corso, con maggior controllo statale.

    I Piani

    Ogni piano quinquennale trattava tutti gli aspetti dello sviluppo: beni capitali (quelli usati per produrre altri beni, come carbone, ferro, macchinari), beni di consumo (ad es., sedie, tappeti, ferri da stiro), agricoltura, trasporti comunicazioni, salute, istruzione e benessere pubblico. Comunque, l'enfasi variava da piano a piano, anche se in genere era posta su energia (eletricità), beni capitali e agricoltura. Esistevano degli obiettivi di base e degli obiettivi ottimali. Vennero compiuti degli sforzi, in particolare col Terzo Piano, per spostare l'industria verso est e renderla più sicura dagli attacchi durante la II guerra mondiale.

    Il Primo Piano, 1928-1932 [modifica]

    Poster del 1930, nella dicitura si legge: Trasformeremo il piano quinquennale in uno quadriennale

    Stalin introdusse il primo piano nel 1928, e il suo successo nel raggiungere gli obiettivi venne dichiarato in anticipo, nel 1932. Stalin rese chiare le sue motivazioni nel formulare il piano quando dichiarò che la Russia era di buoni 50 o 100 anni indietro rispetto alle potenze industriali dell'epoca, e che doveva industrializzarsi "o... venire schiacciata".

    Il Secondo Piano, 1933-1937 [modifica]

    Nonostante alcuni problemi con il Primo Piano, il governo andò avanti con il Secondo Piano quinquennale nel 1933. Questo portò ad una spettacolare crescita nella produzione di acciaio (più di 17 milioni di tonnellate), ponendo l'Unione Sovietica non distante dalla Germania come una delle principali nazioni produttrici al mondo. Come successe per gli altri piani quinquennali, il secondo non ebbe un successo uniforme, non riuscendo a raggiungere i livelli di produzione raccomandati in settori cruciali quali carbone, petrolio e cemento.

    Il Terzo Piano, 1938-1942 [modifica]

    I primi due anni del Terzo Piano quinquennale si rivelarono ancor più deludenti in termini di obiettivi di produzione proclamati. Anche così però, il valore di questi obiettivi e della coordinazione di u

  • Stalin ereditò da Lenin, e mantenne, la Nuova Politica Economica (NEP). Nel 1921, Lenin aveva persuaso il X Congresso del Partito ad approvare la NEP come sostituto del comunismo di guerra, che era stato istituito durante la guerra civile russa. Nel comunismo di guerra lo stato aveva assunto il controllo di tutti i mezzi di produzione, scambio (commercio) e comunicazione. Tutte le terre erano state nazionalizzate (dal Decreto sulla terra, finalizzato nel Codice terriero del 1922, che stabiliva anche la collettivizzazione come obiettivo a lungo termine), anche se ai contadini era stato permesso di lavorare le proprie terre, con il surplus di produzione rispetto ai loro bisogni che veniva acquistato dallo stato imponendo le proprie condizioni (in modo non sorprendente, i contadini tagliarono la produzione, e il cibo venne "requisito"); il denaro venne gradualmente sostituito dal baratto e da un sistema di coupon.

    Con la NEP, lo stato controllava tutte le grandi imprese (fabbriche, miniere, ferrovie) e quelle di media dimensione, ma le piccole aziende private che impiegavano meno di 20 persone (principalmente commercianti e negozianti) vennero permesse. La requisizione della produzione agricola venne sostituita da un sistema di tassazione (una percentuale fissa del raccolto), e ai contadini venne permesso di vendere il proprio surplus (ad un prezzo regolato dallo stato) - anche se vennero incoraggiati ad unirsi alle fattorie statali (i Sovkhoz, fondati su terre espropriate ai nobili dopo la rivoluzione del 1917), nelle quali lavoravano per un salario fisso come gli operai di una fabbrica. Il denaro ritornò in uso, con l'emissione di nuove banconote sostenute dall'oro.

    La NEP fu la risposta di Lenin alla crisi economica seguita all'applicazione del comunismo di guerra. Nel 1920, la produzione industriale e quella agricola equivalevano rispettivamente al 13% e al 20% rispetto ai valori del 1913. Tra il 21 febbraio e il 17 marzo del 1921, i marinai di Kronstadt si erano ammutinati; in aggiunta, la guerra civile russa, che era stata la principale ragione per l'introduzione del comunismo di guerra, era virtualmente vinta e i controlli potevano venire allentati.

    Negli anni 1920 ci fu un grande dibattito tra Bukharin, Tomsky e Rykov da una parte, e Trotsky, Zinoviev e Kamenev dall'altra. Il primo gruppo considerava che la NEP forniva un sufficiente livello di controllo dello stato sull'economia e uno sviluppo sufficientemente rapido, mentre il secondo argomentava in favore di un più rapido sviluppo e di un maggiore controllo da parte dello stato, adottando la visione, tra le altre cose, che i profitti dovevano essere divisi tra tutta la popolazione, e non solo tra pochi privilegiati. Nel 1925, al XIV Congresso del Partito, Stalin, come era solito fare nei primi tempi, rimase sullo sfondo ma si schierò con il gruppo di Bukharin. Comunque più tardi, nel 1927, passò dall'altra parte, sostenendo i dirigenti favorevoli a un nuovo corso, con maggior controllo statale.

    I Piani

    Ogni piano quinquennale trattava tutti gli aspetti dello sviluppo: beni capitali (quelli usati per produrre altri beni, come carbone, ferro, macchinari), beni di consumo (ad es., sedie, tappeti, ferri da stiro), agricoltura, trasporti comunicazioni, salute, istruzione e benessere pubblico. Comunque, l'enfasi variava da piano a piano, anche se in genere era posta su energia (eletricità), beni capitali e agricoltura. Esistevano degli obiettivi di base e degli obiettivi ottimali. Vennero compiuti degli sforzi, in particolare col Terzo Piano, per spostare l'industria verso est e renderla più sicura dagli attacchi durante la II guerra mondiale.

    Il Primo Piano, 1928-1932 [modifica]

    Poster del 1930, nella dicitura si legge: Trasformeremo il piano quinquennale in uno quadriennale

    Stalin introdusse il primo piano nel 1928, e il suo successo nel raggiungere gli obiettivi venne dichiarato in anticipo, nel 1932. Stalin rese chiare le sue motivazioni nel formulare il piano quando dichiarò che la Russia era di buoni 50 o 100 anni indietro rispetto alle potenze industriali dell'epoca, e che doveva industrializzarsi "o... venire schiacciata".

    Il Secondo Piano, 1933-1937 [modifica]

    Nonostante alcuni problemi con il Primo Piano, il governo andò avanti con il Secondo Piano quinquennale nel 1933. Questo portò ad una spettacolare crescita nella produzione di acciaio (più di 17 milioni di tonnellate), ponendo l'Unione Sovietica non distante dalla Germania come una delle principali nazioni produttrici al mondo. Come successe per gli altri piani quinquennali, il secondo non ebbe un successo uniforme, non riuscendo a raggiungere i livelli di produzione raccomandati in settori cruciali quali carbone, petrolio e cemento.

    Il Terzo Piano, 1938-1942 [modifica]

    I primi due anni del Terzo Piano quinquennale si rivelarono ancor più deludenti in termini di obiettivi di produzione proclamati. Anche così però, il valore di questi obiettivi e della coordinazione di u

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