Anonimo
Anonimo ha chiesto in Politica e governoEsercito · 1 decennio fa

quando si parla di fucili di precisione, cosa vuol dire...?

bolt-action

flessione del proiettile

grazie

2 risposte

Classificazione
  • abuelo
    Lv 7
    1 decennio fa
    Risposta preferita

    bolt action vuol dire a ripetizione ordinaria. L'arma è cioé dotata di un otturatore mobile (immagina un cilindro di metallo), azionabile mediante un'appendice laterale, il quale porta (in testa generalmente) i "tenoni" di chiusura, cioé delle sporgenze, delle appendici prismatiche che si vanno a bloccare, ruotandolo, dentro a degli appositi recessi in culatta, dietro la canna. Più o meno come chiudere una serratura, ed in effetti di chiusura si tratta. Questo otturatore deve essere ciclato a mano per ogni colpo, generalmente con quattro movimenti (solleva la manetta facendolo girare-sbloccare, tiralo tutto indietro per espellere il bossolo, spingi avanti per inserire il colpo successivo in canna, riabbassa la manetta per bloccarlo) ma ci sono bolt -action detti "straight pull" dove i movimenti sono solo due (avanti - indietro) la rotazione essendo demandata ad una pista a camme che fa ruotare la testa dell'otturatore.

    si tratta di una configurazione meccanica molto collaudata, molto classica, e molto vantaggiosa: rapidi quasi quanto i semiautomatici, in mano a personale addestrato, e molto, ma molto precisi.

    flessione del proiettile: si intende la caduta del proiettile, cioé l'abbassamento della sua traiettoria dovuta all'attrazione gravitazionale. Un proiettile, come tutte le cose su questa terra, è attratto verso il basso. Se tu lo spedisci a grande velocità (ad es a 850 m/s di velocità alla bocca) esso vince la forza di gravità ed avrà una traiettoria rettilinea nello spazio, ma poi la sua velocità comincerà a scendere, e il suo peso comincerà a farsi sentire, e la traiettoria da rettilinea si trasforma in una parabola discendente. Di questo bisogna tenere conto per centrare il bersaglio, in qualunque disciplina di tiro (caccia, tiro a segno, tiro militare), perché sapendo in anticipo, ad esempio, che il nostro proiettile - sull'arma tarata ad esempio a 200 mt - avrà a a 400 metri una caduta di circa 35cm, per cogliere un bersaglio a 400 m dovrò mirare 35 cm sopra il bersaglio e la flessione, cioé l'abbassamento del proiettile a quella distanza, sarà compensata e colpirò il bersaglio.

    Fonte/i: http://www.youtube.com/watch?v=47mPQjjGrns in questo video vedi il funzionamento di un tipo di bolt action, il celeberrimo system mauser 98. La spiegazione è un po' tecnica (estrazione primaria, blocco del percussore, ecc ecc) ma si dovrebbe capire bene la dinamica. in questo video vedi sparare un bolt action svizzero k31 (straight pull) http://www.youtube.com/watch?v=ignlbn1-wg0 in quest'altro vedi degli sniper M40 in azione http://www.youtube.com/watch?v=t3cJYsey15U&feature...
  • Anonimo
    1 decennio fa

    E' arrivato Abuelo ed ha sintetizzato tutto, oltre a mettere utili links. Cmq mi ci metto anche io: l'arma di precisione di solito ha una canna più massiccia che nn vibra durante le fasi dello sparo (balistica interna), unita ad una meccanica molto rigida e spesso montata su una calciatura che nn va a contatto con essa per nn generare nemmeno la minimissima deviazione (fosse anche un 1000° di mm!). L'anima è rifinita con esattezza maniacale quindi si tratta di canne selezionate, lavorate ad utensili nuovissimi ed serie a volte davvero limitate. Anche la camera ke ospita la cartuccia ha tolleranze dimensionali minime. Ciò in quanto arma e cartuccia sono un insieme dinamico. Non si esclude che armi come le vecchie ex ordinanze (Mauser e compagnia bella),essendo concepite per un impiego tattico privilegiante gittata e precisione, nn possano, con la semplice aggiunta (sempre d'obbligo, almeno a certe distanze) di un'ottica, diventare di fatto armi di precisione. Ci sono poi delle finezze: "precisione", l'arma produce una rosata di colpi uniforme attorno al punto preso di mira: "giustezza", l'arma produce una rosata estremamente stretta anche non necessariamente attorno a quel punto, quindi le mire andranno ottimizzate. Ciò dipende dalle tolleranze meccaniche e dalle qualità della munizione, ke un tiratore scelto o un agonista spesso ricaricano o selezionano da lotti dedicati e testano sulla propria arma per personalizzarla. Un'arma "giusta" è quella ke definiamo gergalmente "precisa", mette i colpi uno accanto o uno entro il foro dell'altro, allora anche se va a 3 cm a destra basta solo regolare le mire e saremo a cavallo. L'arma "precisa" invece è quella corrente, tipicamente militare o da difesa, essa "sparge" i colpi con una rosata regolare ma a volte non strettissima (a volte) attorno al punto di mira. Non è detto nn sia anke "giusta", ma soprattutto le si chiede appunto di concentrare i colpi attorno ad una immaginaria linea fra te ed il bersaglio, senza aggiustamenti se non quello d'alzo.

    L'alzo, appunto, compensa la flessione della traiettoria. Ecco xkè le ex ordinanze avevano quel regolo montato sulla culatta o in prossimità della faccia dell'otturatore, a 20 cm dagli occhi del tiratore (come il Garand), esso alza (oltre a volte sposta a dx o sx) la tacca di mira facendo assumere alla canna una elevazione di qualche grado, inclinando l'angolo di proiezione del colpo. La cosa è eclatante nei cannoni e cannoni/obici quando tirano a grande distanza: la canna assume elevazioni di 30°-40° fino ai 55° che consentono la max portata compensando l'angolo di caduta del colpo. Un fucile spara sempre in tiro diretto, circa i 10° max di elevazione: a 30° il celebre Mauser Svedese, M94, in cal.6.5 x 55, arriva a 3950 metri con una forza di 14 kgm (145 j) capace ancora di trapassare quasi il torace di un uomo. Nel tiro diretto, con 0° o poco più, fino ai 5° circa, si esprime su distanze di 3/400 metri o qualcosa in più. Diciamo che la combinazione degli scarti laterali e della caduta rendono sempre meno (in teoria!) precisa l'arma con l'aumento della gittata. Sta di fatto che un pezzo da 406 mm colpisce, a 29km, un bersaglio "as large as a tank". Un fucile come il Sako in cal.338 può certamente attingere un avversario ad un km e passa. Nella 1^GM con normali armi di ordinanza, ovviamente non maltrattate come quelle trascinate in trincea e regolamente pulite oliate ecc, dotate di ottica, i tiri a 600 metri ed oltre (fino a 1100) erano frequenti. Ciò ovviamente a seguito di aggiustamenti vari dell'ottica: di solito un tiratore scelto adatta l'ottica ad una certa distanza, adattando il punto di mira a seconda della distanza traguardando i reticoli.

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