Anonimo
Anonimo ha chiesto in Società e cultureSocietà e culture - Altro · 1 decennio fa

Il malessere giovanile è un fallimento dell’intera società?

Spesso il sabato sera lo dedichiamo ad una bella rentrée tra vecchi e nuovi amici nostri più o meno coetanei. Tra una chiacchiera e l’altra, ci dilettiamo tra i fornelli improvvisandoci tutti chef di grido, io sono lo specialista dei dolci; l’ultima volta ero indeciso se portare il mio famoso tiramisù o i miei mitici profiteroles, optai per una sacher all’ultimo grido, quando sono indeciso tra due opzioni è facile che ne scelgo una terza, sò strano lo so.

La serata scorreva piacevolmente, quando ad un tratto dissi alla padrona di casa se era il momento di tirare fuori la mia confezione custodita in frigo, la prese e la portò in tavola, quando scartammo l’involucro tutti rimasero sorpresi per la sacher, si aspettavano i soliti dolci ed invece la “terza” soluzione fu ottima, almeno apparentemente, l’avremmo dovuta assaggiare per convincere anche gli altri sensi, oltre alla vista, della bontà del mio operato e venir finalmente consacrato il mastro dei chef della serata.

Al ché il mio amico Gigi disse: “dobbiamo onorare questa magnifica sacher con uno spumantino dei migliori, è il caso di prendere quello imbottigliato da mio suocero proveniente dalla sua vigna di falanghina, è eccezionale, vedrete … “ detto fatto, spuntò dalla cantina con una bottiglia impolverata e con un sorriso stampato sulle labbra, certo della riuscita dello spumante casareccio, “lo facciamo respirare e l’apriamo un po’ prima” cominciò ad armeggiare intorno al collo della bottiglia quando all’improvviso la bottiglia letteralmente esplose andando in frantumi e procurandogli un taglio profondo sul braccio, alla vista del sangue tutti diventammo seri e, accorsogli vicino, mi resi conto della profondità del taglio, con un tovagliolo chiusi la ferita e tamponai il sangue; lo caricai in auto e andammo in ospedale.

Al pronto soccorso attendevo Gigi nella sala d’attesa e c’era una confusione pazzesca nonostante la tarda ora, un po’ disturbato da quell’atmosfera, sentire lamenti di gente che soffre mi fa star male, uscì fuori e mi avvicinai ad un infermiere che stava fumando una sigaretta, gli chiesi se mi faceva accendere, era una scusa per parlare un po’ (avevo l’accendino in tasca) e gli dissi “il sabato sera si lavora un po’ di più, vero ?” e lui “beh sì, alla fine ci si abitua pure ma ultimamente c’è qualcosa a cui non mi abituerò mai … “ ed io “cosa ?” e lui riprendendo “… arrivano di continuo ragazzini, 13, 14, 15 anni in coma etilico e qualche volta non c’è stato nulla da fare … veder morire ragazzini è atroce, fosse per un incidente, una malattia o per altro ci si può persino fare una ragione ma per un maledettissimo alcol party, che oggi sono tanto in voga, è incomprensibile, fuori da qualsiasi logica … “ proprio in quel momento un’autoambulanza arriva a tutto spiano, scendono i dottori e gli infermieri e aprono la porta dell’ambulanza proprio a due passi da noi, una barella con su una ragazzina svenuta e l’infermiere riprende “ecco, stavamo parlando proprio di loro … è un continuo arrivare, straziante vero ?” ed io, con un filino di voce, allucinato e sorpreso da questa realtà a me così sconosciuta quasi da sentirmi come un marziano “direi allucinante … “ e rimango senza parole immerso nei miei pensieri e su cosa possa spingere a questi giovani verso queste azioni così distruttive, mancanza d’amore, voglia di crescere e tante altre infinite ipotesi.

Ancora immerso nei miei pensieri, turbato da quella scena vista poco prima sento Gigi che mi chiama “we bella gioia sono ancora vivo, non sarà lo spumantino di mio suocero ad uccidermi ahahahah “ lui sorridente con una evidente fasciatura al braccio si avvicina ed io, che non ho reagito alle sue parole, gli vado incontro e ci avviamo all’auto per tornare a casa.

In auto rimango in silenzio ancora scosso non tanto per l’episodio di Gigi, un piccolo incidente in fondo, ma per la visione di quella bella ragazzina su quella barella, “E’ una sciocchezza, sai mi hanno messo appena tre punti, nulla di grave, ti ha turbato molto questa cosa?” ed io gli spiego un po’ l’accaduto e le motivazioni del mio stato, arrivati a casa sua, la discussione prosegue con le mogli e gli altri amici, passiamo l’intera parte della restante serata a domandarci ed interrogarci sul mondo dei giovani, quali sono e se ne abbiamo le nostre colpe, la società che responsabilità ha, la scuola inadeguata, e tante altre valutazioni e riflessioni, che ci portano a nessuna soluzione se non ad un insieme contorto e disarticolato di vari possibili motivazioni, l’argomento ci riguarda da vicino, considerato che siamo tutti genitori, qualcuno di adolescenti qualcun’altro di giovani un po’ più maturi ma questa cosa tocca un po’ tutti sul vivo.

Il malessere giovanile da cosa deriva? Possiamo dare tante e svariate risposte, non cerco queste, noi appartenenti al mondo dei presunti adulti dobbiamo lavorare affinché possiamo dare ai giovani un mondo migliore, il migliore a noi possibile, ma, a prescindere da questo, i giovani devo

Aggiornamento:

... devono trovare altri ideali, altri riferimenti, rimanendo consapevoli che la vita che hanno in prestito, è preziosa e solo loro ne hanno la gestione, gettarla alle ortiche può far male soprattutto a loro, devono credere che si possono divertire consapevolmente senza necessariamente trasgredire, non c’è bisogno di trasgredire ed eccedere in situazioni pericolose, devono trovare l’adrenalina di cui necessitano in situazioni che non rechino danni alla loro vita, è davvero impossibile da realizzare questo ?

Se c’è un solo ragazzo/a che ha letto questo scritto ritrovandosi coinvolto emotivamente in quanto ha partecipato ad un alcol party o altre sciocchezze similari, se ha capito il mio messaggio e ne prende atto, posso considerarmi l’uomo più felice di questa terra, pensateci, … la gioia, la felicità non sono nell’effimero, trovatele in cose durature e terrene, auguri e bella vita ;-)

Aggiornamento 2:

Maral hai letto la risposta di gamebak ? Una luce nelle tenebre, son questi ragazzi che possono aiutare maggiormente i loro coetanei ... continua così ragazzo, la vita è nelle tue mani, semina saggezza ai tuoi coetanei, te puoi tanto, una tua sola parola può esser utile ad un tuo amico più di tutte le nostre riflessioni e conclusioni, grazie per la speranza che infondi ;-)

23 risposte

Classificazione
  • 1 decennio fa
    Migliore risposta

    ho 22 anni e a quanto pare sono uno sfigato: non sopporto l'odore del fumo, mi fa schifo l'alcool, mi voglio troppo bene per drogarmi, mi diverto anche senza "sballare" e non mi piace il rumore assordante della musica in discoteca

    per quanto mi riguarda sono fortunatissimo: ho degli obiettivi, ho la salute, ho una famiglia che mi sostiene, ho una ragazza meravigliosa e degli amici che farebbero di tutto per me, proprio come io farei di tutto per loro

    eppure.. eppure agli occhi di tanti non sono niente perchè non dimostro agli altri di essere qualcosa, quindi in linea teorica dovrei essere io quello che sperimenta il disagio, o no?

    credo che il vero disagio venga da noi stessi, dal voler essere qualcosa che non si è: si fuma per essere grandi, si beve per divertirsi, ci si droga per scappare dalla realtà, come se si potesse scappare davvero

    mi piacerebbe davvero sapere se mi sto perdendo qualcosa, eppure a me sembra di divertirmi (e parecchio) anche senza buttarmi via, anche senza dover raccontare a tutti le mie imprese del sabato sera

    io credo che la colpa sia solo nostra, non dei genitori assenti: i miei hanno sempre lavorato, finchè non ho potuto starmene a casa da solo passavo le giornate da mia nonna, facevo i compiti e poi alle 6.30/7 mia mamma mi veniva a prendere, adesso è la stessa cosa: vedo mia mamma a pranzo e a cena, mio papà solo a cena, eppure non mi sembra che la loro assenza abbia fatto così tanti danni.. perchè? perchè io non ho bisogno di trasgredire e poi si legge di ragazzini di 13 anni (13anni, io alla loro età giocavo ancora a calcio in cortile) che PER NOIA danno fuoco a un senzatetto addormentato su una panchina...

    la mia risposta è che l'italia è un mondo di veline, tutti vogliono diventare famosi, non bastano più le piccole cose, non ci si accontenta più di niente, ma del resto con gli esempi in tv che ci ritroviamo, non è proprio tutta colpa nostra... se il più forte vince sempre per forza poi tutti vogliono diventare così

  • 1 decennio fa

    La risposta alla tua domanda è all'inizio della domanda stessa, quando scrivi: "l’ultima volta ero indeciso se portare il mio famoso tiramisù o i miei mitici profiteroles, optai per una sacher all’ultimo grido, quando sono indeciso tra due opzioni è facile che ne scelgo una terza...".

    Il maessere giovanile ha come causa non poter scegliere tra tiramisù, profiteroles, o, nel dubbio, la Sacher. Pare un' assurdità, perché mai come in questi tempi ci sembra che i giovani possano sceglier tutto quello che vogliono, eppure così non è, si può invece sognare e illudersi di scegliere e il sogno è continuamente rappresentato per meglio farcelo credere vero. Ciò che si può scegliere è sempre e solo la stessa zuppa preconfezionata convincendosi che non si è mai voluto altro che quella.

    Alla fine della domanda inviti i giovani a non trasgredire, ma a godere della bellezza della vita. Ma quale trasgressione è davvero possibile oggi, quando ogni trasgressione è già lì, dentro quella zuppa che ogni giorno devi ingoiare? Trasgredire vuol dire affermare se stessi contro la norma sociale, Ma se la norma nega l' esistenza di ogni trasgressione che non sia già di moda nella norma stessa, se la norma fagocita tutto, che trasgressione potranno mai trovare i giovani che non sia una pura caricatura di ogni trasgressione? Non resta allora che la bellezza di cui si potrebbe godere, se non fosse che anche questa bellezza finisce nella stessa immonda zuppa.

    L' età giovanile è l' età in cui si trasgredisce, lo è sempre stata, è l' età in cui compare il proprio io e non può che comparire sotto il segno della trasgressione. Ma se nessuna trasgressione è più possibile se non come caricatura, come pura illusione di trsgressione l' io non può apparire se non appunto in quel mondo di illusioni in cui la trasgressione è confinata. Può apparire solo nell' isola che non c'è, nel mondo che appare dietro i fumi dell'alcol, dietro le pasticche della droga che ottunde o esalta a seconda della bisogna, nell' annichilimento di quel se stessi che continua a pulsare sempre più forte, nei ritmi dei rave parties, sbattendo instancabile sempre contro lo stesso muro di gomma. Può apparire nei deliri urlanti della disperazione e della follia per subito annientarsi nell' indifferenza apatica della depressione.

    Sì, il malessere dei giovani è il fallimento dei padri che hanno costruito questo mondo credendo di costruire un Eden di piacere e progresso, mentre stavano allestendo l' inferno per loro e per i loro figli.

    Non so, ma spero che da quell' inferno escano per assurdo miracolo giovani in grado di provarci di nuovo, di cambiare tutto alla radice, di trovare il profondo di se stessi che all' inferno abita e riscattarlo e insieme a se stessi riscattare i padri e, in qualche modo, per quanto improbabile, comprenderli e perdonarli

  • 1 decennio fa

    ho letto tutto... scioccanti quelle sceni all'ospedale vero... ne ho viste anche io... ma lasciamo stare. Ti volevo dire che io ho 15 anni e fra tre mesi ne compio 16... la risposta non so dartela nemmeno io che ci vivo in questa schifosa società adolescenziale... anche io esco il sabato sera con i miei amici e amiche però non andiamo altre alla birretta... restiamo sul leggero. Sai io vedo gente anche più grande di me che si comporta in modo stupido e senza un minimo di criterio e come te mi chiedo perchè...

    Poi inizio a confrontarmi con gli altri e mi accorgo di essere ad un'altro livello... non parlo di sport ma di pensieri umanistici, riflessioni e responsabiltà. Quindi mi domando il perchè sono un passo più avanti ti quasi tutti i miei coetanei e la risposta l'ho capita da poco:

    non è l'età a etichettare le persone, non importa se ha 13, 14, 15 o 20 anni, quello che rende una persona adulta sono le esperienze e ciò che distingue le vecchie generazioni da quelle nuove sono proprio le esperienze che a molti dei mie coetanei mancano

  • Anonimo
    1 decennio fa

    Sinceramente io sono deluso non dai giovani, bensì dai meno giovani, che sono troppo moralisti nell'accostarsi al mondo giovanile. I giovani sono drogati, i giovani sono contestatori, non vogliono fare nulla, e tante belle cose generiche e stupide, mi si consenta!

    La realtà è che nessuno, dei meno giovani, fa una analisi compiuta del mondo giovanile, perchè altrimenti dovrebbe ammettere una dolorosa, straziante verità.

    I giovani spesso si comportano come si comportano per il rifiuto generalizzato del mondo che noi, meno giovani, offriamo loro. E perchè mai dovrebbero accettarlo di buon grado ?

    E' un mondo terribile, fatto di guerre e droghe, un mondo dove sopravvive il più forte, e dove cane mangia cane, un mondo nel quale fin dal primo momento ti dicono che probabilmente non vedrai mai la pensione (mentre gli anziani hanno ancora le pensioni d'oro), anzi, probabilmente non avrai mai un lavoro stabile che ti possa dare la sicurezza necessaria per farti una famiglia. Ecco che i giovani sono costretti a fare una scelta: emigrare e cercare una carriera migliore all'estero; farsi un mazzo così in Italia dove ti vedrai comunque scavalcato dai raccomandati dei politici; mandare tutti a quel paese e gettarsi nella perdizione.

    Allora il punto è semplice, se andare avanti vuol dire inseguire un sogno, realizzare un'ambizione, coltivare una speranza, cosa accade quando sogni, ambizioni e speranze si appalesano irrimediabilmente irrealizzabili ?

    Il nostro mondo è plasmato dai vecchi, e questo è vero specialmente in Italia. E quelli che ci tengono ai figli non si preoccupano di creare un mondo migliore, si preoccupano, invece, di rubare di più per poter dare ai loro figli, e solo ai loro, più privilegi degli altri.

    C'è da meravigliarsi che esista il malessere giovanile ?

    Io mi meraviglierei se non esistesse!

    Credo che Mandragora esprima meglio di me il concetto che ho cercato di spiegare. Il malessere dei giovani è dovuto all'esigenza di affermazione in una società che non consente ai giovani alcuna forma di affermazione. Oggi sono i vecchi che mantengono i giovani con le loro pensioni. A me pare che in ciò ci sia un profondo autolesionismo di una società morente.

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  • "devono trovare altri ideali, altri riferimenti, rimanendo consapevoli che la vita che hanno in prestito, è preziosa e solo loro ne hanno la gestione, gettarla alle ortiche può far male soprattutto a loro, devono credere che si possono divertire consapevolmente senza necessariamente trasgredire, non c’è bisogno di trasgredire ed eccedere in situazioni pericolose, devono trovare l’adrenalina di cui necessitano in situazioni che non rechino danni alla loro vita, è davvero impossibile da realizzare questo ?

    Se c’è un solo ragazzo/a che ha letto questo scritto ritrovandosi coinvolto emotivamente in quanto ha partecipato ad un alcol party o altre sciocchezze similari, se ha capito il mio messaggio e ne prende atto, posso considerarmi l’uomo più felice di questa terra, pensateci, … la gioia, la felicità non sono nell’effimero, trovatele in cose durature e terrene, auguri e bella vita ;-)"

    per il mio punto di vista, somma di esperienze personali + informazioni tecniche, credo che gran parte della, casua, della creazioen del contesto è riassunto in questa tua frase.

    ma forse è meglio che prima mi presenti.

    mandragora, già il nick è intriso di morte. (mi riferisco al tragico mito che dice che le mandragore crescvano sotto le forche) no, non ho mai tentato il suicidio, ne bevo, non mi piace...

    24 anni. ehhe una post-adolescente

    laureanda in educazione professionale nel campo del disagio minorile devianza e marginalità.

    una scelta che riflette il mio modo di essere.

    diciamo che la mia singolarità sta nell'essere tra i due campi, quella dei giovani (auto)distruttivi, e qualla dei saldi adulti dal buon senso affermato, senza stare nè nell'uno, nè nell'altro.

    non cadendo mai nel vortice distruttivo del primo, ma non restando mai nel secondo mondo, verso sui sn abbastanza critica.

    dicevo che io l'origine di questo contesto (attenzione, non causa delle azioni, perchè non esiste casualità lineare in questi fenomeni a parer mio...) sta in una certa retorica, ben visibile nel tuo discorso.

    "i giovani DEVONO" seguti da un insieme di tanti propositi interessanti, i verbi che susseguono sono "trovare, credere" poi le cose che NON devono, come gettare la vita alle ortiche, "devono credere che si possono divertire consapevolmente senza necessariamente trasgredire, non c’è bisogno di trasgredire ed eccedere in situazioni pericolose"

    mi fa sorridere... il concetto di trasgressione.

    noto, come nel vostro mondo il concetto di trasgressione sia indissoubilmente legato a quello di pericolo. se uno trasgredisce è pericoloso, se uno fa qualcosa di pericoloso è per voglia di trasgredire...

    adesso voglio mettere in evidenza una cosa. hai notato l'ironia della storia, che l'episodio con cui sei venuto a contatto è basato sul coma etilico. l'incidente che ti ha spinto in ospedale è legato all'alcool...

    mi chiedo il mondo degli adulti è tanto slegato da quello dei giovani?

    l'alcool è un compagno costante della nostra società, e nessuno ci fa tanto caso.

    sn tutti col fiato sospeso quando si tratta di marijuana, che no ha mai creato morti di overdose, quando poi fin da piccoli assistiamo a brindisi a base d'alcool, droga (perchè è una droga, legale ma droga) che sta a capo di moltre tragedie, in cui il coma etilico è l'ultimo dei dolori... beh più terribile è la piagaa della dipendenza da alcool, sopratutto qaundo l'alcol dipendente è un genitore, ma non mi dilungo su ciò...

    tornando al mio discorso, non posso fare a meno di notare nel tuo disocrso molte retoriche tipiche di luoghi comuni, associate ad un interesse che mi sembra davvero sincero e un nobile fine.

    mi chiedo, quanto sia la trasgressione e quanto la tradizione. sono davvero così in antitesi? a che si trasgredisce? alla tradizione, all'autorità...

    ma d'altronde l'alcool è la più radicata droga occidentale, santificata dalla religione ufficiale della nostra cultura. perchè prima non 'erano sti casini ed ora si...

    beh i sociologi direbbero che in periodi di trasizione sn le fasce più deboli a fare le spese delle cnotraddizionmi sociali. e che quelle situazioni che fino ad allora erano state sempre in equilibrio (come le potenzialità pericolose dell'alcool) diventano strumento di disagio, la capacità di controllo crolla, e beh. le conseguenze, sn ciò cui hia assistito.

    ritornando al discorsco che avevo accennato "a che si trasgredisce".

    e al fatto di aver puntato l'attenzione sulla tua retorica.

    vedi. la trasgressione è inevitabilmente (a parer mio) un'atto di autoaffermazione. lascia stare il divertimento. godimento e divertimento sono maschere del sè (e questo sempre a parer mio, non sto citando nessun luminare sia chiaro). perchè una persona si diverte a correre, un'altra a ballare in discoteca e un'altra ancora a suonare il piano, cosa in cui fa pure una bella fatica per imparare a gestire uno strumento? perchè a me piace il nero e a mia cugina piace vestirsi di rosa.

    si dice "gusti" e si blocca li, ma no, il gusto è l'espressione di un modo di essere. spesso non lo sappaimo nemmeno noi. una cosa ci emoziona, ma c'è un motivo se è proprio quella e non un'altra. io ad esempio, amo i demoni più degli angeli... e potrei spiegarti, potrei prenderti epr mano e trasportarti nei più remoti meandri della mia anima alla scoperta del mio inferno personale... la differenza è solo che io so perchè sono così ed amo certe cose. altri non lo sanno, e restano poser.

    perchè si, se una persona segue la cultura tradizionale senza farsi molte domande, nonn è un problema. ci sn secoli di codifiche culturali. nessuno deve spiegare al mondo perchè decide si sposarsi, ma se si decide di fare scelte inconsuete, tipo coppia aperta o poligamia, allora si deve dare spiegazione, se le si conosce... e se non le si consce si viene bollati come "persona che segue la moda" perchè la società cambia, ma i cambiamenti più recenti non sono ancora stati digeriti, la società non ha risposte standard da affibbiare, allora tutto diventa moda, divertimento, plagio dei media, e le cose che sn più semplici da spiegare.

    ma io faccio leva sul concetto di autoafermazione, perchè si parla di libertà, si dice che ce n'è troppa, potrei anche vederla, ma non la sento.

    non l'ho mai sentita sta libertà, ne in me ne negli altri.

    e non conta ciò che vedi. conta ciò che senti.

    io sn anni che lotto contro catene invisibili ma ci sono.

    autoaffermazione. certo, poi i disagi ci saranno, ma è inutile discutere sulla mancanza di affetto o di comprensione. il fenomeno di massa non è altro che una somma di eventi individuali.

    maria, non è cristina che non è franceso che non alex. sn tutte eprone diverse e con storie diverse anche se sono andate in coma etilico alla stessa età, magari anche alla stessa festa.

    tornando alla tua retorica, cosa vedo?

    oltre la pura della trasgressione, vedo il classico discorso da adulto, che ha delle aspettative, che ha delle soluzioni. che ha ben salde le strade.

    vedo la solita abitudine di indirizzare alla scelta giusta piuttosto che dare gli strumenti di scelta.

    non ti voglio fare una colpa, solo una critica che vuol essere costruttiva.

    hia detto che avete passato tutta la serata ad interrogarvi sulle cause...

    adesso facci caso, ma cosa potreste mai arrivare a capire?

    è un mondo che non vi appartiene, non lo capirete certo con discorsi che si basano su luoghi comuni.

    vuoi capire i giovani e il disagio?

    vai a fare volontariato nelle strutture apposite.

    vai in un certo di recuper per tossicodipendenti.

    vai in strada in piazza, nei luoghi di aggregazioni giovanili.

    vai dai ragazzi e chiedigli direttamente. ma non "perchè lo fai" chiedigli "chi sei? cosa pensi? qual è il tuo modo di vedere il mondo?"

    (cioè ovviamente non con domande così dirette ^^ si metterebbbero a ridere, più piccoli sn meno coscienza di se hanno)

    alla fine io trovo nelle vostre reazioni buona parte della spiegazione del cnotesto.

    questa onnipresenza della vecchia generazione. in italia non c'è possto per i giovani, perchè la cultura italiana, dice che i figli sn un bene rpezioso da difendere. peccato che a forza di difendere li si depotenzia.

    poi ci si mette la mancanza di posti di lavoro, e a rimetterci sn i giovani, che devono stare per più tempo sotto il tetto materno e non importa quanto democratico può essere un genitore. finchè non esce di casa, un ragazzo sarà sempre figlio.

    poi c'è questo riverbero dei luoghi comuni della vecchia generazione. l'italia è un paese a crescita 0 ci sono tanti vecchi (per fortuna) e pochi nati. anche culturalmente la mentalità vecchia, schiaccia ogni germoglio di rinnnovamento.

    io cm ho già detto ho 24 anni, ma sento i 16enni di oggi essere molto più conservatori dei miei coetanei. ma non coservatori con loro idee, no, li sennto propinare per filo e per segno le ideologie della vecchia generazione. così, acriticamente (dato che l'esperienza di un 16enne non può mai essere quella di un 40enne) il bello è che poi nei fatti, le azioni contrastano le parole.

    a parole sn tutti dei bravi ragazzi che non bevono, non fumano, non hanno rapporti sessuali se sn troppo piccoli. nei fatti poi i problemi sociali sn tutti in quei campi.

    non pretendo di dare soluzioni, ne di identificare la causa prima. ma voglio puntare l'attenzione su ciò che ti sarebbe molto difficile vedere.

    siete troppo ingombranti. ^^

    Fonte/i: prima di ferire la sensibilità di qualcuno, voglio sottolineare che sebbene abbia preso le tue parole, tutte queste accuse non sono riferite alla tua persona (nemmeno ti conosco) ma alla generazione. anzi, la domanda denota una certa sensibilità, se prendo le tue parole è per calcare su quelli che io ritengo luoghi comuni, quelli che si nascondono anche nelle migliori intenzioni. per finire dici: "Se c’è un solo ragazzo/a che ha letto questo scritto ritrovandosi coinvolto emotivamente in quanto ha partecipato ad un alcol party o altre sciocchezze similari, se ha capito il mio messaggio e ne prende atto, posso considerarmi l’uomo più felice di questa terra, pensateci, … la gioia, la felicità non sono nell’effimero, trovatele in cose durature e terrene, auguri e bella vita ;-)" nobile intenzione, ma mi ha ricordato questo: "i programmi di prevenzione delle tossicodipendenzze, perimentati negli USA, propongono un tipo di apprendimento equivalente all'astenzione dall'uso di sostanze, fornendo modelli sul comportamento atteso. il messaggio "tutte le droghe sono dannose", insegna QUALE decisione prendere più che COME prenderla, e si scontra con le informazioni he hai ragazzi provengono dal gruppo dei pari, ampiamente dettagliate in termini di differenziazione tra tipi di sostanza quantità effetti, ecc. la stridente discrepanza tra queste tipologie di messaggi induce i giovani a ipotizzare cje gli adulti nn siano credibili, in questo senso il risultato è la dissonanza congnitiva, risolta spesso con l'idea dell'inaffidabilità dei messaggi adulti"* continua dicendo che la paura della punizione più la sfiducia porta a no rivolgersi agli adulti per i problemi. cmq sul cnocetto della dissonanza cognitiva io direi: ma meglio l'inaffidabilità sugli adulti, che non risolverla perdendo la fiducia nel gruppo dei pari. cosa che invece vedo succedere, con la conseguenza della perdita dell'identità generazionale. se una generazione non ha idenittà... che succede? si disperde, attua azioni disorganizzate, agisce senza consapevolezza. secondo me gran parte dei problemi sociali si originano da ciò. *droghe tossicofilie e tossicodipendenza- a cura di alessandro salvini, ines testoni, adriano zamperini.
  • Anonimo
    1 decennio fa

    l' allegro messaggio d' un adulto ad un giovane: "ma perché sei depresso? se studi bene ora, da grande potrai fare il ricercatore precario, pagandomi la pensione, dai, non ti buttare giù adesso". la nostra auto-stima si basa su quanto riusciamo ad essere "utili"? solo quando produciamo qualcosa (un bene materiale o non), ci possiamo finalmente sentire delle persone realizzate? è un atto di egoismo tirarsi indietro, di non "collaborare"? rifugiarsi in un alcol-party secondo me è la risposta più ragionevole che un giovane si possa dare, alle domande eternamente irrisolte che gli adulti ogni volta gli scaricano addosso. gli adulti, frustrati dalla vita, dalla "realtà" accettata ormai, si mettono in testa di dover a loro volta "normalizzare" i nuovi giovani, quelli che ancora sognano, (o quelli che già non sognano più), oppure pongono tutte le loro speranze nei giovani, liberandosi di un senso di colpa tremendo per aver lasciato le cose come stanno: "ma vieni! la vita è bella! se prendi un buon voto ti do la macchina!". ma ********** a loro, e alla loro "maturità".

  • 1 decennio fa

    Anch'io ne ho viste molte di scene del genere. Ho 20 anni e anch'io ne risento del disagio giovanile, con la differenza che io non bevo e non mi drogo. Ho notato che chi ha la tendenza a cercare lo sballo e a far uso di sostanze che annebbiano la realtà, è chi ha entrambi i genitori che lavorano tutto il giorno e che, quelle poche ore che le passano a casa, le passano a parlare di soldi e di lavoro. Non dico che non sia giusto lavorare, però bisogna anche avere il buon senso di lasciare il lavoro al di fuori dei discorsi di famiglia e lasciare lo spazio ai figli. Il coma etilico o l'anoressia, li vedo anche come due modi per attirare l'attenzione dei genitori. Infatti non è raro vedere i genitori che cadono dalle nuvole quando viene a loro comunicato che il figlio è in ospedale per coma etilico!

    E' facile anche dire che i giovani non sono capaci di sognare... Sogniamo eccome! Solo che ovunque ci dicono che non abbiamo le possibilità per fare ciò che desideriamo dalla vita. A scuola "non sei portato", a casa "ma questo lavoro non ti porterà niente", fai richiesta di lavoro "non hai esperienza, non vai bene".

    E' da 2 anni che cerco lavoro e mi sento dire che non ho l'età giusta e che non ho esperienza (che cavoli, ho solo 20 anni), quando vedo gente che trova lavoro presentandosi tramite raccomandazione. E non c'entra niente la crisi... A questo punto riesco a capire quelli più giovani di me che si ubriacano... Cosa vuoi fare, ti annullano in un secondo tutta la tua vita, per farti rientrare nei canoni standard della società, come fossi un burattino. E' brutto da dire, ma sono più tutelati i pensionati che non i giovani.

  • 1 decennio fa

    Ti parlo da mamma di una quasi 18enne.Vuoi sapere qual'è la risposta alla tua domanda?

    La colpa è solo ed esclusivamente dei genitori.

    L' educazione,l' insegnare a vivere parte dalla famiglia.

    Non si può delegare agli altri le nostre responsabilità.

    La scuola dev'essere da rinforzo a quelle fondamenta che noi genitori dobbiamo costruire.

    Non ci si può aspettare che la società "insegni" a vivere perché la società è un campo di battaglia e i nostri figli devono avere le giuste "armi" per combattere i condizionamenti che ella stessa ci impone.

    Ma queste armi dobbiamo darle noi genitori.

    Io vedo un menefreghismo dei genitori nei confronti dei figli.

    Mamme che sfuggono alle responsabilità di crescere i propri figli nascondendosi dietro l' assurdità che debbono sentirsi realizzate nel lavoro.Ma io dico se una vuole pensare a se stessa e alla sua realizzazione personale non mettesse al mondo figli!!!

    perchè i figli sono dedizione,attenzione e presenza.

    E lasciamo perdere l'assurdità che è la qualità di tempo che ha importanza perchè non è vero nulla.Non è solo la qualità ma anche la quantità.

    Non si può essere genitori solo 1 ora la sera ......magari!!

    ACCUDIRE UN FIGLIO NON E' COME ACCUDIRE UN CANE!

    Il malessere giovanile è la totale macanza è presenza della famiglia!!!

  • 1 decennio fa

    Non troppo lontano, anzi troppo vicino.

    Mia nipote, quasi 15 anni, carina e con tante amicizie.

    Invita le coetanee a casa per un mini-party chiedendo ai genitori di lasciarli divertire da soli.

    Mia sorella e mio cognato si sono sentiti in dovere di fare i moderni e l' hanno accontentata.

    Quando a mezzanotte sono tornati hanno trovato una tredicenne completamente ubriaca. Hanno telefonato ai genitori della ragazzina dicendo loro che Marta rimaneve a dormire a casa.

    L'hanno tirata su a caffè amaro e hanno vegliato su di lei.

    Avevano molta responsabilità sull'accaduto. Non hanno controllato che nelle borse delle piccole c'erano bottiglie di liquore e si sono fidati.

    E' andata relativamente bene. Marta si è ripresa e mia sorella ha imparato la lezione.

    Bisogna stare all'erta a prescindere dalle motivazioni che inducono i giovanissimi allo sballo etilico.

    Spero come te che i ragazzi di answers ci leggano.

    Per capire che se non li talloniamo da vicino è perchè capiamo il loro bisogno di stare in gruppo ma che questa "licenza" alla tutela a volte non può che portare al dramma.

  • 1 decennio fa

    Sono rimasto molto sconcertato dal tuo racconto. Non pensavo che al pronto soccorso quella dei giovanissimi in coma etilico fosse la norma.

    Non ho figli ma quelli dei miei amici sono "normali", almeno da questo punto di vista.

    Mi viene da pensare che uno dei problemi dei giovanissimi sia quello di essere cresciuti in una società piena di finzioni che forse, data la mancanza di esperienza, non sono in grado di riconoscere come tali. Mi riferisco alla TV e in parte anche ai videogiochi. Credo sia possibile non percepire più correttamente la realtà, quando si è abituati ad un mondo virtuale che progressivamente si sostituisce a quello reale.

    Forse l'abuso dell'alcol è una risposta a questo genere di disagio, una ricerca delle condizioni psicologiche più adatte a far sembrare il mondo reale più simile a quello virtuale, così più interessante e "colorato".

    In una canzone degli anni '70 (nove di sera - quelli che) Jannacci cantava:

    "Gli innamorati non inventano più niente

    tanto il riso come il pianto glielo insegna la tivù

    La vita stessa resterà a guardare muta

    quella vita più vissuta, che si vede alla tivù"

  • Anonimo
    1 decennio fa

    l'uomo ha creato la società per dominarla gestirla ma è il contrario siamo schiavi e noi giovani lo sentiamo il doppio questa sensazione..

    Il vero significato della vita: ricordare a tutti l'importanza di sognare, di avere delle speranze, di credere negli ideali o in qualcosa.

    Una massa di persone che non sognano, che non sperano e che non credono in nulla finisce preda del nulla, ossia, finisce per perdere ogni motivazione, ogni stimolo, ogni coraggio...

    Resta solo una massa omogenea di robot, tutti sincronizzati nei tempi della loro misera quotidianità.

    Una massa stupida, ottusa, debole...figlia del Dio denaro.

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