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Anonimo
Anonimo ha chiesto in AmbienteAmbiente - Altro · 1 decennio fa

Combustibile da alghe?

Vorrei sapere quali specie di alghe possono essere adoperate per questa pratica e se ci sono specie compatibili con la coltura in Italia centro-meridionale (sotto serra).

2 risposte

Classificazione
  • 1 decennio fa
    Risposta preferita

    Combustibili dalle alghe, è questa la strada da seguire nel campo dei bio-carburanti, meglio della colza su cui stanno puntando molti paesi. ''I bio-carburanti stanno vivendo un grande boom: Brasile, Stati Uniti e l'estremo Oriente stanno destinando alla coltivazione di colza grandi estensioni agricole”. Per ciò riguarda l'Italia, la superficie disponibile per la coltivazione, anche se sfruttata al suo ottimo, coprirebbe solamente il 20% del fabbisogno totale. Si è deciso quindi di puntare sulle alghe, le quali, se validate le ricerche in fase di svolgimento, avrebbero una duplice funzione: da un lato la produzione di energia pulita, dall'altro la riduzione di emissioni e lo smaltimento di rifiuti, in quanto la loro “dieta” si basa sui contenuti delle acque reflue e sull’anidride carbonica. Sono alghe che si moltiplicano velocissimamente, in grado di garantire fino a 40-50 raccolti all'anno.

    Realizzata nei laboratori di Biotecnologie dell’Enea una nuova varietà della microalga "Chlamydomonas" che può illuminarsi e spegnersi, grazie all’aggiunta di sali al mezzo di coltura. Con queste microalghe si potrà ridurre l'effetto serra e produrre idrogeno e biodiesel. I ricercatori dell’Enea hanno trasferito in questa alga di acqua dolce, che diversamente da altre alghe marine non ha luminescenza propria, il gene della luciferasi, che rende luminescente la 'Renilla', un’alga conosciuta come viola marina.

  • Grazie anche alla collaborazione con la Colorado State University, la Solix Biofuel, azienda che ha sede a Boulder (Colorado), prevede di arrivare a commercializzare nell’arco di un paio d’anni un’innovativa tecnologia che, a partire da alghe coltivate in appositi bioreattori, produce combustibile a costi contenuti e in grandi quantità, e, in una seconda fase, lo converte in biodiesel.

    Il processo a cui lavora il team di ricerca si basa sull’esperienza ventennale maturata dal National Renewable Energy Laboratory (NREL) e sfrutta la fotosintesi che avviene nelle alghe per convertire anidride carbonica ed energia solare in un combustibile dal costo contenuto. Per la sua facoltà di sequestrare la CO2, la nuova soluzione risulta particolarmente interessante anche per ridurre le emissioni totali dei gas ad effetto serra.

    Il bioreattore consiste principalmente di due grandi tubi piatti costituiti di una plastica speciale e trasparente. All’interno di queste lunghe buste, isolate dall’esterno per ridurre al minimo il rischio di infestazioni, vengono coltivate le alghe. Un innovativo sistema di controllo a basso consumo energetico mantiene la temperatura al livello ideale per ottimizzare il tasso di crescita delle colture.

    Per consentire a tutte le alghe di ricevere, a turno, la luce del sole, due rulli vengono fatti scorrere per la lunghezza del bioreattore in modo da comprimere il fluido e mantenerlo in agitazione. Il movimento è tale da sostituire continuamente la massa vegetale che giunge a ridosso della superficie e intercetta la radiazione solare.

    L’anidrire carbonica viene iniettata all’interno del bioreattore per consentire il processo fotosintetico. La Solix ha avviato una collaborazione con la New Belgium Brewing Co. per utilizzare gli eccessi di CO2 derivati dal processo di fermentazione della birra.

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