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Ottobre é vicino, com'é la situazione in Abruzzo?

Le promesse di Berlusconi sono state mantenute?

Aggiornamento:

@Michele G e Andrea: non stavo criticando nessuno, ho fatto solo una domanda.

Andrea, io non vivo in Italia, te si, perché non ci vai tu?

Aggiornamento 2:

@Comunaque qualcosa si sta muovendo da quel che ho capito, perché nuovi volontari dal Friuli (tra cui parenti ed amici miei) proprio ieri sono arrivati in Abruzzo.Comunque loro mi raccontano che la situazione é molto triste.C'é gente che ha seri dubbi su come passerá l'inverno...

Aggiornamento 3:

@Per gli utenti che hanno parlato del colore delle pareti...

A me non frega niente di criticare Berlusconi, il mio interesse va alle persone che ci vivono in Abruzzo.Lui mica vive in Abruzzo? E agli abruzzesi penso freghi ben poco del colore delle pareti!

14 risposte

Classificazione
  • Anonimo
    1 decennio fa
    Risposta preferita

    Sono stata a L'aquila due settimane fa, all'incirca.

    Le case di legno promesse da Berlusconi, sono ancora degli scheletri in costruzione, e comunque non basteranno mai a contenere tutti gli sfollati, perciò, chi aveva uno spazio privato, come un giardino, una villetta magari non completamente inagibile, ha preferito comprarsi una casetta prefabbricata dove dormire, usando i servizi della vecchia casa sempre in fretta e furia per paura di crolli improvvisi.

    Inoltre, nella vie che portano al centro della città, sorgono come funghi piccoli uffici mobili che vendono case in legno in pronta consegna, comode e a prova di terremoto.

    Perché uno dovrebbe aver bisogno di comprarsi una casa in legno che gli spetta di diritto e che dovrebbe dargli lo stato?

    Meditate, gente, meditate.

  • Anonimo
    1 decennio fa

    Tranquillo, tutto sotto controllo...stanno smontando le tende, il campeggio è finito. Porteranno tutti i terremotati che non hanno una casa (praticamente quasi tutti) nella caserma di Coppito della GdF.

    Per la cronaca, le uniche case fino ad ora consegnate non da privati a pagamento, sono i venti chalets consegnati dalla provincia di Trento.

    By H

  • Che bella domanda!! vorrei che la leggesse tutto il mondo,in quanto alla mia risposta,ho poca scelta,staremo a vedere,certo non vorrei essere nei loro panni.

    HO LETTO ORA certe risposte..sembra che anque a l'Aquila sia nato il business case..?? no il mio cervello si rifiuta di capire.

  • Anonimo
    1 decennio fa

    basta vedere cosa ci nascondono i media venduti al padrone, per fortuna c'è internet

    http://www.youtube.com/watch?v=i4pstGoHXCE

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  • 1 decennio fa

    anch io sono tornata da due settimane da un paesino vicino l'aquila.avevano promesso 80 casette(dovevano arrivare circa due mesi fa)e ne sono arrivate poco più di venti e a settembre smontavano tutti i campi smistando gli abitanti senza casa in sistemazioni adeguate, alias caserme e alberghi.la gente è stanca di vivere così per quanto riguarda la velocità degli interventi nulla da dire sono stati velocissimi, ma siamo ancora ben lontani dal vedere le promesse fatte avverarsi.e lo dico perchè ho visto, chiesto e sentito in prima persona.inoltre adesso col fatto che smontano le tende diranno che gli abitanti hanno tutti trovato casa nei tempi che erano stati previsti,E QUESTO NON E' VERO.non si tratta di polemizzare sul colore delle pareti ma che questa gente non se ne fa nulla delle promesse fatte per farsi belli agli occhi di quelli che guardano solo la tv.

    BASTAAAAA!!come fate a ostinarvi ad essere così ciechi!!le cose NON STANNO COME DICE LA TV!!!lo volete capire o no?vi riempiono di panzane di bugie di frottole!perchè sanno che siete schiavi di quello strumento!!!vi prego vi scongiuro imparate a dubitare di quello che vi viene propinato!volete sapere li chi ancora credeva a berlusconi?soltanto la vecchina a cui lui aveva promesso la dentiera nuova!(e tra l altro ancora non le è arrivata).qualcuno mi spieghi perchè non ci volete credere che per quella gente la situazione è insostenibile e i media vogliono far credere che sia tutto risolto!!!hanno smontato i campi e la gente non ha più la propria casa!!non hanno più niente ma voi credete che stiano bene perchè non vedete più le tende?SIGNORI SVEGLIAAAAAAAAA!!!

  • ?
    Lv 7
    1 decennio fa

    LA SITUAZIONE E' QUESTA: lo sfogo di un terremotato

    •Il piccolo climatizzatore gira al massimo. Ma il termometro è implacabile. Dentro la tenda segna 37 gradi. Fuori, sullo zerbino arroventato dal sole, 46 virgola due. È un pomeriggio qualunque per Lorenzo, 30 anni, tecnico informatico di Villa Sant'Angelo, cuore dell'Abruzzo dove, come a L'Aquila e nei paesi della provincia, il tempo è fermo alla prima settimana dopo il terremoto. Sono 25.815 le persone costrette da quattro mesi a vivere nelle tendopoli. E 28.400 quelle sparse tra gli alberghi e i residence della costa. Un totale di 54.215 donne, uomini, anziani, bambini prigionieri di un esperimento imposto dal presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, e dal capo della Protezione civile, Guido Bertolaso. È il modello B&B, la ricostruzione show: passare dalla distruzione alla rinascita saltando la fase intermedia degli alloggi temporanei. Mentre a Capua, in provincia di Caserta, migliaia di case mobili che potrebbero servire in Abruzzo stanno marcendo in un deposito dell'Esercito.

    Il risultato è un carosello di opere di facciata che solo per L'Aquila città ha già bruciato 500 milioni di euro sottraendoli alla vera ricostruzione. Queste che stanno tirando su in fretta e furia sono case imbottite con largo impiego di legno pressato, cartongesso e polistirolo. Quanti anni dureranno? E ora che i lavori della Protezione civile sono cominciati, si scopre che forse hanno sbagliato i conti. Secondo il Comune della città, i progetti voluti dal governo lasciano senza tetto almeno 5 mila famiglie. E altre 8 mila persone entreranno negli alloggi temporanei in costruzione soltanto tra ottobre e dicembre. Significa costringere la maggior parte dei sopravvissuti ad affrontare in tenda, dopo il caldo, anche il freddo e il maltempo che qui cominciano a fine settembre.

    L'incertezza sta spingendo alcuni proprietari di case danneggiate a vendere. Soprattutto i più anziani. Da Roma si sono fatti avanti costruttori e immobiliaristi per rilevare al 10-15 per cento del valore di superficie i negozi, le palazzine gravemente danneggiate o i volumi di quelle da demolire. È l'ombra di una speculazione colossale. "Quando tra dieci anni L'Aquila tornerà a rivivere, nel centro storico gli appartamenti ristrutturati o nuovi riavranno il loro valore di quattro o 5 mila euro al metro", sostiene un costruttore romano che chiede l'anonimato: "Chi ha denaro liquido a disposizione ne approfitta. Per gli anziani è l'occasione per raccogliere qualche soldo e andare altrove o rimanere nelle case costruite dal governo. Anche perché non è risolta la questione dei proprietari di più appartamenti. Lo Stato per ora risarcisce i danni della prima casa. Rimettere a posto il resto richiede milioni di euro".

    l numero degli abitanti che a L'Aquila avranno un tetto prima dell'arrivo del freddo lo si ricava dallo scadenziario delle opere, stabilito dal bando della gara d'appalto. Appena 4.480: entreranno nelle case dopo il 26 settembre. Altri 4.480 andranno dopo il 16 ottobre, 3.840 dopo il 7 novembre. E senza case per tutti, è stata inventata la protezione civile a punti. Un bambino fino a 5 anni vale 4 punti. Dai 6 ai 16 anni, 3 punti. Un nonno tra i 75 e gli 84 anni, 1,5 punti. Sopra gli 85 anni, 2 punti. Ogni vittima in famiglia, 5 punti. Il problema sarà la gestione della graduatoria tra persone già esasperate da quattro mesi di attesa. Anche perché non sono ancora cominciate le riparazioni delle case danneggiate. Nemmeno quelle di categoria A con preventivi sotto i 10 mila euro. Un po' perché la terra continua a tremare, ma soprattutto perché su norme e risarcimenti è il caos. "In questa situazione", dichiara Paolo De Santis, presidente dell'Ordine degli ingegneri de L'Aquila, "neppure a Natale partirà la ricostruzione. La gente è confusa e impaurita perché deve anticipare i soldi. Anche i professionisti hanno molti dubbi sulle ordinanze. E le imprese, in questo clima di incertezza, vogliono prima i soldi, poi cominciano i lavori. Ma le istituzioni, a partire dalla Protezione civile, rifiutano ogni tipo di confronto".

    Il sottosegretario Guido Bertolaso, dopo aver imposto le sue decisioni a colpi di ordinanza, se la prende con i Comuni: "Le altre amministrazioni e i cittadini si devono impegnare per affrontare i problemi e risolverli", ha detto qualche giorno fa alla riapertura della strada per la funivia del Gran Sasso. Adesso che sta montando la rabbia, c'è aria di scaricabarile. Tanto che il sindaco, Massimo Cialente, a capo di una giunta di centrosinistra, ripropone il suo piano alternativo, cassato in aprile dalla coppia B&B: "Bisogna accettare l'idea delle case mobili e anche reperire alloggi sfitti", dice Cialente. Gli appartamenti liberi in città e provincia sarebbero un migliaio. "Il problema è che i numeri delle case di classe E, gravemente danneggiate o da demolire, sono peggiori di quanto si pensasse. Sono il 78 per cento nel centro storico", racconta il sindaco, "e nelle frazioni come San Gregorio, il 90 per cento". Il 10 agosto scade il termine per partecipare alla graduatoria a punti. E nelle ore successive si saprà quante persone resteranno senza un riparo migliore della tenda. Il Comune de L'Aquila ha già stimato 10 mila famiglie con la casa distrutta: di queste 3.900 andranno entro dicembre nei miniappartamenti costruiti dalla Protezione civile, mille forse negli alloggi sfitti (ancora da censire). Ne restano da sistemare cinquemila. Più altre 10-12 mila che hanno subito danni oltre i diecimila euro (classe B e C) e devono attendere la ristrutturazione. Ammesso che le continue scosse non costringano fuori di casa anche le altre diecimila famiglie che hanno subito pochi danni.

    Uno dei monumenti alle spese folli del modello B&B è a Cese di Preturo, pochi chilometri sulle colline a nord de L'Aquila. Quattro gigantesche piattaforme antisismiche in cemento armato, più altre sedici sparse in città, per reggere la leggerezza di altrettante case di legno. L'ingegnere e il geometra che dirigono il cantiere ammettono la stranezza: "Effettivamente", dicono, "per le case di legno, queste piastre di cemento sono sovradimensionate". Sovradimensionate è un giudizio professionale per dire esagerate, eccessive, inutili, sprecate. Per queste, spiegano i due tecnici, hanno usato calcestruzzo 525: "Cioé con una resistenza di 525 chili per centimetro quadrato. È l'impasto che si usa per costruire ponti e dighe". Ogni piattaforma antisismica costa 600 mila euro: un progetto diretto da Gian Michele Calvi, presidente del centro di ricerca Eucentre, fondato dalla Protezione civile e dall'Università di Pavia. Ogni casa di tre piani e 26 miniappartamenti, compresi gli arredi e le opere di urbanizzazione, brucia altri 3 milioni e 400 mila euro. Di piattaforme antisismiche la Protezione civile ne ha appaltate 150. Un totale di 3.900 miniappartamenti. E una previsione di spesa di 530 milioni, aggiungendo costi di progettazione e direzione tecnica. Cioè un prezzo medio ad alloggio di 135 mila euro. Ed è il costo di costruzione, al quale andrebbero sommati gli oneri finanziari e i terreni espropriati e occupati per sempre. Il 27 luglio su otto aree non erano ancora cominciati i lavori: partenza ritardata per 1.352 miniappartamenti. Il 3 agosto restavano da aprire ancora quattro cantieri, tra i quali Paganica, una delle frazioni de L'Aquila più devastate dalle scosse. Uno sforzo enorme in soldi pubblici e ore di lavoro, giorno e notte, al quale vanno aggiunte altre quattordici piastre e relative case: decisione di qualche giorno fa che aumenta gli alloggi da consegnare entro dicembre a 4.264. Comunque sotto le necessità previste dal Comune.

    Una spesa giustificata da Silvio Berlusconi nelle sue visite a L'Aquila con l'intenzione di dare agli abruzzesi una vera casa. Invece, a parte qualche palazzina prefabbricata in cemento pressato, si tratta di strutture ultraleggere per le quali è abbondante l'impiego di legno, cartongesso, lamiera e perfino polistirolo. Lo stesso materiale di costruzione delle case mobili che la Protezione civile non ha voluto. Solo che invece dei 135 mila euro ad alloggio spesi dal governo a L'Aquila, una casa mobile nuova avrebbe impegnato tra gli 11.800 euro e i 20 mila euro: per dare un tetto a 3.900 famiglie, la protezione civile avrebbe dunque speso 78 milioni di euro contro i 530 milioni bruciati ora. Mentre il governo non trova i soldi per pagare gli arretrati alle migliaia di vigili del fuoco impegnati in Abruzzo dalla notte del 6 aprile.

    Per capire cosa si sarebbe potuto fare, basterebbe leggere le relazioni della Protezione civile, allora diretta dal vulcanologo Franco Barberi, sugli interventi per il terremoto in Umbria e nelle Marche del 1997. Il 27 settembre la prima di tante scosse. Trentamila sfollati da sistemare prima dell'inverno alle porte. E la consegna delle prime case mobili che hanno tolto dalle tende migliaia di persone dopo appena due mesi. Allora ci sono riusciti con seimila i moduli abitativi.

    Fonti:

    Terminata la ricostruzione nel giro di qualche anno, le case container sono state restituite allo Stato. Meno del 30 per cento è stato riparato e inviato alle Regioni. Il 70 per cento è stato lasciato marcire in un'area dell'esercito a Capua. È il deposito del Raggruppamento autonomo recupero beni mobili della Protezione civile. Bisogna venire fin qui, tra le caserme e le fabbriche militari abbandonate, per vedere come può essere trattato un patrimonio del soccorso pubblico in un Paese periodicamente vittima di terremoti e alluvioni. È come se un generale in guerra lasciasse distruggere dalla ruggine i suoi carri armati. Tanto che in Abruzzo dopo quattro mesi la fase de

  • Anonimo
    1 decennio fa

    Ahi ahi ahi ahi....

    Promesse non mantenute!!!!

  • Anonimo
    1 decennio fa

    semplice:Berlusconi non ha mantenuto le promesse

  • Anonimo
    1 decennio fa

    Berlusconi stava scherzando suvvia , tutti a dargli sempre addosso poverino!

    Le sue reti dicono che tutto a posto......i terremotati un po' meno ma sono sicuramente dei bugiardi che vogliono screditarlo , stupidi comunisti !

    Fonte/i: ironico
  • 1 decennio fa

    direi che le promesse di berlusconi erano "ironiche"!!! eh! anche se, ammetto, vorrei proprio sapere che significato attribuisce alla parola "ironia"... o forse disconosce la serietà?

    ah, quanto è bello vedere i soliti appassionati politicanti che criticano e difendono i politicanti! "perché non ci vai tu in abruzzo"? certo, il nostro silviuccio c'è stato, ha costruito CON LE SUE SOMME MANI tutte, e dico tutte le case degli abruzzesi! qualcuno lo ha aiutato, qualche volontario, ma lui, politicante di classe, uomo di mondo e forzuto ercolino ha fatto tutto.

    questa è ironia.

    ma questa no: i volontari non saranno lì per sempre. dovranno tornare alle loro case, tra loro ci saranno non so quanti studenti, non so quanti universitari e lavoratori, e dubito che per ancora molto tempo rimarranno ad aiutare gli abruzzesi.

    p.s.: a tutti quelli che spolliceranno la mia risposta, o che la segnaleranno, e anche a quelli che hanno già fatto eliminare le mie domande, dico questo: sostenete i vostri politicanti, ma non vi definirete mai né saggi né sostenitori di ideali.

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