Darsi la zappa sui piedi, è un'arte?

Perchè pur sapendo perfettamente che certe scelte ci metteranno in condizione di provare disagio e dolore, le portiamo avanti ugualmente?

Qual è il confine tra extrema ratio ed estremo masochismo?

Aggiornamento:

Amlet, quando mi gira male sono persino capace di partorire la sintesi.

Appena starò meglio, tornerò al mio stile "orpelloso". :)

20 risposte

Classificazione
  • 1 decennio fa
    Risposta preferita

    mia cara, chiunque abbia zappato suoli e zampe sa per esperienza che quando la zappata è partita frenarla porta solo a colpirsi il ginocchio al posto della gamba.

    Fonte/i: saggezza contadina stesa a seccare sotto l'ombrellone
  • Anonimo
    1 decennio fa

    Per quanto mi riguarda, quando prendo una decisione ovviamente valuto il tornaconto nel lungo periodo, quindi se magari una cosa può farmi provare disagio nel breve è solo perché la manifestazione dei vantaggi ci sarà più in là nel tempo...del resto non devo morire di qui a poco, pertanto ha senso ragionare così...e per certi versi è pure qualcosa di inevitabile, perché il miglioramento necessita di tempo per poter essere relizzato! ...in pratica l'extrema ratio non comporta assolutamente scelte masochiste, proprio perché una persona che ragiona non è minimamente intenzionata a svantaggiarsi...e la cosa può avvenire in certe proprorzioni o momenti solo se nella qualità e nel tempo ci sarà, conformemente al nostro metro di valutazione e percezione della utilità, un vantaggio superiore alla sofferenza (o disagio) patita.

    In generale credo che anche gli altri ragionino così (anche se magari formalizzano diversamente certe strategie), però i più imprudenti valutano male i pro e i contro o sono impazienti o curiosi di avere un certo risultato all'istante ed in tal modo fanno cazzàte...in pratica nessuno si svantaggia sua sponte e una certa dose di razionalità non implica assolutamente il masochismo proprio per definizione.

  • Ro
    Lv 7
    1 decennio fa

    Sìììììììììììììììììììììììììììììììììììììììììììììììììììììììììììììììììììì!!!!

    Finalmente la domanda giusta per me!!!

    Ebbene sì, è un'arte, ed io ne sono discepola devotissima.

    La mia specialità è fare la grandonna forte e generosa. Tanto da concedere spazi inauditi, o permettere su di me il passaggio con lo schiacciasassi senza proferire ahio, o accollarmi sempre io la rinuncia.

    Il dramma è che è un'attitudine che non riesco a debellare: sono così. Eppure l'esperienza dovrebbe avremi insegnato che chi si lagna ottiene, chi non chiede ce la può fare per conto suo.

    Sarà stata Lady Oscar a fregarmi, da piccola.

    Ma scelgo di essere come sono.

    Chi non ce la fa a starmi accanto o non ha interesse, vada pure.

  • 1 decennio fa

    Vedi Yeesh, torniamo sempre alla mia vecchia domanda sul bene e il male, il giusto e il sbagliato.

    C'è chi sa che in quel momento si stà tirando una zappata poderosa, ma crede che sia una cosa giusta, e quindi lo fà.

    Ma ci sono anche quelli che soffrono nel tentativo di sperimentare nuove emozioni, anche se commetteranno errori.

    Penso che porsi limiti invece, sia un ostacolo alla nostra libertà.

    E' inutile porsi limiti, perchè siamo predisposti ad ignorarli ;)

    Ciao Vale xD

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  • Anonimo
    1 decennio fa

    In questo caso più che di ratio extrema parlerei di temerarietà o cocciutaggine... nella peggiore delle ipotesi, masochismo...

    ...il confine.... sottilissimo e indefinito...

    Ora che mi ci fai pensare.... credo di essere estremamente masochista.... continuo a zapparmi i piedi...!!!

  • Anonimo
    1 decennio fa

    Perché al momento ci sembrano le soluzioni migliori, quelle che ci faranno versare meno lacrime...basta davvero poco però, per accorgersi che non è tutto così semplice... soprattutto quando la "mancanza" si fa sentire ogni giorno più forte...allora ci si dimentica in fretta anche delle motivazioni che ci hanno spinto a compiere quel gesto e stiamo lì ad aspettare che l'altra parte si faccia viva...

    E' tutto un circolo vizioso...comunque lo rigiri, non c'è soluzione.

  • Anonimo
    1 decennio fa

    Il confine tra extrema ratio ed estremo masochismo è la mancanza di rispetto per se stessi; se non credi in te, finisci per vivere per gli altri.

    Fonte/i: Mela!
  • .
    Lv 4
    1 decennio fa

    E se fosse tutto quello di cui abbiamo bisogno o a cui paradossalmente aspiriamo?

    Forse perché sappiamo che ciò che è Bello non esiste senza Dolore, per "sentire" e "riconoscere" il suo esatto contrario e uno stato nuovo delle cose, per la condivisione degli estremi e del loro incatenarsi attraverso cui nasce e si realizza quello scintillante scoppio di luci blu, di ciò che è immensamente profondo.

    Perché forse Sbagliare ( e per chi poi? chi decide cosa è giusto e cosa no? ) è preferibile al restare Immobili.

    Scelgo io o mi illudo di scegliere attraverso quale mano morire.

    Noi siamo distruttori in ogni istante, ricordo di averlo letto e imparato grazie a Goethe. Al di là delle scelte, al di là di quale passo utilizziamo per camminare.

    ( Ok, dopo questa risposta, vado a darmi la zappa sui piedi da sola... )

  • Anonimo
    1 decennio fa

    tutti si danno la zappa sui piedi, ma chi impara quest'arte e ne conosce le implicazioni profonde, diventa Maestro di vita, credimi. Hai mai letto "elogio dell'errore" di Pino Aprile? Beh, capirai quanto sbagliare sia molto istruttivo.

  • Rita L
    Lv 6
    1 decennio fa

    Sono d'accordo con Paolomagno. Non perché sia convinta di vivere in eterno, ma perché credo fermamente che nessuno in realtà faccia scelte a lui stesso dannose, a meno di non trovarsi di fronte a un VERO masochista, in termini clinici.

    Penso che in fondo, forse senza esserne del tutto consapevoli a livello conscio, ciascuno di noi operi una scelta che prima o poi tornerà a suo vantaggio. Per questo vantaggio finale, siamo disposti ad affrontare una certa quantità di disagio iniziale.

    In base a questo, il confine tra razionalità e masochismo sta nella quantità di disagio: il gioco vale la candela?

    P.S. Spero di rileggere presto il tuo stile orpelloso. Non solo perché amo i fronzoli, ma soprattutto per ciò che implica per te. Abbracci.

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