Anonimo
Anonimo ha chiesto in Arte e culturaFilosofia · 1 decennio fa

Il mondo come volontà e rappresentazione?

La morte e la vita sono i due caposaldi dell'esistenza che vanno nello stesso senso, paralleli, mentre il pendolo oscilla tra la noia e il dolore in cerca costante della felicità effimera, la natura si diletta tra la vita e la morte, sincronicamente in tensione d'ordine. La vita è dolore: essa è principalmente costituita da bisogno fisico, e il bisogno è mancanza, quindi dolore, e il piacere è soltanto uno stato negativo, un fantoccio mentale che spinge l'uomo a cercare ciò che non raggiungerà mai appieno, che si concederà per poi sparire e lasciar posto ad altri desideri e alla Noia, la quale è il più patetico degli stati, che riempe il vuoto in assenza di Passione. La Voluntas che permea ogni cosa soggettiva ed oggettiva, dal fenomenico al noumenico, si trova in una situazione di criticismo esistenziale in cui se prima era strumento di ricerca della agognata felicità, ora diviene lo strumento della sofferenza, rea di arrecare danno al corpo e allo spirito. Essa è un impulso cieco. Nemmeno il suicidio può alienarci dal dolore che perennemente caratterizza la vita terrena, perché il suicidio è la volontà di vivere fino all'esasperazione, chi si toglie la vita non è stanco di vivere, ma vuole vivere, desidera, e si suicida solo perché la vita non è stata come lui l'ha voluta.

Su un solo punto differisco dalla filosofia di Schopenhauer.

Preferisco soffrire però piuttosto che non sentire più nulla.

Sono brava a parlare alla càzzo vero?

Aggiornamento:

Anti ricambio v.v

Aggiornamento 2:

Si, l'ho omessa perché quella rinuncia alla sopravvivenza non mi piace. E' arrogante.

1 risposta

Classificazione
  • Anonimo
    1 decennio fa
    Risposta preferita

    non per niente sei nelle mie fantasie sessuali, tesoro.

    e non essere volgare!

    la noluntas è l'unico mezzo per opporsi a quella puttàna (tra le righe è lo stesso arthur a chiamare così la volontà).

    detto questo sono d'accordo con te sul soffrire, è sempre un modo per sentirsi vivi, ed è questo che dava fastidio al nostro eroe.

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