luigi8421 ha chiesto in Arte e culturaLibri ed autori · 1 decennio fa

Giochino letterario. Chi vuole farlo?

Ciao a tutti. Vorrei proporvi un giochino letterario. Ognuno di voi dovrà (se vuole) scrivere un racconto a proprio piacimento, però questo racconto dovrà contenere tutte e sei le parole citate qui sotto. Colui che sarà stata più bravo ed originale avrà i 10 punti. ;) ciauz

AMORE

PISTOLA

TRAM

CALENDARIO

SANGUE

LACRIMA

16 risposte

Classificazione
  • 1 decennio fa
    Risposta preferita

    mmmh, questi giochi mi piacciono da impazzire!

    allora vado...

    Era una fredda sera d'inverno, il Natale era alle porte e le vacanze scolastiche avevano appena inaugurato il loro inizio con una delle più belle nevicate degli ultimi anni. Celeste aveva solo 7 anni, era una bambina curiosa e intelligente e esplorava con lo sguardo il grande salone della casa della nonna con cui viveva. La mattina precedente la maestra le aveva assegnato i compiti per le vacanze, tra i quali scrivere un breve testo sull'amore. Celeste era travolta dall'euforia dell'incarico, nell'ansia di voler finire già tutto, e farlo al meglio, meravigliata dalla bellezza della scuola che le sembrava ancora un'occupazione dolce e soddisfacente, la sua mente non era stata ancora avvelenata dalla noia o dalla svogliatezza. E con l'aiuto della nonna ogni volta fare i compiti era un'esperienza divertente e nuova. Il fuoco scoppiettava frizzante nel camino in mattoni di fronte a lei che era sommersa nella grade poltrona che una volta, le aveva detto la nonna, era la preferita del nonno. Ora era anche la sua preferita, era grande e comoda, rivestita di un morbido velluto rosso e ricca di fregi in legno. La nonna improvvisamente entrò con il vassoio colmo di biscotti e le due tazze con le cioccolate calde fumanti e panna per lei e la piccola, lo poggiò sul tavolino di cristallo e si accomodò sul divano di fianco. Mentre porgeva la tazza alla bambina la osservava con un'espressione dolce, i suoi occhi gelidi di professoressa imperturbabile si scioglievano nell'osservarla in un infinito di tenerezza e amore, per l'unica rimasta della famiglia. La guardava osservare il fuoco, i grandi occhi neri erano degli specchi in cui il fuoco ardeva, le labbra disegnate e rosse socchiuse quasi in un'espressione di meraviglia, mentre i riccioli neri le incorniciavano il volto di perla, che le conferiva una bellezza diafana. Improvvisamente la bimba irruppe dal suo silenzio “Nonna, cos'è l'amore?” “come tesoro?”rispose lei spiazzata, “cos'è l'amore?”. La nonna rimase spiazzata da tale domanda, ma non esitò nella risposta “L'amore è un laccio, tesoro mio, è un laccio che lega due persone, forte e vivo, ha bisogno di essere alimentato per legare ancora di più...” “come i lacci di seta o di pizzo?” “ahah, si possiamo dire, vedi come esistono lacci diversi, esistono tipi di amore diverso, c'è l'amore per un amico, per un'amante, per una figlia, o per una nipotina, come quello che lega noi due” “ e il nostro amore che laccio è?” “mmh, penso che il nostro sia un semplicissimo laccio di corda, forte e resistenze, indissolubile, semplice e bello” “e quello che legava la mia mamma e il mio papà?”. la donna rimase stupita da tale domanda ma rispose “quello era un laccio di seta e di pizzo insieme, uno dei più belli al mondo, come i tuoi genitori...”. “Nonna dimmi ancora cos'è l'amore” “Piccola, l'amore è salire su un tram sperando di incontrare la persona che silenziosamente ci osserva e che noi osserviamo, che ti saluta quando scende con un cenno del cappello e ti sorride quando sali...sai io e il nonno ci siamo conosciuti così...” “wow...” ma la nonna non la lasciò finire, ormai travolta dall'intensità del discorso continuò “l'amore è contare i giorni sul calendario per vedere quanto tempo manca dal rivedere l'oggetto del nostro desiderio, quante ore, quanti minuti, come quando tu conti i giorni che mancano a rivedere la tua amichetta Paolina” bevve un sorso di cioccolata calda e riprese “l'amore ti fa battere forte il cuore, quando pensi alle persone a cui vuoi tanto bene, l'amore è più forte di un'arma, di una pistola, e se lascia una ferita al cuore questa fa ancor più male di una fisica dalla quale esce sangue vero, fa più male di un graffio o di una scottatura...vedi tesoro,quando l'amore lascia una ferita questa ti fa male al cuore. ma nello stesso tempo sarà uno dei mali più dolci che soffrirai, uno dei più sinceri che ti renderanno la vita più bella”. Ci fu qualche secondo di silenzio, Celeste meditava sorseggiando la cioccolata e sgranocchiando un biscottino al miele poi la sua vocina schioccò di nuovo, questa volta più calma e meditabonda, quasi incerta: “Nonna a me anche fa male il cuore quando penso alla mamma e al papà, e al nonno, ma nello stesso tempo mi batte forte quando penso a te o a Paolina, questo vuol dire che anche io conosco l'amore?”. Queste parole suscitarono nella nonna un'emozione forte, uno struggimento dell'anima come poche altre volte le era capitato, e una lacrima inconsapevole le nacque per solcare silenziosa il volto segnato dalle rughe, ma ancora tanto bello, e con voce tremante rispose “ Si amore mio, si...”

    spero ti sia piaciuta,forse un po' lunghetta...vabbè, ciauu (:

  • 1 decennio fa

    innanzitutto bella proposta, davvero interessante!

    ecco qua, ci provo!

    Era un giorno grigio, quel giorno. Mi trovavo sul tram che ogni giorno mi riportava a casa dal lavoro e non riuscivo a spegnere la sensazione che stavo dimenticando qualcosa. Pensavo e ripensavo, facevo scorrere nella mente tutti gli eventi passati, i discorsi, gli incontri, ma non c'era modo. Scesa dal tram camminai verso casa, con quella sensazione che ancora mi formicolava tra le tempie. Appena entrata in casa controllai sul calendario, forse avevo segnato qualcosa lì? Niente da fare, il calendario non mi diceva nulla.

    Durante la serata la sensazione diventava sempre più forte ed era sempre più difficile provare a reprimerla. Arrivata l'ora di cena non riuscii neanche a mangiare, ero talmente assorbita nella curiosità per questa sensazione che diventava sempre più assurda che non pensavo a nient'altro.

    Tutt'ad un tratto corpo e mente furono avvolti in un turbine di sensazioni ancor più assurde...era come se dentro di me sentissi allo stesso tempo una sensazione di amore irrefrenabile e un intenso brivido di terrore. Proprio in quel momento ricordai che dovevo assolutamente guardare nel cassetto del comò. Corsi in camera per aprirlo, curiosa, eccitata, esaltata.

    Quando vidi la pistola sporca di sangue ricordai tutto in un attimo. Una lacrima scese lungo il mio viso. Avevo dimenticato di prendere le pillole per la schizofrenia e per l'alzheimer.

    Fonte/i: hahaahahh
  • 1 decennio fa

    Mi prenoto

    ********

    Erano le 20:45 e il CALENDARIO appeso alla parete di fronte al letto, nella sua stanza segnava col rosso quella domenica di fuoco. Era il 23 novembre e Kate si guardava attorno esterrefatta.

    Si era appena messa a sedere sul suo letto quando lo sguardo si liberò delle sue mani e balzò sulle fotografie appese alla parete.

    Due belle ragazze sorridevano felici: una aveva i capelli biondi raccolti in due trecce, l'altra, più scura, indossava un cappello.

    In un'altra v'era la ragazza bionda ed un bambino...era piccolo, con i capelli ricci e gli occhi verdi..entrambi avevano gli occhi felici, seppur fermi per sempre sopra quella pellicola.

    Guardò le foto una ad una...e provò ad immaginare la vita della ragazza...provò a ricordarla...e una LACRIMA le trafisse il cuore.

    D'un tratto si alzò, gli occhi volarono al letto accanto al muro mentre con le mani cercò l'ultimo cassetto dell'armadio, aveva il cuore che le batteva forte e faticava a respirare...qualcosa, alla vista di quel cappello, le mozzò il respiro il gola. Era chiuso in una scatola, in fondo al cassetto, coperto da altre cianfrusaglie, altri oggetti inutili. Eppure quel cappello non era inutile, non era ciafrusaglia, non era un semplice oggetto. Lo spiegò per bene tra le mani...poi lo indossò e andò a guardarsi allo specchio: vide la ragazza bruna della foto, ma accanto a lei non c'era nessuno. Non c'era più la ragazza bionda a completare la foto, come mancava sul suo viso il sorriso e la felicità di quell'attimo. Allora lo strappò da i suoi capelli, quasi come volesse strapparlo dai ricordi, dalla foto, dalla sua vita. Lo gettò furiosa sul letto mentre frenetica usciva dalla stanza. Un attimo dopo era già sulle scale, e quello dopo ancora era salita sul primo TRAM che aveva visto, uno a caso, uno qualunque.

    Non le importava dove andasse, non aveva destinazioni nè tempo che avrebbe perso. Ormai era tutta una corsa contro il futuro, era un lottare contro il destino, era ingannare il tempo e le carte della sua vita.

    Non si era rassegnata a quell'idea, non aveva ceduto alla vista del SANGUE su quel pavimento che reggeva anche il corpo, inerme, di sua sorella...della ragazza bionda della foto.

    Intorno a lei, in quella camera, vi erano altri occhi, altre mani, altre vite legati a quei capelli biondi, a quegli occhi piccoli e a quelle mani sottili...

    Distratta ripensò a quella giornata...trascorsa tra pianti, urla, disperazione in ogni dove della casa...in ogni minuto che passava...ricordò gli occhi impauriti e lucidi del bambino riccio della foto, rivide lo sguardo spento e sconcertato dell'uomo brizzolato accanto a lei, suo padre...mentre sua madre, una donna piccoletta e dallo sguardo sempre allegro e vivace, si catapultava urlando ad abbracciare disperata quel corpo senza vita.

    Lei era ferma lì invece. Non sapeva cosa fare, cosa dire, come trattenere il suo dolore. Le lacrime sembravano essersi pietrificate dentro l'anima, gli occhi avevano perso vita e speranza, le mani giacevano immobili accanto ai fianchi stretti...la bocca socchiusa in una smorfia di terrore, la mente gelida non osava pensar niente.

    Poi il suono di un clackson la distolse da questi amari ricordi, che erano solo un ammasso triste e vecchio di dolore da mandar giù. Erano passati due anni da quella sera, dalla volta in cui aveva visto quella PISTOLA lì per terra eppure non aveva mai avuto il coraggio di prenderla tra le mani, di sfiorarla, di giocar con essa.

    Aprì la borsa e la pistola era lì, lei lo sapeva come c'era finita...sapeva di chi era e come avrebbe voluta usarla ma qualcosa le impediva di andare fino in fondo.

    Ma poi chiuse le porte a quei ripensamenti e scese di corsa all'angolo di due strade buie e malfamate.

    Per la strada si sentiva odore di alchool e delinquenza mentre le luci gialle e rosse dei lampioni illuminavano qualche bar, sempre affollato a quell'ora di gente poco affidabile.

    Arrivò con passo veloce davanti ad uno di questi bar, si fermò davanti ad un tavolino occupato da quattro uomini più o meno suoi coetanei...li guardò dritti in faccia, uno alla volta...poi con la mano destra frugò nella borsa alla ricerca della pistola, lo guardò negli occhi e disse: "Perchè?"

    A quel punto un ragazzone bello grosso si alzò spaurito e con le mani alzate le rispose "Dai calmati..."

    "Voglio sapere perchè!"

    "Perchè l'amavo"

    "Come?"

    "L'amavo, ero innamorato di lei"

    "L'hai uccisa! E io non avrò pietà con te"

    "L'ho uccisa per amore"

    "AMORE?"

    E poi partì quel colpo, secco e spietato. Il colpo di chi ha voglia di uccidere, il colpo di chi ha sete di vendetta.

    Non sapeva ancora cosa provasse...ma ad un tratto sentì una mano sulla spalla, qualcuno la scuoteva...la chiamava

    "Kate, Kate" ripeteva "dai svegliati..."

    Aprì gli occhi e vide il bambino con i capelli ricci e gli occhi verdi della foto "Steve"

    "Sì Kate, alzati la mamma ti vuole in cucina"

    "Ma che giorno è oggi?"

    "24 novembre perchè?"

    "Niente..."

    Ma in quel momento i suoi occhi ripensarono alla domenica rossa sul calendario, dunque...era solo un sogno. Ma guardandosi attorno vide il segno delle foto sul muro, il letto accanto al muro era intatto, gran parte della confusione sulla scrivania era sparita...allora si rivolse a Steve:

    "Hey...ma oggi..."

    "Sì, oggi sarebbe stato il suo compleanno"

    ************

    Due pollici in giù solo per essermi prenotata xD

    Wow...

  • Anonimo
    1 decennio fa

    allora:

    maddalena guardò il CALENDARIO, era il 1° aprile, perfetto per uno scherzetto sanguinario.

    sì guardò intorno, in cerca della PISTOLA che sapeva di aver lasciato da qualche parte per la stanza.

    guardò sotto il letto a due piazze e la trovò, mezza impolverata.

    lei allungò un braccio e la prese, per poi spolverarla sulla coperta del letto.

    prese il telefono e digitò un numero, poi aspettò che il mittente gli rispondesse; rispose e lei disse maliziosamente "ehi ciao tesoro, ti va di venire a casa mia? sono tutta sola e vorrei che tu mi coccolassi un po' " lui rispose " ma certo che vengo, aspettami, prendo il TRAM e sono da te in un attimo".

    ************

    maddalena aprì la porta e disse " ehi ciao! hai fatto in fretta eh? " e lui rispose " sì, per te farei di tutto ".

    lei lo guardò negli occhi, poi il suo sguardo si abbassò sui pantaloni, lo spinse sul letto, chiuse il portone e disse " tesoro, stavolta facciamo un giochetto ".

    e gli ammanettò gambe e braccia alle 4 colonnine di legno del letto e gli fece dei versi accattivanti. poi si allontanò dal letto e si chiuse in bagno, dicendogli " mi cambio, ho preso un completino apposta per te ".

    quando uscì dal bagno era vestita da hostess, con la pistola in mano.

    lui inizialmente non capì, poi inorridito intese le sue intenzioni e si mise a urlare " AIUTOO " piangendo.

    lei disse amorevolmente " addio AMORE " poi prese la mira e gli sparò dritto al cuore, uno, due, tre colpi.

    andriu era morto, e sul suo volto scorreva un'ultima LACRIMA, di SANGUE.

    Fonte/i: lo so sono un po' perverso ma a me piace come racconto
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  • leena
    Lv 4
    4 anni fa

    Newland Archer e Ellen Olenska (L'Età dell'Innocenza) in keeping with l. a. purezza del loro amore Il conte Almásy e Katharine (Il Paziente Inglese) in keeping with l. a. sensualità e l. a. passione che tutto travolge Swann e Odette (l. a. Strada di Swann) in keeping with l. a. particolarità del modo in cui nasce e si sviluppa l. a. loro relazione

  • Anonimo
    1 decennio fa

    Amore giocava con le armi spuntate, coi dardi di piombo. Sparai, senza una lacrima, riposi la pistola, con calma: la stazione dei tram era vicina. Ma proprio nel punto in cui avevo mirato, il calendario era nero di sangue, sanguinavano ancora quei giorni.

  • non una lacrima avevo versato per quanto accaduto la sera prima. I più dicono che la fine di un amore può essere paragonata quasi ad un lutto, eppure io non sentivo un senso di mancanza..piuttosto di liberazione. Non son qui a recitare la parte della cinica, affatto. Ma non riesco proprio a trovar altro modo di definire quest'improvvisa senzazione di benessere che sto godendomi ora. Si, forse potrei definirlo così.. benessere. Svuotata ma senza angoscia.

    La notte è stata decisamente troppo tranquilla e senza rimorsi, coem se mi fossi improvvisamente distolta da un'ipnosi prolungata per anni, senza provare alcuna sensazione residua al momento del risveglio. Sbircio il calendario per guardare quanti giorni sarebbero mancati alla partenza per Londra, proiettandomi già al momento dell'arrivo in "terra-per me- santa", invasa da quel penetrante odore di fish and chips misto a quello dell'erba dei parchi, appena baciati dalla solita pioggia. Per non pensare a Manuel, accendo un pò la tv e mi sintonizzo su un canale che passa solo horror. Lo sparo di una pistola mi fa capire che, dopotutto, non sono dell'umore adatto per potermi sorbire un film del genere. Opto, quindi, per Music Video: un pò di sana rotazione musicale scacciapensieri è quello che ci vuole.

    Riesco a dormire ancora un pò, accoccolata sul sofà e maledico il fatto di dover andare a lavoro. Potrei far tardi e perdere il tram... in fondo avrei anche una spiegazione logica: dovevo elaborare un lutto, lo dicono tutti no?!

  • 1 decennio fa

    In un giorno comune, una ragazza guardò il calendario regalatogli da un suo amico, Sfogliando le sue pagine si accorse di un cuoricino che pian pino prendeva forma, <<che egli provi la stessa cosa che io provo per lui?>>.

    Con questo dubbio, prese il primo tram per andare all' apartamento dell'amico.

    Salendo le scale, si accorse che qualcosa non andava, un acre odore la colpì e si fece sempre più intenso salendo le scale. Arrivata davanti la porta prese le chiavi da sotto il vaso, e la aprì.

    Camminò per la casa vuota e male odorante chiamando il nome del ragazzo che amava, ma le rispose solo il silenzo. Poi entro nelle camera da letto del ragazzo e lo trovò.

    Egli era in un lago di sangue scarlatto con in mano una pistola. Subito si disegnò una lacrima sul voltò della ragazza che cadde nella disperazione.

    Forse fu il destino o solo la sua disperazione per la morte della persona amata che non vide la lettera dedicata a lei.

    Questa diceva così:

    Mia cara amica, ti scrivo questa lettera per farti sapere il motivo del mio suicidio: l'ho fatto per il tuo amore.

    Ma non fraintendere, io ho aspettato anni prima di dichiararmi ma non ho mai trovato il momento giusto e questo c' era mi mancavano le parole.

    Poi decisi di regalarti quel calendario con un messaggio nascosto, che solo tu potevi interpretare, ma qualche giorno dopo andai a fare un controllo per vedere se il troppo fumare mi aveva danneggiato in qualche modo, e così fu.

    Secondo i medici, la mia predisposizione genetica non avrebbe retto il fumo e sarei dovuto morire all'istante, ma sono vissuto al fumo solo per poterti incontrare, ma ormai era troppo tardi, avevo un cancro ai polmoni, pochi mesi e sarei morto.

    Credo tu abbia capito il perché del mio suicidio.

    SO che avrai un periodo duro dopo la mia morte. ma la supererai e ti sposerai con qualcuno che ti possa stare accanto molto più tempo di quanto io avessi potuto fare,

    P,S. ti aspetto nella prossima vita.

  • 1 decennio fa

    Ci provo!!

    - Era una mattina di fine estate, le spiagge ormai vuote e l'AMORE per la tranquillità m'ispirarò una bella camminata. Presi un libro, una bottiglia d'acqua e mi diressi verso la macchina. Ma, povera me... la macchina non partì, "che sfiga" pensai. Ma la voglia di rilassarmi era tale da non farmi mollare. Andai ad acquistare un biglietto per il TRAM ed eccomi : direzione spiaggia!!!! Durante il tragitto, il TRAM era quasi vuoto, un uomo molto molto strano salì. Aveva un'aria davvero insolita, io lo guardai solo per pochi secondi, poi continuai a leggere.

    In lontananza vidi la mia fermata, decisi di prepararmi.

    Ma ad un tratto, vidi nella tasca dell'uomo dallo sguardo insolito, una PISTOLA. Cominciai a pensare mille cose : adesso ammazza tutti, adesso chissà dove ci porta etc etc, pensieri folli ma dettati dalla paura.

    Cominciai a fissarlo attentamente... sulla sua camicia, notai una macchia di SANGUE. "ecco, lo sapevo, non erano solo fantasie le mie : lui è un assassino!!!!" Cominciai ad escogitare vari piani d'azione : far notare all'autista lo strano soggetto e chiamare la polizia.

    Il mio telefono : batteria scarica. Dunque mi alzo pian pianino per poter raggiungere l'autista in maniera anonima.

    "Sig. autista, mi scusi, abbiamo con noi un assassino". La mia voce tremava ed una LACRIMA bagnò il mio viso.

    L'autista preso dal panico, fermò il tram e fece scendere i passeggeri temevo una tragica reazione da parte dell'assassino, ma lui scese insieme agli altri. L'autista mi guardò e disse : "sig.na ma dov'è quest'assassino?" ed io : "Giuro, ho visto una pistola, lo giuro lo giuro". Lui si arrabbiò molto e fermò lo strano tizio. Lo strano tizio, visto da vicino, non aveva lo sguardo insolito e non portava con sè nessuna pistola. Ad un tratto pensai "Oh mio Dio... ho dimenticato i miei occhiali!!!!". Loro mi guardarono con aria minacciosa, ripresi lo stesso Tram e tornai a casa. Guardando il CALENDARIO, pensai : Domani porterò anche i miei occhiali e potrò rilassarmi!!!"

  • 1 decennio fa

    devo farlo... il mio amore è lì e io nn poxo lasciarlo solo... anke se salvarlo vuol dire lacerare la mia anima per l'eternità, già le lacrime scorrono sulle mia guance quando salgo sul tram, alcuni m guardano ma io nn gli do importanza: nn importa cs può succedere a me, devo salvarlo. ecco, sono arrivata dove tengono in ostaggio il mio amore, stringo a me la borsa cm per trovare forza nella pistola ke ho rubato a mio padre, sl ke nn la voglio usare per rompere un piattello, ma per rompere una vita. il liceo è vuoto, gli alunni ke erano andati a scuola nonostante la neve erano poki... e il mio ragazzo era tra loro, ma non io. m asciugo l'ultima lacrima rimasta perkè devo exere forte, entro nell'aula della 3^ b, sn tt lì ammassati contro al muro e un uomo li tiene calmi puntandoli contro una pistola, kissà se ha una famiglia, kissà se qlcn a casa lo aspetta, se qlcn piangerà per lui... ma ora nn m importa, vedo sl il mio amore, cn gli okki spaventati... è lui ke m da la forza, m guarda mentre dalla borsa prendo la pistola, sembra spaventato ma devo salvarlo, a qualsiasi costo, ma quello ke li tiene prigionieri si è voltato verso d me e m guarda cn uno sguardo ostile, anke lui ha la pistola in mano, premo il grilletto e quando la maglia bianca d quell'uomo si tinge d rosso sento il mio cuore diventare d ferro, ho spezzato un'anima e nnt potrà perdonarmelo. perkè il mio ragazzo stà urlando il mio nome? nn deve farlo, deve exere felice ora ke l'ho salvato, ke gli sorrido, ma nn ho visto qll ke ha visto lui e in un istante un altro uomo spunta dai ragazzi, il complice d qll ke ho ucciso, m punta la pistola alla testa e, prima ke io me ne poxa rendere conto m ritrovo avvolta da un mare d sangue, muoio ma prima sn riuscita a premere il grilletto anke io, siamo morti entrambi, ora tre anime vagano, disperate, nell'aula e il mio amore viene da me, le guance sn rigate d lacrima ma nn lo voglio, ho ftt questo sl per lui, sapevo ke sarebbe potuta andare così e, prima d kiudere gli okki, con voce flebile, pronuncio le parole più belle del mondo: t amo. e so ke riesce a vedere un sorriso sul mio volto inerte, anke se il mio cuore nn batterà più lui sarà sempre lì ad accompagnarmi ovunque la morte porti.

    forse nn è un grankè ma ho provato a scrivere qlcs d bello...

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