Aiuto T ha chiesto in Scuola ed educazioneCompiti · 1 decennio fa

aiuto 10 punti a k m rx?

sono una raga di 13 anni e ho assolutamente bisogno k mi scriviate un avventura ..grz a k mi rx 10 punti

4 risposte

Classificazione
  • Anonimo
    1 decennio fa
    Risposta preferita

    In tutti i viaggi c'è qualche particolare aneddoto che rimane impresso, qualcosa che vale la pena di raccontare, qualche avvenimento che ti fa venire in mente di dire "ah! quando lo racconterò ai miei nipoti…!"; momenti intensi, momenti che danno emozioni incredibili, eventi che sono pressoché unici.. Per questo motivo vale la pena ricordare un piccolo episodio di cui siamo stati testimoni/protagonisti.

    Era l'ultimo giorno di viaggio. La Giordania si era rivelata favolosa, una rivelazione continua, in un crescendo di meraviglie che avevano raggiunto l'apice il giorno prima, con Petra. Già Petra, da sola, era valsa il prezzo del biglietto, come si suol dire, ma mancava ancora una tappa: l'escursione nel deserto del Wadi Rum, a bordo di una jeep guidata da un beduino. L'impresa sembrava interessante: il Wadi Rum era il deserto in cui Lawrence d'Arabia aveva trascorso tanto tempo, compiendo le imprese per cui ancora oggi è famoso, ma soprattutto era un'area immensa, attraversata per secoli, anzi per millenni, da carovane che lungo la via della seta giungevano a Petra dalla penisola arabica, e che avevano lasciato impresse sulle rocce le tracce del loro passaggio. Il sole era alto nel cielo, e nonostante fosse marzo cominciava a fare un discreto caldo. Il pulmann ci scaricò all'ingresso del parco. Lì all'ingresso ci attendevano i beduini che ci avrebbero portato a zonzo per il deserto. Eravamo curiosi, avevamo fretta di partire: io non avevo mai visto un deserto! Ci mettemmo d'accordo, noi quattro che eravamo i più giovani della comitiva, e salimmo sulla prima Jeep libera. Di lì a poco ci raggiunse il "nostro" beduino: era giovane, alto, con un portamento elegantissimo nel suo lungo abito nero, che lo faceva sembrare un principe del deserto.Tutte le auto si misero in marcia: una colonna di cinque jeep di lì a poco avrebbe abbandonato il mondo civile per avventurarsi in quell’ambiente arido e ostile che è da sempre il deserto…ero a dir poco in fibrillazione. La mia macchina fotografica era pronta a cogliere il più lieve dettaglio, perché non volevo perdere proprio niente di quella giornata, nessuno scorcio, niente…Cinque jeep incolonnate piano piano si stavano allontanando dalla strada asfaltata e si stavano inoltrando nel deserto, lungo una via che era ormai diventata uno sterrato sotto le nostre gomme. Accanto, parallela a noi, correva la ferrovia, un unico binario che solcava il deserto e andava verso la civiltà. Chissà da dove veniva, chissà dov’era diretta…Il nostro beduino non parlava molto e noi, del resto, non è che fossimo così interessati a chiacchierare per ora: eravamo invece tutti protesi con lo sguardo fuori dal finestrino, curiosi di quel panorama così nuovo che ci si stava aprendo davanti. Improvvisamente però, una sterzata tremenda, e la nostra jeep andò decisamente fuoristrada, staccandosi dalla colonna sotto gli occhi, basiti, di tutti gli altri nostri compagni di viaggio. Cosa stava succedendo? Mentre le altre auto si allontanavano, il nostro beduino aveva decisamente cambiato rotta e si stava dirigendo, e ci stava dirigendo, verso la ferrovia. Perché la ferrovia? Cosa aveva visto? Lo capimmo in un lampo: su quell’unico binario, soprelevato rispetto al pianoro deserto, stava, fermo, tranquillo e placido, un dromedario, incurante del fatto che si stesse avvicinando di gran carriera un treno – forse l’unico di tutta la giornata? Chissà.. – che non aveva nessunissima intenzione di interrompere la sua corsa per aspettare i comodi dell’animale. Il dromedario restava immobile. Il treno non poteva far altro che fischiare all’impazzata per farlo spostare, ma niente, non c’era niente da fare. Noi da dentro la jeep eravamo agitatissimi: oddìo, e adesso? Il nostro beduino arrivò fin sotto la scarpata della ferrovia, scese dalla jeep, andò sotto il binario e cominciò a lanciare una serie di sassi al dromedario per farlo allontanare. Macché, il dromedario sembrava anzi indispettito, e continuava a stare inchiodato lì. Possibile che non sentisse neanche vibrare i binari sotto le sue zampe? Era un’immagine al tempo stesso drammatica e bellissima: la sabbia quasi arancio, il dromedario che si stagliava nell’azzurro del cielo, dello stesso colore della sabbia, fiero e impettito, e il beduino, dietro di lui, la cui veste nera che risaltava nella luce del sole lo rendeva ancora più elegante, un vero principe arabo, da Mille e una notte. C’era forte tensione nell’aria, noi tutti tenevamo il fiato, per non disturbare ciò che stava accadendo lì fuori. Eravamo rimasti in macchina, guardavamo la scena attraverso il vetro, come in casa si guarda un film attraverso il televisore; eravamo spettatori in prima fila, impotenti, di un evento che non capita a tutti di vivere. Poi, finalmente, un colpo ben assestato, un sasso più appuntito degli altri convinse il dromedario, decisamente infastidito e innervosito, ad allontanarsi e a sgomberare il binario. Appena in tempo: pochi secondi infatti e passò il treno, che non

  • 1 decennio fa

    nn ti poxo aiutare xkè è molto difficile cerca di farlo da sola ma puoi prendere spunto da questo film< viaggio al centro della terra > ciao e buon lavoro

  • se vai su internet ti assicuro che ce ne sono molte ciao!

  • 1 decennio fa

    sono andato in montagna con un mio amico per fare un giro in bici............siamo stati via 3 giorni.........abbiamo dormito in un b&b...............al 2 giorno mentre facevamo un giro ci siamo persi...............è stato terribile..........fortunatamente è finito tutto bene

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