Anonimo
Anonimo ha chiesto in Scuola ed educazioneScuole primarie e secondarie · 1 decennio fa

Opere di Qusimodo e descrizioni di alcune opere più importatnti..?

2 risposte

Classificazione
  • 1 decennio fa
    Migliore risposta

    Opere [modifica]

    * Acque e terre, Edizioni di "Solaria", Firenze 1930

    * Oboe sommerso, Edizioni di "Circoli", Genova 1932

    * Erato e Apòllìon, pref. di S.Solmi, Scheiwiller, Milano 1938

    * Poesie, Edizioni "Primi Piani", Milano 1938

    * Lirici Greci, pref. di L. Anceschi, Edizioni di Corrente, Milano 1940

    * Ed è subito sera, Mondadori, "Lo Specchio", Milano 1942

    * Con il piede straniero sopra il cuore (Alle fronde dei salici), Edizioni di "Costume", Milano 1946

    * Giorno dopo giorno, Mondadori, Milano 1947

    * La vita non è sogno, Mondadori, Milano 1949

    * Il falso e vero verde, Schwarz, Milano 1954

    * Il fiore delle "Georgiche", Mondadori 1957

    * La terra impareggiabile, 1958

    * Il poeta e il politico e altri saggi, Schwarz, Milano 1960

    * Dare e avere, Schwarz, Milano 1966

    * Leonida di Taranto, Edizioni Apollinaire, Milano 1967 (edizione speciale in collaborazione a cura di) Guido Le Noci

    * Alle fronde dei salici

    * Leonida di Taranto in edzione normale in collaborazione, Editore Lacaita, Manduria (Taranto)1967

    * Messaggi di primavera

    Ognuno sta solo sul cuor della terra

    trafitto da un raggio di sole:

    ed è subito sera.

    Ed è subito sera è una poesia di Salvatore Quasimodo ed è certamente la più breve e famosa dell'autore, scritta sotto l'impulso di un'improvvisa folgorazione, secondo il criterio ermetico. Quest'opera appartiene agli scritti di Acque e terre, che è la prima raccolta del poeta, scritta nel 1930 (che comprende alcune liriche apparse sia su Solaria e rappresenta, insieme ad Oboe sommerso, la fase del primo Quasimodo). La sua struttura è brevissima, con versi liberi molto intensi.

    Significato del componimento [modifica]

    In questa poesia il poeta ha racchiuso i tre momenti della vita dell'uomo: la solitudine, derivata dall'incomunicabilità; l'alternarsi della gioia e il dolore; il senso della precarietà della vita. Ognuno, dice il poeta, pur vivendo in mezzo agli uomini (sul cuor della terra) si sente maledettamente solo (a causa dell'impossibilità di stabilire un rapporto duraturo con qualcuno). Tuttavia, pur essendo solo, viene stimolato dalle illusioni (un raggio di sole), dalla ricerca di una felicità a volte apparente (in questo caso c'è da dire che anche Luigi Pirandello nega una vera e propria possibilità di felicità, ma ritiene che le illusioni possano dare un po' di conforto all'uomo). Questa ricerca è nello stesso tempo gioia e dolore, perciò il poeta usa il termine "trafitto", cioè, ferito dal raggio di sole stesso. E intanto, come alla luce del giorno succede rapidamente l'oscurità notturna, per la vita dell'uomo giunge la morte: ed è subito sera.

    Alle fronde dei salici è una poesia di Salvatore Quasimodo.

    E come potevamo noi cantare

    con il piede straniero sopra il cuore,

    fra i morti abbandonati nelle piazze

    sull'erba dura di ghiaccio, al lamento

    d'agnello dei fanciulli, all'urlo nero

    della madre che andava incontro al figlio

    crocifisso sul palo del telegrafo?

    Alle fronde dei salici, per voto,

    anche le nostre cetre erano appese

    oscillavano lievi al triste vento.

    Descrizione [modifica]

    In questi versi Quasimodo rievoca i giorni tragici dell'occupazione tedesca in Italia (1943-1945) segnati da violenza, odio, dolore, morte. In quegli anni, travolto dall'orrore della storia, il poeta non poteva far altro che tacere, che votarsi al silenzio. Così come al silenzio si erano votati gli ebrei, quando,caduti schiavi dei Babilonesi cessarono di cantare le preghiere rituali e appesero i loro strumenti ai rami dei salici in segno di lutto.

    ci sono anche altre notizie riguardanti le opere dai un'occhiata

    ciao

  • 1 decennio fa

    Salvatore Quasimodo (Modica, 20 agosto 1901 – Napoli, 14 giugno 1968) è stato un poeta italiano la cui poetica muove dall'ermetismo, premio Nobel per la letteratura 1959.Figlio del ferroviere roccalumerese Gaetano, Salvatore Quasimodo già da bambino era costretto a spostarsi frequentemente con la propria famiglia. Il padre iniziò a lavorare in ferrovia all' età di 7 anni, venendo impegnato alla costruzione del binario ferroviario Messina-Catania. Attivati i transiti dei treni, il padre fu mantenuto in servizio come ferroviere.La prima raccolta di Quasimodo, Acque e terre (1930), è incentrata sul tema della sua terra natale, la Sicilia, che l'autore lasciò già nel 1919. Un'altra poesia k parla della sua terra è "Al padre" scritta in occasione dei 90 anni del padre. In questa poesia Salvatore Quasimodo vuole rendere un pubblico omaggio al padre, l’omaggio che non seppe o non volle fare in passato. Per dimostrare la sua grandezza, il poeta si sofferma sulla la tragedia del 28 dicembre 1908, quando Messina fu distrutta dalla violenza congiunta del terremoto e del maremoto. Accanto a questi temi compare anche una esaltazione della bellezza della sua terra siciliana che qui viene contrapposta all’ambiente soffocante e privo di natura della città di Milano.Altre poesie importanti sono: Milano Agosto 1943, Alle fronde dei salici e Uomo del mio tempo k sono scritte durante la seconda guerra mondiale.

    Spero di esserti stata utile. So molto su di lui perchè lo porto all'esame.. un baciooo

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