Anonimo
Anonimo ha chiesto in Scienze socialiStudi di genere · 1 decennio fa

Indossa i pantaloni, rischia 40 frustate giornalista in Sudan?

La giornalista è stata arrestata il 3 luglio in un ristorante di Khartum assieme a altre 12 donne mentre indossava un paio di pantaloni larghi e una lunga camicia. Dieci donne - tra cui alcune cristiane originarie del sud del Sudan - hanno ammesso la loro “colpa” e se la sono cavata con dieci scudisciate. Hussein, autrice di numerosi articoli contro il governo di Khartoum, invece, si è opposta. Rischia di prenderne 40 dal momento che la pena se il processo avrà esito negativo raddoppierà.

Lubna, dice di lottare affinché l'articolo 152 del codice penale, in base al quale viene processata, (le donne non possono indossare pantaloni)sia abolito, ha detto all'Afp di avere presentato le dimissioni all'Onu affinchè il processo segua il suo corso. «Sono pronta a offrontare ogni tipo di pena e non ho paura - ha affermato la al-Huseini - il mio obiettivo principale è quello di arrivare alla cancellazione dell'articolo che prevede questo tipo di reato».

che ne pensate?

vi chiedo un esercizio di immedesimazione:

sareste disposti a lottare così, per la vostra libertà dignità e senso di giustizia anche senza la certezza di poter cambiare veramente le cose? pagando caro in termini di salute (le frustate non sono leggere, generano ferite che lasciano cicatrici profonde) o avreste preferito abbassare la testa?

Aggiornamento:

Alter Ego, bella risposta. Ma obbligandoti ogni giorno a seguire regole insensate, davvero la tua autostima sarebbe rimasta integra? è questo che mi chiedo. Le ingiustizie si possono ingoiare, lo avrei potuto fare anche io. Ma a che prezzo? a mio parere fanno molto meno male le frustate che le automortificazioni.

Aggiornamento 2:

è così poco dimostrare qualcosa a te stesso? non è gia quel tanto che basta per farti del bene?

Aggiornamento 3:

aggiungo una cosa che non ho detto:

la donna ha deciso di essere processata e di rinunciare all'immunità di cui avrebbe potuto godere in quanto impiegata dell'agenzia delle Nazioni Unite.

Insomma, avrebbe potuto evitare le frustate perchè membro delle nazioni unite, ma ha deciso di affrontare il processo a testa alta.

Voi lo avreste fatto? farsi frustare solo per lottare contro questa ingiustizia?

Aggiornamento 4:

Maori, anche la giornalista di cui parlo è stata violentata e schernita sessualmente, umiliata e picchiata dalla polizia che l'ha prelevata in quel ristorante.

Aggiornamento 5:

e i/le manifestanti a favore della donna, sono stati dispersi a suon di legnate.

13 risposte

Classificazione
  • 1 decennio fa
    Risposta preferita

    Questi gesti *fanno* cambiare le cose.

    Rosa Parks ce lo ha insegnato.

    Queste piccole scintille di dignità in un mondo ingiusto (o giusto solo per una minoranza) sono proprio quelle che dovrebbero farci sentire fieri di essere Uomini.

    == aggiornamento ==

    Io, personalmente, non l'avrei fatto: sarebbe stato molto più facile prendersela con i soliti negri-fondamentalisti-islamici ululando che è un'indecenza, salvo poi chiedere asilo politico in una qualsiasi nazione del mondo che mi avrebbe accolto a braccia aperte e trasformato in una pop-star discinta e probabilmente fidanzata con un calciatore.

    Peccato che in Sudan non c'è Studio Aperto e che le cose cambiano solo quando siamo disposti ad affermare la nostra dignità sulla nostra pelle. Posso solo dire che questa donna ha le palle. Tante palle. Qualcosa che molti di noi (io per primo) dovremmo imparare.

  • Anonimo
    1 decennio fa

    Quoto come al solito Rent, per quanto mi riguarda mai arrendersi, credo di averlo sempre detto e ridetto, bisogna lottare per i propri diritti senza mai abbassare la testa

    Sempre sù la testa contro le ingiustizie e contro l'oppressione

    Fonte/i: scusa se approfitto anche nella tua domanda per dar sfogo alla mia piccola pacifica protesta contro il fascismo ANTIFASCISTA SEMPRE baciotti;)
  • Anonimo
    1 decennio fa

    Io mi chiedo solo in che c@zzo di mondo viviamo...

    Fonte/i: Mi scuso per la non risposta.
  • Anonimo
    1 decennio fa

    Il processo, previsto per il 4 agosto è stato rinviato a 7 settembre. Le persone presenti al processo sono state disperse con i lacrimogeni. La flagellazione, in quel paese, è stata e viene inflitta a molte donne, troppe.... E' giusto combattere, per soprusi del genere. La Sharia ( legge coranica) prevista dall'art.152 che tu citi,deve essere abolita! Lubna sta combattendo per una giusta causa a favore delle donne del suo paese e per quelle che ci saranno dopo di lei. Credo che il governo ed i giudici non sanno + che pesci prendere. Hanno gli occhi del mondo puntati su di loro!

  • Che ne pensi delle risposte? Puoi accedere per votare la risposta.
  • 1 decennio fa

    E se l' 11 settembre 1683

    (da cui la scelta del giorno dell' attentato del 2001, come a dire ...riprendiamo da li alla conquista dell' occidente)

    gli eserciti europei non avessero sconfitto "per miracolo" (ognuno lo interpreti come crede, modo di dire o intervento divino,

    tanto ci sta dentro in ogni caso"

    gli ottomani nella battaglia di Vienna (che si credeva persa in partenza, combattuta per disperazione)

    oggi toccherebbe anche anche a voi la stessa cosa, o qualcosa di molto simile.

    insomma se si ragiona in termini di legge islamica che ha come fonti il Corano, la Sunna (ovvero gli hadith del Profeta), il consenso dei dotti (ijmā') e l'analogia giuridica (qiyās),

    c' é poco da fare.

    quel sistema é del tipo "o tutto o niente"

  • Anonimo
    1 decennio fa

    Sicuramente, considerando un paese come il sudan, è da apprezzare l'atto quasi 'eroico' della giornalista; eroico, vista la situazione, per noi non puo' che essere un' esagerazione: siamo abituate nell'occidente a godere di certi diritti naturali, che non sono neanche sanciti da nessuna legge, ma che appartengono alle nostre dottrine filosofico-giuridiche e 'dedotte' per natura dell'essere umano.Li' ,per loro, indossare un pantalone vuol dire opporsi all'intero paese e combattere per la propria libertà, non solo come donne ma come esseri umani.

    Non so se avrei persomalmente avuto il coraggio di mettere in primo piano i miei diritti, la forza di battermi per essi, è un bel gesto non solo per se stessi ma soprattutto per gli altri, per le nuove generazioni, per le giovani donne..E' certo che non mi sarei abbassata il capo..Non solo per i pantaloni, ma per tutte l'indegne leggi che ci sono in quel paese,come in altri...Sono del parere che in questi paesi ci sia bisogno di un'educazione, questa sarebbe una soluzione senza opporsi alle leggi, ma tentando di adattarsi.

    Le sfrustrate che prenderà saranno una provocazione.

    un pantalone,la nostra parola, il diritto di critica.

    Dovremmo lottare giornalmente per la nostra libertà.

  • maddie
    Lv 4
    4 anni fa

    Sono socia del club "Gli zingari siamo noi": d'materials raramente mi si vede senza canottierina, sandali/ballerine e gonna lunga e larga d'ordinanza. Oggi però ho optato consistent with uno scamiciato floreale al ginocchio e un paio di tacchi bassi; capelli quasi sempre raccolti, intrecciati: col caldo, mi fanno impazzire. Ti saluto.

  • Anonimo
    1 decennio fa

    Mio Dio, cose da pazzi....

    COBRA

  • Anonimo
    1 decennio fa

    Se la possibilità di indurre dei cambiamenti è tangibile allora si potrebbe quasi definirlo un dovere farsi frustare in una situazione simile.

    Combattere in modo efficace l'ignoranza è un dovere di tutti noi, questo però significa anche che bisogna valutare le perdite e i guadagni in ogni battaglia.

    Personalmente penso che andare contro alle leggi, per quanto terribilmente ignoranti esse possano essere, in paesi nei quali è la stessa popolazione a favorirle, è in gran parte un disperato gesto idealista. Se desideri far parte di una comunità o vuoi temporaneamente muoverti all'interno di essa devi adattarti alle sue leggi.

    C'è il bisogno di favorire l'educazione della popolazione ove necessario e sperare che abbiano l'intelligenza necessaria per crescere, al meno gran parte di essa. Finché sarà la stessa popolazione a non rendersi conto che la mentalità vissuta appartiene a millenni fa, c'è ben poco da fare.

    Il semplice fatto che tali popolazioni poi emigrano verso i nostri paesi solo per continuare a seguire le loro usanze anche qui sembra che parli da se. Inutile parlare di ragazze turche incinte lapidate al centro di berlino ecc...queste persone pensando di fare il giusto quando frustano una donna con i pantaloni e non cambieranno idea solo perché questa donna non oppone resistenza.

  • 1 decennio fa

    è una vergogna e uno skifo!!! nn si può pensare ke ancora oggi, in cui si parla d modernità ecc, siano xmesse certe barbarie!!!

    se sl potessi prenderei un aereo x andare in sudan, nn in pantaloni lunghi, direttamente in pantaloncini cortissimi!! poi voglio vedere se a una occidentale la condannano x atti osceni!!!!

    mi viene il voltastomaco a sentire certe cose!!!

Altre domande? Fai una domanda e ottieni le risposte che cerchi.