Togliattigrad ha chiesto in Arte e culturaPoesia · 1 decennio fa

Regalo di compleanno?

Ciao! Oggi è il compleanno del mio caro answer-amico Anti, gli regalate la vostra poesia preferita? Così magari gli faccio capire che esiste altra letteratura oltre a Playboy. Grazie!

10 risposte

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  • Anonimo
    1 decennio fa
    Risposta preferita

    Ingiuriosi petali di merdà. Che palle. vedi tu se devo venire di mattina su answers (all'una) svegliato dal mio profondo sonno dalla paladina Nizna"Alzati e vai a fare gli auguri a tuo fratello anti!!!!!!!" "Aspetta mamma,ancora 5 minuti!!!!" "Se non ti alzi subito questa sera ti faccio picchiare da tuo padre e da tutti i miei amanti!!!!!" " E che palle ma, ho capito, ho capito, mi alzo"

    ________________________

    Il Sermone del Fuoco di T.S. Eliot:

    La tenda del fiume è rotta: le ultime dita delle foglie

    S'afferrano e affondano dentro la riva umida. Il vento

    Incrocia non udito sulla terra bruna. Le ninfe son partite.

    Dolce Tamigi, scorri lievemente, finché non abbia finito il mio Canto.

    il fiume non trascina bottiglie vuote, carte da sandwich,

    Fazzoletti di seta, scatole di cartone, cicche di sigarette

    O altre testimonianze delle notti estive. Le ninfe son partite.

    E i loro amici, credi bighelloni di direttori di banca della City;

    Partiti, e non hanno lasciato indirizzo.

    Presso le acque dei Lemano mi sedetti e piansi...

    Dolce Tamigi, scorri lievemente, finché non abbia finito il mio canto.

    Dolce Tamigi, scorri lievemente, perché il mio canto non è alto né lungo.

    Ma alle mie spalle in una fredda raffica odo

    Lo scricchiolo delle ossa, e il ghigno che fende da un orecchio all'altro.

    ________________________

    Ora inizia la parte migliore.

    Premere Play perfavore prima di leggere:

    http://www.youtube.com/watch?v=6SOFUIOO69g

    Youtube thumbnail

    I Versi che andremo a leggere sono stati scritti da un anonimo poeta italiano del Nord Italia (Credo) :

    SHAME

    I vostri regali

    mi fanno male

    mi sento in colpa

    mi vergogno di me

    i vostri auguri

    mi fanno male

    mi sento un inetto

    mi vergogno di me

    il vostro affetto

    mi fa male

    mi sento in debito

    mi vergogno di me.

    ________

    20 ANNI

    Un silenzio criminogeno cala nell'aria

    colori e lampi di luce passano veloci

    schizzano negli occhi e tornano indietro

    i suoni nelle orecchie rimbombano più forti

    l'acqua di mille cascate sale fino alla gola

    MAMMA, dove sei? MAMMA, MAMMA

    la corrente di questo vortice mi sta portando via

    aiuto mamma, aiutami, annego, aiuto

    non respiro più, non parlo più, non vedo nulla

    l'ipotermia impedisce ogni movimento

    il dolore mi fa gridare e l'acqua entra in bocca

    esplode la milza, sbattuta su una roccia, spleen

    solo acqua grigio-verde intorno a me

    nessun essere umano a disturbare

    la pace dei sensi e la noia perpetua, finalmente.

    _________

    SANGUINO

    Tutte le volte che sanguino

    lacrime dolorose cadono copiose

    giù rigando queste mie cosce

    massacrate dal gelido coltello

    giù fino al mio viso spento

    dove purpuree ritrovano armoniose

    il loro posto negli occhi miei.

    __________________________

    Anti. vedi che esistono poeti migliori di tè? Buon Compleanno Archimede, ho dimenticato il regalo fa lo stesso?:

    http://www.youtube.com/watch?v=sgzeqwhNTDk

    Youtube thumbnail

  • Anonimo
    1 decennio fa

    Joe, ti amo, ma sei strònzo forte.

    Sto ridendo come un maiale. XD

    Fanculo, vi amo tutti.

  • io gli dedico la sua preferita

    desolazione di un povero poeta sentimentale di corazzini

  • 1 decennio fa

    ad uno che legge playboy ...regalo questa poesia...

    Dammi mille baci

    di C. Valerio Catullo, Carme V

    Viviamo, mia Lesbia, e amiamo

    e ogni mormorio perfido dei vecchi

    valga per noi la più vile moneta.

    Il giorno può morire e poi risorgere,

    ma quando muore il nostro breve giorno,

    una notte infinita dormiremo.

    Tu dammi mille baci, e quindi cento,

    poi dammene altri mille, e quindi cento,

    quindi mille continui, e quindi cento.

    E quando poi saranno mille e mille

    nasconderemo il loro vero numero,

    che non getti il malocchio l’invidioso

    per un numero di baci così alto.

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  • 1 decennio fa

    Si è aperto addirittura il sarcofago di Joe!!?!?! XD

    Non è una poesia ma lo è lo stesso, per me :)

    I hurt myself today

    To see if I still feel

    I focus on the pain

    The only thing that's real

    The needle tears a hold

    The old familiar sting

    Try to kill it all away

    But I remember everything

    What have I become

    My sweetest friend

    Everyone I know goes away

    In the end

    And you could have it all

    My empire of dirt

    I will let you down

    I will make you hurt

    I wear this crown of thorns

    Upon my liar's chair

    Full of broken thoughts

    I cannot repair

    Beneath the stains of time

    The feelings disappear

    You are someone else

    I am still right here

    What have I become

    My ssweetest friend

    Everyone I know goes away

    In the end

    And you could have it all

    My empire of dirt

    I will let you down

    I will make you hurt

    If I could start again

    A million miles away

    I would keep myself

    I would find a way

    Fonte/i: Tanti Auguri!!
  • 1 decennio fa

    I Limoni di Montale

    Ascoltami, i poeti laureati

    si muovono soltanto fra le piante

    dai nomi poco usati: bossi ligustri o acanti.

    Io per me amo le strade che riescono agli erbosi

    fossi dove in pozzanghere

    mezzo seccate agguantano i ragazzi

    qualche sparuta anguilla:

    le viuzze che seguono i ciglioni,

    discendono tra i ciuffi delle canne

    e mettono negli orti, tra gli alberi dei limoni.

    Meglio se le gazzarre degli uccelli

    si spengono inghiottite dall'azzurro:

    più chiaro si ascolta il susurro

    dei rami amici nell'aria che quasi non si muove,

    e i sensi di quest'odore

    che non sa staccarsi da terra

    e piove in petto una dolcezza inquieta.

    Qui delle divertite passioni

    per miracolo tace la guerra,

    qui tocca anche a noi poveri la nostra parte di ricchezza

    ed l'odore dei limoni.

    Vedi, in questi silenzi in cui le cose

    s'abbandonano e sembrano vicine

    a tradire il loro ultimo segreto,

    talora ci si aspetta

    di scoprire uno sbaglio di Natura,

    il punto morto del mondo, l'anello che non tiene,

    il filo da disbrogliare che finalmente ci metta

    nel mezzo di una verità

    Lo sguardo fruga d'intorno,

    la mente indaga accorda disunisce

    nel profumo che dilaga

    quando il giorno più languisce.

    Sono i silenzi in cui si vede

    in ogni ombra umana che si allontana

    qualche disturbata Divinità

    Ma l'illusione manca e ci riporta il tempo

    nelle città rumorose dove l'azzurro si mostra

    soltanto a pezzi, in alto, tra le cimase.

    La pioggia stanca la terra, di poi; s'affolta

    il tedio dell'inverno sulle case,

    la luce si fa avara - amara l'anima.

    Quando un giorno da un malchiuso portone

    tra gli alberi di una corte

    ci si mostrano i gialli;

    e il gelo dl cuore si sfa,

    e in petto ci si scrosciano

    le loro canzoni

    le trombe d'oro della solarità

  • 1 decennio fa

    A Bonaparte liberatore

    Ugo Foscolo

    Dove tu, diva, da l'antica e forte

    Dominatrice libera del mondo

    Felice a l'ombra di tue sacre penne,

    Dove fuggivi, quando ferreo pondo

    Di dittatoria tirannia le tenne

    Umìl la testa fra servaggio e morte?

    Te seguìr le risorte

    Ombre de' Bruti, ai secoli mostrando

    Alteramente il brando

    Del padre tinto e dei figliuol nel sangue;

    Te, o Libertà, se per le gelid'onde

    Del Danubio e del Reno

    Gisti fra genti indomite guerriere;

    e americane libere contrade;

    O le batave fonti,

    O ti furo ricetto

    Coronati di gel gli elvezj monti;

    Or che del vero illuminar l'aspetto

    Non è delitto, or io te, diva, invoco:

    Scendi, e la lingua e il petto

    Mi snoda e infiamma di tuo santo foco.

    Ma tu de l'alpi da l'aërie cime,

    Al rintronar di trombe e di timballi,

    Ausonia guati e giù piombi col volo

    Anelanti ti sieguono i cavalli

    Che Palla sferza, e sul latino suolo

    Marte furente orme di foco imprime:

    Odo canto sublime

    Di mille e mille che vittoria, o morte

    Da l'italiche porte

    Giuran brandendo la terribil asta;

    E guerrier veggo di fiorente alloro

    Cinto le bionde chiome

    Su cui purpuree tremolando vanno

    Candide azzurre piume; egli al tuo nome

    Suo brando snuda e abbatte, arde, devasta;

    Senno de' suoi corsier governa il morso,

    Ardir li 'ncalza, e de' marziali il coro

    Genj lo irraggia, e dietro lui si stanno

    In aer librate con perpetuo corso

    Sorte, Vittoria, e Fama.

    Or che fia dunque, o diva?

    Onde tal'ira? e qual fato te chiama

    A trar tant'armi da straniera riva

    Su questa un dì reina, or nuda e schiava

    Italia, ahi! solo al vituperio viva,

    Al vituperio che piangendo lava!

    E depor le corone in Campidoglio,

    E i re in trionfo tributari e schiavi

    Roma già vide, e rovesciati i troni:

    Re-sacerdoti or con mentite chiavi

    Di oro ingordi e di sangue, altri Neroni,

    Grandeggiar mira in usurpato soglio:

    Siede a destra l'Orgoglio

    Cinto di stola, e ferri e nappi accoglie

    Sotto le ricche spoglie,

    Vendendo il cielo, ai popoli rapite;

    Sgabello al seggio fanno e fondamento

    Cataste di frementi

    Capi co gli occhi ne le trecce involti,

    E tepidi cadaveri innocenti,

    Cui sospiran nel fianco alte ferite

    Pel fulminar di pontificio labbro;

    E misti in pianto e in sangue, atro cemento,

    Calcati busti e cranj dissepolti

    Fanvi; e lo Inganno di tal soglio è fabbro:

    Quindi, al Solopossente

    La folgore strappata,

    Eran d'Orto terrore e d'Occidente,

    E si pascean di regni e di peccata.

    Non più: - Dio disse: e lor possa disparve;

    Pur ne l'Ausonia ancor egra e acciecata

    Passeggian truci le adorate larve.

    Passeggian truci, e 'l diadema e il manto

    De' boreali Vandali ai nepoti

    Vestendo, al scettro sposano la croce;

    Onde il Tevere e l'Arno a te devoti,

    Libertà santa dea, cercan la foce

    Sdegnosamente in suon quasi di pianto;

    E la turrita Manto

    Offre scampo ai tiranni, e il bel Sebeto

    Irriga mansueto

    Le al Vesuvio soggette auree campagne

    E ricche aduna a usurpator le messi;

    Abbevera il Ticino

    Ungari armenti, e l'ospitali arene

    Non saluta il Panaro in suo cammino;

    T'ode gridar oltre le sue montagne

    La subalpina donna e l'elmo allaccia

    E s'alza e terge i rai nel duol dimessi,

    Ma le gravano il piè sardo catene,

    Onde ricade e copresi la faccia;

    E le a te care un giorno

    Città nettunie, or fatte

    Son di mille Dionisj empio soggiorno:

    Liguria avara contro sè combatte;

    E l'inerme leon prostrato avventa

    Ne' suoi le zampe e la coda dibatte

    E gli ammolliti abitator spaventa.

    Deh! mira, come flagellata a terra

    Italia serva immobilmente giace

    Per disperazïon fatta secura:

    Or perchè turbi sua dolente pace,

    E furor matto e improvida paura

    Le movi intorno di rapace guerra?

    Piaghe immense rinserra

    Nel cor profondo; a che piagar suo petto,

    Forse d'invidia oggetto,

    Per chi suo gemer da lontan non sente?

    Ma tu, feroce Dea, non badi e passi,

    E a l'armi chiami, a l'armi,

    E al tuon de' bronzi e al fulminar tremendo

    E a l'ululo guerrier perdonsi i carmi.

    Cede Sabaudia, e in alto orribilmente

    Del tuo giovin, Campion splende la lancia;

    Tutto trema e si prostra anzi i suoi passi,

    E l'Aquila real fugge stridendo

    Ferita ne le penne e ne la pancia.

    Gallia intuona e diffonde

    Di Libertade il nome

    E mare e cielo Libertà risponde:

    L'Angel di morte per le imbelli chiome

    Squassa ed ostende coronata testa:

    Libertà! grida a le provincie dome,

    Del Re dei folli Re vendetta è questa.

    Del Re dei Re! - Quindi tra il fumo e i lampi

    S'involve in sen di tempestosa nube,

    Che occupa e offusca di Germania il suolo;

    Donde precorsa da mavorzie tube

    Balda rivolge e minacciosa il volo

    L'Aquila, e ingombra di falangi i campi;

    E par che Italia avvampi

    Di foco e guerra, di ruina e morte:

    Nè spezzar sue ritorte

    Osa, nè armarsi del fran

    lo hai volutto tu

    Fonte/i: bisogna che qualcuno glielo legga pero. Pensi che lascera veramente playboy, comunque io ho quasi tutti i numeri delle 'ORE' se vuole fare qualche scambio. ciao.
  • 1 decennio fa

    Legge sl Playboy?? XDXD una poesia di montale, le sue sono tutte bellissime ^_^

  • 1 decennio fa

    è inutile regalare una poesia a uno che legge solo Playboy...

  • 1 decennio fa

    io invece per i maroni di montale

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