Anonimo
Anonimo ha chiesto in Arte e culturaPoesia · 1 decennio fa

potete scrivermi un racconto con queste indicazioni per favore?

-una sera;

-pericolo

-pioggia

-vento

-due ragazzi(maschio e femmina di anni 11)

-in una città grande

7 risposte

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  • 1 decennio fa
    Risposta preferita

    Esmeralda non stava più nella pelle. per la prima volta nella sua vita sarebbe andata al circo. non vedeva l'ora di trovarsi immersa nelle luci colorate, di vedere i maghi che sfoderavano le loro bacchette magiche, ma sopratutto di vedere da vicina gli animali pericolosi con cui sicuramente avrebbe fatto delle foto, che poi avrebbe mostrato ai suoi compagni di scuola. quando arrivò davanti alla tenda, la sua bocca si aprì istintivamente in una smorfia di sorpresa. la tenda era maestosa, rossa e nera. si sentiva un leggero odore di cavalli e di altri animali che non riconosceva. con una forza sovrumana tirò sua madre, che la teneva per la mano, e si immerse nell'oscurità. si trovò al centro della platea. all'improvviso si accesero le luci e tutti gli sguardi si puntarono su di lei. era estasiata, si sentiva importante.

    durante tutto lo spettacolo non stava mai ferma. quel mondo la affascinava, voleva farne parte.

    quando lo spettacolo finì,si precipitò al centro del palco, desiderosa di poter sfiorare il soffice pelo dei leoni. ma come vi arrivò, si accorse che i suoi genitori non erano più con lei, ma non le importava, prima di tutto avrebbe realizzato il suo desiderio. all'improvviso in lontananza si sentì un forte fragore, era un tuono che si avvicinava minaccioso sulla città, le luci saltarono e tutti furono avvolti dall'oscurità. Esmeralda cominciò a piangere, la gente la spingeva e le faceva male. all'improvviso sentì qualcuno che la afferrava per il braccio e la trascinava violentemente fuori. quando finalmente inghiottì un boccone di aria fresca, si accorse che la persona che la teneva era un uomo vestito di nero che le sorrideva mostrandole i denti gialli. fu come paralizzata. i tuoni continuavano a sbuffare e presto arrivò la pioggia. stava tremando. voleva i suoi genitori. l'uomo cominciò a camminare con passi lunghi, trascinandola dietro di sé. esmeralda cercò di divincolarsi, ma quell'orco sembrava neanche accorgersi dei suoi movimenti. voleva gridare, ma non riusciva a far uscire nulla dalla sua gola, . quando stavano per varcare il cancello, per uscire fuori sulla strada, senti qualcuno che la tirava per il cappuccio della sua giacca. l'uomo sembrò accorgersi che c'era qualcosa che non andava, si girò furiosamente, come per zittirla ma si accorse che dietro di lei c'era un ragazzo, che con uno scatto felino salto su di lui e lo morse con tutte le sue forze. L’uomo di accovacciò per difendersi da quel minuscolo scarafaggio, permettendo all piccola di ritirare il braccio e scappare. Mentre correva sentì dei passi dietro di sé, cerco di correre ancora più veloce, ma qualcosa la afferrò, stava per dimenarsi, ma vide un tiepido sorriso sul viso del ragazzo che le aveva salvato la vita. Correvano insieme mano nella mano. Quando arrivarono al tendone, le luci erano ormai state riaccese e lei notò che il ragazzo aveva più o meno la sua età e indossava un strano costume. Solo dopo si ricordò di aver visto un piccolo acrobata che camminava su un filo.

    qusto va bene?...poi continui tu...

    ciao

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  • 1 decennio fa

    Era una fredda sera di dicembre, pioveva così forte che si bucavano gli ombrelli dalle gocce d'acqua, e il vento faceva alzare le gonne alle ragazze (matte perchè le portavano a dicembre) quando Gioachino e Maria, due giovani di 11 anni che camminavano in Times Square (piazza di Londra), videre cadersi addosso una tegola del tetto. Gioachino spinse Maria facendola uscire dalla traettoria della tegola sacrificandosi per lei. La tegola gli cadde dritta in testa aprendogliela a metà. La ragazza, spaventata svenii, e in men che non si dica la polizia e l'mabulanza furono sul luogo. Maria si riprese ma per il povero Gioachino non ci fu niente da fare, ora è in pace.

    Ti aspetto a Londra mercoledì 29 agosto alle 10:00 per i funerali, non portare fiori, i genitori hanno chiesto di portare dei soldi che verranno devoluti per la costruzione di tegole in tutta Londa.

    Ciao Gioachino!

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  • 1 decennio fa

    boh...perche non metti in moto il cervello e te la scrivi tuuu?

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  • 1 decennio fa

    mamma che tristezza di racconto,

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  • Anonimo
    1 decennio fa

    troiano,zoccolone pezzo di ***** figlio di ******

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  • 1 decennio fa

    una sera d' estate Luca e Sofia andarono a fare una passeggiata nel centro di Milano,senza i genitori(preoccupati per i figli che avevano solo 11 anni).dopo mezzora circa iniziò a soffiare un ventaccio fastidioso,ma i 2 continuarono a passeggiare nel il parchetto di Milano..comincia a piovere leggero...poi ad un tratto a loro si avvicino un dro**to(nn ti scrivo la parola completa perché sulla guida di answer...)il ragazzaccio dice loro:venitee coon mee...!!.Sofia e Luca rispondo:no vattene!!.ma il ragazzaccio non se ne va,allora i due ragazzi corrono corrono ma ad un tratto Sofia cade, il ragazzaccio si avvicina a lei....Luca esclama:non ti avvicinare!!ma il ragazzaccio non lo ascolta,allora luca prende una pietra e colpisce il ragazzaccio ad una spalla,Luca grida:Sofia vieni,scappiamo,Sofia approfitta di quel momento e scappa con Luca in un ristorante.il titolare del ristorante chiama i carabinieri,e i genitori dei due.il comandante dei carabinieri dice a Luca e Sofia:non dovevate neanche parlargli!però è andato tutto bene che sollievo..!il delinquent* è andato in galer*.i genitori abbracciano il proprio figlio

    Fonte/i: 10pt assicurati?no dai scherzo spero che ti sia piaciuta
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  • Ti do uno spunto...(Le cose che ho scritto in maiuscolo le puoi cambiare, ma anche il resto).

    MARINA e GIORGIO erano due fratelli molto vivaci e svampiti. Avevano entrambi 11 anni, erano alti, magrolini, di pelle chiara. MARINA aveva i capelli lunghi e biondi e gli occhi azzurri, e tutti dicevano che assomigliava alla sua mamma. Era studiosa e responsabile, diciamo pure che era la tipica "secchiona". Però sapeva anche divertirsi: nel tempo libero leggeva libri, suonava il violino e giocava con le sue bambole.

    Suo fratello GIORGIO, invece, era l'esatto contrario: capelli corti, castani e ricci, molto molto ricci e gli occhi marroni. Era la fotocopia di suo padre (Nell'aspetto fisico, s'intende). Essendo il contrario di MARINA, non faceva mai i compiti e odiava la scuola, a parte l'ora di musica e quella di ginnastica, dove non si faceva molto. Era un combina guai di prima categoria, allegro e si divertiva 24 ore su 24. Era un playstation dipendente, giocava a calcio e gli piaceva suonare la chitarra.

    Entrambi, tutti i venerdì dopo la scuola, frequentavano le loro lezioni private di violino e chitarra. Ogni lezione iniziava alle 16.00 e finiva alle 18.00.

    Un piovoso venerdì sera AUTUNNALE, stavano tornando a casa a piedi con i loro ombrelli e impermeabili gialli. Sembravano dei pulcini troppo cresciuti. C'era molto vento allora.

    MARINA aveva in mano i suoi spartiti di canto, perchè oltre a suonare il violino, cantava. Stava imparando una canzone francese, "Alouette".

    <<Alouette, gentille alouette, alouette, je te plumerai! Je te plumerai la tête, je te plumerai la tête, et la tête, et la...Oh no, lo spartito!!!>> Una folata di vento tolse dalle mani lo spartito di MARINA.

    <<Ahahah, che mani di polenta che hai, MARINA!!>> La prese in giro GIORGIO. Era solito a canzonarla per motivi sciocchi.

    Insomma, l'inizio del racconto l'ho scritto. Puoi continuare raccontando che ogni volta che Marina cercava di prendere lo spartito, questo si spostava per causa del vento, e perciò fecero fare il giro di una grande città ai due fratelli...E che poi si trovarono in pericolo perchè qualcuno li stava seguendo, e che poi si scopre che la persona che li stava seguendo era la loro mamma. Boh, non so, decidi tu.

    Spero di averti aiutato :)

    Fonte/i: La mia immaginazione xDD
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