Anonimo
Anonimo ha chiesto in Matematica e scienzeFisica · 1 decennio fa

Potete darmi la definizione di memoria magnetica?

1 risposta

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  • savius
    Lv 5
    1 decennio fa
    Risposta preferita

    Si definisce MEMORIA MAGNETICA uno dei principali metodi usati per memorizzare dati ed informazioni.

    In un dispositivo a MEMORIA MAGNETICA un supporto di materiale magnetizzabile , spesso a forma di disco , viene fatto scorrere o ruotare sotto ad una Testina elettromagnetica.

    Pilotata con una opportuna Corrente elettrica , la Testina e' in grado di allineare le cariche magnetiche presenti sulla superficie del supporto, consentendo la scrittura di informazioni.

    In assenza di alimentazione, le cariche magnetiche allineate che costituiscono le informazioni registrate sul supporto, sono in grado di indurre una Corrente nella testina. La rilevazione di tali correnti consente la lettura delle informazioni.Esistono oramai centinaia di formati , modi e protocolli di scrittura o di comunicazione utilizzati dalle MEMORIE MAGNETICHE. La maggior parte fa oggi riferimento a dei dischi di materiale plastico o metallico ricoperti da uno strato magnetizzabile, che vengono fatti ruotare sul proprio asse.

    Una o piu' testine azionate da dei motori elettrici possono venire posizionate su tali dischi con grande precisione.

    La superficie dei dischi viene suddivisa virtualmente in diverse aree su cui la Testina puo' leggere o scrivere informazioni. La suddivisione in corone circolari concentriche definisce come Traccia ciascuna di tali corone: la Testina puo' venire spostata dall' una all' altra Traccia .

    Il Settore viene invece identificato dalla suddivisione del disco in spicchi: i settori si alternano sotto alla Testina mano a mano che il disco gira.

    Ciascun Settore di ciascuna Traccia viene a sua volta suddiviso in singoli blocchi di dati. Ciascun Blocco conterra' un Numero predeterminato di informazioni semplici ed alcuni segnali di sincronismo e riferimento.

    Alcuni File System raggruppano i blocchi in Cluster : gruppi di blocchi contigui nella stessa Traccia e Settore .

    Su WIKIPEDIA puoi trovare invece quanto segue:

    Nel 1967 Bobeck si unì al gruppo di ricerca dei Bell Labs e iniziò a lavorare su dei miglioramenti delle memorie Twistor. Bobeck penso di cercare un materiale che consentisse lo scorrimento del campo magnetico in una sola direzione, in questo modo avrebbe potuto realizzare una specie di memoria Twistor bidimensionale, i dati sarebbero stati introdotto in un angolo della memorie e si sarebbero mossi lungo dei tracciati rettilinei, questo avrebbe permesso di inserire più tracciati per memoria e quindi incrementarne la capacità.

    Partendo dai suoi lavori sulla ortoferrite Bobeck notò un effetto interessante. Applicando un campo magnetico esterno a una piccola superficie magnetizzabile si creava un'area circolare magnetizzata che Bobeck chiamò bolla ("bubble" in inglese), questa bolla era molto più piccola della normale superficie occupata da un segnale magnetico memorizzato dalle memorie Twistor e quindi potenzialmente poteva essere utilizzato per immagazzinare molte più informazioni per centimetro quadrato.Bobeck dedico molto tempo alla ricerca del materiale migliore per le sue ricerche e alla fine scelse Il granato. Il materiale permetteva la formazioni delle bolle con facilità e queste potevano essere spostate con semplicità. Il problema successivo era come muovere le bolle sotto gli opportuni sensori magneti al fine di poter recuperare le informazioni immagazzinate. Nelle memorie Twistor si utilizzava un filo come supporto e quindi la direzione di movimento era obbligata, ma in un foglio bidimensionale era molto più difficile imporre un movimento specifico alle bolle. La soluzione fu trovata impiantando dei piccoli magneti a forma di barra nel materiale al fine di realizzare delle specie di guide magnetiche. Apponendo un labile campo magnetico le barre si magnetizzavano e attiravano le bolle, una volta che le bolle avevano raggiunto le barre magnetiche l'apposizione di un campo magnetico di senso opposto imponeva alle bolle di allontanarsi dalle barre e di avvicinarsi verso la nuova serie di barre magnetiche.

    Schema completo di una memoria con guide magneti e fili di controllo

    Lo sviluppo delle memorie a bolle si deve all'utilizzo collegato di più invenzioni, di queste molte furono scoperte da Bobeck. Durante le ricerche i Bell Labs arrivarono a dedicare alle ricerche fino a sessanta scienziati, molti dei quali fecero importanti scoperte nel settore. Nel settembre 1974 il ricercatore H.E.D. Scovil ricevette il premio IEEE Morris N. Liebmann Memorial Award dalla IEEE per le suo scoperte nel campo delle memorie magnetiche e per aver riconosciuto l'importanza delle scoperte nello sviluppo delle memorie.

    Una memoria a bolle era formata da una serie di elettromagneti posti sulla superficie e una serie di rilevatori posti alla fine della superficie magnetizzabile. Le bolle venivano create all'inizio del foglio e poi spinte lungo esso come una serie di memorie Twistors affiancate. Collegando i rilevatori con gli elettromagneti si potevano creare degli anelli lungo il foglio che immagazzinassero i dati per tutto il tempo necessario.

    Le memorie a bolle sono delle memorie non volatili, la mancanza della corrente elettrica non pregiudica le informazioni contenute dalla memoria. Le memorie a bolle possono assomigliare ai dischi rigidi con il vantaggio di non possedere parti in movimento, inoltre dato che le bolle erano molto piccole queste memorie in teoria potevano contenere molti più dati dei dischi rigidi. L'unico difetto delle memorie a bolle era la velocità, per leggere un dato questo doveva giungere fino alla fine delle memoria.

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