esami terza media...primo levi???-_-?

ciaO a tutti..allora martedi 22 (credo),ho gli esami orali e mi manka ancora letteratura,primo levi,k nel mio libro nn e spiegato affatto bn..parla solo di"se questoè un uomo"..avrei bisogno k qualcuno mi dasse qlk informazione più dettagliata..nn troppo lunga cm quella su wikipedia..x favore..10 pnt al migliore(accendete stelline please)

Aggiornamento:

rix x favore è urgenteeeeeeeeee

3 risposte

Classificazione
  • Anonimo
    1 decennio fa
    Risposta preferita

    Biografia

    Nato il 31 luglio del 1919 a Torino, da genitori di religione ebraica, Primo Levi si diploma nel 1937 al liceo classico Massimo D’Azeglio e si iscrive al corso di laurea in chimica presso la facoltà di Scienze dell’Università di Torino. Nel '38, con le leggi razziali, si istituzionalizza la discriminazione contro gli ebrei, cui è vietato l’accesso alla scuola pubblica. Si laurea nel 1941, a pieni voti e con lode, ma con una tesi in Fisica. Comincia così la sua carriera di chimico, che lo porta a vivere a Milano, fino all’occupazione tedesca: il 13 dicembre del '43 viene catturato a Brusson e successivamente trasferito al campo di raccolta di Fossoli, dove comincia la sua odissea. Nel giro di poco tempo, infatti, il campo viene preso in gestione dai tedeschi, che convogliano tutti i prigionieri ad Auschwitz. È il 22 febbraio del '44: data che nella vita di Levi segna il confine tra un "prima" e un "dopo". Primo Levi è tra i pochissimi a far ritorno dai campi di concentramento. Ci riesce fortunosamente, grazie a una serie di circostanze e solo dopo un lungo girovagare nei Paesi dell'est. Nel 1947 pubblica il manoscritto Se questo è un uomo. Il libro ottiene un discreto successo di critica ma non di vendita. Solo nel '56 la Einaudi comincia a pubblicare tutti i suoi lavori: Se questo è un uomo è tradotto in diverse lingue, La Tregua vince la prima edizione del Premio Campiello. Nel frattempo Levi lavora anche come traduttore. L’11 aprile del 1987 Primo Levi muore. Dirà di lui Claudio Toscani: «L’ultimo appello di Primo Levi non dice non dimenticatemi, bensì non dimenticate».

    Se questo è un uomo

    Primo Levi in questo brano racconta com’ erano e come vivevano gli uomini durante la seconda guerra mondiale e durante il nazismo in Germania. Si chiede se è un uomo chi lavora nel fango,chi non conosce la pace chi muore per aver detto si invece che no. E’ un uomo chi vive sicuro,chi la sera quando torna a casa trova tutto pronto con famiglia e amici riuniti intorno a lui che gli vogliono bene.

    Si chiede anche se quella che pensa lui è una donna,una senza capelli e senza nome,senza la forza di ricordare tutto il dolore che ha subito,con gli occhi vuoti e il freddo in grembo per il periodo che sta passando sotto i bombardamenti della guerra. Vuole infliggere queste parole nel cuore di chi le legge fino a farle rimanere impresse e coricandosi,ricorderà sempre ai figli queste parole che per lui erano fondamentali. Se non volete rispettare quanto detto potreste ammalarvi o può darsi che la vostra casa non esista più e con questo il poeta lancia delle maledizioni. In questo brano Primo Levi evidenzia i valori più importanti e più significanti sia per la donna sia per l’uomo e riesce ad arrivare a capire la differenza sociale tra le due categorie. Se questo è un uomo è uno dei più importanti racconti di Primo Levi, uno dei maggiori scrittori vissuti durante la guerra.

    Sul fondo

    Questo brano racconta la vita di alcuni uomini,tra cui l’autore,ed è ambientato nel campo di concentramento di Auschwitz in Polonia. Racconta del viaggio e della loro permanenza nel campo di concentramento. Il viaggio non durò più che una ventina di minuti; appena arrivati li fecero entrare in una camera buia ed era da quattro giorni che non bevevano. Per prenderli in giro c’era un rubinetto non scritto vietato bere perché l’acqua era inquinata. All’improvviso entro uno dell’SS che si mise a parlare con l’unico tra loro che parla tedesco,che faceva da interprete. L’SS ordinò di spogliarsi ,togliere le scarpe,separare gli indumenti tessuto per tessuto. Entrarono con violenza degli uomini con in mano tosatrici,rasoi e pennelli ed erano robusti e floridi;si aprì un’altra porta dove entrarono tutti nudi tosati e in piedi e scoprirono che era una sala di docce. Cercarono di pensare positivo e dare almeno una speranza a tutti per sentire la opinione degli altri se un giorno rivedranno le mogli e le figlie. Improvvisamente c’è l’acqua bollente delle docce in giro per la stanza ma in seguito quattro uomini li spingono nella sala gelida vicina; lì si schiacciano addosso per riscaldarci,nudi e scaldi ma gli è concesso di vestirsi. Loro in quel momento si immaginavano con le persone amate,con le sue abitudini,i suoi abiti,con tutto quello che possiede invece si ritrovano con un cuore leggero per altri che decidono per loro. Li portarono uno ad uno in uno stanzino con un signore che incideva loro sul braccio un numero che da ora in poi li avrebbero chiamati così;sembrava che non avevano più un nome ma avevano un numero. L’operazione era stata un po’ dolorosa però molto rapida; gli hanno fatto penetrare il punteruolo dell’ago cortissimo per incidere il numero. Sono occorsi però vari giorni,pieni di schiaffi e pugni, perché si abituassero a mostrare il loro numero prontamente e ci sono volute settimane perché apprendessero il suono della lingua tedesca.

    Fonte/i: me...
  • 1 decennio fa

    sn entrata kn il kontatto di mia sorella..allora io lo porto agli esami primo levi ed ecko ke ho preparato:

    Se questo è un uomo

    Voi che vivete sicuri

    nelle vostre tiepide case,

    voi che trovate tornando a sera

    il cibo caldo e visi amici:

    Considerate se questo è un uomo

    che lavora nel fango

    che non conosce pace

    che lotta per mezzo pane

    che muore per un si o per un no.

    Considerate se questa è una donna,

    senza capelli e senza nome

    senza più forza di ricordare

    vuoti gli occhi e freddo il grembo

    come una rana d'inverno.

    Meditate che questo è stato:

    vi comando queste parole.

    Scolpitele nel vostro cuore

    stando in casa andando per via,

    coricandovi, alzandovi.

    Ripetetele ai vostri figli.

    O vi si sfaccia la casa,

    la malattia vi impedisca,

    i vostri nati torcano il viso da voi.

    Primo Levi è nato a Torino nel 1919 e dopo essersi laureato è stato catturato dai nazisti nel 1944 e successivamente è stato deportato nel campo di concentramento di Auschwitz. Dopo un lungo viaggio arriva in campo, viene spogliato di tutti i suoi averi, i suoi capelli vengono rasati e per essere riconosciuto i nazisti gli viene tatuano sul suo braccio il numero 174 517. Da quel momento il poeta ha perso ogni suo diritto e viene costretto a lavorare come se fosse uno schiavo, o un animale. Esprime il suo odio e il suo disprezzo nei confronti di questo fenomeno con una poesia:”Se questo è un uomo”

    Questa è una poesia che spiega la vita dei prigionieri nei campi di concentramento o nei campi di lavoro tedeschi.

    L’autore, Primo Levi, era un deportato ad Auschwitz che sopravvisse perché era stato mandato in un campo di lavoro. Egli con questa opera voleva “condannare” gli uomini che erano a casa perché non avevano impedito il massacro degli ebrei.

    Ogni strofa ha un significato particolare: la prima si riferisce alle persone che non sono ebree e che non si trovavano nei campi di sterminio, la seconda è riferita agli uomini ebrei all’interno del campo e con pochi versi Levi racconta la loro sofferenza e la loro angoscia, la terza è riferita alle donne ebree che hanno perso la loro identità e anche la possibilità di procreare; a causa della crudeltà dei tedeschi, la quarta è una testimonianza su ciò che era accaduto realmente e infine la quinta strofa è come una maledizione per i figli dei “non ebrei”.

    Primo Levi venne trovato morto nell'aprile 1987 alla base della tromba delle scale di casa sua, dando vita a sospetti di suicidio.

    Questa poesia è formata da: una quartina, due cinquine, una sestina e infine una terzina.

    Il linguaggio è semplice e comprensibile, lo stile semplice, netto e chiaro.

    Ci sono delle anafore: voi, che, senza, considerate, meditate.

    Primo Levi

    Primo Levi nacque a Torino il 31 luglio del 1919. La sua giovinezza fu caratterizzata da studi regolari e profonde letture. Appartenne ad una famiglia ebraica, si laureò in chimica nel 1941, ottenendo il massimo dei voti. Il suo diploma reca la menzione "di razza ebraica". Levi entrò nel Partito d'Azione clandestino. Il 25 luglio del 1943 cadde il governo fascista Tuttavia, le forze armate tedesche occuparono il nord e centro Italia. Levi si unì ad un gruppo partigiano operante in Val d'Aosta, ma venne arrestato. Fu poi deportato nel campo di sterminio di Auschwitz, dove vi rimase dal febbraio 1944 al gennaio 1945. Per tutta la durata della permanenza nel Lager, Levi riuscì a non ammalarsi, eccezion fatta per la scarlattina venutagli proprio quando nel gennaio 1945 i tedeschi, sotto 1'incombere delle truppe russe, evacuarono il campo, abbandonando gli ammalati al loro destino. Nel giugno iniziò il viaggio di rimpatrio che durò circa 5 mesi. Una volta a Torino trovò lavoro presso una fabbrica di vernici. Intanto, nacque "Se questo è un uomo". A settembre del 1947 sposò Lucia Morpurgo, da cui ebbe due figli: Lisa, Lorenza e Renzo. Levi presentò il dattiloscritto alla casa editrice Einaudi, che lo rifiutò. Il testo fu invece pubblicato dall'editore De Silvani di Torino. Il successo, all'inizio, fu scarso. Le cose cambiarono quando il libro uscì nella collana dei"Saggi" Enaudi. Nel 1963 , la stessa Casa Editrice, pubblicò La tregua. Nel 1978, Primo Levi, diede vita a La chiave a stella, vincitore del premio Strega. Nell'aprile del 1982 uscì Se non ora, quando?, con immediato successo. Primo Levi fu anche impegnato in attività giornalistiche. Nell'aprile del 1986 pubblicò I sommersi e i salvati, ritornando così sulla traumatica esperienza dei Lager. Morì a Torino l'11 aprile del 1987.

  • 1 decennio fa

    Ciao come hai detto tu sono venuta per risponderti be io non sono molto brava però sono venuta per accontentarti e per accenderti una stellina =)

    che terrore gli esami xD una paura che non me la tolgo da dosso non tanto per italiano ma tanto per matematica..speriamo che lo passiamo subito. kiss

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