Anonimo
Anonimo ha chiesto in Scienze socialiStudi di genere · 1 decennio fa

Perché dev'essere sempre la donna a rinunciare alla carriera?

scusate per ripetizioni e possibili errorucci...=P

Aggiornamento:

L'altro giorno si parlava di maternità con una zia e con una conoscente: per loro la maternità era una scelta e le donne che decidevano di diventare madri dovevano fare delle "rinunce" per i loro pargoli, in primis la carriera.

Una diceva che non era giusto mettere al mondo dei bimbi per lasciarli in custodia a nonni o a tate o ad asili, l'altra era un po' più morbida ma anche lei sosteneva che bisognava rinunciare a qualcosa per crescere bene i bimbi. La rinuncia consisteva principalmente nella carriera. I papà nel discorso non sono mai emersi e quando sono emersi era solo per ribadire che loro lavorano e non possono mollare il lavoro per la prole.

Perché nel 2009 si crede che i figli siano esclusiva materia femminile??? E perché se una donna ha faticato per crearsi una posizione deve mollare tutto se vuol diventare mamma???

10 risposte

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  • Rita L
    Lv 6
    1 decennio fa
    Migliore risposta

    Sì, la società in termini generali è ancora maschiocentrica. E del maschiocentrismo molto spesso sono colpevoli proprio le donne, che si sobbarcano volontariamente mille impegni (lavoro, casa, figli, gestione ecc). In realtà, l'unica battaglia che ciascuna di noi può vincere in questo senso è una battaglia singola. La società la puoi cambiare solo dall'interno, dal piccolo.

    Proprio giorni fa parlando con un'amica le ho chiesto perché della casa si occupi sempre lei, visto che lavora al pari del marito e la risposta è stata: "perché lui non lo fa bene".

    Ecco, con tutto il rispetto per la mia amica, ha fatto una scelta e non può lamentarsi delle conseguenze. Se parte dal presupposto che lui non è in grado di fare la sua parte, finirà sempre per sostituirlo, con la casa e coi figli.

    Lo stesso discorso vale per la carriera. Quando una coppia decide di mettere al mondo dei figli, dovrebbe parlare anche di come gestirà la cosa. Qualche rinuncia è necessaria, sono anche io dell'idea che una generazione di bambini cresciuti dai nonni non sia l'ideale, ma ciò nel mio personale vocabolario significa che madre E padre devono prendersene la responsabilità e condividerla.

    Questa è una conquista da ottenere per se stesse, non per le altre. Non ha alcuna importanza che cosa farebbero nonne, zie, madri, sorelle, amiche. Ciascuna di noi dovrebbe discutere col proprio partner e fare una scelta ponderata. Se lui la pensa in modo diametralmente opposto, viene da chiedersi perché lo abbiamo scelto...

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  • Anonimo
    1 decennio fa

    Concezione maschilista del mondo. Sempre lei.

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  • 1 decennio fa

    Retaggio di un tipo di società arcaica, il progresso fa comodo sino ad un certo punto per certi maschi, ne dovrà ancora scorrere acqua sotto i ponti per la metamorfosi in uomini.

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  • 1 decennio fa

    Ma qualcuno/a conosce una donna disposta a trascurare i figli per la carriera? Quella che definiremmo una "cattiva mamma"? Per esperienza questi sono ragionamenti giustissimi, moderni, evoluti, emancipati che fanno le donne prima ancora di avere un figlio. Poi il giorno dopo il parto, quando si ritrovano il pargolo tra le braccia si dimenticano di tutto e non c'è altro al mondo. Tutto il sovrastrato culturale va a farsi fotttere ed emerge imponente l'istinto di protezione del nuovo nato.

    E' chiaro come tua zia e questa conoscente, che hanno avuto l'esperienza di essere madri, siano di diverso avviso.

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  • 1 decennio fa

    guarda, dobbiamo ritenerci fortunati che le donne lavorano..

    questo è un problema ke forse ha radici vekkissime

    ki si è imposto nella storia? uomini

    una donna? giovanna d'arco, è stata uccisa sul nascere della sua "carriera"

    questo è stata colpa degli uomini, che kissà per quale motivo non hanno dato spazio debito alle donne.

    credo che si debba discutere di una cosa

    prima l'uomo era uomo di guerra, una donna in guerra può essere perfetta e tt.. ma la donna non è portata per la guerra.. per niente.. almeno all'epoca di napoleone, cristoforo colombo.

    le donne quindi nn sono mai state integrate in queste imprese, e non sentivano il bisogno di farne parte perkè loro erano nate così senza l'ideale di un altra strada.

    la donna nel '45 si è ribellata, ha ottenuto ciò ke voleva, ma nel '45 la donna voleva votare, lavorare, voleva essere emancipata in certe cose.

    purtroppo le cose in cui la donna è emancipata sono ancora quelle del '45, quindi si è rimasti con l'idea che una donna, debba rimanere a casa cn i bambini, a cucinare, e a fare la skiavetta al marito.

    perkè si crede ke il marito sia portato.. mentre non si sa ke un uomo in casa fa skifo di solito, e lo dico io ke sono uomo... e nn sono un granchè... so fare i servizi di casa ma cucinare e badare ai bambini zero.

    concludo dicendo che la donna è dove è grazie agli uomini, nel senso che la donna non si sta imponendo, l'uomo, o meglio dire, una parte di uomini, hanno capito l'esigenza femminile e hanno aiutato le donne ad andare avanti e ad andare in politica.

    sulle donne si potrebbero scrivere dei saggi, dei romanzi..

    le donne hanno quella marcia in +.. vedo uomini fermarsi avanti a piccoli ostacoli e vedo delle donne ke nn si fermano mai sanno come va la vita e sanno ciò ke vogliono.

    do però ragione alla signora ke dice ke i bambini piccoli non debbano essere cresciuti da estranei, però dai nonni, si.. alla fin fine si rimane in famiglia, perkè poi si tratta di tenerli dai nonni fino a sei sette anni, non di + poi diventano grandi è quindi + gestibili.

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  • Anonimo
    1 decennio fa

    perchè per natura le donne devono occuparsi dei figli (ma non è che gli uomini debbano fregarsene). si è giusto che se una donna metta al mondo i figli poi debba occuparsene. non tanto per farli sopravvivere(tanto con tate,nonne ecc il problema non si pone) ma per inculcarli degli insegnamenti e i valori che lei vuole. altrimenti poi non potrà lamentarsi quando il pargolo sarà cresciuto che questi non le obbedisca o che faccia di testa sua non rispettando i genitori. e insegnare vuol dire anche darli calci nel sedere quando serve per fargli capire cosa è giusto e cos aè sbagliato(sembra da cattivi ma è proprio cosi che i bambini imparano. sono un po come dei cani anche se può sembrare strano il paragone). un saluto

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  • Anonimo
    1 decennio fa

    Credo che quando sarai mamma capirai. E' molto più piacevole stare con i figli che lavorare. Comunque è questione di scelte: non è vero che si debba necessariamente rinunciare alla carriera, per avere figli.

    Ciascuna di noi donne faccia ciò che ritenga giusto nell'interesse di sè stessa e dei propri figli, e smettiamola di giudicarci a vicenda credendo che le nostre scelte siano quelle giuste per tutte.

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  • Perchè deve fare la parte della mamma, prendersi cura dei figli e della casa ma, se è una tipa tosta, può anke coinciliare il lavoro! In fondo ci sn tante donne ke lavorano!

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  • 1 decennio fa

    Non credo che devia rinunciare.

    Devi fare un giusto equilibrio. Puoi essere mamma anche studiare.

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  • 1 decennio fa

    perchè purtroppo è solo l uomo ad avanzare nella carriera....

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