Anonimo
Anonimo ha chiesto in SaluteSalute mentale · 1 decennio fa

Ho bisogno di più pareri possibili...critica di un brano?

non le ho mai chieste ma ora lo faccio...lasciate una stella anche se non rispondete perchè mi servono i pareri di più persone possibili su questo brano che ho scritto...leggetelo e criticatelo perchè è il primo racconto per me e sicramente ci sono migliaia di errori che voi potete correggere grazie

Uscì dalla porta e la richiuse alle sue spalle con dolcezza, senza fare rumore, la accostò, semplicemente.

Dietro quel muro lasciava una ragazza seduta su un letto, accigliata in pensieri che lui non avrebbe mai potuto capire. Si allontanò a grandi passi e si diresse verso una stanza buia ed evidentemente provata dai suoi anni ed anni di servizio.

Si sedette sul divano, diede un rapido sguardo allo schermo del pc, fisso ancora su quell’ annuncio di prima, poi la luna attirò la sua attenzione. Dalla finestra appena socchiusa si intravedeva una luce fioca ma decisa e quasi glaciale. Quella sera c' èra una luna splendida, l'aria era appena più fresca del solito, ma non dava fastidio, anzi, favoriva l' atmosfera di quel paesaggio quasi surreale.

La fissò ancora qualche istante, i suoi occhi si riflettevano in quella pallida e timorosa luce, chissà a cosa stava pensando, aggrottò per un attimo la fronte, scrollò lievemente la testa, si sedette lentamente sul divano e si lasciò avvolgere dall' inebriante sapore del sonno.

Da camera sua la ragazza stava osservando una farfalla notturna che svolazzava incerta intorno al lampadario. Sembrava così frastornata da quella luce, eppure la voleva raggiungere e continuava imperterrita nella sua danza.

La ragazza accennò un triste sorriso, era come se la capisse, infondo lei e quella farfalla erano uguali, entrambe cercavano di raggiungere qualcosa che da un lato le spaventava e dall’ altro attirava, ammaliava, ipnotizzava.

Distolse lo sguardo dalla farfalla per posarlo sul piccolo orologio del pc, segnava le 23.54, non aveva sonno, ma era stanca.

Andò a stendersi sul letto, voleva pensare,forse era da troppo tempo che non lo faceva, aveva voglia di stare da sola fuori dal mondo, doveva esserci solo lei, nessun altro.

Cercò di ribellarsi ancora un po', ma non resistette a lungo e ben presto si dovette arrendere alla presa di Morfeo che la tirava a sè dolcemente, delicatamente, sino a farla sprofondare in un oblio lungo e profondo.

Era notte fonda e nella casa non si sentivano rumori. Un altra giornata era terminata, forse l' ultima giornata di quiete e tranquillità per quella famiglia, forse ormai troppo presa dalla monotonia della sua routine. Qualcosa stava per cambiare e se ne sarebbero resi conto molto presto.

Il giorno dopo l’ atmosfera della sera prima era finita e quella luna così incerta lasciava il posto ad un sole deciso,splendente e più che mai luminoso.

Il colore del cielo però, era incerto e qua e la si rincorreva qualche nuvola passeggera. Il vento della sera era scomparso, sembrava quasi fosse stato rapito nella notte ora l’ aria era calma immobile, statica.

Gli alti pini si ergevano fieri verso il sole e sembrava quasi che lo volessero toccare, e forse avrebbero potuto farlo. Mizar, questo il nome della ragazza, si sollevò stancamente dal letto, si era svegliata di soprassalto e forse sarebbe bastato quel brutto risveglio per rovinarle l’ intera giornata. Non fu così. Osservò fuori dalla finestra spalancata dalla sera prima, era giorno si, ma la luce ricordava più quella dell’ alba, amava la primavera, la stagione in cui pian pianino riprendono vita tutte le piante. Sorrise e si stirò, aveva fatto un bellissimo sogno, purtroppo interrotto dal tonfo che l’ aveva svegliata. Si guardò in giro, ancora accoccolata nel caldo tepore del sonno. Dopo pochi istanti riuscii a mettere a fuoco la sua stanza e la porta, che stranamente era aperta. Era sicura di averla chiusa e le dava incredibilmente fastidio il pensiero che ancora una volta suo fratello fosse entrato in camera sua per prenderle le sue cose. SI alzò e si diresse a passi lenti e incerti verso lo specchio. Aveva i capelli ancora raccolti in un grande e inguardabile fermaglio da parrucchiera, una cortissima vestaglietta da notte rosa e delle pantofole di un colore misto tra il grigio e il marrone, ma nonostante tutto si vedeva chiaramente la sua imbarazzante bellezza. Accennò uno sbadiglio, si stirò in punta di piedi, stendendo le braccia verso l’ alto e guardando le sue pantofole ondeggiare pericolosamente. Nel giro di pochi istanti si ritrovò a terra,e pensò che forse era ora di comprarsi delle pantofole del suo numero e di smettere di usare quelle enormi di suo padre.

In cucina intanto, già si sentivano i fornelli scoppiettare. Due donne si dividevano il forno e le stoviglie.

Aggiornamento:

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6 risposte

Classificazione
  • Anonimo
    1 decennio fa
    Migliore risposta

    sostituisci "richiuse" sottintende rumore al contrario diquello che esprimi dopo, dolcezza e assenza di rumore;

    prima parli di porta e poi di muro? ... non coincidono al massimo usa sinonimi di uno o dell'altro;

    una stanza non è provata per anni di servizio ... al massimo è usata o è reiterato l'uso;

    la luce fioca stona col resto, forse è impalpabile;

    la luna non favorisce ... forse incornicia;

    il sonno non ha sapore ... con qualsiasi licenza poetica;

    il termine svolazzava indica distacco quasi fastidio ed è il contrario di quello che vuoi esprimere;

    sembrava così frastornata ... chi è il soggetto la farfalla o la ragazza?; anche le farfalle in poesia danzano;

    la raggazza accennò ... i verbi non legano per il numero dei soggetti a cui si riferiscono;

    il colore del cielo ... qua e la si rincorrevano le nuvole, sono più di una ...

    il vento ... nel capoverso precedente parli di aria fresca non di vento ...

    Mizar si sollevò stancamente e poi dici di soprassalto, non legano come velocità dell'azione ... è lenta o scatta?

    raccolti da un fermaglio o raccolti in uno chignon in cui si incastonava un fermaglio;

    la bellezza per natura non è imbarazzante, può essere disarmante, accattivante, ammaliante ...

    i fornelli non scoppiettano ... di solito quella è l'azione del fuoco con la legna ..

    BELLA ... forse ci manca qualche conoscenza di vocaboli ... ma bella ... appassionata ... sentita ... tenera con voglia di esplodere ...

    p.s. io allungherei il finale ... così appare troppo distante e distaccato ... hai reso protagonista l'atomosfera e il clima surreale e le pantofole (o il significato che possono racchiudere) sembrano infilati al termine di una dolce descrizione in cui non ci si aspetta un oggetto particolare che racchiuda un significato ...

    BELLA DAVVERO ... ma leggi un po' di più se mi è permesso alla tua età queste cose non possono e non devono essere lasciate chiuse in qualche cassetto!!!

    BUONA FORTUNA

    @ PER SCANIA :

    La figura anonima che esce dalla stanza, inizialmente dici che va via chiudendo dietro di se al porta, ma poi aggiungi che la accosta semplicemente. In seguito, quando la ragazza si risveglia nota la porta aperta, quindi devi correggere il primo rigo. Magari potresti scrivere: Usci dalla stanza lasciando la porta alle sue spalle...ecc. L'ALTRA COSA CHE MI LASCIA PERPLESSA è il fatto che il tuo sembra un discorso e non una storia. Il tutto è troppo schematico, tanto da sembrare quasi un articolo di giornale. Cerca di movimentarlo un pò variando i termini. Ultima cosa: "il giorno dopo" sostituiscilo con "il giorno successivo", e "la sera prima" sostituiscila con "la sera precedente". SPERO DI ESSERTI STATO D'AIUTO e buon proseguiento!

    decididti sei maschio o femmina???

    Fonte/i: l'altra metà dell'altro cervello
  • Anonimo
    1 decennio fa

    Mi piacciono i termini che utilizzi, formali ma ben amalgamati in una situazione del tutto quotidiana. Ti faccio notare un piccolo controsenso. All'inizio del racconto:Uscì dalla porta e la richiuse alle sue spalle con dolcezza, senza fare rumore, la accostò, semplicemente.

    La figura anonima che esce dalla stanza, inizialmente dici che va via chiudendo dietro di se al porta, ma poi aggiungi che la accosta semplicemente. In seguito, quando la ragazza si risveglia nota la porta aperta, quindi devi correggere il primo rigo. Magari potresti scrivere: Usci dalla stanza lasciando la porta alle sue spalle...ecc. L'altra cosa che mi lascia perplessa è il fatto che il tuo sembra un discorso e non una storia. Il tutto è troppo schematico, tanto da sembrare quasi un articolo di giornale. Cerca di movimentarlo un pò variando i termini. Ultima cosa: "il giorno dopo" sostituiscilo con "il giorno successivo", e "la sera prima" sostituiscila con "la sera precedente". Spero di esserti stato d'aiuto e buon proseguiento!

  • Anonimo
    1 decennio fa

    pitu pitum paah..! Non sono solita leggere Domandoni, ma é davvero molto bello..continua a scrivere..!

  • Anonimo
    1 decennio fa

    molto bello..

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  • Anonimo
    1 decennio fa

    io sostituirei "ma non dava fastidio" con qualche sinonimo più melodico, poi mi sa che c'è qualche imperfetto di troppo (tipo " lasciava una ragazza seduta su un letto" stona un po), per il resto sembra interessante..

    Fonte/i: che vuoi dire che non siamo capaci qui di leggere??? :P
  • 3 anni fa

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