credo. ha chiesto in Scuola ed educazioneCompiti · 1 decennio fa

l'unione europea e i giovani????10punti facili?

ciao raga... mi serve qualcosa sull'Unione Europea e i giovani....grazie in anticipo | 10 puntiiiiiiiiiiiiiiiii

1 risposta

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  • Anonimo
    1 decennio fa
    Risposta preferita

    Ho partecipato ieri a Bruxelles ai lavori della Commissione ECOS(Commissione Economica e Sociale del Comitato delle Regioni), la quale si occupa di welfare, impresa, ricerca. Si è discusso, tra l’altro, di un parere sul lavoro della Commissione Europea sul “Piano di coinvolgimento sociale dei giovani”. E’ stata espressa una valutazione positiva sulla necessità di occuparsi dei giovani ed in particolare di una loro maggiore partecipazione alla vita della società.

    Si ritiene che le Regioni e gli Enti Locali possano svolgere a tal fine un ruolo positivo, in particolare in alcuni campi. Si è chiesto alla Commissione Europea di intervenire su sei priorità:

    1- favorire l’istruzione di tutti i giovani, per eliminare la disparità e favorire la loro affermazione;

    2- sviluppare tutte le potenzialità personali dei giovani per accrescere le loro competenze ed accedere al mercato del lavoro. A tale proposito, è stato giudicato positivo il cosiddetto sistema duale adottato da molti stati. Esso affianca formazione ed apprendistato e favorire l’inserimento lavorativo;

    3- rafforzare le misure positive a favore dei giovani maggiormente svantaggiati;

    4- puntare sulla “flexicurity”, ossia sulla flessibilità del mercato del lavoro in sicurezza, cioè con misure di protezione sociale e formazione che assicurino opportunità effettive per tutta la vita;

    5- lottare contro la povertà e l’esclusione sociale per non emarginare i giovani. Offrire chance identiche e comparabili a tutti;

    6- favorire la partecipazione attiva di diversi luoghi della società ed offrire maggiori opportunità di scambio.

    L’attenzione della Commissione Europea dovrà essere riservata all’adozione di provvedimenti concreti ed azioni che abbiano ricadute nei diversi stati.

    Le politiche giovanili in Europa.

    L'Europa allargata annovera 75 milioni di giovani tra i 15 e i 25 anni. Anche se eterogenei (in termini di accesso al mercato del lavoro, di istruzione, di vita familiare, di reddito, ecc.), i giovani rivendicano la loro condizione di cittadini con i loro diritti e i loro obblighi. Investire nella gioventù significa investire nella ricchezza delle nostre società di oggi e di domani. Si tratta di una delle chiavi del successo per l’obiettivo politico definito dal Consiglio europeo di Lisbona: fare dell’Europa “l’economia basata sulla conoscenza più competitiva e dinamica del mondo”.

    Si sono sviluppate diverse azioni comunitarie che riguardano più direttamente i giovani: in campo educativo, ma anche in quello dell’occupazione e della formazione professionale, o più di recente in quello dell’accesso alle tecnologie dell’informazione, per citare soltanto alcuni esempi.

    Più in generale, un insieme di tematiche – come la partecipazione o l’autonomia dei giovani – che non rientrano direttamente nelle competenze comunitarie meritano un’analisi approfondita in considerazione della loro stretta correlazione con la tematica della gioventù e del loro impatto politico, onde fornire agli Stati membri uno strumento pratico per il coordinamento delle loro azioni nei settori in questione.

    L’attuale sistema di cooperazione europea in materia di gioventù ha raggiunto i suoi limiti e rischia di non poter più rispondere alle nuove sfide come:

    – l'evoluzione demografica e sociale che rende più complesse le relazioni tra le generazioni;

    – lo scarto crescente tra la gioventù e gli affari pubblici a livello nazionale, europeo e internazionale che rischia di determinare un “deficit di cittadinanza”;

    – l’investimento nella qualità del dibattito sull’avvenire dell’Unione quale imperativo democratico, la promozione di una migliore associazione dei cittadini, della società civile e degli attori territoriali che sono auspicati dal Libro bianco sulla governance europea.

    La promozione di nuove forme di governance europea è una delle quattro priorità strategiche fissate dalla Commissione. Per “governance” si deve intendere l’insieme delle regole, dei meccanismi e delle prassi che influiscono sull’articolazione dei diversi poteri esercitati nonché l’apertura del processo decisionale dell’UE per consentire la partecipazione dei cittadini alle decisioni che li riguardano.

    Questa modernizzazione dell’azione pubblica europea è retta da cinque principi fondamentali: l’apertura, la partecipazione, la responsabilità, l’efficacia e la coerenza.

    Quello della gioventù è un ambito in cui andrebbero applicati tali principi con maggiore consequenzialità:

    Apertura: assicurare un’informazione e una comunicazione attiva neiconfronti dei giovani, formulata nel loro linguaggio, per far sì che comprendano il funzionamento dell’Europa e delle politiche che li riguardano

    Partecipazione: assicurare la consultazione dei giovani e promuovere la loropartecipazione alle decisioni che li riguardano e, in linea generale, alla vita delle loro collettività.

    Responsabilità: sviluppare una cooperazione nuova e strutturata tra gli Stati membri e le istituzioni europee onde attuare, al livello di responsabilità appropriato, soluzioni concrete in risposta alle aspirazioni dei giovani.

    Efficacia: valorizzare la risorsa costituita dalla gioventù perché possa meglio rispondere alle sfide della società, contribuire al successo delle diverse politiche che la riguardano e costruire l’Europa di domani.

    Coerenza: sviluppare una visione integrata delle diverse politiche che riguardano la gioventù e dei diversi livelli d’intervento pertinenti.

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