Il comunismo sovietico e' stato una particolare forma di capitalismo di stato?

Premetto che e' una domanda apolitica, non propagandistica e che non ha nessuna pretesa di difendere nessuna ideologia (questo a chi accusa la sinistra di dire sempre che il comunismo russo non e' mai stato il vero comunismo)

Mi chiedo in pratica che differenza c'era tra il sistema comunista dell'Unione Sovietica ed il Capitalismo.

Alla concentrazione del potere economico nelle mani di pochi che avviene nel Capitalismo si era sostituita una concentrazione dei mezzi di produzione (e quindi proprio del potere economico) nelle mani dello Stato.

Ma il concetto appunto di "potere economico", di economia fondata sul reddito e sulla produzione era identico.

Il comunismo russo quindi e' stata l'aplicazione pratica di un ideologia o una semplice variante del sistema capitalistico ?

Aggiornamento:

@koruru : infatti...pienamente daccordo con te.

Aggiornamento 2:

@Cesare19: E' proprio lunga la tua risposta :-)

...l'ho letta (quasi) tutta...

Cmq la frase finale "I risultati migliori quindi li hanno dati le economie miste dell'occidente evoluto, in Europa." mi trova daccordo.

Aggiornamento 3:

@La NEP che piu' di uno di voi ha citato non la conoscevo proprio

8 risposte

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  • Anonimo
    1 decennio fa
    Migliore risposta

    E' ovvio innanzi tutto che il comunismo nasce come contestazione del capitalismo quindi nasce da esso, ha le medesime basi, economiche e materaliste. Con Stalin il comunismo diventa Capitalismo di Stato in quanto il lodevole concetto della pianificazione diventa come i piani industriali delle aziende private occidentali, finalizzati a politike in grado di dare tot lucro ai papponazionisti in tot anni. IN Russia nasce l'ossessione per la produttività, allo stesso modo. Tot tonnellate d'acciaio, tot autocarri, tot trattori, tot tonnellate di grano. Sì, erano obbiettivi corretti se visti nell'ottica redistributiva ke dovrebbe appartenere al Comunismo: se facciamo + pagnotte e salami, ciascuno mangia di più, se ci sono più vestiti, ciascuno ne ha diversi. Successe ke xò gli obbiettivi non erano spesso legati alle concrete esigenze popolari, ed erano perseguiti coi medesimi mezzi del capitalismo: sfruttamento e disagio per il lavoratore, ke veniva quindi ancora derubato del plusvalore attraverso la costruizione a ritmi massacranti od orari assurdi. E' lo stakanovismo. Uguale ad est come ad ovest sotto i padroni delle ferriere. Solo che ad ovest la idee di sinistra furono "impiantate" come un innesto vegetale nella società da parte di opposizioni ovviamente non al potere ed ovviamente lontane dall'applicazione russa del comunismo. Le proposte della sinistra occidentale quindi si focalizzarono in maniera positiva sui temi che erano stati all'origine del comunismo 90 anni prima: orario umano, salario equo, servizi alla persona, assitenza medica e pensionistica, cose ke il capitalismo non prevedeva e tuttoggi tentenna a prevedere se non come fonte di lucro e di ulteriore sfruttamento. Un capitalismo di Stato volto a creare volano occupazionale e di sviluppo è quello italiano dell'era fantaniana (1960/63) con le varie nazionalizzazioni ed i vari Enti. Ha origini fasciste e giolittiane nel concetto che un servizio di vitale importanza deve essere gestito dallo Stato affinchè l'assenza di lucro e di maneggi pappatori consenta di metterne in azione la componente sociale. Elettrificazione del Paese, creazione di una rete di ferrovie, di acquedotti, di telefonia, sono cose ke poste sotto l'egida dello Stato, sotto un unico Ente mandatario, giunsero in effetti a felice compimento e senza episodi di sfruttamento bestiale alla Stalin. Anzi, si assumeva anche in esubero in quanto andava assolta anche la funzione di volano occupazionale e di consumo (moltiplicatore keynesiano). In Russia non si curò questo aspetto, correndo dietro a boriose cifre da esporre nei cartelloni ma non sviluppando un'industria dei consumi adeguata. Anche cn orari ke - sfruttamenti stalinisti anni 30 a parte - erano + moderati dei ns, il tempo libero nn divenne un volano di sviluppo mancando un indotto di prodotti ad esso dedicati (ke so: lo stereo, la moto, la makkina, diski e cassette, abbigliamento diversificato, strumenti per la pratica di hobbies). Ciò in quanto lo Stato padrone seguiva obbiettivi suoi propri distinti dai bisogni concreti della popolazione, o ciò almeno in parte. E per farlo, ripeto, derubava l'operaio o del tempo o della paga o di tutti e due. Invece del lucro del padrone privato lo Stato guadagnava vantaggi di altro tipo, ma la musica è più o meno la stessa. I risultati migliori quindi li hanno dati le economie miste dell'occidente evoluto, in Europa.

  • 1 decennio fa

    Beh, inizialmente nel 1918, a guerra conclusa, Lenin adotta delle misure socio-economiche definite comunismo di guerra (era in atto una guerra civile, tra l'Armata Rossa rivoluzionaria e l'Armata Bianca, filo-occidentale e anti-comunista). Per quel che ne so io è il punto più marxiano delle applicazioni della teoria di Marx della Russia comunista. Il comunismo di guerra consisteva, se non ricordo male, in una nazionalizzazione di banche, industrie e nella requisizione dei prodotti agricoli, i quali venivano successivamente redistribuiti tra la popolazione urbana, che in un periodo difficile come quello del Primo Dopoguerra, viveva con salari sotto la soglia della sopravvivenza e non aveva accesso continuo ai beni di consumo primarii (a quei tempi il cibo).

    Tuttavia questa requisizione totale del raccolto comportò dei conseguenti cali di produttività tra i contadini, i quali si vedevano portar via l'intero loro lavoro, la loro proprietà, e dovevano, come tutti i russi, attendere l'arrivo della loro parte della razione. Perché avrebbero dovuto produrre come prima, quando non godevano minimamente dei frutti del loro lavoro? In questo punto, permettimi di gongolare, si vede come crolla la massima di Marx "produrre secondo le proprie possibilità, consumare secondo le proprie necessità": i contadini russi non vedevano rispettate le loro necessità minime, preferivano non produrre alcun plus. C'è da dire che il comunismo teorizzato da Marx può essere applicato solo in un paese con un avanzato sistema capitalista e dotato di un certo livello tecnologico: la Russia era quasi estranea alla Rivoluzione Industriale, il capitalismo avanzato non era una realtà, l'economia era prevalentemente agricola.

    Fu allora, dopo una grande carestia, che decimo milioni di persone, che Lenin decise di attuare una nuova politica economica, la NEP, una serie di provvedimenti decisamente antirivoluzionari e molto liberali, che prevedevano la restituzione della proprietà, e quindi dei frutti del lavoro, ai contadini, i quali dovevano una imposta fissa in cereali o prodotti agricoli allo Stato, mentre erano liberi di fare ciò che preferivano con il grano restante, il quale ovviamente era messo sul Mercato e veniva venduto (con notevole guadagno dei contadini e con bastonata pesante ai progetti comunisti). Stalin, successivamente, provvederà a tarpare le ali ai contadini, con i suoi piani quinquennali.

  • Anonimo
    1 decennio fa

    Beh, è così che dovrebbe funzionare il comunismo in teoria... mezzi di produzioni di tutti, ovvero dello Stato, visto che dovrebbe essere in vigore la "dittatura del proletariato".

    E del resto anche se i mezzi di produzione sono di tutti, uno che decida come usarli deve esserci, a meno di immaginare un sistema dove ognuno produca quello che gli pare quando gli pare...

  • 1 decennio fa

    La sua ideologia di base andava contro il capitalismo in generale...Ma ben prsto, dopo la rivoluzione russa, quando i bolscevichi presero il potere, di fatto crearono una nuova classe dirigente, proprio quella che la loro ideologia combatteva....

    Quindi è stata una variante del capitalismo...infatti a questa nuova classe dirigente non importava niente dell'ideologia...

    @sono contenta di vedere che per questa domanda non sguazzano quelli che non avrebbero argomenti...^^...proprio contenta...

    @raga...a quest'ora..fate risp più brevi!!^^scherzo...è bello sapere che c'è gente che sa ancora rispondere...

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  • 1 decennio fa

    ba, è difficile da spiegare...

    Lenin ( forse il comunista doc dopo Marx ) mise in vigore la NEP, che permetteva ai contadini di vendere le proprie eccedenze... mentre Stalin ( considerato un comunista non vero, come dici tu ) abolì la NEP...

  • Anonimo
    1 decennio fa

    PER ZAPPARE LE PATATE SERVE IL CAPITALE PER COMPERARE LA ZAPPA

  • Anonimo
    1 decennio fa

    ahahahah, alla fine pur di non far puzzare la mèrda anche il comunismo è diventato capitalismo...

    senza vergogna...

    il comunismo sovietico era comunismo e basta: ti basti pensare che aveva abolito la proprietà privata dei mezzi di produzione

  • Anonimo
    1 decennio fa

    E' ovvio che fosse capitalismo!!

    mi spieghi come nella societa' attuale possa esserci un'economia non capitalista?

    avere un'economia non capitalista non e' utopico ma e' da pazzi scatenati

    @koruru: quale sarebbe il tuo "argomento"?

    ==========================================

    @Cesare: il punto e' questo: puo' una societa'/economia esistere senza capitalismo? se togli il capitalismo e quello che lo crea (plus valore), praticamente privi l'economia del suo motore. E' impensabile concepire una societa' attuale senza l'accumulo di capitale, si annienterebbe la ricerca e lo sviluppo (es. investire soldi nella ricerca di un nuovo tipo di aratro, chi mette il capitale per uno studio tecnologico a lungo termine-20/30 anni?) , la diversificazione della macroeconomia in settori "strategici" che dipende dalla distribuzione ineguale delle risorse primarie nel mondo (es. il petrolio e' concentrato in sicilia, chi mette il capitale per estrarlo, raffinarlo e distribuirlo?) e cosi' via nel settore sanitario, commerciale ecc....

    In russia il comunismo e' diventato capitalismo di stato perche' quello era il suo percorso economico per arrivare al comunismo.

    "Il socialismo non è altro che il capitalismo monopolistico di stato messo al servizio di tutto il popolo e che, in quanto tale, ha cessato di essere monopolio capitalistico. Non vi è via di mezzo. La guerra imperialista è la vigilia della rivoluzione socialista. E non solo perché la guerra con i suoi orrori genera l’insurrezione proletaria, ma perché il capitalismo monopolistico di Stato è la preparazione materiale più completa del socialismo, è la sua anticamera, è quel gradino della scala storica che nessun gradino intermedio separa dal gradino chiamato socialismo." (Lenin)

    Purtroppo chi tante volte parla di comunismo non sa di che cosa stia parlando (chiaramente non mi riferisco a te!!).

    Add: appunto LUI non conosce la NEP.......e KORURU le va dietro..... Gianni e Pinotto......

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