Anonimo
Anonimo ha chiesto in Scuola ed educazioneCompiti · 1 decennio fa

help me biografia.....................?

mi date la biografia di E.A mario (autore el piave)...................aiutatemi grz 1000

Aggiornamento:

un momento k fine ha fatto l'altra?????

2 risposte

Classificazione
  • 1 decennio fa
    Risposta preferita

    E. A. Mario

    Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

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    E.A. Mario, nome d'arte di Giovanni Ermete Gaeta (Napoli, 5 maggio 1884 – Napoli, 24 giugno 1961), è stato un paroliere italiano, autore di numerose canzoni di grande successo, come La leggenda del Piave.

    E. A. Mario

    I brani furono composti in parte in lingua italiana, altri in lingua napoletana; di essi, quasi sempre, scriveva sia i testi che la musica.

    È sicuramente da annoverare, insieme a Salvatore Di Giacomo, Ernesto Murolo e Libero Bovio, tra i massimi esponenenti della canzone napoletana della prima metà del Novecento ed uno dei protagonisti indiscussi della canzone italiana dal primo dopoguerra agli anni cinquanta, sia per la grandissima produzione - dovuta alla sua felice ed inesauribile vena poetica - che alla qualità delle sue opere.

    Indice

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    * 1 Biografia

    * 2 Lo studio

    * 3 Il mandolino

    * 4 Il lavoro alle Poste

    * 5 L'inizio dell'attività di poeta

    * 6 La leggenda del Piave

    * 7 Lo pseudonimo

    * 8 Mazzini

    * 9 La vena inesauribile

    * 10 Le incisioni famose

    * 11 Tammuriata nera

    * 12 La Commenda della Corona

    * 13 La fine

    * 14 (Testi consultati e…) Bibliografia

    * 15 Le sue opere

    * 16 Note

    * 17 Voci correlate

    Biografia [modifica]

    Il futuro E.A. Mario nacque da una modesta famiglia di Pellezzano (SA), in un basso di Vico Tutti i Santi, in uno dei quartieri più popolari della città, quartiere Vicaria. Il padre, Michele Gaeta, era barbiere e la madre, Maria della Monica, una casalinga.

    Il retrobottega della barberia del padre era tutta la loro casa. Un locale dove vivevano molte persone di famiglia; il fratello Ciccillo, le sorelle Agata e Anna, lui, la madre ed il padre. In altre due piccole stanzette, tre zie ed uno zio.

    Si sposò nel 1919 con Adelina, figlia di un'attrice molto famosa all'epoca, Leonilde Gaglianone. Il loro fidanzamento fu brevissimo, durò infatti appena tre mesi. Dal loro matrimonio nacquero poi tre figlie; Delia, Italia e Bruna .

    Nella sua giovinezza frequentò e fu molto benvoluto da un altro grande poeta e commediografo napoletano, Eduardo Scarpetta, genitore di quella felice stirpe di talenti che furono poi i fratelli Eduardo, Peppino e Titina De Filippo.

    Collaborò molto con il massimo editore napoletano dell'epoca; Ferdinando Bideri, che fu editore anche di Gabriele D'Annunzio.

    Non divenne mai ricco ed agiato poiché, molto presto, a causa di una grave malattia della moglie, e per poter provvedere la sostentamento della sua famiglia, decise di vendere i diritti di tutte le sue canzoni ad una casa editrice di Milano, ricevendo poi, negli anni successivi, solo una piccolissima percentuale.

    Lo studio [modifica]

    Fu un appassionato ed accanito lettore di libri, specie di quelli storici, per cui si ritrovò a formarsi una grande cultura, molto ricca e pluridisciplinare.

    Un suo vezzo era, di tanto in tanto, arricchire la sua dialettica con citazioni sempre precise.

    In gioventù riuscì persino ad iscriversi all'Istituto nautico ma, non potendo il padre sostenerlo negli studi, poiché le tasse risultavano troppo impegnative per la modesta economia familiare, non poté mai diventare capitano di lungo corso.

    Il mandolino [modifica]

    Quando aveva circa dieci, undici anni, un giorno capitò che, un posteggiatore, entrato nel negozio di barbiere del padre, per radersi o per farsi tagliare i capelli, dimenticò un mandolino sulla sedia e, fu proprio con quello strumento, strimpellando piano piano, giorno dopo giorno, che imparò ad usarlo ed a tirare poi fuori tante bellissime melodie. Suonava bene il mandolino ed imparò la musica grazie ad una pubblicazione settimanale della Casa Editrice Sonzogno, "La musica senza maestro". L'intera raccolta è tutt'ora in possesso della figlia Bruna.

    Molti lo chiamavano "Maestro" ma, lui, pur essendolo di fatto divenuto, per riservatezza si scherniva dicendo di non esserlo.

    Egli componeva la melodia, l'armonia completa di motivo, e in seguito un bravo maestro esperto gli trascriveva le partiture senza cambiare quasi mai nulla del motivo originale che a lui veniva naturale far scivolare così, come richiedeva la canzone, sui testi precisi nel ritmo che, già all'abbozzo, risultavano perfetti e facili da trascrivere sul pentagramma.

    Il lavoro alle Poste [modifica]

    Giovanissimo si impiegò nelle Regie Poste Italiane a Napoli, lavorando negli uffici di Palazzo Gravina, zona di Monteoliveto, vecchia sede delle Poste Napoletane, dove già un tempo - alcuni anni prima di lui - lavorò come telegrafista un'altra grande scrittrice napoletana, Matilde Serao.

    Gaeta fu assegnato allo sportello delle raccomandate e dei vaglia, dove, dopo poco tempo, fece un incontro fortunato. Un giorno, riconobbe davanti a lui, avendone letto il cognome come mittente di una raccomandata, il musicista Raffaele Segrè, noto compositore di canzonette dell'epoca.

    Con la sfro

  • 1 decennio fa

    ma wikipedia non lo conosci ????

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