Anonimo
Anonimo ha chiesto in Società e cultureReligione e spiritualità · 1 decennio fa

Secondo quale motivo l'esistenza di Dio per sussistere deve essere necessariamente legata ad una sua bonta'?

Perche' Dio per sussistere ontologicamente dovrebbe anche essere "buono", come predicano le religioni?

Come sono collegate le due cose?

bonta' e malvagita' non sono parametri arbitrari che diamo noi uomini alle cose per definirle secondo i nostri gusti o esigenze personali? E' come dire se Dio e' bello o brutto. ma nessun credente direbbe che e' di bell'aspetto solo perche' gli pare cosi, spero.

Aggiornamento:

Ciao J.TW.

Si, in effetti ci sono delle cose che non mi sono chiare.

Ad esempio tu dici che si considera "Bene", tutto cio' che serve a preservare la vita e evitare la sofferenza, giusto?

Ma allora (tralasciando spero spiegazioni tratte da libri sacri) perche' muoriamo?

Chi e' che ha scritto in noi il codice genetico di morire se non quello stesso essere che ci avrebbe creati?

Se e' vero che Dio come creatore della Vita e' un essere buono, come creatore della Morte non dovrebbe essere altrettanto malvagio?

E poi ci sarebbero molte altre implicazioni che nascono da questo.

Se Dio infatti e' la Causa Prima di ogni cosa, da lui provengono le malattie genetiche e le catastrofi naturali che sterminano cose, persone e animali.

Tutto, non in vece di un "caso", ma di una sua precisa Volonta', un Prestabilito Disegno che si attua nell'eternita' (ma questo solo se consideriamo l'ipotesi che sia anche Onniscente).

E tutto questo non lo possiamo chiamare Male?

Aggiornamento 2:

J.T.W:

Quindi dici che non muoriamo, perche' in realta' perpetuiamo immortali in un piano spirituale....Pero' a questo punto nasce spontanea la domanda : Che bisogno ha l'universo di avere un regno spirituale e delle anime immortali?

Voglio dire....l'esistenza di un universo spirituale, e' necessaria [e se si, perche'] o assolutamente contingente, superflua, non necessaria per l'esistenza e continuazione di questo universo?

In che modo e' giustificata la sussistenza di un regno spirituale, se non come espediente psicologico dell'uomo per esorcizzare la sua paura di morire?

(Spero di essermi fatto capire, ammetto che e' leggermente contorta l'obiezione.)

12 risposte

Classificazione
  • Anonimo
    1 decennio fa
    Migliore risposta

    Prima di tutto bisognerebbe avere un concetto più chiaro sul Bene ed il Male.

    Per Bene si intende quelle azioni o inazioni che aiutano o migliorano la sopravivenza. Il suo valore viene determinato dal numero di persone, animali (vita) e cose che aiuta o migliora, e la sua durata nel tempo.

    Per Male si intende tutte quelle azioni o inazioni che sopprimono, danneggiano o impediscono la sopravivenza. Il suo valore viene determinato dal numero di persone, animali (vita) e cose che danneggia o sopprime, e la sua durata nel tempo.

    Come vedi, non è qualcosa di arbitrario, visto che se io faccio qualcosa che mi aiuta a me adesso, ma danneggia altre persone, animali o cose… si potrebbe considerare un’azione negativa. Cosi come se io mi sacrificio per salvare la vita di altre 10 persone, potrebbe essere considerata come una buona azione.

    Per quanto concerne alla Bontà di Dio, Dio viene considerato come il creatore di Vita, e che abbia come scopo supremo la sopravvivenza eterna di ogni una delle sue creature che equivale a una Bontà infinita.

    Per quanto mi riguarda, il problema in capire questi concetti, viene generato dal fatto di vivere (essere intrappolati) in questo Universo Fisico così da tanto tempo da non riconoscere che si possano essere altri universi o stati di vita superiori, da qui il concetto di consapevolezza di se stesso come esseri spirituali e la nostra relazione con questo universo è Dio, che possono essere considerate come stati superiori dell’Essere.

    RISPOSTE AGGIUNTIVE !

    Giusto nella tua deduzione !!

    Non è vero che muriamo! Sono i corpi che muoiono. Stiamo parlando del essere spirituale, NOI quello che è cosciente di essere cosciente, quello che è capace di percepire e considerare. Noi come esseri immortali imitiamo la morte semplicemente DIMENTICANDO... anche se ci sono alcuni che riescono a ricordare qualcosa delle loro vite precedenti.

    La vita e morte dei corpi è qualcosa che appartiene a questo universo, questo universo è composto da materia, energia, spazio e tempo, Noi possiamo creare spazio e tempo cosi da mettere energia e materia (anche se lo facciamo incoscientemente) molto possibilmente questo universo cosi come lo vediamo non è altra che una nostra creazione, tipo MATRIX.

    Se Dio è la causa prima... non vuol dire che il resto sia creato da Lui!

    Potresti considerare questo universo unicamente un campo da gioco, dove ogni uno di noi è qui per acquisire esperienze, per aver qualcuno con chi poter comunicare, per poter fare qualcosa assieme ad altri... ogni uno crea (o è parte) del gioco della vita. Abbiamo creato questo gioco, e semplicemente abbiamo dimenticato come fare per uscirne.

    Fonte/i: PS. Se hai qualcosa in questa risposta che non ti è chiaro, sono disposto a chiarirlo.
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  • 1 decennio fa

    Cavolo Demonologo, mi hai rubato la domanda! (me lo dovevo aspettare da uno con questo nick ! ). Pensavo proprio in questi giorni come l' immagine del divino sia variata da quella originaria. Nel recinto del sacro gli uomini usavano rinchiudere tutto ciò che vi era di più perverso, orribile, violento e allo stesso tempo sublime dolce e consolante, indifferentemente. Accostarsi al sacro era un tempo roba da specialisti, come entrare nella gabbia delle belve feroci dell'anima umana, ci volevano i riti appropriati, gli scongiuri, le offerte sacrificali e guai dimenticarsi la porta della gabbia aperta! Gli antichi dei erano mostri di turpitudine e ne andavano fieri: stupratori, assassini, sadici, ma anche soccorritori amorevoli e generosi, ladri ingannatori e ingannati, variabili come il cielo d' Irlanda della canzone, prendevano forme mostruose e ibride, oppure di una sconvolgente bellezza e serenità a seconda dell' occasione. Il divino stava proprio in questa lacerante contrapposizione sempre oscillante tra estremi inconciliabili, davanti alla quale l' animo umano poteva venire fatto a pezzi. Così era pure per il Dio veterotestamentario, che anche se puro spirito non era certo uno spirito tutto abbracci, carezze e porgi l'altra guancia!

    Poi a un certo punto la storia è cambiata, l' aspetto così profondamente violento di Dio è stato nascosto, affinché tutti potessero accostarsi al recinto del sacro senza timori, nessuna belva feroce, ma un Dio solo buono e amorevole in nome del quale compiere i più cruenti massacri della storia umana, alimentare odi feroci, ma sempre giustificati dal suo amore per tutti. Chissà, forse è questa la risposta alla domanda: Pensare a un Dio buono sempre disposto al perdono è quanto ci consente di appropriarci senza troppi scrupoli della malvagità. Siamo noi, individualmente a essere cattivi, ma in Dio che tutto comprende siamo tutti buoni e salvi, il suo amore eterno e indefettibile riscatta tutti i nostri peccati. Ora il recinto del sacro può pure essere lasciato aperto, le belve feroci le portiamo a casa con noi, qualche volta ci fanno a pezzi, qualcuno impazzisce, massacra moglie e figli come Ercole finite le sue fatiche, ma per lo più ci illudiamo di averle addomesticate e di potercene servire secondo norma e tecnica e gli eroi cristiani hanno il sorridente e pudibondo aspetto di santini amorevoli e vergini piangenti, loro ci liberano dal male permettendoci di compierlo senza troppo spavento e il sacro è diventato solo un problema etico psicologico.

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  • 1 decennio fa

    Perchè se devi creare un dio per consolarti e darti speranza, non puoi crearlo cattivo, non avrebbe senso.

    Purtroppo, come dici tu, neanche un dio buono non ha senso.

    Che poi buono buono ,,,,ma quando si arrabbia,,,,finisce male ma di brutto.

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  • 1 decennio fa

    che ci sia o meno sicuramente non e' ne buono ne cattivo....... ci ha lasciato la scelta di vivere all'"inferno" o in "paradiso" per gli anni che vivremo sulla terra.....poi chissa'

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  • 1 decennio fa

    Se accetti di credere nell'esistenza di un Dio e ti affianchi a qualche religione particolare, devi anche accettare tutte le qualità, predicamenti, attributi, accezioni che sono implicite, per quella religione, nella definizione di Dio.

    Altrimenti decidi di credere in un Creatore, non necessariamente un dio, oppure non credere in nulla. A te la scelta.

    Se vuoi una risposta più esaustiva a questa tua domanda (sul perchè gli uomini attribuiscono qualità a Dio, senza poterlo verificare), leggi ciò che scrivevano Feuerbach e Marx. Trovarai in loro dei punti di contatto con il tuo pensiero.

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  • 1 decennio fa

    Secondo me, invece, le cose stanno proprio così, in un certo senso. Infatti, che genere di consolazione offrirebbe, quali vantaggi per una vita migliore deriverebbero dall'idea di un Essere onnipotente e malvagio? E' evidente che il bisogno religioso, per avere un suo senso, deve fondarsi necessariamente su un Essere buono che è sempre pronto a perdonare e ad aiutare. Ovviamente, questa pretesa "infantile" non ci fornisce alcuna prova che le cose stiano effettivamente così, anzi!

    Inoltre, condivido il tuo ragionamento sull'arbitrarietà della bontà e della perfezione; ciò che è buono per me può non esserlo per te, allora Dio è buono in mille sensi diversi contemporaneamente? Passi l'onnipotenza, ma la contraddittorietà nella morale non è permissibile!!!

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  • 1 decennio fa

    in effetti è una cs a cui nn avevo mai pensato >.<................ma indipendentemente da qll ke possa essere la sua bontà.... io credo all'esistenza di un entità superiore differente da quella descrittaci dai libri o dalle semplici religioni -,-

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  • Lu.Ca.
    Lv 4
    1 decennio fa

    Non è un motivo che permettere all' idea di Dio di sussistere; è la pura verità.

    Dio è Amore, ha fatto tutto e sostiene tutto per amore e con amore; Egli non può non essere buono; può fare tutto, ma non può andare contro se stesso.

    Ti ringrazio e ti saluto. Ciao

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  • Anonimo
    1 decennio fa

    perchè tutte le azioni di Dio di cui ci parla la Bibbia sono azioni comunque finalizzate al bene degli uomini ed alla loro salvezza(il caso piu eclatante lo ritroviamo nelle parole e nella passione di Cristo).

    Il male non è che l'assenza di amore per cui,di contro,Dio è amore puro.

    Daltronde un Dio cattivo non poteva generare la bellezza presente nel creato,la gradevolezza che ritroviamo nei colori e nelle forme del regno animale e vegetale(lo stesso motivo per cui Van Ghogh o Picasso non poteva aver dipinto "la venere").

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  • .
    Lv 5
    1 decennio fa

    non c'è alcun motivo

    Fonte/i: da quel poco che so a proposito di religioni la bontà di dio è in verità un assunto niente affatto universale. Il cattolicesimo contemporaneo, ad esempio, vorrebbe essere interamente orientato dalla pretesa bontà di Dio, ma la Chiesa dimentica che uno dei suoi testi guida - la bibbia - non raramente lo descrive come un padrone crudele, vendicativo e spietato; ma lo stesso dicasi di Allah o Shiva o altri. In passato ci si scandalizzava di meno di figurarsi dio come una medaglia a due facce. Le religioni si sono ipocritamente ingentilite ogni evento, nell'universo, scaturisce da un conflitto, che spesso determina la distruzione di interi mondi. Dove sarebbe la "bontà" di dio? Io mi limiterei a definirla energia, o forza
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