aragorn ha chiesto in Arte e culturaLibri ed autori · 1 decennio fa

cosa ne pensate di questo inizio?

ciao comemmentate in moltiii

Torb era seduto sul tetto della sua casa in campagna ed ammirava,come ormai quasi tutti i giorni, la bellezza con cui la valle del Morad, situata ad occidente del mondo Ecaap e circondata da un fiume che si divideva in due parti, si tingeva di rosso. Quel giorno però era particolarmente bella: tutti gli alberi della foresta dell’Oiznelis sembravano danzare al vento. Torb era un ragazzo strano:alto,dalla corporatura robusta, occhi insolitamente gialli per il suo popolo e capelli rossi. Dopo un po’ che era preso a guardare quel bellissimo panorama si perse nei suoi pensieri e cominciò, come sempre a pensare a tutto quello che gli era successo e si accorse che suo padre quel giorno era davvero strano .Egli era un uomo muscoloso alto,dagli occhi di un azzurro profondo i capelli neri ed una lunga cicatrice che gli segnava tutto il braccio destro. Di solito era sempre allegro:scherzava,rideva giocava ma quel giorno era diverso,girava per casa con lo sguardo basso e pensieroso. Torb era assorto nei suoi pensieri quando suo padre arrivò sul tetto da lui. <<Figlio devo dirti una cosa>> Si sedette. Ci fu una lunga pausa durante la quale stettero tutti e due ad osservare lo splendido panorama. Poi finalmente suo padre parlò .<<Torb, tu conosci la situazione in cui si trovano il nostro regno,ci mancano i soldi e i viveri visto che il raccolto è stato pessimo,per colpa delle scorribande dei soldati del re Elaam e a volte, per qualche giorno, dobbiamo perfino digiunare>>Ci fu un’altra pausa<<Per questo ho deciso che mi unirò all’esercito per combattere nella Terra delle Guerre. Così tua madre potrà guadagnare quel che basta per sfamare voi due vendendo i vestiti che tesse. Poi, quando io ritornerò, per tre mesi all’anno, vi aiuterò con il raccolto>>Torb era rimasto immobile, quasi attonito:non poteva credere che suo padre stava per lasciarli lì,da soli, senza una protezione o una figura paterna su cui contare. Ora non c’era nemmeno il suo fratello maggiore,Oteag,a poterli aiutare e lui aveva paura. Egli era scomparso sette anni fa,precisamente 6 mesi prima dell’ascesa al potere del re Elaam che si era servito della sua carica nel consiglio dei Potenti. Torb non parlò.<<Figlio devo andare in guerra,io lo faccio per te e tua madre,lo faccio perché voi possiate vivere sereni, noi dell’esercito dobbiamo impedire a tutti i costi che l’esercito del Re Elaam conquisti altri territori oltre alla Terra del Deserto e la Terra dei Fiori che è abbastanza lontana però non si può mai sapere,è anche per questo che ho deciso di insegnarti a maneggiare la spada,così, in caso di pericolo, tu potrai difendere te e tua madre.>>Torb ormai stava per piangere ma ricacciò indietro le lacrime per non sembrare un bambino piagnucolone agli occhi del padre.<<Padre, ti prego non andare, non lasciarci soli,moriresti di sicuro,sono stati mandati 30.000 soldati e nessuno di questi è ritornato alla propria casa,ti prego lascia andare gli altri.>>Ma suo egli non si scompose.<<Ormai ho deciso>>Ci fu un’altra breve pausa<<Bene allora prepara i cavalli e le bisacce che andiamo al villaggio e tra qualche giorno ti darò una spada che fabbricherò>> Il padre di Torb non solo era un abilissimo spadaccino ma anche un bravo fabbro,uno dei pochi in tutta la valle del Morad. Torb aveva appena otto anni quando una volta aveva provato a prendere in mano la spada del padre ma alla fine si era ritrovato a terra a piangere per il dolore poiché la spada lo aveva tirato giù e lui aveva sbattuto la faccia a terra. Passati altri otto anni lui si sentiva più forte ed era sicuro di potercela fare. Quindi,il giorno dopo,prepararono le bisacce e presero due cavalli. Per andare dalla loro casa al villaggio ci voleva circa un’ora perché la strada era abbastanza agevole e di solito c’era pochissima gente,per questo si poteva correre molto veloci con i cavalli. Così, all'alba del giorno seguente si avviarono. Per tutto il viaggio Torb e suo padre non parlarono. Erano due ore che galoppavano e ad un certo punto sentirono un rumore provenire dai cespugli che costeggiavano la strada. Tutti e due avevano un udito molto sviluppato grazie alla caccia e questo fu per loro di grande aiuto. Si voltarono insieme verso il posto da cui avevano sentito provenire il rumore,allo stesso tempo suo padre sfoderò la spada che rifletteva i raggi del Sole. Essa affascinava e accecava Torb allo stesso tempo. Egli però non ebbe il tempo di contemplarla perché sentì improvvisamente un fruscio provenire dalle sue spalle:una freccia. Furono il suo udito e la sua agilità a salvarlo,si abbassò e scartò di lato schivando la freccia e si girò giusto in tempo per vedere un uomo coperto da un lungo mantello e da un cappuccio,imprecare e scappare nella foresta. Quando Torb si girò però ebbe un tuffo al cuore:suo padre era stato ferito dalla freccia. Era stato colpito alla coscia sinistra:la freccia lo trapassava da parte a parte e un rivolo di sangue rosso gli scendeva lungo l

Aggiornamento:

x sole comunque io nel frattempo sto scrivendo il resto

Aggiornamento 2:

cmq non ho intenzione di scopiazzare

Aggiornamento 3:

leggete anke solo un pezzettino

6 risposte

Classificazione
  • 1 decennio fa
    Migliore risposta

    Lo spunto è buono, molto buono. Ma su alcune cose risulta un po' pesantino. Per esempio alcuni passi dell'incipit.

    "[...] la bellezza con cui la valle del Morad, situata ad occidente del mondo Ecaap e circondata da un fiume che si divideva in due parti, si tingeva di rosso. Quel giorno però era particolarmente bella: tutti gli alberi della foresta dell’Oiznelis sembravano danzare al vento."

    Morad, ad occidente dell Ecaap, la foresta di Oiznelis... mi sono sentito tempestato da una raffica di nomi ignoti (e, nel caso della foresta, di difficile pronuncia) dei quali so poco o nulla e dei quali non si dirà poco o nulla nel resto della pagina.

    Magari appariranno di nuovo in seguito, ma io ho il comncetto che se si accenna ad una cosa questa dev'essere subito spiegata (a meno di volerla lasciare volutamente misteriosa ed ambigua). Per qursto tratto ti consiglio dunque di dare meno quest'idea di proiezione della valle nel mondo, e magari introdurre Ecaap in seguito.

    Inoltre la dicitura di "mondo" per una terra del fantasy mi pare molto brutta, come fosse un gioco di ruolo. Quando ho iniziato a scriver eil mio lavoro l'ho subito definito "pianeta"... bè, su quest'argomento de gustibus.

    Altro dettaglio: il fiume cosa attraversa e cosa divide? La valle od Ecaap stesso (sembra idiota come domanda, ma conosco fantasy basati sulla radicalizzazione di un aspetto geografico, quale ad esempio la divisione di un mondo grazie ad una catena montuosa)?

    Altro consiglio: forse è una ferita nel fianco alla lingua italiana, ma l'utilizzo del rponome "egli" all'inizio di una frase di presentazione ("Egli era...") mi sembra che renda il testo un po' antiquato.

    Sotto il profilo psicologico il rapporto tra Torb ed il padre sembra molto freddo. il fatto che lo schiami "figlio" gli da un idea un po'ottocentesca, o da fantasy tolkeniano (che, malgrado tutti gli elogi, non è tra quelli che fluisce meglio). Dovrebbero essere un po'più emotivi. Non dico una scena strappalacrime, ma almeno togliere le formalità e far sì che il lettore si renda conto che a parlare non sono due estranei, ma un padre ed un figlio.

    Il dialogo appunto: pare volermi dare molte informazioni al lettore, ma esse sono del tutto inutili oggettivamente. Infatti credo che Torb sappia bene che hanno dovuto digiunare e perchè ciò è avvenuto. Insomma, informazioni per me, ma non per Torb.

    Il padre inoltre è un po'troppo torrenziale, non c'è nemmeno un punto.

    "[...] Erano due ore che galoppavano e ad un certo punto sentirono un rumore provenire dai cespugli che costeggiavano la strada. Tutti e due avevano un udito molto sviluppato grazie alla caccia e questo fu per loro di grande aiuto. Si voltarono insieme verso il posto da cui avevano sentito provenire il rumore,allo stesso tempo suo padre sfoderò la spada che rifletteva i raggi del Sole. Essa affascinava e accecava Torb allo stesso tempo. Egli però non ebbe il tempo di contemplarla perché sentì improvvisamente un fruscio provenire dalle sue spalle:una freccia. Furono il suo udito e la sua agilità a salvarlo,si abbassò e scartò di lato schivando la freccia e si girò giusto in tempo per vedere un uomo coperto da un lungo mantello e da un cappuccio,imprecare e scappare nella foresta. Quando Torb si girò però ebbe un tuffo al cuore:suo padre era stato ferito dalla freccia. Era stato colpito alla coscia sinistra:la freccia lo trapassava da parte a parte e un rivolo di sangue rosso gli scendeva lungo [...]

    Questa spada dev'essere davvero bella per riuscire a rompere tutto il pathos dell'azione scintillando. Fossi in te la descriverei prima, perchè dopo il fruscio mi sembra che la freccia resti sospesa a mezz'aria lasciando il tempo a Torb di restare abbagliato dalla spada. Inoltre questa freccia è ripetuta un po'troppo spesso, prova a velocizzare la scena tipo:

    "Non ebbe però il tempo di contemplarla perché alle sue spalle sentì improvvisamente un fruscio. Furono il suo udito e la sua agilità a salvarlo: si abbassò di lato schivando una freccia e si girò in tempo per vedere un uomo coperto da un lungo mantello col cappuccio scappare nella foresta lanciando una sorda imprecazione."

    A me pare più scorrevole, poi de gustibus. Capisco il fatto che il primo fruscio anticipa il secondo, ma secondo me dovrestti davvero accllerar ei movimenti. Inoltre il fatto che abbiano un udito fine è alquanto inutile ai fini del racconto, almeno per ora.

    Questo è quanto. Ho cercato di essere costruttivo, però devi stare molto attento alla punteggiatura e rileggere meglio questa parte. Gli inizi sono brutti: il mio l'ho riguardato ieri per la sesta volta.

    Scrivendo vedrai che ci farai la mano. Buona fortuna!

    Uh, dimenticavo: trova un elemento che lo differenzi dalla massa dei fantasy se non vuoi che resti uno uguale ai tanti.

    Fonte/i: Un aspirante autore che ci sta ormai lavorando da cinque anni.
  • 1 decennio fa

    Mi ricorda un po' troppo la Troisi...

    Inoltre, attenzione alla punteggiatura, alcune virgole sono messe a sproposito...E poi: "Egli era scomparso sette anni fa" non funziona, sette anni prima casomai!

  • 1 decennio fa

    bello sì,ma scopiazzato eeeh...

  • Anonimo
    1 decennio fa

    complimenti ma complimenti davvero!!!!!!quando lo completerai mi piacerebbe poterlo leggere!!!!!potresti scrivere un storia basata sulla realtà

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  • 1 decennio fa

    molto meglio, però devi andare avanti, quante volte avrai messo questa domanda?? continua a scrivere..ok

  • 1 decennio fa

    bello 8D

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