Anonimo
Anonimo ha chiesto in Scuola ed educazioneCompiti · 1 decennio fa

aiutino urgente please!!!!?

una merce è esposta in vetrina al prezzo di 33000 € comprensivo di Iva 10%. Calcola l'ammontare della base imponibile e l'iva applicata.

2° aiutino

dopoaver argomentato brevemente la seguente affermazione:"i beni strumentali sono fattori indispensabili per lo svolgimento del processo produttivo". Individuare i modi di acquisto degli stessi e le differenti fonti di finanziamento cui ricorrere.

3° aiutino

esponi le principali disposizioni stabilite dalle leggi e dai contratti collettivi in relazione all'orario di lavoro, al riposo settimanale, alle ferie e ai permessi

1 risposta

Classificazione
  • Anonimo
    1 decennio fa
    Migliore risposta

    Se non erro è ... manco mi ricordo piu che vergogna!

    costo 33.000

    comprensivo iva 10%

    33000 x 10/110 =3000 --> IVA

    33.000 - 3000 = 30.000 --> BASE IMPONIBILE

    I beni strumentali sono quei beni che vengono utilizzati durante il processo produttivo, quindi sono i mezzi essenziali per arrivare al prodotto finale. Costituiscono una sottocategoria delle immobilizzazioni in quanto comprendono quelle immobilizzazioni materiali e immateriali che vengono utilizzate nel processo produttivo. Vengono indicate con l'espressione: immobilizzazioni tecniche.

    L'acquisizione:

    - acquisto sul mercato dove le aziende sostengono costi di natura pluriennale. Normale fattura, esempio:

    attrezzature industriali dare

    iva a credito dare

    debiti verso fornitori avere

    (partita doppia, credo l'abbiate fatta)

    - costruzioni in economia che si hanno quando l'impresa provvede alla loro realizzazione servendosi di attrezzature in precedenza acquisiti per lo svolgimento dell'attività produttiva. Il valore viene calcolato mediante la contabilità analitico gestionale.

    -apporto, ovvero quando le immobilizzazioni vengono conferite dal proprietario o dai soci al momento della costituzione dell'azienda, aumenti di capitali o cessioni dell'azienda.

    -leasing, consente di utilizzare un bene strumentale versando all'impresa concedente un canone periodico e avendo inoltre la possibilità, alla scadenza del contratto, di divenirvi proprietari pagando un prezzo di riscatto

    il contratto collettivo nazionale di lavoro (CCNL) è il contratto stipulato a livello nazionale con cui le organizzazioni rappresentative dei lavoratori e le associazioni dei datori di lavoro (o un singolo datore) predeterminano congiuntamente la disciplina dei rapporti individuali di lavoro

    Le finalità essenziali del contratto collettivo sono quindi:

    determinare il contenuto essenziale dei contratti individuali di lavoro in un certo settore (commercio, industria metalmeccanica, industria chimica, ecc.), sia sotto l’aspetto economico (retribuzione, trattamenti di anzianità) che sotto quello normativo (disciplina dell’orario, qualifiche e mansioni, stabilità del rapporto, ecc.).

    disciplinare i rapporti (c.d. relazioni industriali) tra i soggetti collettivi

    Una disciplina di questo tipo non è mai stata introdotta nel sistema giuridico italiano, sebbene l'art. 39 della Costituzione repubblicana prevedesse che i sindacati, previo espletamento di una procedura di registrazione, potessero stipulare "rappresentati unitariamente in proporzione ai loro iscritti […] contratti collettivi di lavoro con efficacia obbligatoria per tutti gli appartenenti alle categorie alle quali il contratto si riferisce". La norma costituzionale restò tuttavia priva di attuazione per la resistenza delle stesse organizzazioni sindacali, le quali temevano, nel clima politico del primo dopoguerra, che la procedura di registrazione prevista dall'art. 39 consentisse allo Stato un eccessivo controllo sulla loro attività.

    * la principale operazione giurisprudenziale fece leva sull'art. 36 della Costituzione, norma che riconosce il diritto ad una retribuzione "sufficiente" ad assicurare "un'esistenza libera e dignitosa" a tutti i lavoratori e alle loro famiglie. I giudici affermarono l'immediata applicabilità del precetto costituzionale anche nei rapporti tra privati, e interpretarono il concetto di "retribuzione sufficiente" facendo riferimento ai minimi tariffari previsti dai CCNL, applicando di fatto tali disposizioni contrattuali anche ai rapporti di lavoro intercorrenti tra soggetti non iscritti alle organizzazioni sindacali. Tale orientamento giurisprudenziale, a tutt'oggi sostanzialmente immutato, precluse ai datori di lavoro non iscritti di retribuire i dipendenti in misura minore rispetto a quanto stabilito dalla contrattazione collettiva;

    * i giudici affermarono successivamente che il datore di lavoro iscritto ad un'associazione stipulante ha sempre l'obbligo di applicare il CCNL nei confronti di tutti i suoi dipendenti, quindi anche a quelli non iscritti al sindacato (Cassazione, 13.08.1997, n. 7566). Per di più, fu introdotta una presunzione relativa di adesione del datore di lavoro all'associazione stipulante, superabile solo eccependo la non iscrizione entro la prima udienza (Cassazione, 26.02.1992, n. 2410);

    * la giurisprudenza ritenne infine che il contratto collettivo dovesse essere applicato nella sua interezza e a tutti i dipendenti ogni qual volta il datore vi avesse aderito, esplicitamente (ad es. rinviando alla disciplina del CCNL nella lettera di assunzione) o implicitamente (ad es. applicando istituti e norme significative del contratto collettivo).

    Fonte/i: appena diplomata in un itc :P la parte dei contratti collettivi wikipedia XD
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