BigBoss ha chiesto in Arte e culturaPoesia · 1 decennio fa

Leggete Pls XD!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!?

Tu…

“Ancora tu, Uomo

nella perfezione ti reincarni dall’aurora al vespero.

Non sei degno di questa terra

che hai reso macabra e sterile,

non sei degno di quest’acqua

che hai reso torbida e di un rossore fraterno,

non sei degno di questo cielo

che la tua tracotanza ha tentato di oltraggiare invano.

Madre Natura ti sputa in viso,

dal tuo fratello nasce un grido d’odio per te,

allo speccho vi è il Male…

Fa appello delle tue colpe

perché non c’è scampo,

perché non potrai redimerti.

L’eterna misericordia non è eterna,

Più non godrai delle tentazioni terrene.

Ti attende un posto nell’oscurità fatale,

tra l’infinito travaglio di anime scarnite:

tu perirai.”

Così sentenziato, Egli prese l’uomo e lo recò

dove la più intensa immaginazione

non sarebbe potuta mai arrivare.

Di entrambi non rimase nient’altro che un nostalgico ricordo…

Ke ne pensate? posso sembrare catastrofista e fatalista ma nn fa nnt! accetto tt i tipi di critikeeeeeeee XD

1 risposta

Classificazione
  • 1 decennio fa
    Risposta preferita

    è una vera invettiva=) non proprio dantesca, ma pur sempre un'invettiva...

    catastrofista? Adoro il catastrofismo orwelliano, anche se il tuo fatalismo è più liricheggiante e metafisico rispetto a quello in prosa di Orwell...

    Colpisce l'immagine di Madre Natura che sputa in viso all'uomo.. un'immagine forte, che rende appieno l'idea di condanna e disprezzo verso l'uomo e la sua azione corrotta e negativa...

    L'anafora dei versi iniziali ("Non sei degno di... / che hai reso...") ci sta bene (io normalmente esprimo un certo disprezzo verso le anafore^^), rende solenne il tono del testo, aulico, formale e rafforza l'invettiva...

    Invece è eccessivamente forzato secondo me il paradosso della frase "l'eterna misericordia non eterne".. cioè è una contraddizione lessicale proprio, stona un po'.. in quel caso magari (a mia modesta opinione, detto tra parentesi ma pur sempre detto) è opportuno omettere il primo eterno... un lettore un po' ravveduto richiamerà già da solo alla mente il concetto di misericordia eterna.. il paradosso è bello quando è implicito, altrimenti è un po' grossolano, se me lo permetti...

    Calzante il discorso diretto (anzi monologo) all'inizio.. e il lettore capisce solo dopo, col passaggio a un narratore esterno, che si tratta di un discorso riportato tale quale, una sentenza ecco...

    Non capisco (colpa del mio scarso spirito di interpretazione^^) perchè non solo venga condannato l'uomo ma anche "Egli".. colui che porta l'uomo in questo luogo di dolore.. perchè subito ho interpretato "Egli" con Dio.. o comunque un sommo giustiziere.. poi però leggendo "Di entrambi non rimase nient'altro che un nostalgico ricordo" mi son domandato chi sia veramente questo Egli.. perchè, sempre a mia modesta opinione, non avrebbe tanto senso che anche Dio o comunque il giustiziere si condanni al tetro e doloroso esilio..

    Confesso però che non mi è tanto piaciuta.. non per colpa tua o del tuo stile.. o perlomeno, non del tutto.. è per una mera questione di gusti.. il catastrofismo da te presentato, anzi, questa vera condanna all'umanità in versi, con tono lirico, ha, secondo me, una connotazione quasi biblica, religiosa.. non proprio il mio genere insomma^^ ma quella è solo una mera questione di gusti..

    Complimenti ad ogni modo, ci vuole pur sempre un qualche talento a scrivere anche cose che al lettore non piacciono.. In bocca al lupo con altri ipotetici scritti..

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