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Anonimo
Anonimo ha chiesto in Scuola ed educazioneCompiti · 1 decennio fa

Mi potete fare delle critiche ei giudizi e dele eventuali proposte sull'inno di mameli x favore ?

mi serve in un compito 10 pnt al migliore.

2 risposte

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  • Anonimo
    1 decennio fa
    Risposta preferita

    L'inno di Mameli è stato spesso criticato, e da sempre molti ne hanno ventilata la sostituzione, specie nel corso degli anni novanta.

    Le critiche si appuntano in genere sulla bassa qualità musicale dell'inno, rilevandone un carattere di "marcetta" o "canzone da cortile" di poche pretese; si obietta tuttavia che la funzione e gli scopi degli inni patriottici, popolari e di lotta mal si conciliano, in genere, con un'elevata qualità artistica della melodia:né tutti concordano sulla mediocrità di quella scritta da Novaro. Molti poi non ne considerano così brutta la musica; il compositore Roman Vlad, ex sovrintendente della Scala, a un giornalista che gli aveva sottoposto l'idea di rendere l'inno più orecchiabile per accrescerne la popolarità presso il pubblico giovanile risposte che «no, questa è una proposta assurda. L'inno è così com'è, e non si può alterare. E poi non è vero che sia poco orecchiabile o che sia così brutto come si dice.» Molti concordano tuttavia col dire che è vero che la melodia non è sublime, e sicuramente è inferiore a quella dell'inno tedesco di Haydn e al Va', pensiero, il candidato più frequente alla sostituzione, e che però ciò non basta a fare di quest'ultimo un'alternativa valida.È vero che ai tempi di Verdi il dramma degli ebrei esiliati fu interpretato come una chiara allusione alla condizione di Milano, in mano degli Austriaci, ma ciò non toglie che non contiene nessun riferimento specifico all'Italia o alla sua storia – è il canto di un popolo diverso e perdipiù sconfitto –, perciò ci si chiede quanto possa essere plausibile l'idea di farne l'inno nazionale.

    I riferimenti storici e patriottici dell'inno di Mameli a taluni paiono addirittura eccessivi, e il testo in generale eccessivamente retorico e patriottardo, ma d'altronde è normale per un inno nazionale, anzi quelli degli altri Paesi sono spesso suscettibili di interpretazioni ben più nazionalistiche: ad esempio il predetto inno tedesco affermava (nella prima strofa, non più cantata dopo la seconda guerra mondiale) «Germania, Germania, al di sopra di tutto / al di sopra di tutto nel mondo», benché questa traduzione possa risultare fuorviante, in quanto l'über alles incriminato si riferisce, nelle intenzioni dell'autore, all'importanza primaria dell'obiettivo di una Germania libera e unificata piuttosto che a una supposta superiorità della nazione tedesca sulle altre. Altri invece leggono i riferimenti a Roma come un'esaltazione e un'invocazione dell'Impero, quasi un fascismo ante litteram: interpretazione capziosa, perché come abbiamo detto il significato è diverso, e del resto non si vede come si possa pensare altrimenti data la storia dell'autore, che era seguace di Mazzini e Garibaldi e si ispirò alla Marsigliese.

    Una critica meno comune, mossa da Antonio Spinosa, è che Fratelli d'Italia sarebbe maschilista, poiché non accenna minimamente a imprese compiute da donne come Rosa Donato, Giuseppina Lazzaroni e Teresa Scardi; imprese che in parte sono successive alla morte dell'autore.

    Alcuni propongono delle modifiche del testo che senza stravolgerlo ne emendino certi difetti. Una proposta di prima strofa che cancellerebbe i dubbi di maschilismo e nazionalismo imperialista è la seguente: «Fratelli d'Italia / l'Italia s'è desta. / Fratelli e sorelle, / mettiamoci a festa. / Dov'è la vittoria? / che lieta ci arrida, / che premi la sfida / per la libertà.» Quella di effettuare delle piccole modifiche al testo sarebbe l'unica strada percorribile per cancellarne i (presunti) difetti, perché l'inno di Mameli ha segnato la storia dell'Italia, ed è profondamente radicato nella tradizione e negli affetti del popolo italiano, che infatti non ha mai dato corso alle ipotesi di referendum per sostituirlo.

  • 1 decennio fa

    L'unica cosa che posso dirti è che l'Inno era valido soltanto nel Risorgimento, quando davvero si credeva nell'unità e nella fratellanza tra italiani.

    Ma oggi come oggi si è frattelli d'Italia solo quando gioca la nazionale, perchè per il resto ognuno pensa per se e se ti può fregare ti frega.

    Scusa il pessimismo ma è così!!

    Telo dice uno che in 44anni di vita ha visto il declino di questo paese alla deriva.

    Fonte/i: Il mio pensiero
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