°Vì°° ha chiesto in Scuola ed educazioneCompiti · 1 decennio fa

aiuto libro.......???????

salve a tutti!! mi scrivete la trama del libro "marcovaldo" di Italo Calvino? in più mi servirebbero dei commenti su ke cosa secondo voi esprime il libro ecc.. le solite cose insomma!! xD grazie mille a tutti in anticipo!!! :)

2 risposte

Classificazione
  • 1 decennio fa
    Risposta preferita

    Le avventure che si susseguono mostrano come la società delle città moderne possano arrivare ad influenzare le persone ed il loro rapporto con la natura. Spesso Marcovaldo si trova ad affrontare la burocrazia, l'inquinamento, le logiche di mercato, il lavoro ed il denaro. Questi nemici vedranno sempre soccombere il povero manovale, ma forse la sua dote migliore è incassare e stoicamente, come un novello Don Chisciotte, Marcovaldo semplicemente va avanti, sopravvivendo fondamentalmente fiducioso del futuro.

    Un altro elemento che accomuna i singoli racconti è il fatto che Marcovaldo va in cerca della natura in città. Però, la Natura che lui trova non è quella idillica, genuina di cui sogna, ma è dispettosa e compromessa con la vita cittadina cioè artificiale. La contrapposizione dei sogni genuini di Marcovaldo alla sobria realtà, rappresentata sia dall'ambiente cittadino, sia dalla moglie Domitilla, rende la lettura molto dilettevole.

    Trama [modifica]

    Funghi in città

    Funghi

    Marcovaldo scopre dei funghi cresciuti sulla striscia d'aiola d'un corso cittadino. È eccitato dalla sua scoperta, crede di poter ritrovare un angolo di natura anche in città, un angolo solo a lui noto, e quando è finalmente arrivato il momento di raccogliere i funghi, scopre che altre persone sono arrivate prima di lui. L'episodio si conclude in una corsia d'ospedale, i funghi erano velenosi e i malcapitati rivali nella raccolta si ritrovano tutti accomunati dall'identico destino.

    Villeggiatura in panchina

    Panchina

    Marcovaldo si sente soffocare in casa sua dove dormono tutti in una sola camera. Nota la panchina nel giardinetto pubblico sotto casa e questa panchina lo fa sognare: si immagina quanto sarà fresco e riposante dormirci tutto da solo. Una notte caldissima prende il suo guanciale e ci va. Ma la panchina è occupata… deve aspettare a lungo prima di conquistarla, poi ci sono i rumori, i profumi, le puzze inconsuete che impediscono a Marcovaldo di trovare il sonno tanto desiderato.

    Il piccione comunale

    Ne Il piccione comunale Marcovaldo, alla fame, cerca di catturare delle beccacce sparpagliando della carta moschicida sul terrazzo del condominio. Catturerà solo un povero piccione comunale, venendo poi scoperto dall'amministratrice...

    La città smarrita nella neve

    Alberi innevati

    In città è caduta la neve. Marcovaldo è incaricato di spalare il cortile antistante la ditta dove lavora. Marcovaldo sentiva la neve come amica, come un elemento che annullava la gabbia di muri in cui era imprigionata la sua vita. Sigismondo, più preoccupato a far calcoli per far bella figura con il caposquadra, gli insegnava ad ammucchiare la neve in un muretto compatto. Con i mucchi di neve Marcovaldo crea strade tutte sue. In una città tutta di neve, le case e le cose si potrebbero fare e disfare molto facilmente. Trasformato in pupazzo di neve da un carico di tre quintali piombatogli addosso dalle tegole ne uscì gonfio ed intasato dal raffreddore. Per una tromba d'aria provocata da uno starnuto di M. tutta la neve fu risucchiata in su e il cortile si ripresentò con le cose di tutti i giorni, spigolose ed ostili.

    La cura delle vespe

    Marcovaldo da un ritaglio di giornale usato per incartare il panino, scopre come poter curare i reumatismi col veleno d'ape; manda così i figli a catturare tante vespe, credendo che l'effetto sia lo stesso, ed allestisce un ambulatorio medico in casa. Senonché, a causa dell'imprudenza del figlio Michelino (viene inseguito fino a casa da un nugolo di vespe inferocite) finiranno tutti all'ospedale.

    Un sabato di sole, sabbia e sonno

    Marcovaldo va sulle rive del fiume per fare sabbiature che lo sanino dai reumatismi. Invece che sulla riva, si fa seppellire fino alla testa dai figli sulla sabbia di una chiatta che, sciolti gli ormeggi e in balìa della forte corrente, atterra su una massa di bagnanti...

    La pietanziera

    Per la pausa di mezzogiorno, Marcovaldo si porta il cibo da casa in una pietanziera che la moglie gli prepara la sera con gli avanzi. Che delusione nel riconoscere quello che si è mangiato la sera prima! Il quarto giorno scambiò la sua salsiccia e rape fredda e grassa con fritto di cervella che un bimbo gli porse dal davanzale della camera in cui per castigo era rinchiuso, leccandosi entrambi le labbra, ma arrivò la governante al grido di : -Al ladro! Al ladro!- Marcovaldo abbandonò il piatto di cervello lasciato a metà, fissò la governante del bimbo con disdegno, raccolse la sua pietanziera che la governante aveva scagliato, ormai un po' ammaccata e andò al lavoro.

    Il bosco sull'autostrada

    Una sera d'inverno molto fredda, la stufa non poteva più essere alimentata a causa della mancanza di legna. Marcovaldo decise di uscire in cerca di legna, trovandosi in una città ne trovò ben poca. Al suo ritorno a casa trovò il caminetto funzionate, erano stati i figli che uscirono anche loro per cercare legna e trovarono dei cartelli pubblicitari che scambiarono per albe

  • Anonimo
    1 decennio fa

    Marcovaldo ovvero Le stagioni in città è una raccolta di venti favole moderne e fantasiose (più precisamente novelle) di Italo Calvino. La prima edizione fu pubblicata nel novembre del 1963 in una collana di libri per ragazzi dell'editore Einaudi.

    Il sottotitolo Le stagioni in città si rifà alla struttura dei racconti, associati ognuno ad una delle quattro stagioni dell'anno. Il protagonista di tutte le favole è Marcovaldo, un manovale con problemi economici, ingenuo, sensibile, inventivo, interessato al suo ambiente e un po' buffo e malinconico.

    Per quanto riguarda l'ambientazione è ambientato pressoché tutto in una metropoli, di cui non viene mai menzionato il nome anche se si pensa sia Milano o molto più probabilmente Torino, dove Calvino ha lavorato per molti anni. La sua ambiguità si rifà al fatto che Marcovaldo, Cittadino per antonomasia, viva in una Città simbolo di ogni città, con cemento, ciminiere, fumo, grattacieli e traffico. Anche la ditta Sbav, presso cui Marcovaldo lavora è la Ditta per eccellenza, simbolo di tutte le ditte, proprio per questo non si sa ne cosa si produca, ne cosa si venda, ne il contenuto degli imballaggi che il protagonista sposta e trasporta tutto il giorno

    Temi [modifica]

    Le avventure che si susseguono mostrano come la società delle città moderne possano arrivare ad influenzare le persone ed il loro rapporto con la natura. Spesso Marcovaldo si trova ad affrontare la burocrazia, l'inquinamento, le logiche di mercato, il lavoro ed il denaro. Questi nemici vedranno sempre soccombere il povero manovale, ma forse la sua dote migliore è incassare e stoicamente, come un novello Don Chisciotte, Marcovaldo semplicemente va avanti, sopravvivendo fondamentalmente fiducioso del futuro.

    Un altro elemento che accomuna i singoli racconti è il fatto che Marcovaldo va in cerca della natura in città. Però, la Natura che lui trova non è quella idillica, genuina di cui sogna, ma è dispettosa e compromessa con la vita cittadina cioè artificiale. La contrapposizione dei sogni genuini di Marcovaldo alla sobria realtà, rappresentata sia dall'ambiente cittadino, sia dalla moglie Domitilla, rende la lettura molto dilettevole.

    Trama [modifica]

    Funghi in città

    Funghi

    Marcovaldo scopre dei funghi cresciuti sulla striscia d'aiola d'un corso cittadino. È eccitato dalla sua scoperta, crede di poter ritrovare un angolo di natura anche in città, un angolo solo a lui noto, e quando è finalmente arrivato il momento di raccogliere i funghi, scopre che altre persone sono arrivate prima di lui. L'episodio si conclude in una corsia d'ospedale, i funghi erano velenosi e i malcapitati rivali nella raccolta si ritrovano tutti accomunati dall'identico destino.

    Villeggiatura in panchina

    Panchina

    Marcovaldo si sente soffocare in casa sua dove dormono tutti in una sola camera. Nota la panchina nel giardinetto pubblico sotto casa e questa panchina lo fa sognare: si immagina quanto sarà fresco e riposante dormirci tutto da solo. Una notte caldissima prende il suo guanciale e ci va. Ma la panchina è occupata… deve aspettare a lungo prima di conquistarla, poi ci sono i rumori, i profumi, le puzze inconsuete che impediscono a Marcovaldo di trovare il sonno tanto desiderato.

    Il piccione comunale

    Ne Il piccione comunale Marcovaldo, alla fame, cerca di catturare delle beccacce sparpagliando della carta moschicida sul terrazzo del condominio. Catturerà solo un povero piccione comunale, venendo poi scoperto dall'amministratrice...

    La città smarrita nella neve

    Alberi innevati

    In città è caduta la neve. Marcovaldo è incaricato di spalare il cortile antistante la ditta dove lavora. Marcovaldo sentiva la neve come amica, come un elemento che annullava la gabbia di muri in cui era imprigionata la sua vita. Sigismondo, più preoccupato a far calcoli per far bella figura con il caposquadra, gli insegnava ad ammucchiare la neve in un muretto compatto. Con i mucchi di neve Marcovaldo crea strade tutte sue. In una città tutta di neve, le case e le cose si potrebbero fare e disfare molto facilmente. Trasformato in pupazzo di neve da un carico di tre quintali piombatogli addosso dalle tegole ne uscì gonfio ed intasato dal raffreddore. Per una tromba d'aria provocata da uno starnuto di M. tutta la neve fu risucchiata in su e il cortile si ripresentò con le cose di tutti i giorni, spigolose ed ostili.

    La cura delle vespe

    Marcovaldo da un ritaglio di giornale usato per incartare il panino, scopre come poter curare i reumatismi col veleno d'ape; manda così i figli a catturare tante vespe, credendo che l'effetto sia lo stesso, ed allestisce un ambulatorio medico in casa. Senonché, a causa dell'imprudenza del figlio Michelino (viene inseguito fino a casa da un nugolo di vespe inferocite) finiranno tutti all'ospedale.

    Un sabato di sole, sabbia e sonno

    Marcovaldo va sulle rive del fiume per fare sabbiature che lo sanino dai reumatismi. Invece che sulla riva, si fa seppellire fino alla t

    Fonte/i: wikipedia
Altre domande? Fai una domanda e ottieni le risposte che cerchi.