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Anonimo
Anonimo ha chiesto in Scuola ed educazioneEducazione - Altro · 1 decennio fa

Come collegare Leopardi e la solitudine?

Sto facendo una tesina sulla solitudine. Per quanto riguarda italiano, vorrei mettere Leopardi, dato che è cmq un solitario, però non so bene come collegarlo. e soprattutto non so quale sua poesia esprime di più questo stato d'animo. Mi sapete dire qual'era il suo pensiero sulla solitudine, e come mai decise di isolarsi? è stata una scelta forzata o no? aiutatemi...grazie! xD

4 risposte

Classificazione
  • 1 decennio fa
    Risposta preferita

    Giacomo Leopardi,il poeta specchio di molti disagi dell’adolescenza ma anche eccessivo pessimismo lontano dalla voglia di vita dei giovani. E Leopardi è il poeta della solitudine: quando leggiamo Il passero solitario non possiamo che riflettere su quella “solitudine” obbligata, segno di un disagio di vivere che tanti hanno provato almeno una volta e tipico dell’adolescenza.

    Leopardi ci costruisce la filosofia del “pessimismo cosmico” in cui la contraddizione tra speranze e impossibilità nel realizzarle diventa l’elemento tipico della condizione umana.

    Anche Leopardi nel suo estremo pessimismo non aveva scelto la depressione o il suicidio ma ci ha lasciato le pagine de La Ginestra in cui invita alla solidarietà tra tutti gli uomini.

    Spero che queste informazioni possano esserti di aiuto.

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  • Anonimo
    1 decennio fa

    Guarda, sicuramente lo devi colelgare alla sua biografia, più che al suo pensiero o alla sua poetica.

    Non è che lui predicasse la solitudine, semplicemente..vi si era trovato, perchè era troppo avanti...abitava in un borgo in cui i pochi coetanei che aveva lo prendevano in giro per l'aspetto fisico (chissà perchè di lui ancor oggi a distanza di secoli ce ne ricordiamo, emntre di quelli enanche il nome sappiamo)..la madre, manco a parlarne..una matrona rompi....la ragazza nn ce l'aveva, figurarsi..

    Il povero Giacomo era un ragazzo solitario,secondo me non perchè l'avesse scelto lui, perchè magari se avesse avuto dei buoni motivi per restarsene un pò in giro anziché chiuso nella sua stanza, l'avrebbe fatto..

    fatto sta che trovò nei libri compagni migliori delle persone che lo circondavano quotidianamente. e la sua bibiloteca divenne il suo mondo.

    Secondo la mia prof, se Leopardi avesse avuto facebook sarebbe stato il più popolare...

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  • Anonimo
    1 decennio fa

    per prima cosa dovresti sapere la vita di leopardi xk è proprio qllo il motivo della sua solitudune e del suo stato d'animo .. xk egli avendo studiato nella biblioteca del padre notte e giorno stando sempre in una posizione sbaglata x la spalla x poter leggere cominciò ad avere dolori e quindi malattie alla spalla poi ogni giorno della sua vita lo passava a leggere si sforzò la vista tanto k ebbe dei problemi a gli okki !! .. qsto è 1 cosa importantissima ora potrai capire il suo stato d'animo vivendo ogni giorno cn qsti problemi volle isolarsi x dedicarsi alla cultura .. poichè nn aveva mai visto altro k libbri ... ovviamente dovresti approfondire su qsto !!! ... ok!?

    spero di averti aiutata!! sciauuuuuuuuuuuux

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  • Anonimo
    1 decennio fa

    Da piccolo fu una necessità (il padre non voleva che uscise di casa, che andasse a scuola ecc.), inoltre il gap intellettuale e culturale tra lui e i fratelli (a 10 anni Leopardi aveva le conoscenze e le competenze di un laureato in lettere antiche) gli rese impossibile giocare coi fratelli. Ne parla spesso nelle lettere (famosissima quella al padre del 1819 in occasione della fuga, che poi non fece), ma non nelle poesie.

    Bacio

    Silvano

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