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Anonimo
Anonimo ha chiesto in Musica e intrattenimentoCinema · 1 decennio fa

Perchè "Psycho" di Hitchcock viene considerato un capolavoro del cinema?

Aggiornamento:

x maja kitajima: Psycho è uno dei miei film preferiti, volevo solo sapere delle altre persone.

Aggiornamento 2:

Volete capire che a me Psycho piace??? Rispondete alla domanda, invece di fare critiche senza fondamenta!

10 risposte

Classificazione
  • Anonimo
    1 decennio fa
    Risposta preferita

    E' una parola!

    A mio giudizio Psycho rappresenta uno degli ultimi approdi del cinema "manipolatorio" di Hitchcok, dove lo spettatore stesso viene continuamente ingannato e dirottato su false piste, vicoli ciechi, angoli bui del frame e viene "usato" come se si trattasse di un personaggio a sua volta per un viaggio al termine della notte.

    Non a caso si regge su 3 principali punti di vista, tre personaggi "focalizzatori" principali, che portano avanti l'indagine sui misteriosi retroscena del motel Bates e della casa sulla collina.

    La prima è Marion Crane, fuorilegge improvvisata in fuga da una vita monotona e oppressiva, e noi siamo portati ad immedesimarci nel suo sguardo mentre si perde tra le piccole strade statali piovose, in fuga non si sa dove, sempre meno capace di "vedere", sempre più sola e sperduta, e il thriller giudiziario della cleptomane in fuga si trasforma in qualcosa d'altro, qualcosa di mai visto, che non siamo in grado di definire, in quanto siamo "fuori strada" come Marion, un detour, una deviazione fatale, fino a quel primissimo piano nella doccia in cui la pupilla "congelata" si dissolve nel buco di scolo della doccia, un buco nero, un punto zero dello sguardo. Questa soluzione rappresenta un'autentica rivoluzione, perchè il personaggio principale del film, destinatario della nostra immedesimazione psicologica emotiva e di una certa simpatia (creata dal colloquio intimo sui problemi coniugali cui abbiamo assistito nella camera d'albergo di Phoenix, con cui molti di noi possono immedesimarsi, particolarmente ammirando le grazie di John Gavin), muore improvvisamente a metà del film, lasciandoci orfani di un punto di vista.

    Il filo del discorso tessuto dal film si riconnette con lo spettatore solo quando la sorella di Marion, preoccupata, si rivolge all'investigatore Arbogast. E qui parte la seconda focalizzazione, incentrata appunto sulle ricerche di Arbogast, che ci conducono di nuovo alla casa sulla collina e allo sguardo "meduseo", pietrificato e ottuso dell'investigatore mentre precipita di schiena sulle scale. Un altro vicolo cieco.

    Infine la stessa sorella di Marion, Lila, decide di mettersi ad indagare per proprio conto sulla scomparsa della sorella, con l'aiuto del fidanzato di Marion, Sam Loomis. E qui comincia la terza pista, il terzo personaggio focalizzatore. E finalmente dopo tanti tentativi, dopo tanta suspense, riusciamo ad accedere al primo piano della casa sulla collina, a vedere la stanza di Mrs. Bates, il nido del ragno, l'origine di tutto quel non-si-sa-che-cosa a cui abbiamo assistito nella mezz'ora precedente. E anche qui ci accolgono indizi spettrali, come quelli di un museo, calchi di mani, abiti tragicamente fuori moda, specchi che ci rimandano l'immagine di Lilia, ossia la nostra stessa immagine. Simulacri fantasmatici di qualcosa che non si lascia vedere. Fino al confronto con il subconscio. Il superego della madre castratrice che è disceso dalla camera al primo piano fino alla cantina. E ha ripreso la terribile sembianza dell'Es, spogliata di ogni superfluo attributo, di ogni proiezione fantasmatica, è ridiventata quello che in fondo è sempre stata, un cadavere imbalsamato. Un altro sguardo meduseo, cieco, ottuso e vuoto ci fissa dalle vuote cavità oculari della mummia e qualcosa di imprevisto ci aggredisce alle spalle. E' Norman? O è Mrs. Bates? Un interrogativo che permane in quell'ultimo confronto dello spettatore con uno sguardo in macchina, impenetrabile, misterioso, aperto su un abisso insondabile, che è quello di Norman alla stazione di polizia mentre ci guarda con quegli occhi che rientrano nell'abisso senza senso della sua folle necrofilia.

    Questa è la mia libera interpretazione. Questa è la ragione per cui Psycho mi intriga tanto. E' l'ultima vertigine di uno sguardo manipolato, portato lontano dai percorsi (anche narrativi) abituali. Un viaggio al termine della notte, anche se procede non verso l'esterno, verso l'orizzonte, ma verso l'interno. Una stanza chiusa a chiave. Un interno buio, ostile ed impenetrabile.

    E' un discorso, quello della manipolazione dello spettatore, per mezzo di focalizzazioni, soggettive, e altri avatar dello spettatore, che Hitchcock riprende a più fasi. Dallo sguardo olimpico e panottico di Jimmy Stewart in Rear Window, attraverso quello precipitato dello stesso attore in Vertigo, fino ai vicoli ciechi di Psycho e The Birds, dove non c'è più un senso possibile, una definizione, una chiusura (anche narrativa). Una scrupolosa indagine su questo processo di immedesimazione l'ha portata avanti Raymond Bellour ne L'analisi del fim a proposito di The Birds, Intrigo internazionale ed altri.

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  • CI@K
    Lv 6
    1 decennio fa

    Ahhh, ti piace, meno male. Son contento condividere di certe passioni con altre generazioni.

    Non sono un critico ma posso dirti che Psycho insieme a Gli Uccelli è l'unico vero horror di Hitchcock. Ed inoltre è un film quasi astratto in cui Hitchcock si diverte a sovvertire tante tacite regole dei thriller. Ad esempio quella che crediamo la protagonista muore prima della metà del film. E poi è uno dei suoi in cui Hitchcock si schiera apertamente dalla parte del maniaco omicida, quasi con tenerezza e comprensione.

    Norman Bates è un timido, impacciato ragazzino che diventa assassino perchè schiavo della madre cioè di sè stesso.

    L'astrattezza di cui parlavo è tutta nella trama e nel ritratto atipico dei personaggi.

    Marion Crane è una impiegata che sacrifica la pausa pranzo per fare l'amore. Stressata e colta quasi da un piccolo raptus si ritrova a rubare senza nemmeno rendersene conto.

    Poi sembra quasi una Grethel che disperata e persa nel bosco trova rifugio proprio nel motel dell'orco. Un incontro con la morte per colpa della deviazione dell'autostrada.

    Quasi una favola ma nerissima.

    Infatti ti confesso che la parte di Psycho che mi interessa meno è il pistolotto dello psichiatra che spiega la patologia di Norman.

    Ma poi il finale con Perkins avvolto nella coperta che parla come una vecchietta mette il freddo addosso.

    Scusa wei, quali coreografie?

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  • 1 decennio fa

    perchè sia come trama che come realizzazione di effetti speciali e di fattori emozionali lo è! vedi le cose nella giusta prospettiva. hitchcock, in un periodo in cui non c'erano effetti speciali al compiuter, ha saputo realizzare un film com scene che mettono un'ansia pazzesca. quelle ombre, quei primi piani, la suspance. non può non essere considerato che un capolavoro.

    _____

    scusa: ma da come avevi posto la domanda sembrava che non ti piacesse (purtroppo scrivendo al compiuter è difficile interpretare correttamente a volte)

    Fonte/i: ;-)
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  • 1 decennio fa

    Chi dice ke è una kagata non kapisce niente di cinema. Hitchcock riesce a kreare molta suspense che era impensabile per film vekki quanto Psyko, la scenografia è ben fatta kome le koreografie.

    Hitchcock colpisce ankora-

    Fonte/i: CINEMANIAK
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  • Anonimo
    1 decennio fa

    Se te lo domandi, non capisci nulla di cinema....

    P.S.

    Ok, scusa. Ma dalla tua domanda sembrava che non ti fosse piaciuto...

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  • 1 decennio fa

    Un film in cui la protagonista muore a neanche metà film (se non sbaglio) è incredibilmente rivoluzionario. In più è anche il primo film, se non sbaglio, dove il killer è chiaramente un malato mentale. La suspence è altissima, i colpi di scena ben architettati; al tutto si unisce la consueta perizia e abilità di Hitchcock... insomma, se non fosse considerato un capolavoro del cinema sarebbe un delitto :)

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  • 1 decennio fa

    10 è senza dubbio il voto minimo per uno dei migliori film mai realizzati nella storia del cinema ! L'ho visto già conoscendo il finale e nonostante tutto sono stata col fiato sospeso per tutta la durata del film....Per la genialità del grande Hitch nel creare suspence anche nei dettagli più piccoli (quando lei sta in macchina con la busta contente i soldi rubati e davanti a lei attraversa il suo datore di lavoro) ,per la scena della doccia che è sensazionale ( a me ha lasciato a bocca aperta) ,per i dialoghi di perkins con se stesso quando la personalità della madre prende il soppravento(altro particolare da restare a bocca aperta), o per il semplice fatto che questo è vero cinema ,questa è vera arte ,questo è vero thriller,questa è vera suspence frutto dell'ingegno di uno dei più grandi registi di tutti i tempi

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  • Anonimo
    1 decennio fa

    cagate siete voi...

    Psycho è un capolavoro,siete voi che non capite niente di cinema quindi non ci parlate...fate parlare gente come Maya Kitajima!

    Ciao,spolliciami pure tanto il cinema non sarà mai per te!

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  • 1 decennio fa
    Fonte/i: google!
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  • 1 decennio fa

    in effetti non l'ho capito nemmeno io.. a me sembra una cagata ^_^

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