hattori hanzo ha chiesto in SportArti marziali · 1 decennio fa

frangar non flectar...?

marzialmente parlando,si o no...

9 risposte

Classificazione
  • Kentai
    Lv 5
    1 decennio fa
    Risposta preferita

    ogni volta che nella mia vita se ne presenterà l'occasione, spero di essere disposto a spezzarmi piuttosto che piegarmi.

    marzialmente parlando preferisco spezzare l'avversario prima che lui abbia l'occasione di piegarmi

  • 1 decennio fa

    per fortuna c ' è walter....... io col francese sono una frana.

    Fonte/i: Hanno la mia invidia e la mia ammirazione quelli che riescono a essere flessibili e a lasciarsi scorrere le cose addosso , senza bagnarsi ma forse anche senza coinvolgersi , io non riesco. Per quanto " filosoficamente " mi sia chiaro il concetto di assecondare e controllare piuttosto di opporsi rigidamente ( e il giunco e la quercia ok ) certe cose non le accetto ...e per piegarmi mi devi proprio spezzare ( oppure puoi piegarmi ma non spezzarmi , il concetto è lo stesso ) in ogni modo lotterò con ogni mia fibra e non asseconderò un bel niente , anche se questo mi costerà la " rottura ". Che risposta poco marziale che ho dato.......( o forse molto marziale ? ) Ci si può e ci si deve " piegare " a tutto per " sopravvivere " ed eventualmente " vincere " o c ' è comunque un limite alla flessibilità oltre il quale questa diviene mollezza ? Ecco ora faccio domande invece di rispondere , no via torno alla boxe....
  • auri
    Lv 6
    1 decennio fa

    meglio la flessibilità del bamboo

    marzialmente parlando ...

  • La locuzione latina Frangar, non flectar, tradotta letteralmente, significa "mi spezzerò, ma non mi piegherò"

    ma è più spesso citata in italiano come "Mi spezzo ma non mi piego".

    Come tutti i proverbi il significato è sempre biunivoco, nel senso che può procedere nelle 2 opposte direzioni.

    Nella vita come nelle arti marziali si deve avere la capacità di fare ambedue le cose, su sè stessi e sugli altri....

    Sarà questo il segreto di Yin & Yang?

    Fonte/i: ...ho postato poc'anzi una domanda simile, ma siccome NON la passano....li fottiamo così http://it.answers.yahoo.com/question/index;_ylt=Ao...
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  • Anonimo
    1 decennio fa

    Jigoro Kano diceva l'esatto contrario: il Judo, anzi, lo Ju-Do è la via della flessibilità, sfruttare la forza dell'avversario per abbatterlo senza alzare un dito.

    Kano faceva l'esempio della quercia e del ciliegio: il ciliegio riesce sempre a piegarsi e a sopravvivere, la quercia quando il vento è troppo forte si spezza.

    Oppure, pensa di dover sfondare una porta. Tu prendi la rincorsa, carichi per sfondare la porta e all'improvviso qualcuno da dietro te la apre...!

    Secondo me è una buona strategia, da preferirsi all'opposizione con la forza bruta.

  • 1 decennio fa

    marzialmente parlando questa dualità andrebbe superata da altri parametri, in cui il punto di rottura non esiste e il piegarsi è semplicemente cercare il centro dell'altro... ma forse non ho centrato il senso di una domanda così ampia

  • Anonimo
    1 decennio fa

    Preferisco spezzarmi ma non mi piego.

    Questo vale per un aspetto del mio carattere.. per il fisico preferisco essere bello flessibile ;)

  • Anonimo
    1 decennio fa

    "Il Judo non è soltanto uno sport. Io lo considero un principio di vita, un'arte e una scienza [...] Dovrebbe essere libero da qualsiasi influenza esteriore, politica, nazionalista, razziale, economica, od organizzata per altri interessi. Tutto ciò che lo riguarda non dovrebbe tendere che a un solo scopo: il bene dell'umanità."

    Jigoro Kano (1860-1938) - Fondatore del Judo

    Il Judo ha la natura dell'acqua. L'acqua scorre per raggiungere un livello equilibrato. Non ha propria forma, ma prende quella del recipiente che la contiene. E` indomabile e penetra ovunque. E` permanente ed eterna come lo spazio e il tempo.

    Invisibile allo stato di vapore, ha tuttavia la potenza di spaccare la crosta della terra. Solidificata in un ghiacciaio, ha la durezza della roccia..." Bunji Koizumi (8° Dan), Shi-han (1886-1964)

    principio base del Judo

    Il principio base del Judo è conosciuto universalmente attaraverso le parole stesse del suo fondatore Jigoro Kano: "La flessibilità può neutralizzare la forza bruta".

    Ideogrammi "JU" e "DO"

    La parola "Ju-do" infatti è composta da due ideogrammi: "ju" significa flessibilità, non-resistenza, dolcezza, "do" si traduce con cammino o via.

    Judo è dunque "la via della non resistenza" o la "via della flessibilità", il cammino che conduce ad una vita equilibrata utilizzando un metodo di educazione fisica e mentale basato su una disciplina di combattimento a mani nude.

    Il principio stesso di questo tipo di combattimento è la non-resistenza, cedere alla forza avversa per squilibrarla, controllarla e vincerla con un minimo di sforzo. Jigoro Kano ha espresso due massime basilari che dirigono la vita del judo:

    "Seryoku zenhyo" ("il miglior uso della energia, fisica e morale")

    "Ji ta kyò ei" ("amicizia e mutua prosperità")

    Esse sono veramente l'essenza di quello che lo studio del Judo può dare all'individuo ed alla società: al primo come preparazione fisica ed educazione del carattere, alla seconda come scuola formativa di uomini e donne preparati a lottare equilibratamente per la vita nel rispetto della personalità dei propri simili.

    ciao!!! io pratico judo da 9 anni

  • 1 decennio fa

    meglio flectar, la via della cedevolezza permette al salice di nn rompersi sotto il peso dellla neve, al contrario di altri alberi..se ci pensi un pugno se viene bloccato ponendoli davanti un ostacolo questo ostacolo potrebbe rompersi, parlo di una difesa con le braccia x esempio, ma se la forza del pugno la proietti e gli aggiungi la tua il colpo risulterà più efficace xk cmq l'avversario ha impostato il corpo per far raggiungere al colpo una determinata distanza, se tu gliela allunghi perde il suo equilibrio e già cade di suo

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