ecco alcuni martiri della violenza comunista?

non dobbiamo andare tanto lontano, proprio qui in italia, decine di esempi che testimoniano la ferocità con cui colpivano i partigiani rossi italiani...non possono nemmeno essere giustificati con la classica delle scuse: combattevano per la libertà dell'italia...sarebbe troppo facile legittimare in tal modo uomini che uccidevano con estrema crudeltà e consapevolezza i personaggi più inermi e apolitici ovvero i preti...non arcivescovi o cardinali che potevano essere accusati anche di qualche misera colpa ma preti di campagna la quale unica colpa era quello di predicare il vangelo in un luogo dove l'unico verbo si identificava con il termine comunismo...

alcuni nomi:

don Francesco Venturelli, arciprete di Fossoli, nel Modenese vicino Carpi. Viene chiamato per soccorrere un moribondo e all’arrivo fucilato da un plotone di partigiani rossi.

don Gianni Domenico, trentenne, aspettato in chiesa dai partigiani comunistei, viene gettato in un porcile, denudato e violentato. Il suo martirio si conclude dopo ore a colpi di mitra e ai suoi parrocchiani viene vietato di seppellirne il corpo per molti giorni.

Don Giuseppe Tarozzi è parroco a Riolo di Castelfranco, diocesi di Bologna, Nella notte del 25 maggio ‘45: i commandos comunisti fracassano a colpi di scure la porta della canonica, lo strappano dal letto, lo pestano, poi lo trascinano via in camicia da notte. La gente vede un’ombra bianca sospinta fuori a calci, il suo cadavere non sarà mai più ritrovato.

don Giuseppe Rasori, sessantenne a San Martino Casola ha solo due parrocchiani non iscritti al Pci. Vive nella paura, ma non scappa. Nel pomeriggio del 2 luglio ‘46 in canonica, dove in guerra ha nascosto tanti partigiani, lo ammazzano con un colpo di pistola al collo.

Don Alfonso Reggiani, parroco di Anzola di Piano, Bologna, viene ucciso il 5 dicembre 1945 mentre sta tornando in bicicletta da una visita ai suoi ammalati.

don Enrico Donati, parroco a Lorenzatico, Bologna. Il 13 maggio 1945 quattro compagni con la scusa di portarlo al comando partigiano per formalità, lo feriscono a colpi di mitra, gli legano le mani , lo infilano in un sacco e lo gettano con due sassi di zavorra in un macero pieno d’acqua.

don Achille Filipp, ucciso sull’uscio della chiesa da u altro commando partigiano la sera del 25 luglio 1945.

Don Tino Galletti, nella chiesa di Spazzate Sassatelli, a Imola, ucciso iil 9 maggio 1945 a colpi di pistola insieme a tre dei sui fedeli.

don Luigi Lenzini, parroco di Crocetta di Pavullo, nel Modenese, trascinato di notte fuori della canonica, seviziato e poi ucciso. Aveva osato criticare il metodo di far fuori la gente dei comunisti.

canonico Giovanni Guizzardi e don Giuseppe Preci, nel Modenese uccisi a pistoettate.

don Ernesto Talè, parroco di Castellino delle Formiche, modenese, ucciso lentamente. “Quella carogna non voleva morire..” dirà al bar vantandosi uono dei partiginai torturatori del prete.

don Giuseppe Lemmi, cappellano di Felina e don Luigi Manfredi, parroco di Budrio, nel reggiano, freddati a colpi di mitra.

don Tebaldo Dapporto, parroco di Casalfiumanese di Imola,ucciso il 13 settembre 1945. Il suo assassino, che gli ha spaccato il cranio, corre alla Camera del Lavoro per vantarsi di aver fatto fuori il ‘prete-padrone’.

Don Carlo Terenziani, prevosto di Ventosa, la mattina del 29 aprile ‘45 è peso dai partigiani rossi che lo fanno girare per le strade, deriso, sputato, ingozzato di vino all’osteria, battuto, viene poi ucciso a sera.

don Gennaro Amato – Parroco di Locri (RC), ucciso nell’ottobre 1943 dai capi della repubblica comunista di Caulonia.

don Vittorio Barel – Economo del seminario di Vittorio Veneto, ucciso dai partigiani il 26/10/44

don Duilio Bastroghi – Parroco di Cigliano e Capannone Pienza, ucciso la notte del 3/7/44 dai partigiani comunisti che lo avevano chiamato con un pretesto.

don Carlo Beghè – Parroco di Norvegigola (Apuania), sottoposto il 2/3/45 a finta fucilazione dai partigiani, che gli produsse una ferita mortale

don Francesco Bonifacio – Curato di Villa gardossi (TS), catturato dai comunisti slavi ed infoibato l’11/9/46.

don Luigi Bordet – Parroco di Hone (AO), ucciso il 5/3/46 perché aveva messo in guardia i parrocchiani dalle insidie comuniste.

don Luigi Bovo – Parroco di Bertipaglia (PD), ucciso il 25/9/44 da un partigiano comunista.

don Mitroslavo Bulleschi – Parroco di Monpaderno (Diocesi di Parenzo e Pola), ucciso il 23/8/47 dai comunisti slavi.

don Tullio Calcagno – Direttore di Crociata Italica, fucilato a Milano il 29/4/45 da partigiani comunisti.

padre Crisostomo Ceragiolo – Cappellano militare decorato al V.M., prelevato il 19/5/44 da partigiani comunisti e ritrovato cadavere in una buca con le mani legate dietro la schiena.

don Ferruccio Crecchi – Parroco di Levigliani (LU), fucilato all’arrivo delle truppe di colore grazie a false accuse dei comunisti locali.

don Antonio Curcio – Cappellano dell’11° Btg. bersaglieri, uc

Aggiornamento:

padre Sigismondo Damiani - Ex cappellano militare, ucciso dai comunisti slavi a S. Genesio di Macerata l’11/3/44.

don Aurelio Diaz – Cappellano della Sezione Sanità della divisione Ferrara, fucilato a Belgrado nel gennaio 45 da partigiani titini.

don Adolfo Dolfi – Canonico della Cattedrale di Volterra, sottoposto il 28/5/45 a torture tali che lo portarono alla morte l’8 ottobre successivo.

don Giuseppe Dorfmann – Fucilato nel bosco di Posina (VI) il 27/4/45

don Vincenzo D’Ovidio – Parroco di Poggio Umbricchio (TE), ucciso nel maggio 44 sotto accusa di filo fascismo.

padre Giovanni Fausti – Superiore generale dei Gesuiti in Albania, fucilato il 5/3/46 insieme ad altri religiosi rimasti ignoti, solo perchè italiani.

padre Fernando Ferrarotti – Cappellano militare reduce dalla Russia, ucciso da partigiani comunisti nel giugno 44 a Champorcher (AO).

don Gregorio Ferretti – Parroco di Castelvecchio (TE), ucciso da partigiani comunisti slavi ed italiani nel maggio 44.

Aggiornamento 2:

don Sante Fontana – Parroco di Comano (Pontremoli), ucciso dai partigiani il 16/1/45.

don Giuseppe Gabana – Della diocesi di Brescia, ucciso il 3/3/44 da un partigiano comunista.

don Domenico Gianni – Cappellano militare in Jugoslavia, prelevato la sera del 21/4/45 dai comunisti e ucciso dopo tre giorni.

don Giuseppe Lorenzelli - Priore di Corvarola di Bagnone (Pontremoli), ucciso dai partigiani il 27/2/45 dopo essere stato obbligato a scavarsi la fossa.

don Fernando Merli – Missionario della Cattedrale di Foligno, ucciso il 21/2/44 presso Asissi, da comunisti slavi istigati da altri comunisti italiani.

don Angelo Merlini – Parroco di Flamenga (Foligno), ucciso dagli stessi assassini il medesimo giorno, presso Foligno.

don Armando Messuri - Cappellano delle suore della Sacra Famiglia in Marino, ferito a morte dai partigiani comunisti e deceduto il 18/6/44

don Giacomo Moro – Cappellano militare in Jugoslavia, fucilato dai titini a Micca di Montenegro.

don Adolfo Nannini – Parroc

Aggiornamento 3:

don Adolfo Nannini – Parroco Cercina (FI), ucciso il 30/5/44 da partigiani comunisti.

padre Simone Nardin – Dei benedettini olivetani, tenente cappellano dell’ospedale militare Belvedere in Abbazia di Fiume, prelevato da partigiani slavi nell’aprile 45 e trucidato dopo orrende sevizie.

don Luigi Obid – Economo di Podsabotino e San Mauro (GO), prelevato dai partigiani ed ucciso a San Mauro il 15/1/45.

don Pombeo Perai – Parroco dei SS. Pietro e Paolo di città della Pieve, ucciso per rappresaglia partigiana il 16/6/44

don Vittorio Perkan – Parroco di Elsane (Fiume), ucciso il 9/5/45 dai partigiani mentre celebrava un funerale.

don Aladino Petri – Parroco di Pievano di Caprona (PI), ucciso il 2/6/44 perché ritenuto filo fascista.

don Nazzareno Pettinelli – Parroco di S. Lucia di Ostra di Senigallia, fucilato per rappresaglia partigiana.

don Umberto Pessina – Parroco di S. Martino di Correggio, ucciso il 18/6/46 da partigiani comunisti.

seminarista Giuseppe Pierani – Studente di te

Aggiornamento 4:

seminarista Giuseppe Pierani – Studente di teologia della diocesi di Apuania, ucciso il 2/11/44 sulla linea Gotica da partigiani comunisti.

don Ladislao Pisacane – Vicario di Circhina (GO), ucciso da partigiani slavi il 5/2/45 insieme ad altre 12 persone.

don Antonio Pisk - Curato di Canale d’Isonzo (GO), prelevato dai partigiani slavi il 28/10/44 e fatto sparire per sempre

don Nicola Polidri – Della diocesi di Nocera e Gualdo, fucilato il 9/6/44 da partigiani comunisti a Sefro.

don Giuseppe Rocco – Parroco di S. Maria, diocesi di S. Sepolcro, ucciso dagli slavi il 4/5/45.

padre Angelico Romiti – Cappellano degli AU della Scuola di Fontanellato, decorato al V.M., ucciso la sera del 7/5/45 da partigiani comunisti

don Alessandro Sangianini – Della congregazione della Misisone, fucilato a Ranziano (GO) il 12/10/44 da partigiani slavi, a causa dei suoi sentimenti di italianità.

don Lodovico Sluga – Vicario di Circhina (GO), ucciso insieme al confratello DON PISACANE

Aggiornamento 5:

don Emilio Spinelli – Parroco di Campogialli (AR), fucilato il 6/5/44 dai partigiani con l’accusa di filo fascismo.

don Angelo Taticchi – Parroco di Villa di Rovigno (Pola), ucciso dai partigiani slavi nell’ottobre 1934, perchè aiutava gli italiani.

don Alberto Terilli - Arciprete di Esperia (FR), morto in seguito alle sevizie inflittegli dai marocchini eccitati dai partigiani italiani, nel maggio 1944.

mons. Eugenio Corradino Torricella – Della diocesi di Bergamo, ucciso il 7/1/44 ad Agen (Francia) da partigiani comunisti, a causa dei suoi sentimenti di italianità.

don Redolfo Trcek – Diacono della diocesi di Gorizia, ucciso il 1/9/44 a Montenero d’Idria da partigiani comunisti.

don Gildo Vian – Parroco di bastia (PG), ucciso dai partigiani comunisti il 14/7/44.

don Sebastiano Caviglia, parroco della GNR ucciso ad Asti il 27/4/45;

don Giuseppe Amateis, parroco di Coassolo (TO), ucciso dai comunisti A COLPI D’ASCIA il 15/3/44 per avere deplorato gli eccessi partigiani;

Aggiornamento 6:

don Edmondo De Amicis, cappellano pluri decorato della I G.M., assassinato a Torino dai gappisti il 24/4/45;

don Virginio Icardi, parroco di Squaneto (Acqui Terme – AL), ucciso dai comunisti il 4/7/44;

don Attilio Pavese, capellano partigiano e parroco di Alpe Gorreto (Tortona – AL), ucciso dai suoi stessi compagni il 6/12/44 perché aveva osato confortare religisamente dei tedeschi condannati a morte.

don Francesco Pellizzari, parroco di Tagliolo (Acqui Terme – AL), chiamato dai partigiani la notte del 10/5/45 e sparito nel nulla;

don Enrico Percivalle, parroco di Varriana (Tortona – AL), ucciso a pugnalate dai partigiani il 14/2/44

don Leandro Sangiorgi, cappellano militare decorato al valore, ucciso dai partigiani a Sordevolo Biellese (BI) il 30/4/45;

don Luigi Solaro di Torino, ucciso il 4/4/45 solo perché parente del federale di Torino, anche lui trucidato dai partigiani a guerra finita;

Aggiornamento 7:

padre Eugenio Squizzato, cappellano partigiano, ucciso dai suoi il 16/4/44 fra Corio e Lanzo (TO), poiché voleva abbandonare la formazione, turbato dalle troppe crudeltà;

don Antonio Zoli, parroco di Morra del Villar (CN), ucciso dai partigiani perché, durante la predica del Corpus Domini del 1944, aveva deplorato l’odio tra fratelli.

don Stanislao Barthus della congregazione di Cristo Re (Imperia), ucciso il 17/8/44 dai partigiani perché aveva, durante una predica, deplorato gli eccessi partigiani;

don Augusto Galli, curato di Pereto presso Sant’Agata Feltria (Ps), ucciso da una sventagliata di mitra comunista la notte del 31 maggio 1946, mentre era alla finestra della canonica. E pensare che durante la guerra la sua canonica era piena di armi dei partigiani nascoste.

don Nicola Polidori, parroco a Sefro (Mc). Fu ucciso la sera del 9 giugno 1944 da tre partigiani comunisti.

Aggiornamento 8:

don Colombo Fasce, Cesino, Genova. Lo condussero via una notte, quasi timorosi della luce e della lealtà. uando comprese, chiese tempo per confessarsi dal suo coadiutore che l’accompagnava. Non gliene fu dato il tempo, ma ebbe l’assoluzione e cadde. Era il 19 maggio 1945.

don Colombo Fasce, Parroco di Cesino (GE), ucciso nel maggio 1945 da partigiani comunisti;

don Andrea Testa, Parroco di Diano Borrello (SV), ucciso il 16 luglio 1944

Aggiornamento 9:

alla faccia di chi dice che il comunismo in italia non ha mai causato alcun danno...queste bestie assassine molte volte aggredivano, stupravano, uccidevano sotto gli ordini diretti del partito che come un buon padre provvedeva anche a garantire la fuga oltre la cortina di ferro o a ridurre la pena considerando questi reati come di motivazione politica in un periodo di guerra...

veramente assuro

Aggiornamento 10:

bastiani: infatit ho voluto evidenziare il fatto che questi crimini vennero compiuti con il solo intento di instaurare una dittatura del proletariato in italia...il nemico non veniva identificato solo con chi poteva essere definito oppressore, ovvere il fascista, ma anche con coloro che si opponevano ai loro richiami marxisti...

sottolineo il fatto che molti preti hanno appoggiato il CLN ma non accettando il dogma comunista sono stati trucidati senza alcuna pietà

Aggiornamento 11:

koruru: i crimini di chi scusa? non sto difendendo il fascismo, nonostante lo consideri 100 volte più umano del comunismo...

ho solo elencato i nomi di alcuni preti assassinati dai partigiani rossi durante la fenomenale e spassosissima guerra di liberazione

Aggiornamento 12:

kutozare: deduco che tu non abbia letto nemmeno una storia di una delle vittime da me elencate se no ti sarebbe scappata l'attenzione sul fatto che molti di loro appoggiavano il CLN ma non i gruppi di partigiani rossi

Aggiornamento 13:

Lilkat: ma scherzi vero? o sei un incorreggibile burlone o negli ultmi 60 anni sei vissuto su marte...

i morti provocati dal nazifascismo sono mitizzati dai libri di storia che ora persino i muri di scuola ti possono raccontare vita, morte e miracoli di queste vittime...non è così per le migliaia di morti causati dalla truppe di partigiani comunisti che hanno agito con il solo obiettivo di realizzare una società affine all'idilliaco modello sovietivo...sai quanti eccidi hanno provocato in giro per l'italia questi eroici liberatori?

almeno i fascisti quando colpivano non eliminavano i familiari per le accuse inflitte a uno di loro, pratica dimenticata dai combattenti valorosi, cui oggi vediamo dedicate vie e piazze, che hanno cassato dal mondo migliaia di persone di cui sono stati dimenticati persino i nomi

7 risposte

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  • 1 decennio fa
    Risposta preferita

    Quindi?

    Chi ha detto che il comunismo è una buona cosa?-_-

    Però per essere obbiettivo dovresti mettere i crimini pure dell'altra parte.non ti pare?

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  • Anonimo
    1 decennio fa

    Si trattava di fiancheggiatori dei nazisti e della repubblica sociale...per cui...che dire, hanno fatto bene ad ammazzarli.

    Salvo, vivi nel paese dei balocchi?

    In guerra si muore,e io francamente non riesco a provare pietà nei confronti di chi si è reso complice dell' occupazione nazi-fascista, del genocidio e della deportazione!

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  • 1 decennio fa

    I veri martiri della violenza comunista sono stati i veri comunisti.

    e anche gente come Giorgiana Masi uccisa dalla polizia del compromesso storico.

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  • Anonimo
    1 decennio fa

    I crimini dei partigiani rossi sono documentati e ovviamente nessuno con un po' di cervello e spirito democratico può dire che non siano stati terribili.

    Ma se guardiamo al contesto di quegli anni e ai crimini dei repubblichini di Salò non ne usciamo.

    Ma questo non deve farci dimenticare che chi stava "dalla parte sbagliata" non erano i partigiani.

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  • Lilkat
    Lv 6
    1 decennio fa

    Sicuramente pagine dolorose, sicuramente dei martiri.

    Ma non vorrei che tu li considerassi, in quanto sacerdoti, più importanti delle migliaia di vittime civili dei nazifascisti. Donne, bambini, vecchi, vittime di eccidi in larga parte impuniti per decisione politica, allo scopo di favorire la pacificazione nazionale.

    Non voglio dire "ognuno pianga i suoi morti", ma, invece, piangiamo insieme le vittime della violenza, dell'intolleranza, delle ideologie malate.

    @Non ho mai pensato di rinnegare o sminuire i morti che citi. Facevo un discorso ben diverso. Pensavo e speravo che ti fossi ben documentato, prima di parlare, come ho fatto io, invece vedo che continui a parlare da una parte sola. Le vittime civili innocenti sono vittime civili innocenti sempre e comunque, non ci sono assassini "migliori" o "peggiori". Le donne incinte sventrate in Libia dagli italiani brava gente durante la guerra di conquista non valevano di meno di Evelina Berretti Pieri, uccisa dal capitano Anton Galler ed il cui feto è stato poi "finito" con un colpo in testa. Ah, no, scusa...non valeva niente proprio nessuno....gli assassini non erano mica partigiani...

    Fonte/i: Franco Giustolisi - L'armadio della vergogna
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  • Anonimo
    1 decennio fa

    x quello che ho letto in epoca stalin aveva chiuso le chiese dichiarando la non esistenza di dio e della religione chi ha creduto e diventato nemico non sono stati uccisi solo i preti ma anche partigiani non comunisti vedi porzius film i preti in italia aiutavano la gente il tuo elenco e terribile e aiuta a non dimenticare,ciao ant.(leggi il sangue dei vinti)

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  • Anonimo
    1 decennio fa

    @ kuzotare XI o come caspita ti chiami.

    La morte violenta per uccisione non è mai giustificata, da qualsiasi parte si guardi.

    I partigiani che hanno ucciso questi preti ma anche altra gente inerme non hanno alcuna giustificazione. SONO DEGLI ASSASSINI.

    Vorrei che quando vi riunite nelle feste dell'Unità ci fosse qualcuno a ricordare questi misfatti.

    Ma già, a voi interessa quello che fa berlusconi per poterlo battere, vero ?

    --------------------

    ma di quale guerra parli ?

    in guerra si presume che si fronteggino due nemici armati

    E' guerra per te uccidere in maniera spietata come animali dei poveri, inermi e indifesi preti di campagna molti dei quali avevano offerto precedentemente asilo proprio ai loro assassini ?

    Sai, questi metodi erano usati dai nazisti, forse i comunisti hanno copiato da loro

    Caro mio è inutile che andate dicendo che il comunismo italiano è diverso da quello della Russia o cina o di Cuba o dei paesi dell'est o della Korea del N.

    SIETE TUTTI UGUALI, la verità è questa.

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