Correnti di marea: dove sono così sensibili da indurre problemi alla manovra/navigazione?

Aggiornamento:

Grazie delle stelline. Aspettiamo risposte dagli esperti.

Aggiornamento 2:

@worship: vedo che anche con la dotazione di abbondanti thruster, azipod o doppi timoni, manovare in correnti di marea non è uno scherzo, figuriamoci quelle navette da carico che risalivano (e discendevano con corrente in poppa!) il fiume Congo arrangiadosi con un timone, una elica e un pilota più o meno preparato. Ancore a pennello, occhio agli allineamenti e via!

Aggiornamento 3:

Grazie a tutti, io posso raccontare solo cose di oltre 40 anni fa, A New York non ricordo problemi, anche per la manovrabilità della "Raffaello" con 2 eliche e potenza pressochè illimitata (101.000 Hp), l'organizzazione del porto e i mezzi.

@sparrow. andata peggio giù per il Congo a pieno carico di pani di rame, alluminio, e il solito bazar navetta carico misto, ce la siamo cavata; bulk carrier nel Weser fra corrente di marea, risacca, zavorra inadatta, la nave non ha governato; è stata la mano di Dio e una temeraria manovra per non finire incagliati.

@ Dottor K benvenuto nella domanda, grazie. Anche manovrare una battana ha il suo rigore devi "sentire" il mare. Il Tirreno non è una catinella.

@ I colleghi: c'è chi comincia e chi è in quiescenza, la mia famiglia ha dato anch'essa un piccolo contributo alla Marina Mercantile Italiana e nel mondo delle crociere da ufficiali di coperta, di macchina, Commissari; nella costuzione, allestimento, impianti.

Grazie a tutti

Aggiornamento 4:

@sparrow.

Prima dei 20 anni si DEVE sentire la nave come governa con il timone, altrimenti non si capirà mai come una nave risponde in manovra.

E te lo DEVE insegnare un timoniere.

Mi è toccato il timone della "Raffaello" nuova di consegna. Mio maestro fu un timoniere di Torre Del Greco come nessun altro mai visto, ascoltato dal comandante, una figura nel fisico e nel comportamento, nei gesti che sembrava uscita da un film. Anzi, i film sono una copia stinta della realtà vissuta in un'altra epoca che impostò questa.

Ciascuno ha il timone che si merita, qualcuno ha avuto anche di più.

4 risposte

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  • 1 decennio fa
    Migliore risposta

    buon giorno a tutti.

    avevo 18 anni quando per la prima volta misi tra le mani la ruota di un timone su un cacciatorpediniere classe "Audace",ricordo come fosse ieri come mi tremavano le gambe dall'emozione.iniziò da quel giorno per me una lunga gavetta,una dura scuola,imparai a governare una nave in tutte le condizioni di mare,nelle esercitazioni di caccia AS,nei rifornimenti laterali,invetire la rotta in tempi ridottissimi,seguire il convoglio...ma sopratutto ho imparato a "sentire"la nave,i suoi tempi di reazione,il suo comportamento evolutivo,anticipare le sue reazioni...insegnamenti che mi sono serviti in futuro quando sui grossi mercantili mi sono trovato ad affrontare le condizioni descritte da mister Worship.Ci sono tantissimi posti dove le condizioni di marea, o le correnti tipiche dei grandi fiumi creano non pochi problemi alla navigazione e alla manovra.fiumi limacciosi,dai fondali che mutano in continuazione nonostante i dragaggi continui,detriti di ogni genere come tronchi o addiruttura alberi interi,carcasse...ma soprattutto Lei:la corrente che rischia di buttarti in secca o collidere con un altra nave che viene in senso opposto.oggi le navi sono sempre più manovriere,eliche a passo variabile,bow & stern trhuster,azipod,VSP e quant'altro..ma resta sempre l'uomo con la sua perizia a gestire la situazione.è di fondamentale importanza la figura del pilota,quale profondo conoscitore dell'ambiente in cui opera,con i suoi ordini impartiti al timoniere che deve saper eseguire senza tentennamenti comprendendo chiaramente ciò che gli viene ordinato e sotto l'occhio vigile del comandante.che si tratti di impegnare il "curvone"del canale di Malamocco con rimorchio al seguito,risalire il Mississippi,navigare la Senna per giungere a Le Havre(escursione di marea di 8mt.) o uscire da un fiordo un impianto petrolifero con 6 rimorchiatori A.H.

    per questo mi rivolgo a Worship:mai dubitato dell'importanza o della autorità del pilota e,non metto in dubbio in nessun modo la professionalità e l'apparato che ne segue in quel di Miami anzi.

    concludo con un piccolo episodio capitatomi nel 94(se non mi sbaglio):

    manovra d'entrata al terminal petrolifero di Aden(Yemen),nel momento topico della manovra il pilota stende il suo stuoino e,rivoltosi a est inizia a pregare sull'aletta del ponte impippandosene altamente della manovra.abbiamo terminato da soli...

    saluti a tutti

  • Anonimo
    1 decennio fa

    ragazzi non che ce' bisogno di essere esperti per rispondere a questa domanda, perche altrimenti, chi risponde si monta la testa, esperti sono quei comandanti che sanno tenere la rotta con mare in burrasca, prevedendo ogni ondata che arriva, specie di notte.

    Tornando a noi..

    i posti piu sensibili sono nelle aree ovviamente soggette a escursioni di marea notevoli, e in specie quando il porto e allocato su un delta di fiume.

    vedasi New York per quanto mi compete personalmente con una escursione di 2,20 e se poi si verifica una pioggia torrenziale a monte, con l'ondata di piena, sono veramente augelli senza zucchero, perche non avete idea cosa tira giu a valle il fiume, alberi, fasciame di pontili in disuso, ecc. ma in specie certi tronchi enormi, colossali di alberi, possono realmente creare problemi al medio cabotaggio.

    per chi ha avuto occasione di entrare nella baia di new york, come idem San Francisco, Fort lauderdale, ecc. l'acqua e tutto un gorgo, sempra un fiume in piena, da paura.

    QUESTO per ritornare al discorso del PILOTA, fa capire l'importanza del pilota in simili condizioni, le variabili in un porto simili sono no giornaliere, ma di ora in ora.

    nessun comandante si azzarderebbe a mettere a rischio la sua nave omettendo le disposizioni del pilota.

    inoltre approfitto dello spazio per dire a tal proposito, che nessun comandante puo entrare in determinati porti senza il pilota, che ha ASSOLUTO COMANDO DELLE OPERAZIONI.

    e mi meraviglio per Marittimo che afferma di essere un navigante, ma non ci credo, perche queste sono basi fondamentali per un navigante.

    qualsiasi navigante deve sapere che i porti sono stati e sono sempre stati punti sensibili dal punto di vista strategico militare, anche se non e' presente nessuna base navale.

    e un governo non puo' permettersi il lusso che un comandante ubriaco,

    metta in secca la sua nave, o sbarri l' ingresso ad un porto come Miami, o Fort lauderdale, dove esiste un contesto economico legato al petrolio e al turismo da fare paura.

    e in genere al 90% sono presenti pattuglie della guardia costiera e polizia portuale durante le manovre.

    e i piloti in genere sono ex navy, gente fidatissima.

    e credo che con questo siano chiariti indossolubilmente i concetti,

    e non e arroganza ma realta oggettiva.

    mi fa piacere che questa volta siamo tutti daccordo, oltretutto sono osservazioni tecniche e niente di personale, ognuno apporta le sue esperienze.

    mi e piaciuto SPARROW con la storia del pilota musulmano, cosa che non mi sorprende affatto. oltretutto come non sorprende quando si vanno a vedere i tabulati degli incidenti marittimi di quale nazionalita' erano i comandanti.

    avrei aneddoti a centinaia da raccontare, mie esperienze, e dei tanti marittimi conosciuti, vicino alla mia citta di origine ce' POZZALLO storicamente una citta di naviganti, e di vedove bianche, difatti il territorio comunale e delimitato alla citta, nessuno e agricoltore o altro, tutti imbarcati, Pozzallo vanta ammiragli, come comandandi (a centinaia) che solcano i mari di tutto il mondo. la mia stessa famiglia le origini legate al mare si perdono nei trisavoli, mia nonna mi diceva: che io sappia anche dai racconti di mia nonna la nostra famiglia e stata sempre una famiglia di naviganti.

    in famiglia ho uno zio ammiraglio e altri 2 cugini di mamma ammiragli anchessi.

    io sono cresciuto nel mare, e mai fatta una doccia dopo un bagno tonificante in acqua marina cristallina, mio nonno diceva: ti tonifica e ti ringiovanisce la pelle, te la tiene liscia e elastica. ed e vero, perche l' acqua pulita delle scogliere e carica di tutte le particelle prodotte dalle alghe piu i sali minerali, e oggi tutti sanno i benefici delle alghe.

    ho voluto dirvi questo, a riferimento che io vengo dalla stirpe che il mare lo si viveva come fonte integrata alla tua vita, e si affrontava con grande rispetto, era veramente raro, che qualche pescatore perdesse la vita in mare.

    a differenza di cio che invece accade in altri paesi, specie anglosassoni, gente arrogante, che sfida la natura con superficialita'.

    noi siamo i migliori naviganti del mondo, e il mondo lo sa.

    come sa' che costruiamo le piu belle navi.

  • 1 decennio fa

    Stellina doverosa ^^

    Non credo di poterti dare una buona risposta, in quanto i problemi di marea non sono di certo il mio punto forte eheheh ^^''

    In alcuni tratti, ricordo di averne avuto nel Rio de la plata... in una partenza bisognava far presto in quanto con la bassa marea, la profondità del posto non avrebbe più potuto garantire la sicurezza della navigazione con la nave a pieno carico... Ce l'avevamo fatta grazie a un ottimo pilota che ha manovrato bene e nel minor tempo possibile insieme al fuoriclasse Comandante della nave nella quale mi trovavo ^^

    Non prendermi per buona però la risposta, sono certo che qualcuno molto più esperto ti aiuti molto di più :D

    Resto in attesa di leggerla anche io con il quadernino degli appunti alla mano ;)

    Bella domanda

    Carissimo Wor ship, puoi anche non credere che io sia un navigante ^^ mi va benissimo. In ogni caso se ti rileggi la precedente domanda ti accorgerai quanto ho sottolineato l'importanza della figura del pilota :D io ho solo detto cosa è dal punto di vista giuridico :)

    I comandanti ubriachi è vero... potrebbero esserci, ma stà tranquillo che sono rari... l'armatore sceglie bene a chi dare in affidamento un mezzo che vale milioni + carico + vite umane ;)

    Pilota in ogni caso neccessario in porto ( obbligatorio su navi grandi) e sempre :D in pratica siamo d'accordo, ma lo diciamo con parole diverse, tutto qui ;)

    Per quanto riguarda la marea, potresti aver ragione e ti metto il pollice in su. Non conta se tu mi attacchi sempre o altro, come in un altra domanda ( quella del fatto di apertura dei porti), ti quoto.... quando hai ragione hai ragione ^^

    ps. Sono davvero un marittimo... ma io voglio diventare un BUON marittimo, ma per questo devo ancora fare tantissimo ;)

  • 1 decennio fa

    Stretto di Messina.

    Ho ancora un paio di mutande sporche a ricordarlo.

    E io che credevo di essere un lupo di mare a fare da Genova a Capo Passero con una pilotina da nove metri, Chapeau signori

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