GluGluGlu ha chiesto in Arte e culturaLibri ed autori · 1 decennio fa

Opinioni sincere su un breve estratto di mia creazione?

Mi diletto nell'arte della scrittura e qui vi espongo un esimo estratto, chiedendovi un parere sincero e personale. Grazie in anticipo.

Le solite vecchie scale della vecchia Clarie.

A Madison, nel Tenneesse, il tempo si poteva definire statico e ripetitivo: le giornate cominciavano con un vento freddo tipico di quella regione ed al pomeriggio quasi certamente di poteva godere di un tiepido e piacevole sole.

Clarie ebbe un brivido di freddo che le percorse la schiena, osservò l'orologio. Erano le 6.30 del mattino, forse un pò troppo presto per sperare in un pò di caldo.

Si strinse nella calda maglia di lana verde che tutte le mattine indossava per uscire sulla scricchiolante veranda di casa a sorseggiare il thè, osservando il risveglio della città.

Uscì a passo lento dalla cucina e si diresse all'entrata, s'infilò le calde scarpe e aprì la porta come da suo solito con la bocca che soffiava sulla tazza per raffreddare il thè.

Si sedette sulla sedia che da un tempo ormai remoto era stata messa la fuori, fece un sospiro, uno sbadiglio, e annusò l'aria. Gli odori che ogni mattina le piaceva ricordare erano ormai da anni inconfondibili per lei.

L'odore dei pini, quella sedia logorata dal tempo sulla quale lei stava così bene, quel thè tenuto tra le mani, erano un rito che Clarie si concedeva ogni giorno.

Era un'anziana signora, minuta e dolce che viveva in quel piccolo paesino da quand'era nata. Lì aveva vissuto tutta la sua vita e lì era invecchiata assieme a suo marito, Edward, che l'abbandonò a sessantaquattro anni per un tragico incidente stradale, dove egli perse la vita.

Era sempre stata una donna poco graziosa e con poche qualità esteriori, ma i vecchi del paese ancora adesso raccontano che nonostante il paese offrisse fanciulle più apprezzabili, molti degli uomini che avevano vissuto la gioventù negli stessi anni di Clarie l'aevano corteggiata.

All'età di settantotto anni ella si presentava esile, come lo era sempre stata, capelli grigi raccolti in un fermaglio, le rughe le ricoprivano il viso come ragnatele e i suoi occhi erano, probabilmente, l'unica cosa che con il tempo non si era modificata. Le mani raggrinzite e ruvide mostravano palesemente i segni di anni di duro lavoro e fatiche e il suo corpo da un paio di anni si stava riempiedo di acciacchi e malesseri.

1 risposta

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  • 1 decennio fa
    Risposta preferita

    tra scrittori in erba forse ci si intende meglio di quanto sembri.. il mio consiglio è quello di non gettare tutto al vento dopo aver riletto per l'ennesima volta la tua creazione come forse ti sarà già capitato di fare, ma di tenere tutto da parte per qualche giorno e vedrai che dopo ti sembrerà molto meglio:):):) personalmente mi sembra scritta molt bene e scorre fluidamente... complimenti:):) se ti va di sentirti personalmente con me la mia mail è alessandrodenpascalis@yahoo.it ci conto ciaooo

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