Ninja88 ha chiesto in SportArti marziali · 1 decennio fa

La via può divenire la catena?

Per un'artista marziale,la propria arte è la strada da seguire,il modello a cui ispirarsi e il mezzo di evoluzione individuale con ricercare espressione e quindi libertà.

Ipotizziamo che tale artista non possa piu praticare la propria arte, cosa succederebbe do conseguenza?

Si troverebbe smarrito poichè la sua libertà,era condizionata dal mezzo erroneamente ritenuto piu importante dell individuo.

Secondo voi dunque la via può diventare essa stessa un confine?

E sopratutto,la libertà per definizione stessa non dovrebbe esistere a priori ?

Senza le AM sapreste comunque ricercare la vostra espressività?

Buona riflessione :)

Aggiornamento:

Ulteriore domanda

Per liberarsi della paura distruttiva è necessario accettare l eventualità che tale paura si verifichi?

7 risposte

Classificazione
  • 1 decennio fa
    Risposta preferita

    L'artista marziale è prima di tutto un uomo.

    E l'arte marziale non è che una via

    fra le tante a cui l'uomo può avvicinarsi

    per esprimere la propria essenza e la propria arte.

    L'uomo non dovrebbe attaccarsi a una via piuttosto che a un'altra.

    Se ci fosse un attaccamento si creerebbe un vuoto incolmabile

    nel caso che venisse a mancare quella via, quel modello che seguiamo.

    Quindi meglio vivere senza farsi troppi problemi.

    Esprimi la tua arte senza essere attaccato a niente.

    Lascia che il tuo corpo viva i sentimenti e gli avvenimenti come li recepisce.

    L'uomo ha già dentro quello di cui ha bisogno.

    Per quanto riguarda la paura,

    un uomo non ha paura finché la paura non gli si presenta dinanzi.

    Ma il fatto che una paura si possa presentare è naturale

    nella vita di un uomo.

    La paura può aiutarci a crescere

    come anche distruggerci.

    Dipende tutto da come noi affrontiamo la paura.

    ----

    "Per realizzare la libertà, la mente deve imparare a guardare alla vita, che è continuo movimento non ostacolato dalle catene del tempo, poiché essa risiede oltre il campo della coscienza: osserva però senza fermarti e interpretare il pensiero "io sono libero", perché vivresti nel ricordo di qualcosa che non esiste più." Bruce Lee

  • 1 decennio fa

    Penso che troverà una via differente allo stesso risultato, o addirittura cercherà di perseguire la stessa via nonostante le menomazioni che gliela dovrebbero rendere impossibile. C'è chi ha fatto l'Ironman con una gamba sola, c'è chi combatte senza un braccio (ho visto di recente filmati di gare a livello medio-alto sia di Thai che di JuJitsu con marzialisti senza un braccio), solo chi affronta davvero la situazione penso possa darti le risposte.

    La via pertanto non è un confine, ma un mezzo, e se quel mezzo viene a cadere ce ne sarà un altro per perseguire il fine. La libertà è nella mente del praticante, non nell'arte che pratica, e se questa viene a mancare lascerà un vuoto, che però in qualche modo verrà colmato.

    Nel frattempo penso a vivere la mia vita, di persona e di marzialista, affrontando i problemi uno per volta man mano che si presentano e senza che la paura del futuro possa condizionare il presente.

  • Anonimo
    1 decennio fa

    Interessante e si ... la via diventa puo diventare la catena

    ma forse un livello superiore è appunto un'altra percezione della via

    Wu Wei ...no?

    il "saggio" non deve fare nulla per perseguire la via

    tralaltro è una presunzione di molti marzialisti e delle A.M. in generale considerarsi i possesori primi del mezzo per percorre la via, in realtà

    anche facendo lo spazzino o cucinando si persegue la via.

    in questa ottica avversità come possibilità?

    spesso con amci che si allanenano con me ci si dice cose del tipo "se rimango paralizzato mi ammazzo", per quanto un marzialista possa essere affezionato alla propria arte secondo me dicendo questo si mostra un perdente ed un debole...

    per la secconda domanda..sì ed accettarla come si deve accettere ed essere consapevoli della propria morte senza averne paura

  • Anonimo
    1 decennio fa

    1)un praticante d'arti marziali,non deve mai considerare la stessa arte marziale,l'unico modo per crescere e migliorarsi,credo che se un uomo per i più svariati motivi smettesse di praticare la propria arte marziale,non la abbandonerebbe del tutto,perchè è l'arte marziale,che ci modella,che ci insegna a sorridere ai problemi e ad affrontarli con serenità,ma questi insegnamenti,possono anche essere trasmessi da altri tipi d'arte,oppure possono essere semplicemente concepiti,dalla saggezza e la conoscenza di un uomo.

    2)la paura,è un sentimento irrazzionale,anzi non è neppure un sentimento,è un emozione irrazzionale,come l'amore per fare un paragone,solo che la paura,di un qualcosa,o di qualcuno,è una cosa assolutamente normale nell'uomo.penso che la paura,se si riesce a domarla,ci può insegnare molte cose,ma solo se riusciamo a rimanere freddi di fronte all'ostacolo che ci intimorisce.

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  • 1 decennio fa

    togli l'aria ad una persona, ed essa morrà, togli Ar ad un artista marziale...e diventerà un guscio vuoto

    nn bisogna accettare che ci sia l'eventualità, è necessario ricercare la paura, viverla e poi uscirne indenne

  • Anonimo
    1 decennio fa

    Dove finisce una via inizia un altra, non dobbiamo avere un unica arte marziale come limite, senza le arti marziali la vedo dura.. Le arti marziali sono il mio mezzo per esprimermi con totale sincerità, senza praticare un arte marziale è come se non avessi un arto, probabilmente troverei un altro modo per esprimermi, attraverso la pittura o qualcosa di simile.

  • Anonimo
    1 decennio fa

    domanda1) secondo me te la fai troppo lunga:se non posso più praticare il mio stile al massimo mi sento vuoto per un pò dato che era diventato una routine,ma non è che ci si deve andare a fare dei complessi del genere!!

    domanda2) esistono 3 modi per rispondere alla paura:

    -lasciarsi spaventare

    -combatterla

    -diventare la paura

    ...io combatto e vinco

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