Una domanda per intenditori! Rispondete numerosi!?

Sto scrivendo un libro, per non dare fraintendimenti rivelo anche che ho 13 anni, tratta delle leggende del ciclo arturiano e vorrei una vostra opinione, (siate obbiettivi!!!).

Capitava spesso che ripensassero a quella canzone.

Ed era quando il viaggio si faceva silenzioso, ed accadeva sempre più spesso fra i tre Druidi.

Più erano vicini alla meta, più continuavano a rimpiangere di essere partiti, per sei settimane, non erano stati che gente ordinaria, andando e venendo a cavallo, con grosse bisacce ed andatura da manuale, sembrando non più di altri banalissimi viandanti di cui dimentichi il viso non appena non li hai più davanti.

Allora gli veniva in mente quella canzone, quando oltrepassavano città orlate di vecchie leggende, quando il prato al tramonto diventava rosso, quando il silenzio era tale che si potevano sentire gli alberi crescere, lo sfrigolio dei pentoloni al Mezzogiorno, gli scogli erodere derubati dalle onde, la pagliuzza dei tetti che penzolava da tristi mura di legno.

A loro rischio e pericolo, iniziavano a riprendere confidenza con le parole, a ricordare le prime note del ritornello e canticchiavano fra loro:

Aricano makos, aricano segos,

kano de dubron, kano de aedos

uera suipan, uera suipan.

Ne erano passati di anni, prima che qualcuno ricominciasse a pensare a quella canzone, come tante altre cose che erano state definitivamente rimosse dal mondo intero.

Le leggende sui salici di Mercia, che con una parola stregata avevano il potere di portarti ovunque volessi, i gargoyle della Cattedrale di Elmet, destinati a vegliare sulla sua orgogliosa città di Carrigan per l’eternità, il Grande Rito e l’Athame, il pugnale perduto.

Nessuno osava neppure nominarlo, nemmeno per dire: “Questa storia è falsa come i miti sui Grifoni” oppure: “Per il sacro Rito, cosa faremo ora?”.

Erano miserie che si commentavano da sole.

Eppure c’era sempre una parte di loro che apparteneva al passato seppellito nella sabbia, come un albero che è stato segato ma di cui sono rimaste le radici ben radicate nel vecchio terreno.

Le cose sono andate così, pensavano, non l’avevano deciso loro.

La storia cambia, dei suoi eroi non rimane nulla che un nome nero tra le righe di una leggenda, la scienza prende il posto della fantasia e la concretezza spazza via quello che c’è di più vero per lasciare spazio a quello che è più ovvio.

Aricano makos, aricano segos,

kano de dubron, kano de aedos

uera suipan, uera suipan.

1 risposta

Classificazione
  • ?
    Lv 7
    1 decennio fa
    Migliore risposta

    Purtroppo non ti so rispondere...

    Ma per aiutarti, ti accendo una stellina!

    Ciaù

    ;-))))

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