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Jimi Stalker ha chiesto in Arte e culturaLibri ed autori · 1 decennio fa

vi piace sinceramente?

1: il maestro

Edmund si destò. Un unico raggio di sole filtrava attraverso la finestra di mogano.

La stanza era piccola e spoglia e in un angolo erano ammucchiati dei calzini e dei pantaloncini sporchi. Era costruita con il legno della foresta, nonostante il tetto fosse di paglia. Accanto alla branda v’era solo un tavolino impolverato e una sedia, dove erano posati dei guanti, una casacca sfilacciata e degli stivali. L’arco e il mantello, invece, erano appesi vicino alla finestra. Edmund si levò la coperta di dosso: faceva freddo, perciò s’infilò in fretta e furia il suo vecchio mantello nero, adorava svegliarsi presto e osservare dal suo umile capanno, tutto quello che lo circondava. Da lì poteva ammirare la cittadina di Therenford dormiente, dove la quiete s’insinuava tra i viottoli garantendo pace, tranquillità, e magari qualche mollica in più per i piccioni. Ed, così lo chiamavano, era un ragazzetto slanciato e attraente, gli occhi di un verde brillante. Un giovanotto curioso ma sempre freddo e distaccato; nei modi di fare alquanto rude e insensibile, questo almeno era quello che la gente sussurrava timidamente al suo passaggio. Niente affatto, Edmund Evelher era ben altro, fiero e valoroso come pochi, ma questo certo, gli abitanti di Therenford non potevano saperlo. Trascorreva il tempo nella foresta a cacciare con il suo arco di ciliegio e mentre lo faceva, pensava irritato alle menzogne raccontategli dalla persona che solo quattro anni prima aveva chiamato maestro. Ricordava di averlo conosciuto in riva al fiume valore, lo stesso fiume che prometteva vita e prosperità al suo piccolo villaggio. Aveva solo dodici anni quando accadde; il maestro lo ricordava alto, snello e nei movimenti esageratamente agile. Rammentava ancora che indossava uno squallido mantello, tutto impolverato, di lino nero, che lo copriva interamente. Nella cintola teneva un borsellino di cuoio finemente elaborato e una serie di coltelli da lancio con delle bizzarre incisioni, emanava un’aura di riguardo che lo affascinava e terrorizzava allo stesso tempo. Quell’abbigliamento e quella personalità insolita avevano destato in Edmund un particolare interesse che a stento era riuscito a celare. Rammentando quel particolare, Edmund non poté fare a meno di rievocare nella mente la loro prima conversazione.

<<qual è il tuo nome ragazzino ?>>

<< il mio nome è Edmund Evelher, signore. >> aveva risposto lui garbato.

V’erano stati alcuni attimi di silenzio; poi Edmund aveva continuato:

<<ora, signore le sarei grato se mi dicesse chi è lei.>>

<<oh, io sono solo un vecchio cantastorie in cerca di fortuna…>>

“ risposta sbagliata” aveva pensato Ed, lui voleva il nome.…

<<comprensibile che tu voglia sapere il mio nome, e lo saprai a tempo debito, ma cosa più importante, ad una condizione … >> nel sentire quelle parole Edmund era impallidito. “Possibile che l’uomo gli avesse letto nella mente?”

<<quale? >>lo aveva interrotto Edmund, curioso <<mi chiedevo se tu Volessi seguirmi…ho idea che percorrendo questo cammino insieme, non potremmo che trarne diversi benefici.>> la proposta era certamente affascinante, ma Ed era convinto che sarebbe stata un’imprudenza accettare la Richiesta dello sconosciuto, nonostante gli infondesse una certa fiducia.

<<signore, sono sicuro che non si aspettava che accettassi subito… Quindi mi

dica…che cosa intende esattamente per benefici?>>

<< prima di risponderti e rivelarti dettagli che potrebbero causarti solo preoccupazioni, t’invito a riflettere: Cosa ti ha mai dato questo posto di buono ?>> sembrava improvvisamente arrabbiato. Poi continuò: << purtroppo qui non hai conosciuto altro che odio e disprezzo. Credi che non ti abbia visto piangere? Credi che non ti abbia udito imprecare contro il tuo destino crudele?>> Edmund lo aveva interrotto con un grugnito. “Come faceva quell’uomo a sapere tante cose sul suo conto?” “Aveva detto che piangeva, e che malediceva il proprio destino, tutte cose accadute realmente”. La domanda che stava per fare era fredda e decisa:

<<mi spia? >> <<no, io non...>> aveva replicato l’uomo sulla difensiva

<< come diavolo fa lei a sapere queste cose?>>. Il ragazzo improvvisamente stava urlando. << Calmati. Ho l’impressione che il termine spiare sia inadatto. Preferirei dire che ti osservo da un po’ di tempo con molto interesse.>> la faccenda si era fatta ancor più strana, Edmund iniziava a chiedersi se il loro incontro fosse avvenuto per puro caso oppure organizzato da tempo, iniziava a domandarsi cosa avrebbe dovuto fare: fuggire forse?

devo ammettere che sono un paio di giorni che pubblico questo capitolo,infatti alcuni di voi l'avranno gia visto. questo comunque è un pezzo del primo capitolo fatto al meglio.....allora? che ne pensate

Aggiornamento:

ah dimenticavo,vi prego di tralasciare alcuni errori sintattici e grammaticali,per dedicarvi completamente alla storia e al modo di scrivere(fluido,scorrevole ecc..ecc...) naturalmente per voi potrebbe anche essere noioso lento ...ecc..ecc

Aggiornamento 2:

sinceramente non lo trovo noiso...cerkerò comunque di capire dove si trovano le parti lente e le migliorerò

8 risposte

Classificazione
  • Anonimo
    1 decennio fa
    Risposta preferita

    Infatti non è noioso!! Io per esempio sono curiosa...mi faccio delle domande leggendo e questo è un incentivo a voler continuare a leggere la storia! Non è poco!! Mi piace,il linguaggio è un po' meno artificioso e più fluido,solo un consiglio,personalmentte amo sapere molto dello stato d'animo dei personaggi...scrivi qualcosa in più su ciò che Edmund sente,prova...il ricordo verso il suo maestro è affettuoso e gli irrigidisce i nervi,gonfia le vene delle braccia...è furente con lui o solo deluso e sbattuto. Edmund impallidisce quando pensa che il maestro gli abbia letto nel pensiero,ma...impallidisce soltanto?? Non arretra,non diventa sospettoso...o forse è tanto coraggioso da assumere quasi un aria di sfida?? :-)

    Mi piacerebbe saperne di più su un amico con cui condividerò un viaggio...non è forse questo il protagonista di un libro che leggiamo?? Un amico con cui condividiamo pagine e momenti!!! Per questo più materia ho per conoscerlo e più mi legherò a lui!!! :-)

    Spero di esser stata utile!!! Ciao ciao...

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  • 1 decennio fa

    Ma xkè i personaggi dei vostri libri ( dei potenziali scrittori di answers) hanno tutti dei nomi stranieri??? Cos'è la sindrome Twilight,Harry Potter e via dicendo??

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  • Ipazia
    Lv 4
    1 decennio fa

    Lo stile scorre... in alcuni punti arranca e sinceramente... non desta del tutto la mia attenzione. Alla fine mi ero un po' scocciata...

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  • 1 decennio fa

    Per consigli dettagliati rivolgiti a questo forum http://writersdream.forumfree.net, sono molto bravi ^^

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  • 1 decennio fa

    e io dovrei stare a leggere tutta sta pappardella?

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  • 1 decennio fa

    E' da 3 giorni che vai avanti con questo capitolo!

    Non dovresti chiedere a noi se va bene ma a un critico letterario >__<

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  • Trama
    Lv 6
    1 decennio fa

    un capitolo è troppo poco per capire la storia, e scrivi in un modo un po' noioso, cerca di essere più...(non mi voene il termine) fresco diciamo. non è che se scrivi un fantasy devo per forza usare questo stile!

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  • 1 decennio fa

    Sinceramente lo trovo un po' noioso .... xke non provi a cambiare genere? sei molto accurato nei dettagli riferiti al luogo ma nn dai molte spiegazionni in fatto di persone .--... non ti arrendere anke io sto provando a scrivere kualkosa, ma ho kambiatto spesso prova anke tu a kambiare!

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