Scafo in vetroresina: c'è il problema di renderlo resistente al fuoco?

Quali tecniche ci sono a bordo di imbarcazioni da diporto perchè un eventuale focolaio non intacchi lo scafo?

Sono totalmante ignorante sui requisiti della resina, sulla normativa, sui mezzi antincendio, sui combustibili/gas ammessi

relativi ad una imbarcazione da diporto.

Aggiornamento:

Sono daccordissimo sulla lega leggera che conosco a fondo: la preferita è 5083 T111 saldate per stir welding per le produzioni in serie e MIG argon- argon-elio per i lavori di fino, dai 5 ai 25 mm.

Proprio vedendo quali restrizioni ci sono per la lega leggera rispetto l'acciaio (per le paratie A60 ad esempio) mi domandavo come si progetta con la vetroresina, il fuoco a bordo non è uno scherzo e se intacca lo scafo i problemi di emergenza accelerano.

Per questo domando come si fa con la vetroresina.

4 risposte

Classificazione
  • 1 decennio fa
    Risposta preferita

    Le imbarcazioni in alluminio sono migliori.

    Riguardo alla infiammabilità, l'alluminio non brucia e richiede temperature di oltre 600° C (1000°F) per fondere. La vetroresina invece contiene di frequente resine a base di petrolio che possono bruciare con violenza una volta accese. E mentre delle paratie stagne possono essere costruite anche su una barca in vetroresina, una strutturale protezione dal fuoco potrebbe non essere ottenibile a causa della infiammabilità del materiale.

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    CARATTERISTICHE DELLA VETRORESINA

    RESISTENZA CHIMICA

    La resina è la componente di un composito che resiste alla corrosione chimica. Le resine tipicamente utilizzate (in ordine crescente di importanza) sono:

    ortoftalica;

    isoftalica;

    vinilestere.

    I compositi in vetroresina, a seconda della tipologia di resina scelta, possono essere utilizzati in applicazioni con semplice aggressione ambientale fino ad ambienti corrosivi esasperati.

    RESISTENZA MECCANICA

    Le fibre di vetro sono la componente di un composito che conferiscono la resistenza meccanica al prodotto. Le fibre di vetro tipicamente utilizzate sono:

    fibre continue unidirezionali;

    mat multidirezionali a fili continui;

    veli sintetici superficiali.

    LEGGEREZZA

    Il peso specifico dei compositi in vetroresina (ca. 1,75 kg/dm3) permette una facile movimentazione ed installazione del prodotto oltre ad un risparmio di peso sulle strutture portanti.

    AUTOESTINGUENZA

    I manufatti EUROGRATE® vengono prodotti con resine autoestinguenti a bassa emissione di fumi per diminuire i rischi in caso di incendi. Le varie resine sono miscelate con additivi "halogen free" senza l'uso di clorurati, bromurati, ecc.

    MANUTENZIONE LIMITATA

    Grazie alle caratteristiche intrinseche della vetroresina, i compositi non necessitano di particolare manutenzione anche dopo molti anni di applicazioni estreme. Questo si traduce automaticamente ad un risparmio economico nel tempo.

    ISOLAMENTO ELETTRICO

    La vetroresina è un materiale che non conduce l'elettricità e pertanto i compositi realizzati sono ideali in quelle applicazioni dove i materiali metallici richiedono una costosa "messa a terra".

    In alcune applicazioni particolari il prodotto deve essere conduttivo, in questi casi si utilizza un particolare additivo nella resina per ottenere questa caratteristica nel composito.

    AMAGNETICITÀ

    La vetroresina è un materiale trasparente che non interferisce con le onde elettromagnetiche, le onde radio ed i radar.

    Per gli incendi, nonostante ammetto la mia ignoranza in campo nautico-ingegneristico...da quanto leggo in molti siti non si fa che ripetere che la vetroresina è un prodotto altamente infiammabile e nocivo per la salute dell'uomo in caso di incendio.

    Tutti i siti parlano della sicurezza delle imbarcazioni in vetroresina ma in fase di lavorazione nei cantieri navali, io personalmente non ho trovato nulla sulla sicurezza personale mentre si è in mare.

    http://www.ispesl.it/profili_di_rischio/_vetroresi...

    qua invece c'è la scheda di sicurezza dello stucco in vetroresina....

    http://www.teknicaitalia.com/public/schede/SDS_STU...

    I

    Fonte/i: http://www.topvela.it/pdf/Barche_in_alluminio.pdf guarda se ti possono servire queste caratteristiche di materiali: http://www.alcoa.com/mill_products/europe/en/pdf/N...
  • 1 decennio fa

    la prevenzione degli incendi a bordo è una regola fondamentale per la sicurezza indipendetemente che si tratti di una piccola imbarcazione da diporto o un grosso mercantile.un incendio se non viene domato in tempi brevissimi con mezzi adeguati ha effetti devastanti.come giustamente fà notare l'utente Leonardo P un buon sistema antincedio e coibentazioni ignifughe nei punti chiave(protezione del motore o locale macchine,scarichi,impianti e quadri elettrici)unite ad una costante e scrupolosa manutenzione sono una valida garanzia per fronteggiare un emergenza di questo tipo.

    ovviamente tutti gli impianti e dotazioni devono essere certificate ed approvate dagli enti competenti.poi dipende dalle dimensioni dell'imbarcazione,un impianto descritto dall'utente è valido per una barca di buone dimensioni,mentre per una piccola pilotina le dotazioni previste sono un paio di estintori per un yacht di grandi dimensioni allora possiamo parlare di impianti fissi CO2 e portatili più complessi e costosi come suggerito dall'utente precedente.(l'halon è stato messo al bando da tantissimi anni,il suo uso era tipico sulle unità militari e,fra l'altro è un gas molto caro,la ricarica di una bombola costava una botta!)

    per quanto riguardano altri combustibili(a parte quello necessario per navigare)solitamente ci sono i serbatoi di benzina per eventuali motori fuori bordo che devono essere a norma.per i gas a uso cucina(bombole di gpl)nel diporto non so so come sono le regole.in tutte le imbarcazioni che ne facevano uso sono state vietate in favore di cucine elettriche.

    indipendentemente che l'mbarcazione sia in vetroresina,in legno o metallo quando brucia sviluppa fumi tossici(fumi prodotti dalle vernici,dai combustibili,dai lubrificanti,dai componenti elettrici,dagli arredi etc)per cui ritengo che prevenire sia meglio che curare.

    considerando che i cacciamine moderni sono costruiti e concepiti per un uso estremo con scafo in vetroresina.....

    saluti

  • 1 decennio fa

    l'unico modo di rendere la vetroresina resistente al fuoco è di installare un impianto antincendio ben dimensionato e non andare a risparmio.

    In sala macchine metti un impianto a CO2 (l'halon è il migliore ma è fuorilegge) sovradiomensionato con una coimbentazione che isoli il fuoco.

    In ogni locale metti un estintore a portata di mano oppure delle porte tagliafuoco (nel diporto queste sconosciute..).

    Nei quadri elettrici, vicino alle casse combustibile, o nei locali dove c'è il bow thrust installa un impianto anche comandato a distanza in modo da eliminare qualsiasi principio....oppure la semplice installazione di telecamere in locale AM....vedi tu come fare e sopratutto meglio risparmiare su un divano che sulle dotazioni antincendio....

  • 1 decennio fa

    Ad essiccazione avvenuta per bruciare la vetroresina deve avere un combustibile che alimenti il fuoco altrimenti non brucia perché' sopra la vetroresina trovi il gel coat ( parte bianca ) che si cristallizza e la rende liscia

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