Anonimo
Anonimo ha chiesto in Politica e governoImmigrazione · 1 decennio fa

Perche' si tende a sottolineare la mancanza di cultura di alcuni popoli?

Ma scusatemi,la logica scade in un solo senso,se io ho fame,non ho cibo ne' acqua,vedi l'Africa o l'India,è ovvio che mi permetto di pensare a riempire lo stomaco piuttosto che mettermi a leggere..Ma non credo sia questione di intelligenza o meno,ma di mezzi...Non credete sia inutile questa continua teoria del popolo africano ignorante o popolo arabo ecc..?Insomma se mi mancano le materie prime non cerco una cosa "piu' superflua" quale è la cultura...Si parla di popoli civilizzati o meno,non di popoli stupidi o intelligenti....Se avessero i mezzi,i cosiddetti zulu africani potrebbero anche essere ottimi intellettuali,e anche se non ci son stati premi Nobel di grande valore,o per meglio dire,di grande fama in luoghi come India o Africa è perche' servono strutture adatte...Il Nobel non si vince piu' con l'esperimento a casa..

Ovviamente vorrei che la discussione non prenda tinte sciocche..

Aggiornamento:

ciccia..eh?

Aggiornamento 2:

no no io non parlo di problematiche,parlo di chi associa la mancanza di cultura all'inferiorità..La mancanza di cultura a volte è data da mancanza di mezzi....O no?

Aggiornamento 3:

Tristan..sai la cosa curiosa qual'è?Che te ne sai piu di me dell'India che dovrei farti da maestra..E la cosa mi piace,come mi piace chi ama la mia terra di origine,come me,anzi nel tuo caso forse la ama culturalmente piu di me.. :)

Aggiornamento 4:

adesso che ci penso e rifletto,ti do ragione da una parte e mi diranno che li deludo che son razzista e che son venduta..Tristanuccio mio :)

Aggiornamento 5:

ZioCanaglia è vero pure quello che dici tu,sul fatto del trasmettere aids...Gli africani lo faranno...Ma non credere che sian solo loro..Quanti uomini(italiani e NON)vanno a prostitute prendono le malattie e non dicono nulla?Comunque il mio discorso era dal lato culturale non civile..E forse si ricollegherebbe il nesso civiltà-cultura..

Aggiornamento 6:

di quali stati parli Filastin?

14 risposte

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  • Risposta preferita

    il tuo ragionamento in parte è giusto. Ogni civiltà non può creare piramidi se muore di fame. Per questo, gli egizi possono essere inquadrati come la prima civiltà "ricca" e sostenuta. Chi ha come primo problema la fame, perde la voglia di sapere e di conoscere e sfrutta le proprie abilità solo ed esclusivamente nella procacciagione.

    Fatto stà che fu proprio con il colonialismo europeo che molte civilità vennero a contatto con la nostra, e grazie a questo interscambio di beni e servizi da una parte, dall'altra si dava Know How e potenzialità di emergere. L'esempio già fatto da Tristian è ottimo: l'India. Senza il colonialismo inglese, l'India oggi sarebbe molto più arretrato di quanto lo sia oggi. Ha esportato Thè in tutto il mondo, e oggi lo continua a fare. Ha tecnici e scienziati; ha anche molti miliardari nella lista dei più ricchi del mondo. Ma la ricchezza che genera quella terra, non è equamente diviso per tutta la popolazione, così le persone bene agiate che vivono in paese, spendono la propria ricchezza in altri stati, investono in altri stati, e non si fidano a creare ricchezza nel loro paese. Eppure, questo ricade lo stesso sugli inglesi che tempo fa gli hanno aiutati a creare uno sviluppo ordinato.

    Ci sono, invece, altre zone come le ex colonie italiane, dove si è provato ad aiutare le popolazioni autoctone, ma con scarsi risultati. Per il ventennio, il duce inviò nelle colonie schiere di contadini per rendere la terra fertile: loro ci riuscino. Ma una volta finita la guerra, e tornati in patria i contadini, i cittadini locali non riuscino a ricreare quel benestare che era stato avviato dai contadini italiani. Per quell'impresa spese molti soldi, vanizzati poi.

    Vorrei ricordare però all'utente che ha postato questa domanda, che nelle zone da cui provengono gli emigrati, non sono prive né di acqua né di cibo. A coltivare è possibile farlo ovunque. Basta guardare le coltivazioni dei Maya millenni fa. Le zone erano più o meno simili, i climi presso che identici alle stesse latitudini. Stessa cosa vale per i popoli aborigini delle Filippine. Coltivavano su terrapieni. Perchè in Africa nessuna civiltà ha elaborato qualcosa di simile?

  • Lilkat
    Lv 6
    1 decennio fa

    In senso prettamente antropologico sono pieni di cultura e culture.

    Se per cultura intendi istruzione, cambia tutto.

    Io manderei a fare stage in Africa tutti quelli che non si rendono delle realtà dei paesi poveri.

    Sul perchè di tanta povertà, ci sarebbe dal porsi qualche domanda.

    Non è certo colpa della gente. In Nigeria, per esempio....stato ricco di petrolio, com'è che c'è tanta miseria? Indovina!

    Suggerimento: il ricco occidente c'entra eccome. Ci sono tanti modi per depredare le risorse di un paese. Le bombe in testa sono l'ultima risorsa quando i diretti interessati si rifiutano di cedere in altri modi.

  • maroc2
    Lv 7
    1 decennio fa

    chi blatera di cultura e civiltà superiori di solito ha ben poco di colto o di civile

  • Anonimo
    1 decennio fa

    Quanti luoghi comuni si sono detti in queste risposte.

    1) Le differenze somatiche sviluppate da Homo sapiens sapiens per deriva genetica e poi culturali, originatesi per un processo simile (le differenze linguistiche ne sono l’esempio più evidente), erano in stretto rapporto con l’ambiente che colonizzarono.

    Ciascuna cultura era quella adatta per quell’ambiente. La prova? A nessuna latitudine e longitudine Homo sapiens sapiens si è estinto. La cultura del grano, della vite e dell’olivo nel mediterraneo, la cultura del latte, dell’orzo e della carne nel nord Europa, la cultura del riso nel sud est asiatico, la cultura pastorale nomade nei deserti, la cultura dei cacciatori raccoglitori nelle foreste pluviali ognuna era proprio quella necessaria per quel luogo.

    2) Fino alla prima rivoluzione industriale (l’80% della popolazione era legata alla terra o all’allevamento) un contadino europeo non poteva dire di vivere condizioni migliori di uno della Cina o dell’Africa, anzi forse quest’ultimo se la passava meglio in assenza dell’organizzazione in Stati che rappresentavano gli interessi di una minoranza. Lo sviluppo della tecnica, delle conoscenze infatti erano a uso e consumo di pochi e quando erano impiegate l’aumento delle risorse non era destinato al loro beneficio ma a quello di chi deteneva la proprietà della terra. UN CONTADINO EUROPEO ERA, perciò, TANTO IGNORANTE COME UNO AFRICANO.

    3) Con le rivoluzioni industriali, lo sviluppo delle conoscenze scientifiche ha prodotto tanta applicazioni tecnologiche che però ancora una volta fruttavano benefici solo a chi deteneva la proprietà dei mezzi di produzione. E ancora una volta LA MASSA DELLA POPOLAZIONE EUROPEA ERA TANTO IGNORANTE COME QUELLA AFRICANA.

    4) Solo dopo la Rivoluzione Francese, nell’arco di un secolo, il principio che la cultura doveva essere a disposizione di tutti, sostenuta dalle lotte sociali che hanno portato al miglioramento della vita delle masse, ha fatto sì che oggi UN ABITANTE MEDIO DEI PAESI SVILUPPATI SIA MENO IGNORANTE.

    5) Quindi come dice Barfly e come diceva prima di lei Marx, la cultura - come la intendiamo noi - è possibile solo dopo aver soddisfatto i bisogni primari.

    Quindi, come la Storia, la biologia, la genetica, l’etnografia, la glottologia, dimostrano LA CULTURA NON E’ UNA CARATTERISTICA DI UNA TIPOLOGIA DI DI INDIVIDUI, ma il frutto della strategie di una popolazione per affrancarsi del bisogno primario.

    Immagino l’obiezione: <<e allora perché gli Africani non hanno sviluppato le tecnologia degli occidentali?>>. La risposta è nelle premesse: “NON SERVIVA IN QUEL CONTESTO AMBIENTALE, FINCHÉ QUESTO È ESISTITO”. Ora sì sono ignoranti, perché si trovano nelle stesse condizioni della maggioranza degli europei sino al XIX secolo in un contesto ambientale modificato per il quale la loro originaria cultura è inadeguata.

    Provate a chiedere a un Pigmeo o a un Indio dell’Amazzonia se gli interessa la nostra cultura, vi risponderanno – come infatti fanno – che non gli serve per vivere la loro vita che considerano molto soddisfacente, per loro.

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  • 1 decennio fa

    ma chi te l'ha detto che non sono ottimi intellettuali...l'uomo che fa le pulizie nel mio palazzo era un professore di matematica nel suo paese!

  • non è la stessa cosa, e tu dovresti saperlo più di altri:

    l'India, nonostante i suoi problemi, continua a produrre ingegneri, matematici, scienziati... senza contare il suo retaggio culturale millenario (il Mahabharata è da solo un patrimonio nazionale).

    Gli stessi "numeri arabi" con cui i buonisti islamofili ci sbomballano i maroni erano indiani prima di essere arabi.

    l'africa, per quanto ci si sforzi di aiutarla, al massimo produce signori della guerra e terroristi

  • Anonimo
    1 decennio fa

    Bah…

    Non credo che nessuno voglia definire ignorante o retrogrado questo o quel popolo solo in virtù di ragioni genetiche. Sarebbe pretestuoso.

    Credo che il riferimento sia tra mancanza di cultura e livello di civilizzazione.

    E si parla – sempre generalizzando – di popolazione media.

    E’ quel riferimento che si tende a sottolineare.

    Nel quotidiano – e la storia europea lo insegna – l’accesso all’istruzione ha portato un miglioramento civile.

    I modi si ingentiliscono, la propensione alla violenza si cheta.

    Di fatto però l’accesso all’istruzione è frutto dell’accesso ad un seppur minimo benessere.

    Si può in effetti eccepire ad un popolo ciò che ha fatto, non ciò che è in grado di fare.

    Quello non lo si sa fin tanto che il popolo non si cimenta.

    Il punto è che talune società rimaste indietro, ora avrebbero i mezzi per cimentarsi e riscattarsi.

    Alcune lo stanno facendo. E parliamo di paesi come India e Cina;

    Altre hanno tutt’ora disatteso il loro appuntamento con la storia. Come nei paesi arabi (anche in quelli ricchissimi come Dubai, Brunei, etc.), dove è ancora soffocante l'ingerenza dei soggetti che - forti di ascendenti politici e religiosi - mantengono la popolazione in stato di incoscienza.

    Ad altre ancora, l’accesso al benessere ed all’istruzione resta precluso ai più. E’ il caso di molti paesi centrafricani.

  • Anonimo
    1 decennio fa

    Hai ragione. Alcuni stati però, per orgoglio, continuano a valorizzare alcuni elementi, senza pensare alla crisi degli stati stessi.

    Stati come l'India, che nonostante le baracopoli e la situazione di infame miseria, spende più del dovuto per scienziati, a volte senza occuparsi dei poveri.

    Lo fanno gli stessi Paesi Arabi.

  • Il tuo ragionamento è stato fatto anche da Maslow,un grande psicologo,noto per aver ideato una gerarchia dei bisogni umani, la cosiddetta piramide di Maslow.

    Maslow suddivide i bisogni in "fondamentali" e "superiori" ritenendo quest'ultimi quelli psicologici e spirituali. Di fatto però la non soddisfazione dei bisogni fondamentali, definiti anche elementari, porta alla non soddisfazione di quelli superiori.

    Quindi,come hai detto tu,se io in primis non soddisfo la base di bisogni fisiologici (mangiare,dormire,bere...) non posso accedere a gradini superiori,tra cui vi è anche l'accesso alla cultura e l'interesse per l'istruzione.

  • 1 decennio fa

    PENSIAMO A QUELLA NOSTRA DI CULTURA...KE NN CE NE SIAMO IL PAESE IN EUROPA PIU ASINO!!!!!!!!!AMMAZZA KE VERGOGNA

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