Anonimo
Anonimo ha chiesto in Scienze socialiSociologia · 1 decennio fa

Perché un tempo era enormemente più facile trovare lavoro?

La maggioranza dei lavoratori non è laureata ed ha trovato lavoro ad un età piuttosto giovane, mentre al giorno d'oggi si fatica ad entrare nel mondo del lavoro anche se si da la disponibilità a spostarsi e se si hanno titoli su titoli, certificazioni su certificazioni, etc, etc,... Quali fenomeni di stampo socio-economico-culturale (quindi nelle risposte non focalizzatevi solo sui motivi economici) nello specifico hanno portato al raggiungimento di questa situazione così degradante?

(Preferisco non dire la mia idea in merito perché non vorrei influenzarvi nelle risposte!)

Buona giornata a tutti!

Aggiornamento:

Marmocchio ---> effettivamente avrei dovuto porre meglio la domanda...in particolare mi riferisco a quei lavori che non richiedono fatica fisica e che sono più "da ufficio"!

Aggiornamento 2:

Parole sante Ele.noir, parole sante...

12 risposte

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    beh le risposte un pochino già ce le hai.

    meno laureati, un tempo si laureava chi era veramente in grado, oggi si laureano anche cani e porci, col risultato che chi vale davvero viene messo allo stesso piano di chi ci mette 10 anni per prendere una triennale. vedi tu...ci si laurea tutti per cui alla fine è come se non si laureasse nessuno.

    sempre sulla stessa falsa riga, si può tirare fuori il discorso a livello lavorativo, chi vuole fare sacrifici, chi vuole veramente lavorare, senza badare in primo luogo a quanto si guadagna a e quanto ammontano le ferie, viene svalutato da chi simili sacrifici non ne vuole fare perchè convinto che i semplici titoli bastino ad avere un lavoro ben pagato e poco faticoso.

    così molte aziende, scottate da esperienze con chi non ha voglia di fare nulla, o assumono, con contratti che definirli precari è un complimento, o non assumono del tutto, optando sempre più spesso sugli appartenenti alla vecchia scuola, quelli pre riforma universitaria, quelli che facevano parte della generazione in cui c'era ancora chi si fermava al diploma.

    l'università è diventata troppo accessibile a tutti, troppo alla portata di tutti, in molti si rendono conto dopo che questo non è vero (e non è neanche un crimine non essere portati per l'università) e nonostante ciò perseverano a continuare qualcosa per cui non sono portati, ripetendo esami, stando anni sui libri, e chi più ne ha più ne metta.

    tutto questo, questo lassismo di gente che sarebbe meglio facesse altro, ruba lavoro ed energie a chi può veramente fare qualcosa, parassita su gente che si fa veramente il mazzo così per raggiungere uno scopo.

    e ci sono laureati meritevoli di tutto e anche di più, che si ritrovano a fare gli operai, per colpa di esseri inutili che laureati hanno fregato loro il posto, e una volta assunti, passano le loro giornate alla macchina del caffè aziendale.

    ti sembra giusto questo?

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    pensa, settimana scorsa si è laureata mia cugina, con 100...e l'hanno festeggiata a dovere.

    fin qui non ci sarebbe nulla di male, se non fosse che ci ha messo 6 anni per una laurea che ne richiedeva 3...

    inutile dire che ho ignorato la cosa, io che non sono andata all'università per vari motivi, tra cui quelli da me citati (ero scoraggiata sulle possibilità future e non mi sono mai buttata) ti assicuro che l'unica cosa che posso augurare a mia cugina, è una vita da cameriera, perchè in fin dei conti le sue capacità mentali non vanno oltre quello.

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  • 1 decennio fa

    Lavori che richiedono fatica fisica ne trovi fin che vuoi... non so se rendo l'idea...!!!

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  • Anonimo
    1 decennio fa

    un tempo era richiesta più manodopera, e la domanda per i posti da dirigente era inferiore alla domanda

    ora la domanda è superiore all'offerta, di conseguenza si abbassano gli stipendi a causa della competitività, e quei pochi dirigenti che ci sono fanno fare a 1 operaio (nel migliore dei casi) il lavoro di 3

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  • Caro Cameo,

    mi dispiace deluderti, ma i laureati di oggi sono molto più competenti.

    Ti basti vedere un esame per diventare professore di ruolo di matematica presso un'Università agli inizi del Novecento: erano richieste conoscenze oggi inserite nel programma di 5a superiore in un liceo scentifico!

    Fonte/i: Archivista.
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  • Anonimo
    1 decennio fa

    In Italia ancora oggi i laureati sono presenti in percentuale minore rispetto al resto d'Europa, dove avere la laurea o meno FA differenza e non di poco.

    Ma vediamo di ripercorrere un po' di italica storia, anche se è mia opinione che la storia non sia maestra di vita:

    Unità d'Italia. L'80% dei Piemontesi è alfabetizzato, mentre l'80% degli Italiani è analfabeta.

    I Savoia si mettono di buona lena ed impongono l'obbligo scolastico minimo, tanto che fino agli anni '80 per qualunque richiesta dovevi esibire l'atto di iscrizione a scuola dei figli...

    Dopoguerra: figurati! eravamo appena riusciti a far iscrivere a scuola i ragazzini di 6 anni. Mio nonno aveva la prima elementare, mia nonna la terza e mia madre, udite udite!, la terza media appena, poi a lavorare perchè c'era bisogno!

    Poi arrivano i fantastici anni del boom, l'economia si risolleva e con gli anni Settanta il pubblico impiego ha un'impennata: tutti col posto fisso, lo Stato assume una marea di gente. Le donne riescono a portare a casa uno stipendio e contemporaneamente sono tutelate per quanto riguarda la maternità.

    Il pubblico impiego assume cani e porci indistintamente, ci sono tanti di quei concorsi che prima o poi ci finiscono dentro anche quelli citrulli. Ci sono concorsi anche per chi ha titoli di studio minimi.

    Poi ci si accorge che per certi ruoli ci vuole la laurea ed i figli di quelli che hanno avuto il posto fisso hanno potuto studiare.

    Peccato però, e qui è il "nostro" però, che "i padri" hanno fatto la carriera inetrna, scattando di grado col solo passare degli anni e MAI hanno conseguito una laurea. Quindi, se assumono il primo sbarbatello neolaureato, questo è immediatamente superiore di grado all'anzianotto dell'ufficio. Per questo, in barba agli obblighi di legge, certi concorsi sono ancora banditi per diplomati o senza specializzazioni. Per cui la cretina che ha già messo al mondo un figlio solo perchè ha l'utero si ritrova 20 punti più di te, per non parlare delle vedove, che hanno punteggi da compilatori unici dell'enciclopedia britannica.

    Quindi: se il capo è stato assunto negli ann '70 sarà un semplice diplomato e tu, neoassunto con la laurea gli faresti subito le scarpe in automatico per via del titolo di studio, impedendo contestualmente a TUTTO il resto dell'ufficio lo scatto automatico di carriera...

    Fonte/i: 10 anni fa fallì per questo motivo un concorso della Regione Emilia Romagna cui oartecipò un mio collega.
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  • Anonimo
    1 decennio fa

    semplice:megasfruttamento italiota.

    e non ti direi nemmeno di scommettere su quello che ha detto barbocchio...la situazione varia molto di zona in zona.

    c'è però un lavoro che effettivamente nessuno vuole fare:il badante.

    comunque l'Italia non è mai stato un paese tecnologicamente avanzato,campava di rendita,però all'inizio c'era proprio lo zero assoluto quindi gli ingegneri e altri ci sono andati a nozze.ora però la tendenza iniziale è stata confermata e quindi potrai assistere,in questo meravigliosissimo angolo di mondo,a ingegneri "masterizzati" che lavorano nei call-center (per carità,non è uno scandalo,lo scandalo è che devono fare in molti casi per forza quello a meno che non si vogliano aprire una partita iva per un lavoro che poi guardacaso non gli viene rinnovato,perchè lo costringono ad aprire partita iva per un lavoro solo apparentemente autonomo ma che in realtà è dipendente.).non si cerca l'innovazione,si cercano semplici tecnici,poi i diritti non vengono rispettati e nemmeno i doveri perchè l'italia è il paese del clientelarismo e degli industrialotti che privatizzano gli utili e socializzano le perdite (comunismo italico alitaliano).e vai:tutti all'estero,anche a fare i pizzaioli,perchè qui la meritocrazia non esiste.

    c'è da dire che sono passati anche molti modelli sbagliati nei quali viene mostrato che uno si ritrova i soldi e non sa nemmeno perchèal sud non ti dico nemmeno:probabilmente non si vedrà mai la pensione perchè il lavoro è in nero e con paga la metà di quella normale (quindi hai voglia di versarti contributi) e se gli chiedi di rispettare le regole,ti inviano pure qualcuno a casa che sa come fare per farti cambiare idea...

    l'italia è un paese geneticamente,economicamente,culturalmente ARRETRATO

    edit:la questione dei laureati migliori prima,non regge.

    chi vuole vada a vedersi quanti laureati (l'Italia mi sembra sia il paese europeo con minor numero di laureati...questo però non significa che bisogna sfornarne altri) sfornano Francia,Germania e in genere gli altri paesi europei.

    (per non dire Uk,che ha sempre avuto il 3+2).

    evidentemente l'Italia non richiede tanti laureati.scemo chi ci si iscrive all'università anche se ne ha la capacità

    http://www.repubblica.it/2009/01/sezioni/scuola_e_...

    come volevasi dimostrare

    riedit:totalmente d'accordo con Castlevania.non c'è orientamento all'università e nemmeno un percorso di uscita dalla scuola superiore al mondo del lavoro.

    un tempo in Italia le scuole tecniche erano le migliori del mondo per qualità,grazie anche a docenti che "sentivano" il mestiere,ora leggono invece i giornali.

    e gli alunni poi!prima si usavano dei bei ceffoni molto istruttivi,ora guai a toccarli!

    Fonte/i: e qui non sto parlando di lavori da dirigente,ma anche da falegname. poi te lo ripeto:indubbiamente ci sono lavori che nessuno vuole fare e sono quelli della badante o dell'allevatore.ma questo perchè l'immigrato che li fa in genere invece di pagarlo mille euro almeno più ferie come dovuto,lo pagano a 600 euro...
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  • Anonimo
    1 decennio fa

    Ciao PaoloM.Questo è il mio sintetico parere.Le raccomandazioni fanno "riempire" i posti disponibili a persone che,al di là del titolo di studio e delle capacità,comunque vengono fatte entrare nel mondo del lavoro attraverso il favoritismo.E nelle stesse Università non è detto che chi impieghi qualche anno in più sia necessariamente meno portato per lo studio perchè anche li' si nota spesso il medesimo fenomeno che purtroppo non puoi contrastare tu che sei un semplice numero.Mi risponderai che gli "aiutini" sono sempre esistiti ed è vero ma ritengo che soprattutto in certi ambienti siano stati distribuiti con eccessiva generosità.Ecco perchè tutta la tua disponibilità e tutti i tuoi titoli passano in secondo,forse anche terzo piano.Ciao PM:-)

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  • Anonimo
    1 decennio fa

    1- ci sn troppi diplomati - laureati;

    2- una volta c' erano meno donne a lavorare;

    3- c' è una mentalità troppo ottusa, come l' uso del curriculum, mentre invece dovrebbero mettere alla prova una persona anzichè leggere su un pezzo di carta quello che sa fare

    4- gli studi durano troppo tempo, e i ragazzi non sn orientati alla scelta dell ascuola superiore e spesso sbagliano indirizzo e poi si ritrovano a lasciare la scuola e/o a scriversi ad un altro indirizzo e così a perdere tempo, oppure si trascina pentito d' aver scelto quell' indirizzo...lo stesso vale per la scelta universitaria...a parte questo la scuola nn ti insegna niente, e dopo se costretto a fare specializzazioni, corsi, e/o tirocini o stage dove nn sei pagato e ti fanno lavorare come un mulo e titrattano male per giunta

    Penso sempre che se lasocietà nn cambia, fra qualche decennio succederà un macello ... perchè cmq il lavoro che nn c è porta delle reazioni a catena nella nostra vita: nn viene voglia di sposarsi se nn hai lavoro, nn puoi farlo e ci si scoraggia pensando solo alla rata del mutuo... per aver i soldi necessari deve lavorare sia il marito che la moglie, e i figli o nn se ne fanno, o se si fanno crescono da soli davanti ai videogame che insegnano la violenza, e così prepariamo la società dopo di noi a qualcosa di peggio di quella che c è già adesso

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  • 1 decennio fa

    Tempo addietro (tieni presente che io ho studiato e lavorato sin dalla tenera età di 14 anni) la situazione economica era florida, e realmente bastava un minimo di volontà per trovare lavoro (e ben retribuito, pure con mance sontuose) in ogni settore. Inoltre, circa quelli che chiami i lavori d'ufficio, erano presenti a iosa, sia nel campo pubblico, sia in quello privato. Ricordo bene, appena terminati gli studi, che i concorsi e le offerte letteralmente fioccavano. Oggi come oggi, checchè se ne dica, la crisi ha falcidiato ogni settore. Pensa che (lavoro per un prestigioso Ente pubblico, in una regione ricca) son 2 anni che non vedo più bandire un concorso aperto .... per ridurre i costi si ricorre quasi esclusivamente alla progressione interna, tramite concorsi per il personale già impiegato. Se le previsioni degli esperti sono esatte e saranno rispettate, dalla fine del prossimo anno l'intera situazione dovrebbe migliorare. In ultimo, guarda che oggi come oggi (a differenza di un tempo non lontano) non solo i diplomati, ma anche i laureati sono un esercito. La laurea, cioè, a parte alcuni campi particolari (vedi quelli Ambientali & Geologici) non rappresenta più un vantaggio determinante, specie in ragione (come detto) della rarefazione dei posti professionali di ogni ordine e grado.

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  • 1 decennio fa

    Ci sono una serie di motivi, non trascurabili

    1) nell'immediato dopoguerra il lavoro manuale era fondamentale, perché i macchinari o comunque le procedure di automazione non erano previste. Lo sviluppo tecnologico ha favorito la riduzione dei posti di lavoro.

    2) la scuola era molto più severa, per cui chi non era bravo accedeva facilmente al lavoro manuale. I diplomati subivano una forte selezione, i laureati altrettanto per cui una volta ottenuto meritatamente il titolo di studio c'era maggiore facilità d'accesso.

    3) i posti statali erano un'enorme valvola di sfogo specialmente per il centro sud: poste, ferrovie, ministeri, scuole erano la panacea di tutti i mali. Oggi per ottenere un posto nella pubblica amministrazione serve principalmente una raccomandazione.

    Gli unici posti statali (un tempo snobbati dai più, oggi di grande interesse) accessibili sono rimasti quelli delle forze armate o dei corpi militari in generale. Sebbene un tempo erano ripiego di coloro che non riuscivano a trovare un lavoro e di coloro che avevano interesse alla divisa, oggi è diventato un posto ambito.

    E' vero che molti di loro sono persone che magari hanno preferito fermarsi al diploma in quanto non in grado di andare avanti, ma il solo fatto che ci sia forte domanda e poca offerta crea (in teoria) maggiore qualità.

    4) Gli studenti tendono a scegliere facoltà a contenuto letterario, perché evidentemente capiscono che è sufficiente solamente lo studio. Al contrario, in una facoltà scientifica serve studio, ragionamento e intuito.

    Peraltro le scienze nelle scuole superiori vengono fatte poco e male.

    Per cui il fatto che i laureati debbano ripiegarsi su lavori secondari è dovuto a sua volta ad un eccesso di domanda per alcune facoltà letterarie (giurisprudenza, scienza comunicazione, lettere/filosofia).

    5) oggi lavorano molte più donne: cosa pensi accadesse se si tornasse alle percentuali di un tempo?

    Infine per i lavori di fatica fisica, è vero, ancora oggi esistono.

    Ma quasi nessuno è disposti a farli.

    Se pensi che addirittura le colf dobbiamo importarle...

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